Election day, ok dal Quirinale

Le elezioni regionali di Lazio, Lombardia e Molise potranno tenersi il 10 marzo (invece che il 10 febbraio) e in quella data è possibile anche votare per le politiche: è una apertura al cosiddetto ‘Election day’ quella emersa dal Quirinale al termine del vertice dal presidente Giorgio Napolitano con i presidenti di Senato e Camera nonché il presidente del Consiglio, Mario Monti. Ma l’apertura è condizionata all’approvazione della legge di stabilità e soprattutto della legge elettorale.

‘C’è l’accordo, si vota il 10 marzo’ titola oggi Repubblica; ‘Voto a marzo, il Quirinale apre’ per il Corriere della Sera. ‘Napolitano apre all’election day’ è il titolo de la Stampa. Per Il Giornale, ‘Ciao Monti – Tecnici agli sgoccioli’ e aggiunge ‘Pdl soddisfatto per l’election day, le primarie si allontanano’, mentre Libero interpreta: ‘Vince il centrodestra: si vota il 10 marzo’.

Ma l’Election day è possibile ma non scontato, che si voti anche per le politiche dipenderà da una serie di fattori che si determineranno nelle prossime settimane, uno dei quali per il Presidente della Repubblica sarà appunto verificare la responsabilità delle forze politiche sulla riforma della legge elettorale, come si evince dalla nota diffusa dal Quirinale al termine del vertice. Il problema è capire cosa accadrà se non si arrivasse alla nuova legge tanto auspicata dal capo dello Stato entro il 20 gennaio, data ultima perché il Presidente possa sciogliere le Camere per il voto anticipato del 10 marzo. Il Quirinale sarebbe pronto a un ‘intervento’.

In tre passaggi Giorgio Napolitano spiega il suo ragionamento. ‘Una costruttiva conclusione della legislatura e la serietà dei problemi che il paese ha di fronte sconsigliano un affannoso succedersi di prove elettorali’, considerazione che viene riferita alle tre regioni chiamate al voto ma che non può non riguardare anche la scadenza elettorale più importante, quella appunto per il rinnovo del Parlamento. Inoltre il Capo dello Stato ritenendo ‘indubbia l’esigenza di un contestuale svolgimento delle elezioni nelle tre regioni’ giudica ‘appropriata la data del 10 marzo’, ma infine avverte che ‘attende il verificarsi delle condizioni opportune per la decisione che la Costituzione riserva al Capo dello Stato’, ossia lo scioglimento delle Camere.

La legge elettorale sarà quel test che Napolitano attende per prendere la decisione. Posto però che ci sono ‘adempimenti prioritari e ineludibili’ come ‘l’approvazione finale in Parlamento della legge di stabilità e quindi quella della legge di bilancio per il 2013′. Quanto alla riforma del voto è chiaro appunto che i tempi per verificarne la fattibilità si fermano a dicembre, in quanto per poter votare a marzo è necessario sciogliere le Camere entro gennaio. In questo senso il messaggio di ieri sera rivolto alle forze politiche è un nuovo e duro incitamento, una sfida al Parlamento affinché intervenga. E’ ‘altamente auspicabile la conclusione del confronto in atto da molti mesi per una riforma della legge elettorale’, ha scritto nella nota.

Se questo non accadrà in tempo utile Napolitano, assicurano al Colle, ‘non starà con le mani in mano’ e farà ‘tutto quello che è in suo potere fare’, e questo vuol dire mandare un messaggio alle Camere ma non solo. Bisogna ricordare infatti che c’è il principio sancito dalla sentenza della Corte costituzionale sulla rappresentatività del sistema di voto, e dunque la necessità di modificare il premio di maggioranza che oggi assegna alla coalizione che prende più voti un premio di governabilità pari al 55% dei seggi in Parlamento.

Infine è convinzione di Napolitano che sia necessario difendere il principio in base al quale spetta al nuovo Capo dello Stato e non a quello uscente il compito di affidare l’incarico al nuovo governo, ragione per la quale se davvero si creeranno quelle condizioni che porteranno al voto anticipato a marzo, a quanto si apprende, il Presidente potrebbe anche decidere di dimettersi qualche settimana prima della sua scadenza naturale, come fece Cossiga.

Election Day, Obama Romney ultima sfida oggi si vota

Il conto alla rovescia è finito. Gli americani sono chiamati oggi a votare per scegliere chi tra il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni.

Mentre Obama seguirà l’election day dalla sua Chicago, Romney ha deciso ieri di cambiare programma, dichiarando che visiterà oggi gli swing state Ohio e Pennsylvania per cercare di recuperare gli ultimi voti più preziosi. Il cambio di rotta annunciato dai membri del suo team, secondo gli osservatori, rappresenta l’ultimo tentativo del candidato repubblicano per modificare l’opinione degli elettori, che secondo gli ultimi sondaggi si stanno riavvicinando al presidente americano.

E la scelta degli Stati da visitare non è affatto casuale. In Ohio, infatti, la battaglia si gioca fino all’ultima scheda, perché i suoi 18 voti elettorali sono necessari a Romney per battere il presidente. Stando al sondaggio finale prima delle elezioni curato dall’Università di Cincinnati, Obama è in vantaggio nello Stato con il 50 per cento delle preferenze, contro il 48,5 per cento di Romney.

La sfida è sul filo del rasoio anche a livello nazionale. Quasi tutti i sondaggi, tuttavia, prevedono che vincerà Obama. La media di Real Clear Politics mostra un recupero del presidente americano su Romney, anche se con un vantaggio di appena 0,4 punti.

Il testa a testa è evidente soprattutto negli swing state, ovvero gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, dove i candidati hanno concentrato gli ultimi sforzi di campagna elettorale. Ieri mattina Obama è stato a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si è spostato a Columbus, in Ohio, prima di tornare a Chicago.

Romney, nel frattempo, ha visitato la Florida, con un comizio all’aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando e nella fascia centrale dove risiede gran parte degli elettori indecisi, per poi spostarsi in Virginia, in Ohio e infine a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura.

Intanto chiusi i seggi con un nulla di fatto a Dixville Notch. Nel mitico comune della Contea di Coos nel New Hampshire, il primo ad aprire e chiudere i seggi nell’Election Day statunitense, Barack Obama e Mitt Romney sono in parità, per la prima volta nella storia. Alla mezzanotte locale, le 6 in Italia, Tanner Tillotson, il primo di 200 milioni di elettori chiamati alle urne, ha deposto la sua scheda nella storica urna di legno: ‘Ho votato per Barack Obama’, ha dichiarato il 24enne. Ma alla fine cinque voti sono andati al presidente democratico uscente, altri cinque allo sfidante repubblicano. ‘Non è mai successo qui, abbiamo la parità’, ha dichiarato lo scrutatore nell’annunciare i risultati.

Questo piccolo villaggio isolato, ad appena una trentina di chilometri dal confine canadese sulle montagne degli Appalachi, è dal 1960 il primo ad aprire i seggi. Ad eccezione del 2008, quando ha trionfato Obama, a Dixville hanno sempre vinto i candidati repubblicani.

In Iowa Obama ha tenuto il suo ultimo comizio elettorale, concedendosi anche l’emozione di una lacrima. ‘E’ qui che tutto è iniziato’, ha ricordato anche Michelle, ‘ed è questo l’ultimo evento della campagna elettorale di mio marito, è l’ultima volta che ci vedete sul palco insieme. Mio marito è un uomo d’onore, integro e onesto. Ha lavorato duramente ogni giorno per rendere questo Paese migliore: ne sono molto orgogliosa’. La first lady ha quindi ringraziato Springsteen.

 ‘Le sue note hanno accompagnato tutta la nostra campagna elettorale’, ha osservato Michelle, ‘ma non c’è niente come l’avere il Boss in persona’. Prima di lasciare la parola al marito, Michelle lo ha abbracciato calorosamente, sussurandogli all’orecchio: ‘Sono orgogliosa di te’. Poi ha ricordato ‘i momenti piu’ divertenti’ trascorsi in Iowa nel 2008, ‘dal compleanno di Melia’ alla ‘faccia di Barack scolpita nel burro’.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos, il presidente uscente è avanti di quattro punti in Ohio, con il 50 per cento delle preferenze contro il 46 di Romney. In Virginia il distacco è di due punti (48 per cento contro 46), e in Colorado di un punto (48 per cento a 47). Romney risulta invece in vantaggio in Florida con il 48 per cento dei consensi a fronte del 47 di Obama.

Ecco gli orari di chiusura delle urne nei principali swing state: – 19 locali (l’una di stanotte in Italia): Virginia. – 19.30 (l’una e mezza): Ohio e North Carolina. – 20 (le due): Florida, New Hampshire, Pennsylvania. – 21 (le tre): Colorado, Michigan, Minnesota, Wisconsin. – 22 (le 4): Iowa, Nevada.

Obama-Romney a confronto: a Denver il primo dibattito pre Election Day

In vista delle elezioni del 6 novembre, mercoledì notte ci sarà il primo dibattito fra Barack Obama e Mitt Romney. In questi giorni, il presidente degli Stati Uniti si sta allenando a ‘parlare meglio e di meno’, come gli hanno suggerito dal suo team in un resort nel deserto del Nevada, alle porte di Las Vegas. Romney è invece nel Massachusetts, per prepararsi a una missione difficile.

Questa sera Mitt Romney e Barack Obama si scontreranno all’università di Denver nel primo, dopo cinque anni, dei tre dibattiti pre elettorali che saranno trasmessi in diretta da tutte le televisioni degli Stati Uniti. In Italia su Rai News 24 in diretta dalle 2:45 della notte fra il 3 e il 4 ottobre. Un’ora e mezza di discussioni sulla politica interna. Ma il presidente in carica ci arriva con un sondaggio incoraggiante: secondo una rilevazione del Wall Street Journal, il 57% degli intervistati ritiene che l’economia Usa – tema cruciale per la vittoria nel voto del 6 novembre – sia in ripresa.

La corsa presidenziale resta incerta perché i sondaggi a livello nazionale – l’ultimo del Washington Post-Abc – danno Obama attorno al 49% delle intenzioni di voto e il rivale repubblicano attorno al 47%. Ma il presidente democratico è in testa nella maggioranza degli Stati in bilico, che saranno decisivi per il risultato finale. Dunque lo scontro di questa sera si presenta cruciale: per Romney è l’occasione di far dimenticare alcune delle sue ultime gaffes, di mostrarsi ‘presidenziale’, di convincere gli indecisi della bontà delle sue ricette economiche. Per Obama è invece il momento, se ci riuscirà, di consolidare il suo vantaggio.

Ma il presidente ha un asso nella manica: il piano salva-auto, che garantendogli la vittoria in Michigan e in Ohio potrebbe rendere le cose impossibili a Romney. Anche se a livello nazionale i sondaggi li danno in sostanziale parità, a contare sarebbe il numero di grandi elettori messi a disposizione per la vittoria da ogni Stato. E senza l’Ohio, la vittoria per Romney è quasi impossibile.

Senza l’Ohio, per conquistare i 270 punti necessari a diventare presidente, Romney dovrebbe vincere in tutti gli Stati incerti: Colorado, Florida, Virginia, North Carolina, Iowa, Nevada, New Hampshire. Benché continui a restringere le distanza con Obama, anche secondo gli analisti repubblicani sarà molto difficile che li conquisti tutti e sette. Negli Stati notoriamente di destra, invece, Mitt Romney ha consolidato un buon vantaggio su Obama, per questo risulta in pareggio a livello nazionale. Secondo il Washington Post sarà molto difficile per Romney, che era contrario al piano salva-auto di Obama (a differenza del suo vice Paul Ryan), convincere uno Stato dove un cittadino su otto lavora per l’industria automobilistica.

Per tutti i telegiornali americani e per le prime pagine di questa mattina il dibattito di Denver è la notizia del giorno. I collaboratori di Romney starebbero addestrando il candidato repubblicano a non farsi irritare dalle punzecchiature di Obama; il presidente in carica invece si prepara ad essere aggressivo, nella speranza di far saltare i nervi a Romney, ma non tanto da risultare arrogante. Sulla carta, Romney è più allenato poiché viene dalla campagna delle primarie, ma non potrà usare con Obama le stesse tecniche che ha usato con i rivali repubblicani.

A prescindere dai programmi economici e politici, un dibattito televisivo nelle campagne elettorali statunitensi è – storicamente – il momento cruciale in cui si mettono a confronto l’arte oratoria e la capacità di trasmettere autorevolezza. Secondo lo stratega repubblicano Brett O’Donnell, i primi trenta minuti di questo primo dibattito saranno decisivi. ‘Riuscirà Romney a convincere gli elettori che Obama ha la colpa delle condizioni economiche attuali? Riuscirà Obama a convincere la gente che il paese è orientato nella direzione giusta e che cambiare rotta metterebbe a rischio una ripresa ancora fragile?’.

Per il presidente poi c’è un incentivo tutto personale a festeggiare: oggi è il ventesimo anniversario delle sue nozze. E a Denver ci saranno anche la moglieMichelle Obama e la compagna del repubblicano, Ann Romney.

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Romney contro: gaffe del candidato repubblicano alla presidenziali ‘Il 47% degli americani vota Obama perché dipende dal governo’

‘Il 47% degli americani vota Obama perché dipende dal governo, non paga le tasse e si sente una vittima. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro’.  Gaffe del candidato repubblicano alle Presidenziali del 6 novembre durante un ricevimento privato organizzato da alcuni sostenitori, riferendosi agli elettori quasi fossero parassiti. Poi chiarisce: ‘ E’ necessario scegliere se crediamo in una società statalista o fondata su libero mercato’.

Riconosce di aver parlato ‘in modo non elegante’, ma difende la sostanza delle sue affermazioni. Così Mitt Romney, travolto dall’ennesima bufera per le sue dichiarazioni a dir poco avventate, ha difeso la frase, pronunciata durante un discorso in un evento che sarebbe dovuto essere a porte chiuse, in cui afferma che ‘c’è un 47% di americani che votano Barack Obama che dipendono totalmente dal governo per sopravvivere0.

Come a dire elettori parassiti che ‘pensano di essere vittime, di avere il diritto all’assistenza sanitaria, alla casa e al cibo’ senza impegnarsi. ‘Sono persone che non pagano le tasse sulle entrate. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro, non li convincerò mai ad assumersi le loro responsabilità personali e prendersi cura di loro stessi’, ha detto in un video ‘rubato’ e postato sul sito progressista di giornalismo investigativo Mother Jones.

‘Sono sicuro che avrei potuto parlare in modo più chiaro ed efficace di quanto ho fatto’ ha dichiarato il repubblicano in una conferenza stampa convocata non appena tutti i media americani hanno cominciato a rilanciare la frase rubata durante una raccolta di fondi da 50mila dollari al coperto.

Ma Romney ha in pratica difeso il messaggio di fondo di quel discorso: ‘la mia campagna è centrata sulla necessità che le persone prendano maggiore responsabilità – ha detto – perché è in gioco la direzione che prende il paese, noi crediamo in una società incentrata sul governo che concede sempre più benefit? O noi crediamo invece in una società fondata sul libero mercato in cui le persone possono inseguire il proprio sogno?’

A meno di cinquanta giorni dallElection Day, i liberali hanno rapidamente condannato le osservazioni poco politiche e molto personali del candidato Mitt Romney, considerandolo come insensibile, e la campagna di Obama lo ha accusato di aver ‘sdegnosamente cancellato metà della nazione.’

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Clara Schumann protagonista del doodle Google di oggi

Chi era Clara Schumann? Pianista e compositrice tedesca è la protagonista del doodle Google di oggi. Mountain View per ricordare i 193 anni della sua nascita e il suo ruolo nella musica del diciannovesimo secolo, le ha dedicato il logo del motore di ricerca con il quale poter soddisfare i nostri interrogativi quotidiani. Il disegno mostra Schumann alla tastiera di un pianoforte, con un gruppo di bambini.

Clara Josephine Wieck, diventa Schumann dopo il matrimonio, nacque a Lipsia in Germania il 13 settembre del 1819. Quando aveva quattro anni, i suoi genitori si separarono: lei rimase con il padre, che le fece coltivare il suo spiccato talento per la musica. A otto anni Clara tenne un piccolo concerto nell’abitazione del direttore della casa di cura per malati psichiatrici che sorgeva nei pressi della città. Lì incontro un altro giovane pianista, Robert Schumann, che aveva diciassette anni. Il ragazzo rimase molto colpito dall’esibizione di Clara e ottenne il permesso dalla madre di interrompere gli studi in legge, così da poter frequentare con assiduità casa Wieck e ricevere lezioni di piano insieme con la giovane pianista.

Schumann, che sarebbe poi diventato uno dei più importanti compositori del periodo romantico tedesco, si trasferì per un anno nella casa di Clara. I due divennero buoni amici e qualche anno più tardi, nel 1840, si sposarono.

Fu tra i primi pianisti a eseguire i concerti a memoria senza utilizzare gli spartiti, a proporre interpretazioni e variazioni sul tema di altri compositori e a inserire quasi sempre nei programmi almeno un brano da lei composto. Contribuì a introdurre nuove tecniche per suonare il pianoforte, alcune delle quali sono utilizzate ancora oggi. Ebbe poi il merito di promuovere sempre le composizioni del marito, che deve buona parte della propria fama proprio al lavoro di promozione di Clara condotto dopo la sua morte oltre a essere una delle prime donne compositrici.

Nel doodle di Google di oggi è mostrata insieme con otto bambini, i figli avuti da Robert Schumann. La grande passione per il pianoforte e la fama furono gli aspetti più felici di una vita molto difficile. Quattro dei suoi otto figli e il marito Robert Schumann morirono prima di lei e un altro figlio fu rinchiuso in un ospedale psichiatrico, dove vi rimase fino al giorno della sua morte. Negli ultimi anni di vita Clara Schumann fu costretta su una sedia a rotelle e divenne quasi completamente sorda. La sua storia interessò diversi storici della musica e affascinò scrittori. Nel 1947 l’attrice Katharine Hepburn interpretò il suo ruolo nel film Canto d’amore, ispirato alla storia sentimentale tra Clara e Robert, che contribuì a farla conoscere a un pubblico più ampio e popolare.

L’ultimo concerto pubblico di Clara Schumann si tenne nel marzo del 1891. Cinque anni dopo, morì a causa di un infarto quando aveva 76 anni. È sepolta nel cimitero di Bonn insieme con il marito Robert.

Breve parentesi, ieri nei Paesi Bassi, Netherlans, era l’Election Day, il giorno delle elezioni e anche in quel caso Google regala un doodle di omaggio.

www.google.com/doodles/

11 settembre: al via le celebrazioni per l’undicesimo anniversario dagli attentati del 2001

 Celebrazioni sottotono negli Usa per l’undicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. La principale cerimonia di commemorazione si terrà a Ground Zero, luogo in cui sorgevano le Torri gemelle, dove saranno letti i nome delle circa 3000 persone uccise a New York, a Washington e a Shanksville, in Pennsylvania.

A differenza degli anni scorsi, in ogni caso, nessun politico di rilievo, né il sindaco Michael Bloomberg né altri, prenderanno la parola a New York mentre il presidente Obama e la moglie Michelle si raccoglieranno in silenzio prima nei giardini della Casa Bianca poi al memoriale del Pentagono. Il vicepresidente Joe Biden andrà invece a Shanksville dove si schiantò il volo 93 della United Airlines.

Ieri, proprio a Shanksville, ha parlato il ministro della Difesa Leon Panetta che ha invitato gli americani a non dimenticare ‘i soldati che combattono e muoiono in Afghanistan‘. A segnare la differenza col passato anche l’andamento della campagna elettorale, che non si fermerà neanche per l’11 settembre. L’ex presidente Clinton sarà oggi a Miami, in Florida.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/a-charlotte-la-convention-democratica-per-linvestitura-di-obama-a-candidato-ufficiale-alle-presidenziali-del-6-nov/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/06/i-sette-titani-della-tech-industry-che-finanziano-le-campagne-elettorali/
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I sette titani della Tech Industry che finanziano le campagne elettorali

Come tutti sanno l’out-of-the-loop più forte per fare un sacco di  soldi con la tecnologia, il modo più immediato e decisivo, è quello di inventarsi un Social Network. Anche per quanto riguarda la politica, che spinge capitali in quantità indecifrate, soprattutto se si sta donando un super PAC, la quantità di denaro destinato ai candidati di supporto è illimitata. Basta superare quota  $1,000.

Come ogni altro settore economico, anche i titani della Tech Industry si sono preparati per l’Election Day del 2012, cercando di non fare arrabbiare nessuno e tirando da entrambe le parti politiche.

Negli anni precedenti alle attuali presidenziali, ‘la ricchezza del settore Tech è sempre stata positiva soprattutto nei confronti dei Democrats – i Democratici, in parte grazie ai suoi liberali locali e ai giovani dirigenti,’  ha riferito l’agenzia di stampa Reuters in un rapporto del 2011. Grazie a una decisione della Supreme Court’s Citizens United, la Corte Suprema dei Cittadini, che ha accresciuto i limiti di denaro inviato ai gruppi indipendenti che pubblicano annunci e dichiarano politiche di sensibilizzazione, la  Silicon Valley ha ottenuto molti più dollari dai repubblicani nel 2011 e 2012.

Quale partito o celebrità politica aderisce alla tua linea di pensiero al punto da meritare una sovvenzione economia? L’Huffington Post ha selezionato una galleria di volti celebri fra i quali poter scegliere. Naturalmente il riferimento geografico è alle conventions politiche che stanno anticipando le presidenziali del 6 novembre.

Ed ecco i 7 Tech Titans Funding Political Campaigns. Al primo posto c’è l’immancabile Bill Gates (vale a dire, Bill & Melinda Gates Foundation) Fondatore di Microsoft.  Contributo $ 34.375 nel 2011-2012. Appoggia la sinistra (98 per cento va ai democratici, i repubblicani con un 2 per cento). Una delle persone più ricche del pianeta, Bill Gates assume una posizione chiave nella politica che non riflette i suoi interessi da pocketbook: sostiene tasse più alte per i ricchi e anche l’uguaglianza del matrimonio. Le sue donazioni sono effettuate tramite la no-profit Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce il compito erculeo di distribuire i soldi del miliardario tra cause meritevoli di tutto il mondo.

Il secondo posto va invece a Sheryl Sandberg Chief Operating Officer di Facebook. Contributo $ 60.800 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia la sinistra (96 per cento ai democratici, ai repubblicani 4 per cento). Anche se non c’è alcuna traccia del presidente di Facebook Mark Zuckerberg nelle donazioni politiche, il suo n ° 2 era una volta un peso massimo di Washington. Durante l’amministrazione Clinton, Sheryl Sandberg ha lavorato come capo di stato maggiore per l’allora Segretario al Tesoro Larry Summers. Ha donato per il presidente Barack Obama e una varietà di legislatori democratici.

Terzo podio per Laurene Powell Jobs moglie del defunto co-fondatore di Apple Steve Jobs, con un contributo, fino ad ora, di $ 59.800 nel 2011-2012.

Appoggia la sinistra (100 per cento ai democratici). Secondo Explorer, Steve Jobs non ha contribuito alle campagne politiche, il che non dovrebbe sorprenderci: al compianto CEO di Apple non piace donare a qualcuno , politico o no. Sua moglie è più generosa. In questo ciclo elettorale, Laurene Powell Jobs ha dato esclusivamente ai democratici, tra cui il presidente Obama, il senatore Kirsten Gillibrand di New York ed ex Rep. Gabrielle Giffords dell’Arizona. Nel 2010, Jobs ha iniziato a lavorare sul Consiglio per le soluzioni comunitarie di Obama alla Casa Bianca. 

 Eric Schmidt Presidente esecutivo di Google. Contributo $ 73.000 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia a sinistra con un 63 per cento ai democratici, ai repubblicani 37 per cento. Se per il primo CEO di Google le donazioni sono più equamente distribuite tra le due parti di quelle di alcuni altri titani della Tech Industry, Eric Schmidt può essere il dirigente tecnico che è  più cozza con l’amministrazione Obama.

Ha prestato servizio in qualità di consulente alla campagna durante le prime  presidenziali vinte da Obama, ed è stato invitato a serate di gala alla Casa Bianca, oltre ad essere stato nominato dal Consiglio Presidente dei Consulenti in materia di scienza e tecnologia. Nel frattempo, la Federal Trade Commission stava colpendo Google da sinistra e a destra sulle violazioni della privacy.

Al quinto posto c’è John DonahoeCEO of eBay. Il suo contributo è stato pari a  $48,300 in 2011-2012. Appoggia al 100 per cento i democratici, il suo voto va  a sinistra. A differenza del suo predecessore ad eBay, Meg Whitman, un tempo candidato a governatore repubblicano della California, John Donahoe è un donatore tutto blu a questo ciclo elettorale. Ha dato $ 5.000 ciascuno al presidente Barack Obama e al senatore di New York Kirsten Gillibrand per sostenere le campagne di rielezione. Egli attualmente è presidente del Consiglio della Casa Bianca per le soluzioni comunitarie, come Jobs Laurene. Questo pur avendo lavorato con Mitt Romney a Bain & Company e dopo avere cantato le lodi del suo  vecchio collega. ‘Penso che è eccezionale che sia stato in grado di passare alla modalità campagna come politico, perché non è certamente una transizione facile per chi proveniene dal ruolo esecutivo nel mondo degli affari’, Donahoe ha detto al Dartmouth Business Journal marzo 2012 .

Randall Stephenson Presidente e CEO di AT & T.
Contributo $ 16.332 nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (87 per cento ai repubblicani, il 13 per cento ai democratici). I sostenitori finanziari della campagna non potrebbe scrivere un esempio migliore di intenti nelle donazioni politiche. Dopo AT & T, il più grande operatore mobile statunitense, non è riuscito a ottenere l’approvazione da parte del Federal Communications Commission, controllato dai democratici, per una fusione con T-Mobile nel mese di dicembre e Randall Stephenson ha donato l’importo massimo legale al Comitato Nazionale Repubblicano. Parole amare.


Peter Thiel

Co-fondatore di PayPal e all’inizio degli investitori Facebook.
Contributo 2634700 dollari nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (93 per cento ai repubblicani, 7 per cento ai democratici). Secondo influence Explorer, questa impresa del capitalista della Silicon Valley lo rende il quarto più generoso donatore nella vita politica del paese, dando 2,6 milioni dollari alle campagne e ai terzi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tra i suoi punti di vista a volte eccentrici e libertari (lui è fiero di avere figli molto intelligenti in grado di non frequentare il college), Peter Thiel ha sostenuto l’elezione in  Texas per Ron Paul  presidente. Thiel ha dato la maggior parte delle sue donazioni al super PAC approvate Liberty , che produce spot televisivi e on-line backing Paul.

Sheryl Sandberg, Bill Gates e Eric Schmidt sono tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno donato migliaia di dollari per questo ciclo elettorale.


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Twindex a chi preferisce Obama a Romney: su Twitter il nuovo sistema di elaborazione dati sull’Election Day

Twitter, in collaborazione con una società di elaborazione dati di nome Topsy, ha lanciato ieri il suo index politico – detto anche Twindex – che analizzando circa 400 millioni di tweet che ogni giorno vengono cinguettati da 140 millioni di utenti attivi dovrebbe, nelle intenzioni, produrre una rilevazione quotidiana delle preferenze della gente nei confronti di Obama e Romney, i candidati alle prossime presidenziali del 6nov. negli Stati Uniti. Se funzionasse, questo esperimento potrebbe rivoluzionare le campagne elettorali di tutto il mondo, offrendo un’alternativa al tradizionale sondaggio basato su interviste.

Messo a punto con la collaborazione di una agenzia demoscopica di area democratica e di una di area repubblicana (il Mellman Group e il North Star Opinion Research), Twindex funziona così: Topsy intercetta ogni singolo tweet e discerne quelli che parlano di Obama da quelli che parlano di Romney; dopodichè, basandosi sul loro contenuto, assegna a ciascuno un punteggio da uno a cento – uno il peggiore negativo e cento il massimo positivo – etichettandoli quindi in modo da distinguere se esprimono nei confronti del candidato di cui parlano un sentimento positivo o negativo, e quanto positivo o negativo.

Aggregando questi dati, si ottiene ogni giorno un valore complessivo che viene pubblicato quotidianamente alle otto di sera sul sito election.twitter.com (e twittato sull’apposito nuovo account @gov): il valore esprime il tasso di popolarità dei due candidati giorno per giorno, rilevato più o meno in tempo reale.

Ieri, nel giorno dell’inaugurazione, l’indice dava Obama in testa su Romney 44 a 26.

Una rilevazione di questa portata non sarebbe stata possibile nella campagna elettorale del 2008, non solo per ragioni tecniche ma anche perché, semplicemente, il campione non si sarebbe nemmeno avvicinato alla rappresentatività che ha oggi Twitter: sul social network dei 140 caratteri, pargolo di appena un  paio d’anni, il giorno delle elezioni presidenziali del 2008 vennero scritti 1,8 milioni di tweet nell’intera giornata.

Oggi quel volume di tweet circola in appena sei minuti e in una giornata qualunque vengono emessi mediamente circa 400 milioni di messaggi.

#twindex#election2012

http://election.twitter.com/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/obama-for-america-101-giorni-al-voto/

Obama for America: 101 giorni al voto

President Barack Obama addresses the House Dem...

President Barack Obama addresses the House Democratic Caucus Issues Conference in Williamsburg, Virginia. (Photo credit: Wikipedia)

Piena campagna elettorale per le prossime presidenziali del 6 novembre negli Stati Uniti. Il presidente Barack Obama invita chiunque fosse desideroso di contribuire, a visitare il sito Obama Biden (Presidente e Vicepresidente). Il 4 agosto sarà il suo compleanno, ‘forse l’ultimo da Presidente, non sta a lui decidere’, dice Obama in un messaggio pubblicato ieri dal titolo ‘My Birthday’ e indirizzato ai volunteers e ai supporters. L’invito è aperto a chiunque volesse partecipare. Obama scrive:

‘My upcoming birthday next week could be the last one I celebrate as President of the United States, but that’s not up to me—it’s up to you.

This July deadline is our most urgent yet, coming after two consecutive months of being significantly outraised by Romney and the Republicans.

And if you pitch in whatever you can before midnight tonight, you and a guest will be automatically entered to join me at my birthday get-together next month.

Thanks. Hope I’ll see you soon.’

Barack

L’Election Day è più vicino di quanto pensi. ‘Sostenere il Presidente e costruire questa campagna è più importante che mai, dona oggi – dice la nota sul sito. Quando lo fai, entro il 31 luglio, sarai inserito automaticamente fra gli invitati al 51esimo compleanno di Barack per festeggiare con lui nella sua casa di Chicago‘. E buon compleanno.


http://www.barackobama.com
http://www.barackobama.com/calendar
https://cookednews.wordpress.com/2012/06/16/obama-e-il-dream-act-il-presidente-americano-concede-i-permessi-di-lavoro-ai-figli-degli-immigrati/
https://cookednews.wordpress.com/2012/06/28/obamacare-ok-della-corte-suprema-alla-riforma-sanitaria-voluta-dal-presidente-barack/
http://www.youtube.com/barackobama?source=primary-nav

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