Giornata mondiale della Terra: Google festeggia con un mini-ecosistema

Doodle di Google nella ''Giornata della Terra''La Giornata mondiale della Terra, la quarantatresima che si celebra oggi 22 aprile, viene festeggiata da Google con un mini-ecosistema animato nello spazio dedicato al doodle.

La scenografia pensata da Google per l’Earth day riproduce un habitat naturale: un paesaggio che raffigura, con colori pastello e immagini da vecchi cartoni, fiumi, alberi, fiori, montagne, colline e animali con i pesci che saltano fuori dal laghetto formato dall’acqua proveniente da cascata, e di lato anche le formiche laboriose.

Inoltre, l’animazione da vita a un piccolo ecosistema in tutte le fasi del ciclo della giornata; prima il sole quando fiori e alberi rinvigoriscono, poi il calar della luce man a mano lungo il pomeriggio, fino alla luna con il cielo stellato. La Giornata mondiale della Terra e‘ stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1970.

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L’asteroide di San Valentino in orbita vicino alla Terra

asteroide-popVenerdì 15 febbraio alle 20.26, ore italiane, un asteroide di 45 metri (circa due campi da tennis) battezzato ‘2012 DA 14’, o anche l’Asteroide di San Valentino e passerà ad appena 27 mila chilometri di distanza dalla Terra, praticamente sarà 13 volte più vicino della Luna e sfiorerà la Terra forse anche meno, 24 mila.

Per quanto se ne sappia mai un corpo celeste di queste dimensioni è transitato tanto vicino al nostro pianeta. Per altri minori era già accaduto e qualcuno, tra i più piccoli, ci era pure caduto addosso sbriciolandosi nell’impatto con l’atmosfera. Quello che il 30 giugno 1908 incendiò il cielo di Tunguska nella Siberia centrale distruggendo 60 milioni di alberi su un territorio di 2.150 chilometri quadrati aveva solo 30 metri di diametro. Con il «2012 DA 14» non si corre questo pericolo anche se qualcuno subito dopo la sua scoperta un anno fa, il 22 febbraio dall’Osservatorio astronomico di La Sagra nei pressi di Granada in Spagna, aveva ipotizzato un potenziale scontro. I rilevamenti della sua orbita cancellavano in fretta l’infausta probabilità lasciando però la prospettiva di un record da non dimenticare. Anche perché nel suo transito veloce sfreccerà più in basso rispetto l’anello, a 36 mila chilometri d’altezza, dove stazionano 432 satelliti attivi per le telecomunicazioni e la meteorologia sia civili che militari. Ma arrivando da sud non lo attraverserà escludendo quindi ogni pericolo.

Il nuovo arrivato vola su un’orbita quasi uguale a quella della Terra tanto che impiega soltanto un giorno in più (366 giorni) per compiere un giro intorno al Sole. Ma il suo piano orbitale è inclinato rispetto al nostro e quindi lo taglia due volte all’anno con qualche differenza. Il prossimo passaggio ravvicinato è previsto nel 2020. Ma il Jet Propulsion Laboratory della Nasa che segue e censisce questi corpi vaganti non è ancora in grado di precisare quanto vicino.

Tuttavia anche per quella data diffonde tranquillità calcolando che la probabilità dell’impatto con la Terra sarà una su centomila, cioè minore di quella di essere colpiti da un fulmine nell’arco della nostra vita. Se ciò accadesse finirebbe probabilmente in Antartide. Questo non ci consola perché, data la sua massa di 130 mila tonnellate, nell’impatto svilupperebbe un’energia di 2,5 megaton, cioè 160 volte più elevata della bomba che distrusse Hiroshima.

L’asteroide «2012 DA 14» non sarà visibile ad occhio nudo. Comunque con un binocolo e un po’ di fortuna si potrebbe anche inseguire. Il corposo oggetto è uno dei tanti che si avvicinano pericolosamente alla Terra. La Nasa nei mesi scorsi utilizzando le osservazioni del satellite Wise aveva stimato che i corpi (asteroidi e comete) potenzialmente a rischio per noi con un diametro di almeno cento metri sarebbero circa 4.700. Il guaio è che soltanto il 30 per cento è stato finora identificato. Infatti talvolta accade che la loro scoperta avvenga quando siano già abbastanza vicini.

Per fortuna anche i più minacciosi sulla carta talvolta perdono la loro cattiva immagine. Il 9 gennaio scorso era transitato a 15 milioni di chilometri l’asteroide Apophis di 300 metri di diametro per il quale si ipotizzava una possibilità di scontro con la Terra nel 2036, sia pure minima nelle statistiche. Nell’occasione, scrutandolo con attenzione, gli astronomi rivedevano i conti. «Ora possiamo escludere un impatto con il nostro pianeta anche nel 2036» ha sottolineato Don Yeomans, direttore del Near-Earth Object Program Office al Jet Propulsion Laboratory della Nasa.

Tuttavia il problema rimane e finora è stato sottovalutato. Per questo si cerca di recuperare e vari sono i progetti in corso per spedire sonde in grado di studiarli da vicino, consentendo di valutare meglio il rischio oppure per deviarne la traiettoria. Pellicole come Deep Impact e Armageddon hanno lasciato il segno. «Intanto – dice Detlef Koschny, responsabile all’agenzia spaziale europea Esa della Space Situational Awareness – stiamo sviluppando un sistema automatico con telescopi in grado di scoprirne l’esistenza almeno tre settimane prima dell’arrivo nelle nostre vicinanze». Sarebbe già un passo avanti.

(fonte Corsera, news-24h.it)

Il paracadutista Felix Baumgartner in caduta libera dallo Spazio

Felix-Baumgartner Ready-Set-Go

Felix-Baumgartner Ready-Set-Go (Photo credit: My Private Geek)

Un lancio da tre record e capace di infrangere il muro del suono. Il paracadutista austriaco Felix Baumgartner è salito fino ai limiti dell’atmosfera terrestre a bordo di una capsula sollevata da un pallone gonfiato a elio da 200 metri di diametro. Raggiunti i 39 mila metri da terra dopo due ore e mezzo, è saltato nel cielo del Nuovo Messico, trasformandosi in un proiettile umano in grado di superare di 1,24 volte la barriera del suono.

Baumgartner in caduta libera per 4 minuti e 20 secondi ha raggiunto la velocità di 1.341,9 chilometri orari, battendo il record di velocità in caduta libera, il record d’altezza raggiunto da un uomo sollevato da un pallone aerostatico e il record per il salto più alto mai realizzato in caduta libera.

9 minuti e 3 secondi in tutto per un lancio da 39 mila metri, cominciato con un passo nel vuoto ai limiti dallo spazio. Il momento più emozionante: quando il portellone della capsula si è aperto. ‘Lassù ti rendi conto di quanto sei piccolo’, racconta il paracadutista, che ha ammesso: ‘Ho sperato solo di uscirne vivo’.

Terra Sacra Time Lapses: 6 minuti raccontano 6 anni di viaggi intorno al mondo

Uno speciale Time Lapses girato in sei anni, in sette continenti e 24 nazioni celebra la Terra. Il progetto che si chiama proprio Terra Sacra è realizzato da Sean F. White, photographer ed editor e  Roy Milner, autore e compositore dell’original score.

Terra Sacra Time Lapses è uno short film fatto dei paesaggi incontaminati e  delle antiche architetture antichi sparse per il Globo. Le immagini sono state realizzate fra il 2006 e il 2012, durante i viaggi personali della coppia e quelli progettati per Art Wolfe’s Travels to the Edge e Parallax Film Productions.

‘Ispirato a ‘Baraka di Ron Fricke, ho voluto combinare i miei shots preferiti in un nonnarrative film, a proposito di un tema che mi sta particolarmente a cuore: Sacred Earth, la Terra sacra – dice il regista. La mia vita da filmmaker è stata un viaggio illuminato, che mi ha dato il privilegio di vedere molti luoghi, surreali e senza tempo del nostro pianeta. Queste immagini della nostra Sacred Earth, insieme alla musica, sono il mio modo di condividere la magia della mia esperienza per molto e molto tempo ancora’.

I sei minuti di film sono un viaggio in tre parti: la Terra primordiale, il passato incontra il presente, e l’universo eterno.

Questo film è un progetto personale di condivisione della bellezza di certi luoghi senza paura. ‘Spero che in molti vedranno la potenza di cui è fatto del nostro Terra Sacra’.

http://terra-sacra.com/
twitter.com/seanfwhite
roymilner.com
www.seanwhite.net

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