‘Best of’ di doodle per l’anno che sta per finire

new_years_eve_2012_-_non_english_version-992008-hpGoogle saluta l’anno che sta per finire e lo fa con un ‘best of’ dei migliori doodle disegnati e messi online nel 2012: da Cappuccetto Rosso e il lupo per i fratelli Grimm ad Ada Lovelace la prima programmatrice informatica; da Dracula, per il 165/o anniversario dalla nascita di Bram Stoker, a quello interattivo dedicato a Robert Moog, l’inventore del sintetizzatore fino a quelli celebrativi delle Olimpiadi di Londra. Dettaglio bizzarro: cliccando sullo scarabocchio, il motore di ricerca rimanda alla pagina ‘buon anno 2012’, invece che 2013 perché con un video ripercorre i momenti salienti degli ultimi dodici mesi. Oltre al video una mappa interattiva dei propositi per il nuovo anno.

 

Doodle Google a Bram Stoker, l’inventore di Dracula

Nasceva 165 anni fa Abraham (Bram) Stoker, la cui penna ha dato vita al classico del terrore ‘Dracula‘. E’ allo scrittore irlandese, nato a Clontarf (Dublino) l’8 novembre del 1847, che Google dedica oggi un doodle.

Il più celebre dei romanzi di Stoker inizia probabilmente a formarsi, nella sua mente, già nell’infanzia: fino all’età di otto anni il piccolo Bram fu infatti costretto a letto, praticamente incapace di alzarsi in piedi, da una malattia fortemente debilitante. Poi guarì, in un modo che i medici che lo avevano in cura definirono miracoloso.

E proprio il sonno senza fine e la resurrezione dei morti sono alla base del suo Dracula. Gli interessi culturali di Stoker furono vasti: studio’ storia, letteratura, matematica e fisica al Trinity College di Dublino, e qui conseguì la laurea in matematica a pieni voti. Tra le varie esperienze lavorative, anche come domestico, trovò il tempo di tuffarsi, a titolo gratuito, nell’attività di giornalista, come critico teatrale per il The Evening Mail.

E fu in quest’ambiente che strinse un’amicizia per la vita con l’attore Henry Irving, grazie al quale conobbe, tra gli altri, Sir Arthur Conan Doyle e poté viaggiare per il mondo svolgendo, per Irving stesso, la funzione di segretario. Stoker iniziò a dedicarsi ai romanzi come seconda attività, e ne scrisse un gran numero, raggiungendo l’apice dell’ispirazione proprio con la storia di vampiri intitolata ‘Dracula’, pubblicata nel 1897 dopo una ‘gestazione’ di circa 7 anni: nel 1890 aveva incontrato il professore ungherese Arminius Vambery, il quale gli aveva raccontato la leggenda del principe rumeno Vlad Tepes Dracul, detto anche ‘l’impalatore’. Personaggio che Stoker trasformò nel Conte Dracula, il protagonista del suo racconto, che a sua volta ha ispirato una lunghissima serie di film e di opere teatrali. Bram Stoker mori’ a Londra, dove e’ sepolto, il 20 aprile del 1912.

Dracula e il mito dei vampiri alla Triennale di Milano

Dal 23 novembre 2012 al 24 marzo 2013 la Triennale di Milano presenta la mostra dedicata a una delle leggende antiche più articolate e suggestive: ‘Dracula e il mito dei vampiri’.

La mostra – ideata, prodotta e organizzata da Alef-cultural project management in  partnership con La Triennale di Milano e in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna – con circa 100 opere tra dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video – affronta e indaga la figura del vampiro per antonomasia, partendo dalla dimensione storica per procedere alla trasfigurazione letteraria, fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica e, infine, alle implicazioni sociologiche del mito di Dracula. Un vero e proprio viaggio nel mondo vampiresco che, al contempo, analizza il contesto storico e quello contemporaneo, passando in rassegna oggetti d’epoca e design dei nostri giorni, miti antichi e divi di oggi.

Nel 1912 muore Bram Stoker, lo scrittore che, nel 1897, pubblicò il romanzo ‘Dracula’.

Il mondo celebra il centenario della sua scomparsa con una serie di importanti eventi. La mostra è quindi un’occasione per rendere omaggio alla creatura letteraria del romanziere irlandese: Dracula, l’immortale vampiro, principe della notte, antesignano di una lunga serie di emuli più o meno fascinosi.

La figura del vampiro, a partire dai suoi più lontani trascorsi folklorici e medievali, ha conosciuto infatti uno sviluppo straordinario entro la cultura illuministica, romantica e contemporanea, per culminare oggi nella saga di Twilight e in una sorta di ‘vampiromania’ che continua a sedurre adolescenti e non solo.

Capire perché il vampiro sia comparso improvvisamente sulla scena dell’immaginario europeo nel Settecento per non uscirne mai più, rileggere per immagini il Dracula di Bram Stoker, pensare a Dracula guardando a tutto quanto è stato prodotto dopo Bram Stoker, ma anche conoscere Dracula prima di Bram Stoker: questo l’intento della mostra.

Le diverse declinazioni del fenomeno del vampirismo sono quindi affrontate in tre sezioni principali: ‘La realtà dietro il mito’, a cura di Margot Rauch, conservatrice del Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui provengono una serie di eccezionali documenti storici e opere tra le quali il primo ritratto del conte Vlad, figura storicamente esistita nel XV secolo e associata a quella leggendaria di Dracula; ‘Bram Stoker: Dracula’ in collaborazione con la Bram Stoker Estate, che propone una riflessione sul vampirismo nell’ambito letterario con particolare attenzione all’opera di Stoker approfondita attraverso taccuini e documenti del romanziere esposti per la prima volta in Italia; ‘Morire di luce: il cinema e i vampiri’ a cura del critico cinematografico Gianni Canova che, attraverso manifesti originali e videoproiezioni ci immerge nella storia del vampirismo sul grande schermo, dalle prime pellicole in bianco e nero degli inizi del Novecento fino alle saghe degli ultimi anni. Particolare attenzione è rivolta al ‘Bram Stoker’s Dracula‘ (1992) di Francis Ford Coppola, di cui sono presentati per la prima volta in Italia alcuni storyboards. Per l’occasione si presenta al pubblico anche l’armatura indossata da Gary Oldman – su disegno della costume designer Ishioka Eiko – eccezionalmente ricostruita dai produttori hollywoodiani dell’originale.

La mostra è arricchita, poi, da due interessanti variazioni sul tema. La storica del costume Giulia Mafai offre un’interpretazione originale dell’identità del vampiro e, in particolare, della donna vampiro. Splendidi abiti di scena offrono un particolare sguardo sulla figura della ‘Donna vamp, creatura che al vampiro al femminile – incarnato storicamente da Elizabeth Bathory e letterariamente da Carmilla – sovrappone il concetto di donna che distrugge attraverso il potere della seduzione.

La storia del costume apre le porte al ‘Design del Vampiro attraverso un racconto per immagini delle dimore e dei luoghi frequentati dal re della notte, con una riflessione sul ruolo di Dracula come ‘costruttore di città’ firmata dall’architetto Italo Rota.

Completa il percorso dell’esposizione uno speciale omaggio dedicato a Guido Crepax.

In mostra diciotto disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e Valentina, una delle sue più celebri creature.

L’allestimento si avvale di ricostruzioni scenografiche e suggestive proiezioni per accompagnare il visitatore verso un’esperienza emozionale alla scoperta dell’affascinante universo degli un-deads.

Un’iniziativa di profondo valore è quella promossa insieme all’Avis, Associazione Volontari Italiani Sangue, che – in occasione dell’esposizione ‘Dracula e il mito dei vampiri’ che solo in alcuni giorni della settimana – farà conoscere le sue attività e sensibilizzerà il pubblico ai valori del dono e della solidarietà.

A cura di

Gianni Canova, Giulia Mafai, Margot Rauch, Italo Rota

www.triennale.org
www.draculamilano.com

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