Vertenza Sulcis: prima notte di lotta e assemblea per gli operai del carbone ‘Dobbiamo tenere la miniera viva’

CO2 a 373 metri sottoterra. E’ il progetto appoggiato dagli operai in miniera della Sulcis di Nuraxi Figus, a Gonnesa, in provincia di Carbonia-Iglesias, Sardegna, inizialmente ottanta poi in duecento a occupare da questa notte lo stabilimento per l’estrazione di carbonfossile, dopo l’annuncio della vertenza che mette a rischio il posto di lavoro. Alla Carbonsulcis, i minatori hanno già indetto la prima assemblea, questa mattina alle 7, davanti la lampisteria, dove vengono consegnate le lampade per andare in profondità e raggiungere i pozzi. A tre ore dal vertice in Regione.

A illustrare la protesta, l’Rsu Stefano Meletti. ‘Chiediamo che la politica dia risposte – dice ai lavoratori – senza il bando internazionale nessuno può darci certezza, senza il progetto integrato siamo tutti rovinati. Il sindacalista spiega poi che ‘Le squadre turniste continuino a dare la presenza, abbiamo bisogno di tutelare le strutture e dobbiamo difenderle. Dobbiamo mantenere la miniera viva‘.

Alle 10, per il vertice in Regione sono stati in tre i rappresentanti Rsu presenti. E mentre Meletti continua a parlare, durante l’informativa nel piazzale arriva anche il deputato Pdl Mauro Pili. ‘Si va ad oltranza, ormai il Sulcis è in guerra. Il carbone è strategico, l’alluminio pure. Non si può pensare di chiudere le fabbriche senza colpo ferire’. E chiedono che la vertenza del Sulcis abbia la stessa dignità di quella dell’Ilva di Taranto. ‘Il nostro territorio è oggi una polveriera – dice ancora Meletti – ci sono solo vertenze ed emergenze. La nostra è una lotta per il territorio’.

Per la Regione Sardegna è ora di realizzare una centrale CSS – ‘La strada per il rilancio della miniera di Nuraxi Figus è il progetto integrato di cattura e stoccaggio della CO2. Il Sulcis non può privarsi di questa opportunità. Chiederemo al Governo l’applicazione della Legge 99 del 2009, che prevede la realizzazione di una centrale termoelettrica basata sulle tecnologie CCS (Carbon Capture and Storage)’. A dirlo l’assessore all’Industria della Regione Sardegna, Alessandra Zedda, al termine della riunione di questa mattina a Cagliari.

‘E’ nostro compito convincere il Ministero del fatto che l’investimento è garanzia di innovazione, sviluppo e occupazione per il territorio. La giunta regionale – ha concluso Zedda – approverà, a breve, una delibera d’indirizzo per l’emanazione del bando di gara per la miniera’.

Per la vertenza Carbosulcis confermata la data del vertice al Ministero dello Sviluppo Economico, previsto il prossimo venerdì 31 agosto insieme ad AlcoaEuralluminaPortovesme srl e lo stabilimento sardo. Unitaria la posizione di Regione, Provincia, azienda e sindacati a sostegno del progetto integrato CCS Sulcis, che varrebbe 200 milioni di euro e l’impegno dell’Enel. L’assessore ha invitato le rappresentanze sindacali e i lavoratori a non inasprire le azioni di protesta e nel contempo a mantenere attivi gli impianti.

http://it.wikinews.org/wiki/Il_Ministero_dello_Sviluppo_Economico_ha_selezionato_22_zone_franche_urbane
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/26/ilva-sigilli-a-taranto-e-disastro-ambientale-in-8mila-a-difendere-il-posto-di-lavoro/

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Lavoro: 2mila euro per la morte di Matteo Armellini, l’operaio deceduto sotto il palco della Pausini

Duemila euro e neppure. E’ la cifra, il compenso, il rimborso ricevuto in questi giorni dalla mamma di Matteo Armellini, il ragazzo operaio deceduto sul lavoro mentre da rigger stava montando il palco sul quale la sera stessa si sarebbe esibita Laura Pausini. Una morte sul lavoro. Che all’Inail, l’Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, costa per l’esattezza 1936,80 euro.

La qualifica di Matteo era quella di rigger. Che in inglese vuol dire montatore. Attrezzava le strutture impalcate dagli scaff, ancora una figura professionale a quanto pare non riconosciuta per il lavoro di quota insieme ai tecnici del suono e delle luci, fino ai facchini, i trasportisti, quelli che fanno il lavoro pesante. Semmai ci fosse differenza. Quando si muore, intendiamo.

Matteo Armellini è deceduto il 5 marzo scorso a Reggio Calabria. Oggi i soldi, che arrivano con la ‘pratica di infortunio o malattia professionale’ il rimborso per la madre di Matteo, che non lascia moglie o figli, inviato direttamente dall’Inail.  Una cifra che a quanto pare non basta neppure a pagare il trasporto della salma. Per il resto, a parte il burocratese indispensabile, non si fa cenno al decesso, né alle motivazioni per la somma riconosciuta.

‘I soldi non mi interessano – dice la mamma di Matteo. Per le mie idee gli oboli non esistono o mi è dovuto qualcosa o no. L’Inail riconosce un indennità solo a moglie o figli e Matteo non ne aveva. Se questa è la legge mi va bene. Qualora questi soldi fossero un’offerta, è bene sapere che non pago neanche il trasporto della salma da Reggio a Roma. Se non possono permettersi di pagare il funerale a mio figlio abbiano almeno il coraggio di ammetterlo’. Parole amare e crude di chi vuole conoscere e sapere, capire come è andata.

‘Perché quel giorno, prima ancora di iniziare il turno, la struttura è finita addosso a Matteo’ si chiede Paola. E ancora interrogativi su che tipo di tutela o garanzia avesse il figlio sul lavoro. La donna sta cercando tutto quello che può aiutarla a capire. A cominciare dalle buste paga di Matteo, che fanno luce su un lavoro tutt’altro che ben retribuito, il suo e quello di mille altri operai in tutta Italia. Non un contratto collettivo nazionale che ne riconosca le professionalità, gli orari, i turni, le retribuzioni fino ai contributi, quelli per la pensione. A detta della madre di Matteo, era il figlio a doversi preoccupare dell’assicurazione, da pagare, e dell’imbracatura e di ogni altra attrezzatura necessaria a svolgere il proprio lavoro. Come i corsi per la certificazione del lavoro in quota e l’abbigliamento antinfortunistico.

Il mestiere del rigger, termine anglosassone che vuol dire allestire, era uno di quei tanti lavori in nero venuti alla ribalta della cronaca al primo incidente sul lavoro del dicembre scorso, quello che ha preceduto di qualche mese la morte di Matteo Armellini. Sotto il crollo del palco questa volta di Lorenzo Jovanotti, prossimo ad esibirsi a Trieste è morto Francesco Pinna, studente operaio.

Ne è nato anche un collettivo di lavoratori autonomi che dal nero cercano di emergere, studiando la legislatura e le norme che regolamentano il lavoro di altezza. Sono i ragazzi del collettivo auto organizzato degli operai dello spettacolo di Roma. Che hanno individuato due tipologie di lavoro o per meglio dire, ‘escamotage contrattuali’.

Le cooperative di facchinaggio e quelle di specializzati. Le prime lavorano avendo come unico referente il proprietario, che procaccia il lavoro e paga gli operai. La gestione è quella del caporalato. I tecnici costano di più. Sono freelance e specializzati, ingaggiarli ha il suo prezzo. Si procurano il lavoro da soli e le produzioni che li chiamano non li assumono perché costerebbe troppo, ma pretendono  una ricevuta. Il lavoro stagionale qui è a chiamata, si inizia a parlare di partita Iva e di commercialista. Si lavora per passaparola. Vengono fuori soci lavoratori con contratti di lavoro intermittente che trovano commesse grazie alla loro professionalità. Una credibilità acquisita nel tempo e a proprie spese, spesso con grande fatica.

Quando il lavoro arriva, la storia cambia. Si passa a subordinati e per poter continuare, si affrontano anche doppi turni. Non sono contemplati i festivi, gli straordinari e i notturni. ‘Non sappiamo a che ora cominciamo e quando stacchiamo. Veniamo chiamati all’ultimo momento quando gli eventi sono calendarizzati mesi prima. Vorremmo essere in rapporto diretto con il committente che invece non sappiamo neanche chi sia’.

Appaltato l’artista, lo si deve accontentare. Lui e tutta la sua organizzazione. Questo vuol dire montare e smontare il palco, ogni sera per tutto il tour, di tappa in tappa, garantendo tempo e orari e un’ottima riuscita dello show. E se rifiuti, ‘chiamano un altro’ racconta Paola e chiede: ‘Come si è potuto arrivare a una simile giungla, con sindacati e forze sociali praticamente assenti?’

Ancora silenzio dietro un artista che magari canta di lavoro nero e operai sacrificati.

‘Matteo – dice ancora Paola – ormai è solo un fascicolo che si sposta da un archivio all’altro. La mia volontà è che quello che gli è accaduto non succeda più’. Intanto che lo spettacolo continua.

Di seguito il link all’articolo dell’Unità, il quotidiano al quale Paola Armellini ha rilasciato le dichiarazioni da noi riportate insieme ad altri utili link

http://mercenarishowbizroma.noblogs.org/
http://www.unita.it/italia/mori-per-montare-palco-pausini-br-la-sua-vita-vale-solo-2mila-euro-1.432317https://cookednews.wordpress.com/2012/06/27/benigni-su-fornero-ma-quanti-dannati-ci-sono-allinferno/

Green Hill: sottosequestro l’allevamento di Montichiari con 2.500 beagles

Un’ordine di sequestro preventivo campeggia da questa mattina sui cancelli dell’allevamento Green Hill di Montichiari, più volte contestato da partecipati cortei di animalisti, alcuni dei quali sono anche stati arrestati durante un blitz per la liberazione dei cani beagles. 2.500 quelli allevati a Montichiari, dove Green Hill è stata costretta a chiudere per ‘sequestro probatorio’, destinati alla sperimentazione.

Gli agenti del Corpo forestale dello stato e della Digos della Questura di Brescia hanno posto i sigilli su ordine del pm Ambrogio Cassiani: il reato ipotizzato è di maltrattamento di animali nei confronti di tre persone ai vertici di Green Hill.

Due i problemi che hanno fatto scattare il sequestro. La procura ipotizza che i beagle siano utilizzati non solo a fini scientifici, ma anche per ricerche connesse alla cosmesi e questo non risulta essere in linea con la legislazione italiana. Un’accusa che Green hill respinge con forza, definendola ‘infondata’. Sotto i riflettori della magistratura anche le condizioni in cui sono custoditi i cani. Il beagle è un segugio e necessita di vivere all’aria aperta, non in gabbie come nella struttura di Montechiari. Per capire la destinazione degli animali e le condizioni in cui vivevano sono al lavoro gli agenti della Digos, che hanno già sentito i dipendenti di Green Hill.

Sull’effettivo numero dei cani che si trovano all’interno dell’allevamento ancora qualche dubbio. I beagle restano nell’allevamento e non potranno essere portati fuori, gli stessi rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari insieme al sindaco della cittadina lombarda e all’Asl. D’obbligo la cura e l’alimentazione degli animali.

Il sequestro dell’azienda che fa capo alla danese ‘Great Divide Aps’ è stato accolto con gioia dalle associazioni animaliste, che da mesi seguono la vicenda, battendosi con forza per la chiusura definitiva.

Il 28 aprile davanti i laboratori di Montichiari posti di blocco, tafferugli e resistenza contro le forze dell’ordine da parte dei manifestanti dopo l’ennesimo annuncio di un trasporto di animali all’interno della struttura, portarono all’arresto di alcuni attivisti. Finirono in carcere per un paio di giorni tredici ambientalisti colpevoli di aver fatto irruzione nella Green Hill e liberato alcuni cuccioli.

L’8 maggio scorso nuove proteste in una settantina di città, molte delle quali estere.

Entusiasta anche Brigitte Bardot, convinta animalista: ‘E’ la prima buona notizia dell’anno e sono contenta che arrivi dall’Italia, il mio Paese del cuore. Questo allevamento vergognoso deve chiudere definitivamente i battenti, perché non abbiamo il diritto di abbandonare migliaia di cani all’inferno, povere cavie sacrificate per una scienza senza coscienza’.

Alla soddisfazione degli animalisti che chiedono l’approvazione della legge comunitaria per una ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile, risponde l’azienda: ‘Siamo sconcertati dal clima di persecuzione a cui stiamo assistendo, arrivato al punto di bloccare un’attività che dà lavoro a decine di dipendenti per cercare di dimostrare la validità di accuse pretestuose respinte nei fatti da innumerevoli ispezioni’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/04/29/blitz-anti-green-hill-in-manette-12-attivisti-hanno-liberato-alcuni-beagle/

Festino di Santa Rosalia 388: torna in mostra La Peste

LA PESTE un progetto di Alessandro Bazan

La Peste è il titolo della mostra che inaugurerà presso le prestigiose, e al contempo decadenti, sale del piano nobile di Palazzo Costantino, sito in Via Maqueda 217, nei pressi dei Quattro Canti di Città, la sera del14 luglio 2012, in concomitanza con il Festino di Santa Rosalia. Sarà poi aperta al pubblico solo nel giorno di domenica 15 luglio e vedrá le opere ‘site specific‘ realizzate da circa 50 tra giovani artisti e personalità più consolidate dell’arte contemporanea, in maniera da coinvolgere e connettere le stesse sale del Palazzo con la cittadinanza e portare a conoscenza di quest’ultima, questo importante monumento abbandonato da circa 60 anni, saccheggiato e vessato, che sarà – per la prima volta – visitabile grazie all’ospitalità degli attuali proprietari.

Il percorso della mostra sarà un momento di riflessione sulle attuali condizioni in cui l’intera città versa, al culmine del suo degrado e della sua apparentemente atavica decadenza, proprio per questo il titolo.

La Peste vuole allegorizzare una condizione nella quale il morbo sussiste ancora e permea tutta la struttura della città e al contempo un rinnovato bisogno di un atto che la liberi ancora una volta da questo flagello. Un’azione laica che si fonde all’esperienza religiosa che la festa stessa incarna nella sua 388° edizione.
 La maggior parte dei lavori degli artisti saranno pertanto mimetici e specifici, costruiti all’interno delle rovine del Palazzo per dare luce più alla incredibile condizione in cui esso versa, che alla singolarità delle opere stesse nella speranza di sensibilizzare i cittadini e spronare tutti ad un cambiamento che deve arrivare, al più presto possibile.

Artisti in mostra:
Giuseppe Adamo, Sergio Amato, Vincenzo Amenduni, Paolo Amico, Sabrina Annaloro, Stefania Artusi, Alessandro Bazan, Fausto Brigantino, Andrea Buglisi, Maria Carato, Mirko Cavallotto, Tania Contorno, Francesco Costantino, Angelo Crazyone, Andrea Curti, Francesco Cuttitta, Giacomo D’Aguanno, Sergio D’Amore, Dimitri Daniele, Claudia Di Gangi/ Iringó Réti, Francesco De Grandi, Alessandro Di Giugno, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Martina Di Trapani, Fada Full, Fare Ala, Ezio Ferreri, Francesco Fontana, Cristian Gambino, Giulio Gebbia, Simone Geraci, Nino Giafaglione, Linda Glorioso, Silvia Glorioso, Valentina Glorioso, Loredana Grasso, Laboratorio Saccardi, Salvo Lo Nobile, Federico Lupo, Andrea Mineo/Dario Lo Cicero, Alfonso Montana, Sebastiano Mortellaro, Fabiola Nicoletti, Marta Ojeda Fernandez, Gianluca Paterniti, Anna Sefora Quartararo, Roberto Rinella, Stefania Romano, Fabio Sgroi, Vito Stassi, Andrea Stepkova, Francesco Tagliavia, William Marc Zanghi.

organizzazione: Alessandro Bazan comunicazione: Tiziana Pantaleo cura: Salvatore Daví

14 e 15 luglio 2012
Inaugurazione sabato 14 luglio 2012 (su invito)
Apertura al pubblico domenica 15 luglio, dalle 10:00 alle 19:00

La diretta Web

Quest’anno il Festino di Santa Rosalia, la festa dedicata alla patrona a cui la città è   devota perché salvata dalla peste, per la prima volta sarà trasmesso in diretta streaming. Nell’ambito di questa edizione gli utenti della Rete potranno seguire il Corteo del 14 sera, a partire dalla ore 9.30, sul sito www.festinodisantarosalia.itPiattaforma Meride.tv la stessa che ha utilizzato Michele Santoro per servizio pubblico. Utilizzando il codice embeded, pubblicato da questa mattina sul sito, sarà possibile seguire la diretta anche  anche tramite supporti mobili, i-phone o smart-phone e tramite pc.

La Festa più antica del Mediterraneo

Il Festino di Santa Rosalia o la Santuzza, è una grande festa popolare che richiama a Palermo centinaia di migliaia di fedeli e di turisti, che accorrono attratti dallo spettacolare Corteo Trionfale che si svolge – ogni anno diverso – nel cuore della città, la sera del 14 luglio, da ben 388 edizioni. Questo ne fa la festa più longeva tra quelle dei Paesi del Mediterraneo, ma anche la più sontuosa, la sola che abbia tenuto fede agli stilemi opulenti della festa barocca.

www.festinodisantarosalia.it
https://www.facebook.com/388festinosantarosalia
https://twitter.com/388Festino/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/11/29/va-in-fiamme-il-carro-del-festino.html
http://archivio.blogsicilia.it/2010/06/intervista-a-philippe-daverio-a-lavoro-per-la-santuzza/
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=72853  

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