The first age of Pop… Hal Foster and more on #RichardHamilton next week @Tate

Richard Hamilton Self-portrait 05.3.81 a 1990 Private collection © The estate of Richard Hamilton

Richard Hamilton View the main page for this artworkToggle FullscreenPreviousNext

One of the most influential British artists of the 20th century, Richard Hamilton(1922–2011) is widely regarded as a founding figure of pop art, who continued to experiment and innovate over a career of 60 years. Tate Modern presents the first retrospective to encompass the full scope of Hamilton’s work, from his early exhibition designs of the 1950s to his final paintings of 2011. This exhibition explores his relationship to design, painting, photography and television, as well as his engagement and collaborations with other artists.

Hamilton is best known for his pivotal role in the birth of pop art, including the groundbreaking installation Fun House 1956. A centrepiece of the exhibition, this immersive room combines images from movie-posters, magazines and art history, and will be shown alongside a print of the era-defining Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?. The depiction of Mick Jagger in the iconic series Swingeing London 67 1968–9, as well as images of other celebrities such as Bing Crosby and Marilyn Monroe, will show Hamilton’s continued interest in popular culture. Wider contemporary issues and political subjects are also addressed in his work, including the Kent State shootings and the IRA ‘dirty protests’, as well as figures like Margaret Thatcher and Tony Blair in such works as Treatment Room 1984 and Shock and Awe 2010. Hamilton’s interest in interiors, architecture and design is represented by his depictions of everything from the Guggenheim Museum in New York to a classic Braun toaster.

Richard Hamilton is curated by Mark Godfrey, Curator of International Art, Tate Modern, Paul Schimmel and Vicente Todolí with Hannah Dewar, Assistant Curator, Tate Modern.

Exhibition organised by the Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía in collaboration with Tate Modern.

Related events

Talks and lectures

On Hamilton with Hal Foster, Vicente Todoli and Mark Godfrey
Wednesday 12 February 2014, 18.30 – 20.00
Richard Hamilton, Politics and Art in the 1980s
Thursday 27 February 2014, 18.30 – 20.00
British Sign Language tour: Richard Hamilton
Friday 7 March 2014, 19.00 – 20.00
Curator’s tour and private view: Richard Hamilton
Monday 10 March 2014, 18.30 – 20.30

Special event
Members Evening Private view: Richard Hamilton
Tuesday 18 February 2014, 18.45 – 21.30

Courses and workshops

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Create art for Matisyahu

https://creativeallies.com/contests
Matisyahu
 returns in 2014 with a brand new album and he wants you to be part of designing the artwork in the campaign. Check out the video from Matisyahu below and get to work on creating your design!

One winner will receive $500 and a special Matisyahu prize pack including a signed copy of the new album. Plus, the winning design may even be featured on the album’s cover.

Suggested Theme & Style Guidelines
Check out the video below from Matisyahu to get an idea of his aesthetic vision: http://youtu.be/aZjS8thNLuI

We are open to your own interpretations of Matisyahu’s concept and originality is highly encouraged. But be sure to include these key elements in your design.

  • The palm of a hand facing upward.
  • A flame inside the palm, ideally created out of water.
  • Use the symbolism of the biblical “Burning Bush” for more inspiration.

There the angel of the Lord appeared to him in a flame of fire out of a bush; he looked and the bush was blazing, yet it was not consumed. IMPORTANT: If you would like to include the album title in your artwork, please be sure to spell it “AKEDA“. For those of you who have spelled it “AKEDAH”, your submissions will still be considered and will not be penalized for the different spelling.

Things You Need

To Include Required text: “Matisyahu”.
Suggested text: “Akeda”.
Original illustrations only.

The winning designer should be able to submit a layered file (.psd, .eps, .ai) of the winning design.

Things You Should Avoid

Respect copyright.
DO NOT submit copyrighted work.

DO NOT use photos, stock images or clip art.

You MUST be able to prove ownership of any photographic elements (even in a modified state). Absolutely no photos of Matisyahu are allowed.

Vote For Your Favorites
https://creativeallies.com/contests/911-create-art-for-matisyahu

the winner

by Jimmy Ovadia  

#CookedNews

 

Un’italiana a Buckingham Palace: sarà la governante di William e Kate

william-kate-official-wedding-photo-familyE’ al momento la posizione più ambita per lo staff dei reali britannici e se l’è aggiudicata Antonella Fresolone, italiana 42enne, nubile, sarà la governante di William e Kate, la giovane coppia reale che si appresta a ‘cambiare vita’ con l’arrivo del bebé a luglio. Lo riferisce in esclusiva il Sunday Express, con un articolo dal titolo italiano: ‘MAMMA MIA! Cucina, pulisce e una volta era tra le più fidate servitrici della Regina‘, sottolineando come la nuova donna di fiducia di duca e duchessa di Cambridge, che avrebbe assunto l’incarico già da una settimana, non mancherà di mettere in tavola manicaretti italiani (pane e pasta fatti in casa) visto che si dice sia un’eccellente cuoca.

Ma non è la sua unica dote, evidentemente, se è stata indicata per ricoprire il delicato compito. Antonella lavora nello staff di Buckingham Palace da 13 anni, pare sia tra i collaboratori domestici più apprezzati da Elisabetta II in persona. Grande lavoratrice con un’etica professionale eccezionale, deve aver risposto anche alle caratteristiche indispensabili di ‘discrezione, lealtà e richieste da William e Kate per chi avesse ricoperto il ruolo.

Si tratta di un lavoro molto impegnativo, perché Antonella dovrà occuparsi praticamente di tutto, cane compreso (di nome Lupo). Una gran fatica ma anche un onore essere stati scelti tra le decine di aspiranti. La signora Fresolone pare si sia già trasferita nel suo nuovo appartamento a Kensington Palace, dove vivrà insieme con Kate, William e il bebé reale.

Per 13 anni al servizio di Sua Maestà a Buckingham Palace, la signora Fresolone ha avuto la meglio su decine e decine di candidate, assicurandosi un ruolo di alta responsabilità e uno stipendio da 23mila sterline annue (27mila euro). Una figura molto popolare nel suo ambiente professionale, la signora Antonella, fama guadagnata grazie al rigore etico, all’abnegazione con cui si è sempre dedicata alle cure della Famiglia Reale e, last but not least, ai suoi deliziosi manicaretti di evidente scuola italica.

Antonella Fresolone ha saputo di essere la ‘prescelta’ due settimane fa. Oltre alla cucina, le sue responsabilità includono la pulizia della residenza dei principi, la cura dei loro abiti, dell’argenteria e dei cristalli, la lavanderia. A lei sarà richiesto di occuparsi di ogni eventuale incombenza e di portare a spasso il cocker spaniel Lupo. Nell’avviso che a gennaio i principi affissero in bacheca a Buckingham Palace venivano richieste anche ‘eccellente capacità di comunicazione, verbale e scritta, capacità di lavorare in proprio e come parte di un team’.

Secondo i bene informati, William e Kate non avrebbero potuto trovare di meglio: Antonella Fresolone lavora in media 37 ore a settimana, dalle 8,30 del mattino alle 5 del pomeriggio, dal lunedì al venerdì, ma anche a tempo pieno quando è richiesto. ‘Antonella è rinomata per il suo lavorare sodo – rivela un insider dell’ambiente reale – è estremamente coinvolta in un lavoro che lei considera la sua vita’.

Il fatto che sia stata assunta è la prova più esplicita che Kate e William lasceranno presto il Galles, dove finora hanno vissuto in un cottage senza servitù, per spostarsi definitivamente nella capitale, probabilmente appena prima del parto. Kate però, per ora, non ha intenzione di ingaggiare una babysitter. Per le prime settimane si trasferirà a casa dei suoi, nel Berkshire, e poi lei e William faranno i genitori a tempo pieno.

Globe Sun, la bolla gigante che raccoglie energia dal Sole e dalla Luna

Sembra un enorme gigante di vetro. Ma non serve a giocare. E’ un sun-tracking, un generatore di solar energy o energia solare, creato da un architetto, André Broessel nato in Germania e con sede a Barcellona, Rawlemon: secondo i progettisti, è in grado di generare non solo la luce solare, ma anche quella del chiaro di  luna. Di produrre energia naturale sfruttando i massimi pianeti a disposizione.

La sfera è progettata per ruotare e seguire il sole nel cielo. E ‘così sensibile alla luce che di notte, si può anche raccogliere il chiaro di luna e convertirlo in energia elettrica.

Broessel l’architetto e designer tedesco che ha inventato il globo di vetro, sostiene che la sua sfera solare è capace di produrre energia e  in grado di concentrare la luce solare e  il chiaro di luna fino a 10.000 volte.  Inoltre, a quanto pare, il sistema è per il 35 per cento più efficiente rispetto ai modelli fotovoltaici che seguono il sole. Una delle idee di Rawlemon dal nome del sito specifico,  è quella di costruire questi globi nelle pareti esterne di edifici e usarli per generare elettricità.

Il progetto del generatore di energia solare in vetro utilizza la strategia vantaggiosa di attuare una lente a palla dalla specifica struttura  geometrica per migliorare l’efficienza energetica del 35%. In contrasto con le tradizionali controparti del fotovoltaico ‘biassiali’, il congegno è dotato di un dispositivo completamente impermeabile a rotazione naturale e tracciamento ottico, sufficiente per il funzionamento su superfici inclinate e facciate continue, che abilita qualsiasi superficie dell’edificio.

Il nuovo concetto di generazione solare ha funzionalità che concentrano la luce del giorno diffusa o luce della luna per una applicazione più efficace al contesto.

http://www.rawlemon.com/

Rihanna fashion designer per River Island

Loud (Rihanna album)

Loud (Rihanna album) (Photo credit: Wikipedia)

Da cantante delle Barbados  fashion designer per un brand inglese. Il nuovo lavoro impegneràRihanna soltanto fino alla prossima primavera, quando nel 2013 River Island rivelerà i capi firmati dalla star americana. Ad annunciarlo in un comunicato proprio la maison made in Uk.

Un’occasione per l’artista di Where are you been dall’ultimo Talk That Talk [Deluxe Version] (2011),  Loud [Clean] (2010),  We Found Love (2011), di rilanciare la propria immagine e non solo su produzioni musicali. Rihanna attualmente in vacanza a Porto Cervo in Sardegna, insieme ad alcune amiche, dice di poter finalmente realizzare uno dei suoi sogni.

‘Ho sempre voluto disegnare una mia collezione. River Island è il partner perfetto per me. Londra mi ispira molto e questo brand ama divertirsi con i vestiti. Non vedo l’ora di lavorare con loro per creare qualcosa di molto speciale’. Non si fa attendere la risposta della casa di moda londinese, che mostra altrettanto patos per la futura collaborazione con l’artista delle Barbados.

‘Siamo davvero emozionati per la collaborazione con Rihanna‘, ha spiegato il capo esecutivo di River IslandBen Lewis. ‘Un’icona di stile. Appena ci siamo confrontati, abbiamo capito che la nostra era un’unione perfetta. Rihanna disegnerà la collezione e noi condivideremo con lei la nostra esperienza nel campo della moda per sviluppare una collezione che i suoi fan ameranno’.

I rumors sulla collaborazione tra Rihanna e River Island hanno avuto inizio lo scorso marzo, quando la star è stata avvistata presso la sede di Londra. La collezione sarà lanciata nella primavera 2013.


https://twitter.com/rihanna
http://www.rihannaitalia.com/
http://www.youtube.com/user/RihannaVEVO
http://www.riverisland.com/Online/
https://www.facebook.com/riverisland

Tablet: il nuovo della Microsoft è Surface

Partendo dall’antagonista di casa Apple, l’iPad, la Microsoft passa al contrattacco proponendo il suo nuovo tablet. Surface è il nuovo dispositivo pc tablet presentato dal direttore generale della società fondata da Bill Gates, Steve Ballmer, nel corso della presentazione a Los Angeles.

Realizzato dalla Microsoft, Surface verrà venduto in due modelli: uno dal peso di 676 grammi, 9,3 millimetri di spessore, con uno schermo ad alta definizione di 26,9 centimetri (10,6 pollici), disponibile con 32 o 64 Gb di memoria e l’altro con 13,5 mm di spessore, dal peso di 903 gr, disponibile con 64 o 128 Gb di memoria. Entrambi saranno dotati dell’ultima versione del sistema operativo Windows Rt e di processori Arm.

‘Si tratta di una nuova famiglia di computer firmati da Microsoft‘, ha detto Ballmer. ‘Non abbiamo avuto fretta nel realizzare Surface, ci abbiamo messo tutto il tempo che serviva’ ha aggiunto, sottolineando che il nuovo tablet è stato concepito ‘per lavorare e per giocare’.

Sul sito internet della Microsoft, un video dimostrativo promette che il nuovo tablet sarà disponibile prossimamente. Ma per il momento massimo riserbo su data e prezzi di vendita al pubblico.

http://www.microsoft.com/surface/en/us/default.aspx
http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Surface 

Kitsch – Oggi il kitsch. Gillo Dorfles alla Triennale

Gillo Dorfles. Kitsch 
oggi il kitsch

13 Giugno. 26 Agosto 2012.

Triennale di Milano

‘Cattivo gusto portato all’estremo,  involontariamente o volutamente, in forme d’arte, specie in opere letterarie e artistiche della cultura di massa’. Lo dice il Sabatini Coletti, dizionario della lingua italiana e lo ribadisce Gillo Dorfles con la sua prossima mostra in Triennale a Milano.  

Per il critico d’arte e filosofo, che al genere ha dedicato un saggio Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto, edito da Mazzotta  (1968) il kitsch miete vittime anche tra i migliori soggetti.

Dal 13 giugno fino al 26 agosto, la Triennale di Milano presenterà la mostra Gillo Dorfles. Kitsch – oggi il kitsch curata da Gillo Dorfles insieme con Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone e Anna Steiner. Una selezione di artisti che, da Salvador Dalì a Luigi Ontani fino a un folto gruppo di anonimi, utilizzano il cattivo gusto più o meno massificato come chiave d’espressione fondamentale.

Perché, come spiega Gillo Dorfles ‘sono l’intenzione e la consapevolezza, sia rispetto all’utilizzo delle tecniche sia nei riguardi dei contenuti, che trasformano un oggetto, una forma, ma anche un comportamento, in un’opera, in un linguaggio che sentiamo veri e autentici. Se non esiste la dimensione culturale, ogni forma d’arte è destinata a cadere nella trappola di un kitsch più o meno consapevole. La vera arte non è mai maliziosa. Il kitsch lo è, e questa è la sua essenza. È necessario conoscerlo, anche frequentarlo e, perché no, qualche volta utilizzarlo, senza farsi mai prendere la mano. Perché il cattivo gusto è sempre in agguato’.

Il testo di Dorfles è una vera pietra miliare per la comprensione e l’evoluzione del ‘cattivo gusto’ dell’arte moderna. Afferma che alcuni capolavori della storia dell’arte come il Mosé di Michelangelo, la Gioconda di Leonardo sono ‘divenuti emblemi kitsch perché ormai riprodotti trivialmente e conosciuti, non per i loro autentici valori ma per il surrogato sentimentale o tecnico dei loro valori’.

‘L’industrializzazione culturale – afferma Dorfles – estesa al mondo delle immagini artistiche ha condotto con sé un’esasperazione delle tradizionali distinzioni tra i diversi strati socio-culturali. La cultura di massa è venuta ad acquistare dei caratteri assai diversi (almeno apparentemente) dalla cultura d’élite, e ha reso assai più ubiquitario e trionfante il kitsch dell’arte stessa.’

Nel libro di Dorfles vengono esaminati da alcuni studiosi vari aspetti del kitsch, dalle riproduzioni dozzinali di opere d’arte alla musica di consumo, dal cinema alla pubblicità, dal design all’architettura.

Alcuni artisti, soprattutto delle avanguardie, hanno riproposto immagini di capolavori della storia dell’arte, universalmente riconosciuti, per creare consapevolmente ‘ricercate opere’ kitsch, ironiche, provocatorie o scandalose: è il caso di L.H.O.O.Q., 1919,un ready made ritoccato da Marcel Duchamp, versione con aggiunta di barba e baffi della Gioconda di Leonardo, dal titolo dissacrante (pronunciando il nome delle lettere in francese si ottiene la frase ‘elle a chaud au cul’).

La prima parte della mostra presenta… ‘ autori, i quali volutamente usano citazioni kitsch’ (Gillo Dorfles).

Tra gli artisti Adriana Bisi Fabbri con Salomè di fronte (passo di danza), 1911, e Salomè a tergo (Mossa di danza), 1911, che rappresenta il personaggio biblico con rotondità paradossalmente eccessive; Alberto Savinio che con Penelope, 1933, rivive con ironia il mito classico; Gianfilippo Usellini che con Donna con la coda, 1970, riporta con ironico paradosso a una primitiva condizione animale; e ancora Enrico Baj che con Madame Garonne, 2003, assembla materiali diversi per denunciare la corruzione del gusto causata dalla cultura del prodotto industriale. Infine tre opere di Salvador Dalì fanno parte di questo gruppo di artisti che sono in mostra in qualità di ironici ispiratori del fenomeno.

Il percorso dell’esposizione continua con una serie di autori deliberatamente kitsch.

http://www.triennale.it/it/mostre/future/1118-gillo-dorfles-kitsch-oggi-il-kitsch

In vendita i phone boxes, le cabine telefoniche rosse: base d’asta 2.390 euro

Hanno ispirato artisti (Banksy -phonebox), registi, designer, rapticamente tutti e ora possono persino entrare in casa nostra o nel nostro giardino e arredarli. La classica cabina telefonica cede il passo alla crisi e gli inglesi per sopperire ai costi di manutenzione dei phone boxes rossi, classici anche quelli, apparsi sul grande e piccolo schermo e nei posti più insoliti, suggestionandoci letteralmente, mettono all’asta qualcosa come una sessantina di K6, i phone boxes rossi da strada. Ciascuna delle cabine della British Telecom, l’operatore telefonico inglese che sta procedendo alla vendita, ha il valore di 1.950 sterline, 2.390 dei nostri euro.

‘E’ ormai possibile acquistare questo simbolo del design del XX secolo, conosciuto nel mondo intero, per arredare la vostra casa o il giardino, o farne dono a qualche amico che possiede già tutto’, ha sottolineato Katherine Ainley, responsabile delle cabine telefoniche presso BT.

E’ la prima volta dall’inizio degli anni Ottanta che si ripete l’asta delle K6, nel quadro di un programma di rinnovamento della rete. Disegnate nel 1936 dall’architetto Giles Gilbert Scott in occasione del giubileo dell’incoronazione di Giorgio V, le cabine telefoniche rosse fanno parte integrante del patrimonio britannico, allo stesso titolo degli autobus rossi o dei taxi neri, i cabs.

Quando è stata interrotta la produzione, nel 1968, ce n’erano 70.000. Oggi ne restano appena 11.000 in funzione.

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