Caso marò: ambasciatore italiano bloccato in India

Daniele Mancini ambasciatore italiano crisi maròAeroporti in India allertati per evitare che l’ambasciatore italiano, Daniele Mancini, lasci il Paese: secondo fonti a CNN-IBN, il ministero dell’Interno ha diramato una nota agli uffici preposti alle procedure di controllo per l’uscita dal Paese, informandoli dell’ordinanza emessa dalla Corte Suprema, all’indomani della decisione italiana di non rimandare in India i due marò.

L’India intanto sta valutando l’ipotesi di ridimensionare la sua missione diplomatica in Italia in risposta alla crisi innescata dal rifiuto di Roma di far rientrare a Nuova Delhi i due fucilieri italiani accusati di aver ucciso due pescatori. Lo hanno riferito alla Ndtv alcune fonti. Ieri si è appreso che Nuova Delhi ha bloccato l’arrivo in Italia dell’ambasciatore indiano designato a Roma, Basant Kumar Gupta.

Sempre ieri, un portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbaruddin, ha dichiarato alla stampa che l’India sta riconsiderando ‘l’intera gamma dei nostri rapporti’ con l’Italia, sottolineando che Roma dovrebbe rispettare gli accordi sottoscritti dal suo ambasciatore con le autorità giudiziarie indiane.

L’Ambasciatore Daniele Mancini aveva fornito alla corte una garanzia scritta sul rientro in India dei due marò entro il 22 marzo. Ieri, la Corte suprema indiana ha invitato Mancini a non lasciare il Paese a fornire una spiegazione, entro il 18 marzo, al mancato rientro in India dei due marò.

Tornati in India i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

massimiliano-latorre-salvatore-gironeI due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ripartiti per l’India con un volo militare dall’aeroporto di Ciampino: i due fucilieri, accusati nel Paese asiatico dell’uccisione di due pescatori lo scorso febbraio, hanno passato 14 giorni di congedo natalizio in Italia.

Al momento di imbarcare sul volo hanno dichiarato: ‘Ritorniamo in India rispettando la parola data, fiduciosi nella giustizia’. Ne dà notizia il ministero della Difesa in un comunicato in cui si conferma che, ‘nel pieno rispetto degli impegni assunti dal Governo’, i due militari sono ripartiti ieri pomeriggio alla volta dell’India’. Girone e Latorre sono accusati nello stato del Kerala di aver ucciso due pescatori indiani Valentine Jalastine e Ajesh Binki, scambiandoli per pirati.

I due marò erano stati lasciati partire su versamento di una cauzione di oltre 800.000 euro dall’Alta Corte dello Stato del Kerala. Ora dovranno tornare a Kochi, dove sono agli arresti in regime di libertà vigilata.

Oggi i due marò sono stati sentiti dalla procura di Roma, dove si sono presentati spontaneamente. Sul contenuto delle loro dichiarazioni vige pieno riserbo, mentre i pm romani hanno precisato che l’India non ha finora dato risposta alla rogatoria inoltrata per chiarire la posizione dei due fucilieri italiani.

In India i due fucilieri del Reggimento San Marco attenderanno la sentenza della Suprema Corte che dovrà decidere sulla giurisdizione del caso: la suprema giurisdizione di Delhi aveva aggiornato la sua decisione, che si sperava potesse giungere a dicembre, al nuovo anno, anche se non è stata fissata una data.

Latorre e Girone erano tornati in Italia dopo 10 mesi, usufruendo di un permesso per trascorrere le festività a casa propria. I due fucilieri, prima di imbarcarsi sul volo che li riporterà in India, hanno incontrato, assistiti dagli avvocati Carlo Sica e Giacomo Aiello dell’Avvocatura dello Stato, il Procuratore Giancarlo Capaldo e la dottoressa Elisabetta Cennicola della Procura della Repubblica di Roma, titolari del fascicolo italiano inerente il caso della motonave Enrica Lexie, per rilasciare una dichiarazione spontanea sui fatti occorsi nel febbraio del 2012.

India: sciopero nazionale di 24 ore contro la legge che invita le multinazionali ad aprire

Sciopero nazionale in India contro le multinazionali della vendita a dettaglio. A indirlo i partiti di opposizione e i sindacati contrari a una legge presentata dal governo e che darebbe via libera alle grandi catene internazionali.

Alla manifestazione nazionale di 24 ore, alla quale secondo gli organizzatori stanno prendendo parte più di 50 milioni di lavoratori, sta paralizzando l’India.Finora il sistema commerciale indiano – nel quale lavorano e vivono centinaia di milioni di persone – è sempre stato basato sul piccolo commercio e sulle catene di negozi indiani: le multinazionali globali del settore, da Wal-Mart a Carrefour a Tesco, sono praticamente sempre stati alla finestra, presenti sì ma solo come fornitori all’ingrosso per chi lavora al dettaglio, senza poter vendere direttamente ai consumatori.

Il progetto del governo ora permetterà anche a questi colossi di aprire propri centri al dettaglio e di acquisire la proprietà di negozi e centri commerciali indiani. Contro questa svolta – che si teme porti alla perdita di milioni di posti di lavoro e al fallimento di un numero enorme di piccoli esercizi commerciali – si sono schierati i sindacati e diversi partiti di opposizione come il Bharatiya Janata Party e i partiti comunisti. Anche un partito della coalizione al governo a Delhiha annunciato di volersi ritirare e i suoi ministri si sono dimessi. Ma ciò nonostante non sembra ci siano i numeri perché il governo perda la maggioranza in parlamento.La giornata di sciopero ha visto la chiusura di scuole, uffici e trasporti pubblici in gran parte del paese. Le città principali sono rimaste completamente sotto effetto sciopero, in modo particolare ovviamente nelle regioni dove l’opposizione è al governo.

http://www.india.gov.in/

 

New Delhi: riparato il guasto alla rete elettrica. Luce per i 700 milioni lasciati al buio in tre giorni

Riparati gli impianti elettrici finiti in panne che ieri e l’altro ieri hanno causato un gigantesco blackout, lasciando qualcosa come 700 milioni di persone al buio nello Stato del Bengala, nel nord dell’India.

Secondo la compagnia elettrica nazionale ‘l’elettricità è stata completamente ripristinata sulla rete Nord, Est e del NordEst’ durante la notte, ha affermato il direttore della Power System Operation Corporation (Psoc).

Lunedì già un altro blackout aveva colpito un numero spropositato di persone, lasciando città come New Delhi senza servizi di trasporto pubblico, mettendo in difficoltà i pendolari che viaggiano sulla metropolitana.

Il black out più grande del mondo, come in molti hanno pensato di chiamarlo, iniziato domenica, è durato all’incirca tre giorni, con interruzioni e riparazioni continue in diverse regioni.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/31/india-black-out-a-nord-ovest-di-calcutta-600-milioni-di-abitanti-senza-elettricita/

India: black out a nord ovest di Calcutta, 600 milioni di abitanti senza elettricità

Sono tutti ‘sani e salvi’ i minatori rimasti intrappolati in una miniera di carbone nell’est dell’India a causa del mega blackout elettrico che interessa metà del Paese. Lo spiega il direttore generale del gruppo minerario. Per cinque o sei ore, i minatori sono rimasti bloccati in un’ottantina di miniere diverse a Burdwan, 180 chilometri a nord ovest di Calcutta, capitale del Bengala occidentale. Grazie al ritorno della corrente nella zona, i minatori sono potuti ritornare in superficie con gli ascensori che prima si erano bloccati a causa del blackout.

Dopo il guasto alle linee elettriche nel nord e nell’est del paese, il blackout elettrico ha privato della corrente più di 600 milioni di abitanti in una ventina di Stati. A New Delhi la metropolitana si è fermata e i semafori spenti e la maggior parte del Bengala occidentale e Calcutta, capitale di questo Stato, sono vittime del black out di corrente.

Il guasto nella rete elettrica è durato circa otto ore, causando l’interruzione della metro di New Delhi con enormi disagi per i pendolari del mattino. I servizi negli ospedali e il 25% delle linee della metro sono stati ripristinati grazie a sistemi di emergenza. Oltre alla capitale, sono stati colpiti cinque stati. La causa è stato il collasso della ‘Northern Grid’.

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