Scontro aperto tra il sindaco di Firenze Renzi e la senatrice Anna Finocchiaro: ‘Attacco miserabile’

Finocchiaro_CongrDs_SCre_0277_twOramai siamo allo scontro aperto tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e una parte dei principali esponenti del suo partito, il Pd. ‘Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Ho sempre servito le istituzioni in cui ho lavorato con dignità e onore, e con tutto l’impegno di cui ero capace, e non metterei mai in difficoltà né il mio Paese, né il mio partito. Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti’ sottolinea la senatrice del Pd, Anna Finocchiaro, commentando le dichiarazioni domenicali del sindaco di Firenze.

‘E trovo inaccettabile e ignobile che venga da un esponente del mio stesso partito – prosegue – sono dell’opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato’.

Renzi aveva bocciato la potenziale candidatura di Finocchiaro al Quirinale, ricordando le foto della sua spesa all’Ikea con la scorta e, per questo motivo, poco adatta, a suo dire, per un messaggio anticasta.

Aprendo la settimana dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il sindaco di Firenze Matteo Renzi cerca di dare il suo passo al dibattito politico e boccia un altro possibile candidato del Pd al Colle: Franco Marini.

In una lettera a Repubblica, Renzi argomenta contro la scelta di Marini, ex presidente del Senato, proveniente dalla costola del Pd che ha radici nella Democrazia cristiana, dicendo che ‘è gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione’.

Renzi ripropone uno degli argomenti che più gli hanno dato popolarità negli ultimi mesi, la ‘rottamazione‘ dei vecchi parlamentari del centrosinistra assimilati alla ‘casta’, dopo avere polemizzato duramente nel fine settimana con il segretario del suo partito Pier Luigi Bersani per la sua strategia che non avrebbe consentito di dare all’Italia un governo ad oltre 50 giorni dalle elezioni politiche.

‘Due mesi fa Marini si è candidato al Senato dopo avere chiesto (e ahimè ottenuto) l’ennesima deroga allo statuto del Pd. Ma clamorosamente non è stato eletto. Difficile a mio avviso, giustificare un ripescaggio di lusso, chiamando a garante dell’unità nazionale un signore appena bocciato dai cittadini d’Abruzzo’.

Intanto si conoscerà domani il nome del candidato al Quirinale del Movimento 5 stelle. Lo comunica Beppe Grillo nel suo blog confermando che non sarà nella rosa dei votabili. Alla votazione online possono partecipare gli iscritti al MoVimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012 che abbiano inviato i loro documenti digitalizzati. ‘Io ho deciso di non partecipare alla votazione finale e ringrazio per la stima tutti coloro che hanno fatto il mio nome’, dice Grillo. I candidati tra cui i grillini sceglieranno sono i seguenti nove: Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Jole Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Luigi Strada, Gustavo Zagrebelsky.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha intanto convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, giovedì 18 aprile alle ore 10 per l’elezione del presidente della Repubblica. L’avviso di convocazione verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 aprile 2013.

(fonte Corsera)

Torre Galfa sgomberata. Macao, macao! Il Nobel Dario Fo sostiene l’occupazione

Sgomberata Torre Galfa a Milano, l’edificio di Ligresti nel centro del capoluogo meneghino, occupato dai lavoratori dell’arte e dello spettacolo e ribattezzato Macao. Sul posto anche Dario Fo, protagonista della protesta su Twitter con un hashtag che richiama all’occupazione. Un’assemblea con il sindaco Pisapia deciderà le sorti della protesta. E a quanto pare, l’intenzione è di continuare.

Agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti questa mattina, intorno alle 6, identificando una ventina di occupanti. Il proprietario dell’edificio ha inviato un container per gli effetti personali.

Torre Galfa, grattacielo in zona Garibaldi, è stato occupato una decina di giorni. Trentadue piani di proprietà del gruppo Ligresti, vuoto da anni, all’interno del quale sono entrati gli operatori della cultura per ribadire la necessità di propri spazi, proprio come il TeatroValleOccupato a Roma, il teatro Coppola a Catania, il movimento i Cantieri che vogliamo per la riapertura dei Cantieri culturali della Zisa a Palermo e il TeatroGaribaldiAperto, sempre nel capoluogo siciliano.

All’interno dell’edificio di Ligresti ci sono ancora alcuni occupanti. ‘Nessuna intenzione a creare problemi – hanno detto – la resistenza è stata sempre passiva’.

Nel frattempo alla base del grattacielo si sono radunate centinaia di persone, grazie agli appelli lanciati attraverso i social network, che hanno dato vita a una assemblea pubblica contro lo sgombero alla quale stanno partecipando il premio Nobel Dario Fo e il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo.

Il sindaco, Giuliano Pisapia, ha convocato per le 12:30 una riunione informale con gli assessori ‘che possono contribuire ad affrontare positivamente questo tema. Ho sempre pensato – ha detto il sindaco – che alla domanda di innovazione, cultura e partecipazione si risponde con il dialogo e il confronto. Gli sgomberi non danno una soluzione ma pongono ulteriori problemi. Oggi ancora di più sento il dovere di dare una risposta positiva, nel rispetto delle regole, alla domanda che nasce dalla città di spazi per la cultura, la creatività e l’aggregazione giovanile’.

Occupy Torre Galfa ovvero Macao invade Milano

Il 5 maggio la scritta ‘Si potrebbe anche pensare di volare’, viene srotolata dal 31° piano della Torre Galfa, un grattacielo nel centro direzionale della città, ma ormai in disuso da più di 15 anni. All’urlo di ‘Macao, macao!‘ artisti, musicisti, attori, danzatori, grafici e video maker occupano. Il sogno del Collettivo Macao è di farne un centro per le arti, un posto da adibire a spazio sociale, per la libera espressione della creatività, in pieno centro a Milano. Un po’ come il Leoncavallo eloggiata da Sgarbi prima che diventasse sindaco a Salemi, in Sicilia, attirando l’attenzione di Oliviero Toscani, assessore alla cultura, e di Bill Gates che ha acquistate un enorme patrimonio immobiliare nel centro storico del paese nell’entroterra siciliano, da riqualificare.

Durante i giorni di occupazione è stata avviata una petizione e raccolte migliaia di firme, per strappare Torre Galfa al grigiore e all’abbandono e trasformarla in un uno spazio libero e aperto alle molteplici forme dell’arte.  Alla notizia dello sgombero è arrivato subito Dario Fo schierato dalla parte di Macao insieme a Francesca Comencini, Lella Costa, Valerio Mastrandrea, Elio Germano e altri dello spettacolo e della cultura.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha spiegato che l’amministrazione locale non poteva in alcun modo intervenire per fermare lo sgombero. Sulla torre di proprietà Fonsai Ligresti, vuota da 15 anni, il comune non può proferire parola. E semmai è da attribuire ad altre istituzioni, come la questura e la prefettura, la volontà di far tornare vuota l’immensa struttura occupata.

Intanto i giovani dei collettivi lanciano catene di commenti e proteste su Twitter da questa mattina. L’hashtag: #Macao è uno dei più seguiti sul social network, specie per dire che per liberare Torre Galfa, può essere fatto molto di più, da parte di tutti.

‘In via Galvani a Milano, dopo il pirellone, cè un grattacielo aperto a tutti belli e brutti’


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