Al Barrio arriva ‘A tutto battente’, la web radio che unisce Licata al mondo

atuttobattente

Cosa è ‘A tutto battente’ e soprattutto chi sono, autori e storie, cosa siete e fate nella vita? Ci spiegate il perché del nome?

‘A tutto battente’ è una palestra radiofonica, ma anche un programma in onda su una web radio. Abbiamo sempre sentito parlare di radio, ascoltato i racconti di chi ha fatto radio o addirittura avuto qualcuno in famiglia che vi si è cimentato. Per lavoro o per semplice divertimento. Adesso siamo noi a cercare di capire come si fa, perché si fa e a cosa serve. Ma soprattutto che aspettativa di crescita, di vita e di diffusione può avere una web radio che trasmette da una periferia come Licata. Beninteso Licata per noi è il centro del mondo, tuttavia è innegabile che, in quanto a mass media e progresso culturale, sia indietro anni luce rispetto al nord e all’estero.

Anche ‘A tutto Battente’, come altri progetti, nasce da una corposa dose di cazzeggio: questo ci rende tutti autori, non di un programma, ma di un salotto punk dei cui contenuti siamo artefici, ma anche fruitori. Le storie sono quelle della cronaca, della nostra quotidianità, dei personaggi con cui siamo più a contatto, fisico o intellettuale: queste storie arrivano indistintamente dalle latitudini più distanti, come da dietro l’angolo.

Nino Tarlato ha 25 anni ed laureando in Scienze della comunicazione a Torino. Ha all’attivo tre pubblicazioni, tra racconti e poesie, e la sceneggiatura di un corto: ‘Finding Apoteosi’. E’ stato proprio lui a proporci di iniziare questo percorso, dopo averlo sperimentato a Torino con la trasmissione il ‘Volgarotto’.

Calogero Tarlato ha 26 ed è il nostro fonico, tecnico, criptico. Studia architettura all’università di Agrigento, ha una gran passione per le tecnologie e applica i suoi studi alla realizzazione della nostra sede.

Giovanni ‘Sparda‘ Cicatello ha 31 anni ed è un musicista e cazzeggiatore D.O.C.: attualmente collabora con diverse band: Iricanti, Disìu, Madika.

Gino Pira ha 24 anni ed è laureando in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano. Giornalista pubblicista dal 2007 e patentato dal 2006. Compagno di banco di Nino, è uno dei fondatori dell’associazione Variazioni.

Il titolo prende spunto da uno dei tanti momenti di ozio della compagnia; l’angolo del garage di Nanni da dove trasmettevamo all’inizio era delimitato da una parete in legno con una finestra che rimaneva chiusa. ‘Per aprirla – affermò una sera Calogero – serve una cerniera ‘a tutto battente’. La finestra si aprì e Calogero diventò il regista della trasmissione.

 Come nasce il progetto di una radio web e l’importanza del web in un paese come Licata.

Come dicevo è stato Nino a mettere sul tavolo delle ‘cose da fare assolutamente’ l’esperienza della radio. Lui era uno dei conduttori del ‘Volgarotto’ a Torino, programma che andava in onda su radio Musmea di Augusta. Quello che abbiamo fatto non è stato altro che chiedere a Musmea di continuare con un’altra trasmissione, ma da Licata.

Il web oggi è fondamentale, sono parole di mia nonna. Ciononostante a Licata le cose sono autocomunicanti: come in tutti i piccoli centri quello che si vuole sapere si sa, e viceversa. Il punto è: che tipo di conoscenza abbiamo delle cose che diciamo o comunichiamo? Beh io penso che sia assolutamente superficiale, e allora l’importanza del web si sostanzia nella possibilità di approfondire e informarsi bene. In ogni caso, ‘A tutto battente’ è ascoltato in tutta Italia: dai nostri amici, dagli universitari licatesi fuori sede, da persone che in qualche modo abbiamo raggiunto.

Da quanto tempo esistete e da dove trasmettete?

Abbiamo iniziato il 17 marzo dal garage di Giovanni. Dopo, da maggio, ci siamo spostati in via Carducci (o Cianu Billingheri, per intenderci): è casa nostra: estiva, invernale, spaziosa, luminosa.

In cosa consiste la trasmissione, minuti e ‘screenplay‘? Come pensate al programma, lavorate insieme o ciascuno singolarmente?

Come dicevamo la trasmissione è una sorta di salotto, magari non inelegante ma sicuramente non ingessato, nel quale ognuno mette in campo la propria idea e ne parla: riproponiamo in maniera molto meno nobile e molto più leggera quello che succedeva a radio Alice.

Ognuno ha la propria rubrica: Punto Gino, la musica disgraziata di Giovanni, Cinemusica di Nino e la amatissima Posta del cuore del maestro Cilia.

All’interno delle rubriche e al loro esterno, lungo la scaletta, interagiamo e lavoriamo in sinergia: è ovvio, altrimenti fare radio sarebbe come masturbarsi nello stesso spazio-tempo.

Che musica ‘passate’?

Tutta. Ognuno di noi ha gusti diversi e ci piace intrecciarli e farli scontrare: da Buzzurro agli Alt-j, dai classici agli emergenti, dal vecchio al nuovo. Dall‘ufficiale all’underground.

Come vi definireste?

Oziosi.

Paure, indecisioni, certezze, punti fermi. Su quali ‘onde’ viaggia ‘A tutto battente’?

L’onda perfetta esiste, il problema è che c’è impazienza nell’attesa. noi viaggiamo su un trenino: ci hanno detto che c’è il cambio, ma ancora non abbiamo capito esattamente dove.

Passato, presente e futuro. Cosa c’è da attendersi dagli autori di una radio locale? Progetti futuri

Il progetto futuro è poter rimanere a Licata, dopo essere stati qualche anno fuori. Dobbiamo creare le condizioni per poterci permettere questo lusso. Anche tu.

Musica o parole? L’importanza dell’una e dell’altra

Si scrive in modo melodioso, si parla con toni armonici. Si cugliunia a ritmo. La musica è ovunque: se la ascolti hai qualcosa da dire. Se conosci, approfondisci, ti coltivi, ricerchi, maturi una qualche competenza, anche manuale, hai qualcosa da dire. E sai che musica ascoltare e far ascoltare.

Cosa ascolteremo nelle due ore al Barrio?

Lo decidiamo assieme! Vi ringraziamo per questo spazio e vi diamo appuntamento al Barrio, ma anche a ‘Variazioni per le Piazze’ il prossimo 9 Agosto a Licata.

Un Calore Saluto a tutti!

I ragazzi di ‘A tutto battente’ saranno in onda al Barrio di via Sant’Andrea 33, a Licata, domenica 4 agosto, a partire dalle 21.30

A Stoccolma la galleria d’arte più lunga del mondo

A Stoccolma con un biglietto della metro si compra un viaggio nell’arte degli ultimi 60 anni. 90 delle 100 stazioni sotterranee della città svedese ospitano sculture, mosaici, dipinti e installazioni surreali, tutte opere realizzate da oltre 150 artisti a partire dagli anni 50 fino ad oggi.

Un’impresa culturale che ha trasformato i 110 chilometri lungo cui si snoda l’intero tragitto della metro nella ‘galleria d’arte più lunga del mondo’.

L’idea è nata per portare nel modo più diretto possibile l’arte fra la gente e poi si è arricchita sempre di più nel corso degli anni, con la riproduzione di veri e propri scenari, da un ghiacciaio ad una necropoli. Una delle caretteristiche delle opere è che non si tratta mai di oggetti avulsi dall’ambiente, ma che si inseriscono perfettamente nella struttura delle stazioni dando ai passeggeri e ai turisti l’impressione che l’intera metropolitana sia un’enorme opera d’arte in movimento e in evoluzione.

Macao resta. Gli occupanti di ex Torre Galfa in tenda sotto il grattacielo

Hanno dormito in tenda, tutti in piazza Macao. Lo spazio pubblico a ridosso del chilometrico grattacielo Ligresti, in pieno centro a Milano, è stato trasformato in Occupy Torre Galfa. A restare gli occupanti in assemblea permanente, che negli scorsi giorni hanno iniziato i lavori per trasformare in un luogo dedicato all’arte e alla cultura un edificio in disuso da quindici anni. Si continua oggi con un’assemblea pubblica, in streaming dalle 10,30 sul canale Macao del sito e a Macao centro per le arti e la cultura – via galvani angolo via fara a Milano.

Rimane in forse la proposta del sindaco Giuliano Pisapia, di occupare i locali dell’ex Ansaldo, in parte già affidati al Teatro La Scala.

Ieri pomeriggio il sindaco è arrivato sotto la Torre Galfa, offrendo  al presidio ‘alcuni spazi’ alternativi all’ex Ansaldo di via Tortona ed è rimasto ad ascoltare i manifestanti intervenuti all’assemblea. ‘Mettiamo a disposizione un edificio molto bello – ha detto – all’ex Ansaldo per tutti i soggetti che vogliono ricreare cultura a Milano. Sarà disponibile tra pochissime settimane’ ha aggiunto.

Si tratta dell’ex complesso industriale dei primi del Novecento acquistato negli anni Novanta dal Comune proprio con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali. Palazzo Marino ha concesso da tempo sette padiglioni al Teatro alla Scala, dove oggi sorgono il palcoscenico prove, i propri archivi con 80.000 costumi di scena, la falegnameria e la mensa. In un’altra parte dell’immobile sono invece quasi finiti i lavori per realizzare lo spazio museale progettato da David Chipperfield, 5mila metri quadrati in vetro e acciaio. L’area è anche un punto di riferimento consolidato durante il Salone del mobile e le settimane della moda.

Pisapia, dopo una riunione con gli assessori, ha deciso di collocare negli spazi vuoti dell’ex fabbrica dell’Ansaldo in via Tortona una ‘Officina per la creatività a Milano al servizio dell’innovazione, della cultura e della partecipazione cittadina’.

La giunta sta intanto lavorando all’istituzione di un registro dei beni immobiliari pubblici disponibili e potenzialmente al servizio delle energie creative e culturali diffuse nel territorio milanese. Altro obiettivo è quello di individuare il patrimonio privato di spazi sfitti e invenduti a Milano e istruire con le proprietà un percorso condiviso per un loro prossimo utilizzo. C’è infine il progetto di raccogliere, proprio attraverso l’Officina, anche con bandi pubblici e incontri, ‘tutti coloro che hanno idee, progetti innovativi e sperimentali che riguardano la cultura e l’innovazione a Milano’.

‘Non è una questione di spazi, è questione di democrazia’, ribadiscono i manifestanti, in centinaia sotto il grattacielo ribattezzato a Macao chiedono di firmare l’appello.

http://www.macao.mi.it/appello
http://www.macao.mi.it/link 

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