Al Barrio arriva ‘A tutto battente’, la web radio che unisce Licata al mondo

atuttobattente

Cosa è ‘A tutto battente’ e soprattutto chi sono, autori e storie, cosa siete e fate nella vita? Ci spiegate il perché del nome?

‘A tutto battente’ è una palestra radiofonica, ma anche un programma in onda su una web radio. Abbiamo sempre sentito parlare di radio, ascoltato i racconti di chi ha fatto radio o addirittura avuto qualcuno in famiglia che vi si è cimentato. Per lavoro o per semplice divertimento. Adesso siamo noi a cercare di capire come si fa, perché si fa e a cosa serve. Ma soprattutto che aspettativa di crescita, di vita e di diffusione può avere una web radio che trasmette da una periferia come Licata. Beninteso Licata per noi è il centro del mondo, tuttavia è innegabile che, in quanto a mass media e progresso culturale, sia indietro anni luce rispetto al nord e all’estero.

Anche ‘A tutto Battente’, come altri progetti, nasce da una corposa dose di cazzeggio: questo ci rende tutti autori, non di un programma, ma di un salotto punk dei cui contenuti siamo artefici, ma anche fruitori. Le storie sono quelle della cronaca, della nostra quotidianità, dei personaggi con cui siamo più a contatto, fisico o intellettuale: queste storie arrivano indistintamente dalle latitudini più distanti, come da dietro l’angolo.

Nino Tarlato ha 25 anni ed laureando in Scienze della comunicazione a Torino. Ha all’attivo tre pubblicazioni, tra racconti e poesie, e la sceneggiatura di un corto: ‘Finding Apoteosi’. E’ stato proprio lui a proporci di iniziare questo percorso, dopo averlo sperimentato a Torino con la trasmissione il ‘Volgarotto’.

Calogero Tarlato ha 26 ed è il nostro fonico, tecnico, criptico. Studia architettura all’università di Agrigento, ha una gran passione per le tecnologie e applica i suoi studi alla realizzazione della nostra sede.

Giovanni ‘Sparda‘ Cicatello ha 31 anni ed è un musicista e cazzeggiatore D.O.C.: attualmente collabora con diverse band: Iricanti, Disìu, Madika.

Gino Pira ha 24 anni ed è laureando in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano. Giornalista pubblicista dal 2007 e patentato dal 2006. Compagno di banco di Nino, è uno dei fondatori dell’associazione Variazioni.

Il titolo prende spunto da uno dei tanti momenti di ozio della compagnia; l’angolo del garage di Nanni da dove trasmettevamo all’inizio era delimitato da una parete in legno con una finestra che rimaneva chiusa. ‘Per aprirla – affermò una sera Calogero – serve una cerniera ‘a tutto battente’. La finestra si aprì e Calogero diventò il regista della trasmissione.

 Come nasce il progetto di una radio web e l’importanza del web in un paese come Licata.

Come dicevo è stato Nino a mettere sul tavolo delle ‘cose da fare assolutamente’ l’esperienza della radio. Lui era uno dei conduttori del ‘Volgarotto’ a Torino, programma che andava in onda su radio Musmea di Augusta. Quello che abbiamo fatto non è stato altro che chiedere a Musmea di continuare con un’altra trasmissione, ma da Licata.

Il web oggi è fondamentale, sono parole di mia nonna. Ciononostante a Licata le cose sono autocomunicanti: come in tutti i piccoli centri quello che si vuole sapere si sa, e viceversa. Il punto è: che tipo di conoscenza abbiamo delle cose che diciamo o comunichiamo? Beh io penso che sia assolutamente superficiale, e allora l’importanza del web si sostanzia nella possibilità di approfondire e informarsi bene. In ogni caso, ‘A tutto battente’ è ascoltato in tutta Italia: dai nostri amici, dagli universitari licatesi fuori sede, da persone che in qualche modo abbiamo raggiunto.

Da quanto tempo esistete e da dove trasmettete?

Abbiamo iniziato il 17 marzo dal garage di Giovanni. Dopo, da maggio, ci siamo spostati in via Carducci (o Cianu Billingheri, per intenderci): è casa nostra: estiva, invernale, spaziosa, luminosa.

In cosa consiste la trasmissione, minuti e ‘screenplay‘? Come pensate al programma, lavorate insieme o ciascuno singolarmente?

Come dicevamo la trasmissione è una sorta di salotto, magari non inelegante ma sicuramente non ingessato, nel quale ognuno mette in campo la propria idea e ne parla: riproponiamo in maniera molto meno nobile e molto più leggera quello che succedeva a radio Alice.

Ognuno ha la propria rubrica: Punto Gino, la musica disgraziata di Giovanni, Cinemusica di Nino e la amatissima Posta del cuore del maestro Cilia.

All’interno delle rubriche e al loro esterno, lungo la scaletta, interagiamo e lavoriamo in sinergia: è ovvio, altrimenti fare radio sarebbe come masturbarsi nello stesso spazio-tempo.

Che musica ‘passate’?

Tutta. Ognuno di noi ha gusti diversi e ci piace intrecciarli e farli scontrare: da Buzzurro agli Alt-j, dai classici agli emergenti, dal vecchio al nuovo. Dall‘ufficiale all’underground.

Come vi definireste?

Oziosi.

Paure, indecisioni, certezze, punti fermi. Su quali ‘onde’ viaggia ‘A tutto battente’?

L’onda perfetta esiste, il problema è che c’è impazienza nell’attesa. noi viaggiamo su un trenino: ci hanno detto che c’è il cambio, ma ancora non abbiamo capito esattamente dove.

Passato, presente e futuro. Cosa c’è da attendersi dagli autori di una radio locale? Progetti futuri

Il progetto futuro è poter rimanere a Licata, dopo essere stati qualche anno fuori. Dobbiamo creare le condizioni per poterci permettere questo lusso. Anche tu.

Musica o parole? L’importanza dell’una e dell’altra

Si scrive in modo melodioso, si parla con toni armonici. Si cugliunia a ritmo. La musica è ovunque: se la ascolti hai qualcosa da dire. Se conosci, approfondisci, ti coltivi, ricerchi, maturi una qualche competenza, anche manuale, hai qualcosa da dire. E sai che musica ascoltare e far ascoltare.

Cosa ascolteremo nelle due ore al Barrio?

Lo decidiamo assieme! Vi ringraziamo per questo spazio e vi diamo appuntamento al Barrio, ma anche a ‘Variazioni per le Piazze’ il prossimo 9 Agosto a Licata.

Un Calore Saluto a tutti!

I ragazzi di ‘A tutto battente’ saranno in onda al Barrio di via Sant’Andrea 33, a Licata, domenica 4 agosto, a partire dalle 21.30

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‘Musica dai Murazzi’: Johnny Fishborn e Nanni Cicatello al Barrio domenica 28 luglio

Foto0319Cosa unisce due artisti, se non la musica e il luogo in cui si sono conosciuti? Ecco il racconto di un magico incontro fra Johnny Fishborn e Nanni Cicatello avvenuto al Barrio di via Sant’Andrea 33 a Licata, lo spazio culturale dell’associazione Limpiados.

Chi è Johnny Fishborn e come hai scelto il tuo nome?

Per scegliere il mio nome ho pensato al giorno della mia nascita. Sono nato il 1 aprile del 1984, il giorno del pesce d’aprile. Sono nato Pesce, ecco perché Fishborn.

Il mio nome è Gionatan Agostino Scali.

Mi piacerebbe sapere come vive Licata un torinese?

Basta vivere quest’aria e questo mare per capire la differenza con Torino. Mi tengo lontano dai mezzi informatici e cerco di mangiare bene e dormire, è quello che faccio fatica a fare durante l’anno. Sarà un autunno caldo.

Qual è il tuo rapporto con la città e le persone, con i luoghi che vivi una volta all’anno, quella volta che vieni? Cosa è per te ‘il Barrio’? Cosa ascolteremo domenica 28 e le prossime date?

Sono fantastiche le persone, mi trovo bene, mi lascio ammaliare dal loro spirito e cerco di trasmettere il mio. La cosa avviene con semplicità e naturalezza. Cerco di dare tutto quello che posso e provo, soprattutto, catturo dentro di me tutto il meglio degli angoli di questa città e delle mille storie che mi raccontano quando scorrono le sere.

Domenica 28 voglio concentrare il mio repertorio sui miei brani del primo album e anticipare qualcosa di nuovo dell’album in uscita a Ottobre ‘Windmill Girl’ (La ragazza del mulino a vento). Non è escluso qualche brano di qualche altro autore.

Prossime date: 1 agosto al Copacabana e il 9 al ‘Variazione per le Piazze’.

Quando inizi a suonare, i primi esperimenti, i primi accordi e cosa pensi del mondo d’oggi e della musica?

Metto le dita sulla chitarra classica a 8 anni, i miei genitori mi fanno prendere lezioni private da un maestro di Conservatorio a Torino. Devo essere sincero, la valanga di teoria appresa nei due anni non mi fece molto amare lo strumento che abbandonai e ripresi verso i 15 anni, da autodidatta. Mi comperai la chitarra elettrica e incominciai a studiare il metodo blues, poi le prime esperienze con le band.

Il mondo della musica oggi?

Bah, non è facile, e proprio per questo motivo sento un gran fermento ovunque, è una fase di transizione che serve per dare forza alla musica. I momenti migliori per scrivere una canzone sono quando c’è una mancanza. Coraggio, perseveranza e un pizzico di furbizia possono permettere attraverso i canali informatici di autogestirti in modo abbastanza completo.

Come componi e scegli la tua musica?

Non saprei, tutto accade. La penso un po’ come Jackson Pollock, che disse ‘When I’m in my own paintings, I’m not aware of what I’m doing’. Quando sono dentro accade tutto in maniera quasi incosciente. Quando ne sono fuori e riemergo, non sono a conoscenza dei meccanismi che hanno scaturito il tutto, è un mistero. Sono profondi e li sento più grandi di me.

Preferisci qualche sound, gruppo, artista? Ci racconti qualche esperienza musicale per te molto importante?

Sono di matrice blues, il suono della terra, amo il soul e il funk, e anche gli accordi sghembi della psichedelìa, non mi rifaccio a nessun genere in particolare, ascolto da Beethoven a Syd Barrett. Una band di oggi che mi ha colpito con il suo secondo album sono i ‘Tame Impala’. Un cantautore che amo molto è Elliott Smith, l’album Roman Candle del 1994. La mia esperienza più importante è l’anno che ho passato all’estero da marzo 2012 fino a fine anno. Ho stampato 250 copie del mio primo album, ne ho messe 100 nello zaino e sono partito alla volta del Nord Europa. Ho perso tante cose, ne ho prese altre, ho perso la ragazza, il lavoro e la macchina in un incidente. Quando mi son chiesto che cosa fosse rimasto, ho pensato alla chitarra, con un po’ di coraggio son partito. Un contratto a tempo indeterminato sicuramente ce l’ho, ed è quello con la mia chitarra, lo chiamerei contratto di vita. In questo periodo difficile per il lavoro, mi rivolgo a tutti coloro che hanno perso qualcosa, è il momento di cercare qualcosa dentro. Questa esperienza ha radicato in me qualcosa e ha dato forza alla mia musica. Oggi so di cosa parlare nelle canzoni. E nell’album che esce a ottobre, ho cercato di far sentire quelle sensazioni di perdita (fondamentale per riacquistare coscienza) mista a speranza di quando una persona cambia la sua vita.

Quali colori accompagnano la tua musica? A chi ti ispiri e da cosa ti fai ispirare? C’è qualcosa che a Licata ti ha indotto a comporre?

Facile, a due mesi dall’uscita del mio primo videoclip, pensando ad ‘How To Fly’ mi viene in mente il blu e i colori freddi. E’ un colore che amo come tutti i colori che restituiscono pace e sogno, e poi l’acquario nel quale vorrei uscire, indossare le ali. Anche il nero non posso escluderlo, lo amo perché rappresenta il tutto nell’universo. Cosa mi ispira? ‘Il pensiero diagonale fluttua su tutto ciò che non è normale’ Li io sto. Li creo e gioco con i pensieri. A Licata sto scrivendo qualche poesia e sto imparando il dialetto. Forse sono queste storie, il fascino di questa terra ultramillenaria a farmi scrivere.

I progetti futuri e quelli più vicini. Ci racconti del tuo viaggio in Olanda?

Progetti futuri, sono l’uscita dell’album ad ottobre di quest’anno. Poi il mio sogno e fare un tour il prossimo anno negli States e in Canada, portare la mia musica nel mondo.

Tornerai?

A Licata tornerò tutte le volte che avrò bisogno di sollievo dalla follia metropolitana.

Nanni Cicatello

Cosa vuol dire essere musicista in Sicilia? Come ti sei formato e da cosa nasce la tua musica? Come hai incontrato Johnny e come è nata la vostra collaborazione? Cosa vuol dire fare musica a Licata? I tuoi progetti futuri. Cosa pensi sia Il Barrio, la sua importanza?

Poi parla liberamente di Licata del mondo e di quello che ti pare.

Essere musicista in Sicilia è tanto bello quanto doloroso…Mi spiego. Credo sia una delle isole più belle al mondo, tanti luoghi di ispirazione, il mare. Il clima, il calore della gente, tanta serenità. Su questo lato credo sia perfetta. Tanta energia per prepararsi psicologicamente. Purtroppo c’è il lato malefico. Pochi sbocchi per poi mettere in pratica quello che giornalmente fai. La domanda spesso è ‘che lavoro fai?’ Io rispondo ‘il musicista’, ‘no no scusa non hai capito, intendo il lavoro no come passi il tempo’.

Manca la mentalità e la cultura, spesso sei considerato il tipo che ‘suona’ perché in realtà non vuole fare un cazzo nella vita. Stavo per abituarmi a tutto questo, tanto il musicista vive nel suo mondo e poco importa ciò che pensa la gente ignorante nel campo della musica. Posso dirti che insistendo qui nel nostro paesello stanno per nascere delle bellissime ‘situazioni’.

Parlane se vuoi

Il mio sogno è fare musica qui e portarla in giro per il mondo, ma sto notando che tanta gente ama questa terra e dopo tante esperienze al nord o all’estero sta iniziando a ritagliarsi spazio qui e quindi perché gli artisti devono per forza andare via? Inizio a stare bene in Sicilia perché credo stia crescendo.

Il Barrio per esempio è un posto che da l’opportunità agli artisti di esprimersi, c’è una radio che sta pian piano formandosi con altri amici, progetto in cui credo e ne faccio parte… Credo, spero e mi batterò affinché prendiamo posizione, siamo noi la cultura di oggi e di domani e dobbiamo partire da qui. Inizio a stare bene qui, nonostante le difficoltà perché ripeto c’è gente valida, siamo in minoranza ma ci siamo. Grazie a questa cerchia di persone attive, mentre mangiavo la classica granita accompagnata dalla mia birra, (accoppiamento di merda, lo so) ho conosciuto proprio per caso, qualche settimana, fa un ‘continentale’ direbbe mia nonna, Johnny Fishborn un cantautore siculo-piemontese.

Abbiamo subito parlato di musica e dopo due giorni ci siamo ritrovati proprio al Barrio per fare un paio di brani così per divertirci ed alla fine abbiamo suonato 1 ora, un paio di giorni dopo un live e ancora altri live: questa è la magia della musica.

Stessa cosa con i ‘Disiu’. Conobbi Ezio Noto, cantautore siciliano, in teatro. Parlammo di musica ‘mi servirebbe un percussionista’. Vive a Caltabellotta pensai un po’ lontano, dopo qualche giorno, prima prova un bel po’ di live, Sicilia e Basilicata. Lui è ideatore del ‘Dedalo festival’ che farà tappa a Licata il 9 agosto con ‘Variazioni per le Piazze’: li ho conosciuto i ‘Cattivo costume’, band napoletana con cui collaboro e ‘Pivirama’ band romana con cui ho avuto anche l’onore di collaborare.

Definisco la musica ‘magia’ devi inseguirla e conviverci non devi aspettarla. Ho scoperto che inseguendola ti apre il mondo, incontri anime che devi incontrare per forza nella vita e nasce intesa, amicizia e fratellanza in due minuti. Solo la musica può. Ricordo un pezzo dei ‘Litfiba’ che dice ‘la musica fa sognare volare capire’.

Johnny Fishborn e Nanni Cicatello si esibiranno per ‘Musica dai Murazzi‘ domenica 28 agosto alle ore 21,30 al Barrio di via Sant’Andrea a Licata.

http://ilbarrio.altervista.org/

Tunisia in fiamme dopo l’uccisione del capo dell’opposizione Chokri Belaid

chokri_belaidTunisia in fiamme dopo che Chokri Belaid, uno dei gli esponenti di punta dell’opposizione tunisina, è stato ucciso questa mattina in un agguato a Tunisi. Quando in città s’é diffusa la notizia, migliaia di persone hanno messo sotto assedio il Ministero dell’Interno, a protezione del quale sono stati dispiegati centinaia di agenti. Altre migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città, inclusa Sidi Bouazid, ‘culla’ della rivoluzione che nel 2011 segnò la caduta del regime di Ben Ali. Attacchi contro sedi di Ennahdha (partito egemone in Tunisia, di matrice islamica), incendiate da manifestanti. Per il presidente Mazouki è un atto dei ‘nemici della rivoluzione’.

Sciopero generale nel giorno dei funerali
Nel giorno in cui si terranno i funerali di Chokri Belaid la Tunisia sarà paralizzata da uno sciopero generale, indetto dall’opposizione. L’annuncio è stato dato oggi pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, in cui è stato detto anche che le esequie saranno a carattere nazionale. Cosa che non significa che si trattera’ di un funerale di Stato, che può essere deciso solo dal governo, ma che ad esso sara’ dato risalto in tutto il Paese.

L’opposizione si dimette
Il Fronte Popolare, coalizione composta da una decina di partiti e movimenti di sinistra attualmente all’opposizione in Tunisia, ha deciso di ritirare i propri rappresentanti dall’Assemblea Costituente. Lo ha annunciato il portavoce della coalizione, Hema El Hamami, nel corso di una conferenza stampa a Tunisi convocata dopo l’omicidio di Chokri Belaid, che nell’autunno dello scorso anno aveva aderito al Fronte Popolare. El Hamami ha quindi chiesto le dimissioni del governo in carica e la nascita di un esecutivo ad interim con l’obiettivo di ‘salvare’ la Tunisia dall’ondata di violenza.

Due giorni di sciopero della giustizia
La giustizia tunisina si fermerà per due giorni – domani e venerdì – in segno di protesta contro l’uccisione di Chokri Belaid, apprezzato avvocato penalista. La decisione, ufficializzata in un comunicato congiunto, è stata presa – ed è la prima volta nella storia recente della Tunisia – dalla Commissione nazionale degli avvocati (l’ordine forense tunisino), dall’Associazione dei magistrati e dal sindacato degli ausiliari.

Premio Terna 04 per l’arte contemporanea


Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’ARTE

. Pittura, Scultura, Fotografia, Elaborazioni e Light-Box, Videoarte ed Installazioni.

. Quattro le categorie in concorso:
Gigawatt, Megawatt, Terawatt e Connectivity.

. Iscrizione on line libera e gratuita.

. Una galleria in 3d per tutti gli artisti sul sito www.premioterna.com

. Terna curatoriale composta da:
Cristiana Collu, Èric de Chassey e Gabriele Francesco Sassone.

. Un progetto innovativo, curato da Gianluca Marziani, per gli artisti di fama della categoria Terawatt chiamati a realizzare opere site specific su una linea elettrica di importanza nazionale.

. Giuria composta da:
Marzia Corraini, Antoine de Galbert, Alda Fendi, Kamel Mennour, Camilla Nesbitt, Michelangelo Pistoletto, Olga Sviblova e da Alessandro Villari.

. Premio Speciale under 23 scelto da una giuria di:
Young Galleries, Galerie Mario Mazzoli di Berlino, Galleria SpazioA Contemporanearte di Pistoria, Mother’s Tank Station di Dublino, coordinate da Denis Viva.

. Premio on line assegnato dal pubblico del web.

Residenze d’artista a Mosca e in Italia e premi acquisto per i vincitori nelle categorie Gigawatt, Megawatt e Connectivity.

Partito il 28 marzo scorso (con iscrizioni ancora aperte) il Premio Terna per l’arte contemporanea nelle passate stagioni ha raccolto la partecipazione di oltre 9.000 artisti da tutta Italia e dall’estero. Per l’edizione 2012 presenta molte novità: una nuova terna curatoriale, interventi sul territorio con un progetto site specific su tralicci, apertura del bando anche alle installazioni, un premio per il più giovane tra i talenti under 23, la connessione con Mosca per la chiusura dell’anno della cultura italiana in Russia, la scelta di una partnership con la musica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il sito web diventa una galleria espositiva in 3D da allestire, anche settimanalmente, con nuove opere e informazioni, inclusi i costi dei propri lavori. In un mercato in cui gli artisti si affidano più a internet che alle mostre per farsi conoscere, il Premio Terna fornisce uno strumento concreto di relazione con il pubblico.

Per Terna 04 Luigi Roth, Presidente di Terna e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, hanno firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa triennale finalizzato alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea italiana con l’obiettivo di far emergere l’eccellenza e la creatività degli artisti, con attenzione ai giovani. Un grosso sostegno all’arte contemporanea in un periodo in cui il settore culturale e artistico italiano ha bisogno di partnership tra operatori pubblici e privati per condividere l’impegno nella crescita del Paese.

Il nuovo concorso, che terminerà il 1 ottobre, conferma l’accesso democratico con iscrizione libera e gratuita per tutti gli artisti sopra e sotto i 35 anni (Megawatt e Gigawatt) e la categoria dedicata agli artisti di fama (Terawatt) alla quale si accede solo per invito, rinnovata nei contenuti. Confermato anche il premio online assegnato dal pubblico via web e la categoria Connectivity per gli internazionali.

L’edizione 2012 ruota attorno ad un tema sfidante e di stretta attualità Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’Arte: invita a una riflessione sul concetto di Territorio e Territorialità intesi come relazione con luoghi e spazi fisici, ma anche come dimensione introspettiva, senso di appartenenza, di inclusione o esclusione, apertura o confine delle relazioni con gli altri. Il territorio diventa luogo che ospita la creatività e diventa esso stesso motore di creatività. Senza Rete è l’invito ad indagare assetti anche inediti delle relazioni con gli altri e con il territorio, assetti non predeterminati. Rete, senza la quale nemmeno Terna esisterebbe. Rete, l’assenza della quale consente a Terna di costruire connessioni: un riferimento quindi chiaro, come sempre per i titoli del Premio, alla trasmissione di energia. All’artista, la libertà di costruire il territorio per l’arte e/o immaginare l’arte per il territorio.

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Benigni su Fornero: ma quanti dannati ci sono all’Inferno?

English: Italian actor and director Roberto Be...

English: Italian actor and director Roberto Benigni won an award in Terni in the “Events Valentine” Italiano: Roberto Benigni viene premiato a Terni durante le “Manifestazioni valentiniane” (Photo credit: Wikipedia)

Il comico toscano Roberto Benigni si interroga a Ballarò sulla ministro del Lavoro Elsa Fornero e i conti degli ‘esodati’.

Nel giorno in cui si vota l’ennesimo emendamento a una riforma del Lavoro alla quale tanto si aspira e mai si arriva, trovando un happy end che renda felici tutti (senza per questo dover necessariamente accennare all’assistenzialismo di cui ha parlato Maroni, tanto tempo fa?)

La ministra è contenta. Perché sostenuta dal Wall Street Journal che la intervista, lei stessa sostiene ‘Questa riforma non è perfetta, ma è buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro’.

Per la ministra ”obiettivo della riforma è far cambiare agli italiani il loro comportamento in molti sensi’. Per prima cosa, riguardo al lavoro. Anche se sancito costituzionalmente, (Art.37, il 31 è quello che sancisce il diritto alla famiglia) secondo la nuova mentalità che va diffusa, il lavoro non è più un diritto e va guadagnato.

‘Stiamo cercando di proteggere le persone e non il loro posto di lavoro – dice la ministra degli esodati, nel bene e nel male. Il posto di lavoro non è un diritto. Si deve guadagnarlo, anche attraverso i sacrifici’.

E ritemprando le stanche membra di un popolo italiano prostrato dai campionati europei, l’eterna maratona che oggi vede scendere in campo il Portogallo di Ronaldo contro la Furia rossa spagnola (domani tocca a noi contro la nazionale di casa Merkel) facendo ancora una volta appello all’anelito estremo che noi tutti italiani, azzurri o di altro colore, abbiamo e dobbiamo continuare ad avere, prima e dopo la seconda guerra mondiale, il ventennio fascista, quello quasi berlusconiano ( più che di ventennio, perché è durato 16 anni, possiamo parlare proprio di bordello e anche alla vecchia maniera, anche se un po’ più sofisticata) vecchia e nuova Repubblica, mani sporche dalle continue ricerche di terremoti veri e sinceri o idealogici, catastrofi insomma e non solo mediatiche, con i grillini che occupano occupano le poltrone da primi cittadini di città che del Parlamento leghista ne hatto fatto beffa, e Beppe Grillo che chiede al Financial Times, tramite la penna di Beppe Servegnini, di fare chiarezza, perché sì anche lui è un comico anche se politicamente e civilmente impegnato è bene fare sapere al mondo che non è Benito Mussolini, abbiamo bisogni di simboli. E cosa c’è di meglio per gli italiani pensare al lavoro come a un simbolo, di autostima e integrità sociale, di sacrificio e prostrazione di fatica e sudore, di graffi e morsi per poter continuare a dire ‘sì ho un lavoro’  piuttosto che ‘sono in cerca’. Allora – e dato anche che Cicchitto minaccia di far saltare Monti e il suo governo se non si sbrigano ad attivare le ferie – ecco che bando alle ciance si velocizza tutto, niente polemiche  ed estenuanti dibattimenti televisivi sulla possibilità di modificare la Costituzione italiana (ricordate quel parlamentare in quota Pdl che voleva riformare la costituzione per dare più forza alle imprese?) Andiamo giù dunque con una breve intervista alla ministra coraggiosa. Anche questa su un giornale estero, straniero. Come per dire ‘toc, toc, si può?

Chi è che ha lasciato fuori dalla porta la ministra del Lavoro?  

Nella riforma del Lavoro che oggi sarà approvata definitivamente dalla Camera ‘non ci sono intoccabilità’, ha detto il ministro del Lavoro, questa mattina, ai microfoni di Radio anch’io su RadioUno. ‘La cosa importante – ha aggiunto – è far partire questa riforma che ha un insieme di elementi positivi per i giovani, gli ammortizzatori sociali e contiene le premesse perché l’apprendistato divenga una modalità di ingresso nel mondo del lavoro’.

La ministra del Lavoro e delle nuove parole (esodati al posto di pensionati, apprendistato invece di stage tirocinio), come la torcia Olimpica, riaccende le speranze. E a questo punto ci sarebbe proprio da dire che è tutta una questione psicologica, come ha detto Prandelli, ct in nazionale, prima di portare i suoi in Polonia e Ucraina.

Cosa dicono i confederati, estremi oppositori di una possibile riforma del Lavoro che ci renderebbe un po’ più europei e un po’ meno italiani da commedia wertmulliana degli anni settanta?

Bonanni non ci sta. Del resto il contratto di lavoro nazionale, qualunque esso sia va difeso e a spada tratta. Perché? Perché l’identità del popolo italiano (sovrano o Sopranos?) va difesa, anche quella, lavoro si lavoro no.

‘Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisognerebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo criterio dell’Aspi, proprio per non creare difficoltà ai lavoratori. Sul resto, meno si tocca e meglio e; d’altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare’, ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni. ‘Il rilancio – aggiunge – si realizzerà solo se pagheremo meno le tasse, meno l’energia, se avremo più infrastrutture’. Allora si che ci vuole il detto ‘Cosa dice la mamma Rocca?’

L’aula della Camera intanto ha approvato la fiducia al terzo articolo del ddl di riforma del mercato del lavoro. I si sono stati 447, i no 76 mentre 27 gli astenuti.

Meglio Benigni!


http://www.governo.it/governo/costituzione/1_titolo3.html

Brangelina homeless: tombini intasati e giubileo della regina in hotel

Brad Pitt e Angelina Jolie non potranno festeggiare il giubileo di Diamanti della Regina Elisabetta, regnante da sessent’anni, nella loro nuova casa londinese, una villa nel prestigioso sobborgo a sud ovest  di Richmond upon Thames da 12 milioni di euro.

Secondo alcune indiscrezioni del Sun, magazine che ha ribattezzato la coppia ‘Mr e Mr Zaffata’ con tono canzonatori per i ruoli di ‘Mr e Mrs Smith’ in un film del 2005 – dopo il trasloco di alcune settimane fa sono costretti ad andare via a causa dei tombini intasati. Dalle abitazioni vicine è iniziato a venir fuori un cattivo odore nauseabondo da quando si sono otturati i canali di scolo.

Il problema si è poi esteso a diverse proprietà situate nella via residenziale nel Surrey village, tra cui la villa di Angelina e Brad, spiega il tabloid. Diversi proprietari hanno chiamato d’urgenza dei tecnici specializzati in drenaggio per fermare la puzza, ma dopo due giorni il problema ha continuato a persiste. I Brangelina hanno quindi deciso per una pausa, dal tanfo, e una fuga in albergo in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di regno della regina.

‘Un peccato – sottolinea il tabloid – perché la numerosa famiglia, tre figli naturali e altrettanti adottati, aveva pensato di festeggiare nella nuova lussuosa casa con giochi e ‘finger food‘ per i 4 giorni di festa. Che sono quelli del Giubileo. 

Il lungo weekend di festeggiamenti, dal 2 al 5 giugno, dedicato al Giubileo di diamante della regina Elisabetta II ‘è l’occasione per celebrare il bilancio dei suoi 60 anni di regno, la monarchia, ma anche e in maniera più informale, la nostra identità e il nostro orgoglio nazionale’, dice il cronista dei reali britannici, Robert Jobson.

La febbre per i festeggiamenti dedicati ai 60 anni di regno della popolare monarca 86enne si espande dalla capitale al più piccolo villaggio, con il Regno Unito ricoperto dai colori delle Union Jack per l’evento ‘sicuramente storico’, ha aggiunto Jobson. E’ la seconda volta in mille anni che un sovrano inglese raggiunge una simile longevità: la prima fu, nel 1897, la regina imperatrice Vittoria, la quale però rimase sul trono per più di 63 anni (fino al 1901).

Elisabetta II incarna una continuità rassicurante e garantisce una funzione unificatrice del Paese. La Bbc ha diffuso delle immagini private inedite della famiglia reale, alcune anche di Carlo d’Inghilterra, primo in linea di successione al trono britannico, sulla spiaggia. ‘La popolarità della regina è al suo culmine, al livello raggiunto durante l’incoronazione’ nel 1953, ha osservato la storica e biografa Kate Williams. Ottantasei anni del resto sembrano essere  abbastanza per diventare popolari per un reale d’Inghilterra.

http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/
http://www.thediamondjubilee.org/ 

Online il nuovo video della Dogo Gang ‘Noi siamo il Club’ feat. Marracash

E’ online da oggi il singolo dei Club DogoNoi Siamo il Club‘ feat Marracash, regia di Calu Montesano.

Pubblicato su DogoTVOfficial, il canale sharing della crew hip hop della Barona, Milano, è l’official del nuovo, omonimo album ‘Noi siamo il club’.

Previsto per il 29 maggio, dopo il posticipo deciso in rispetto delle vittime del terremoto che ha colpito il Nord Italia,  il brano è la title-track del disco della Dogo Gang degli Mc Gue Pequeno, Jake la Furia e del beatmaker Don Joe, in uscita martedì 5 giugno.

Il pezzo ha una featuring di tutto rispetto, Marracash. Il conduttore e speaker di MTV Spit, il ‘King del Rap‘ appare nel video in un elegantissimo smoking, alla guida di un’auto di lusso. Incluso di strofe.

I Club Dogo saranno performer degli MTV Days 2012 a Torino il 29 e 30 giugno.

http://www.clubdogo.org/
http://www.guepequeno.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Club_Dogo 

Cosa succede quando un editore decide di abbandonare la carta stampata e iniziare ad allevare capre?

‘Man oh man, our infographic on how a book gets made is going VIRAL! Have you seen it?’

                                                                                                                                   Weldon Owen Publishing

Cosa succede quando un editore decide di abbandonare la carta stampata e iniziare ad allevare capre? Lo spiega una divertente e un po’ complicata iconografia destinata a diventare un Viral sul Web. La Weldon Owen Publishing, editore di San Francisco, ci dice come nasce un libro e racconta come avviene la pubblicazione fino al successo dell’opera e immediata ristampa nel caso in cui l’autore è Stephen King, Lady Gaga o qualche stella di un talk show o reality televisivo. O nel caso contrario, se l’idea nasce dalla mente di una persona normale, prima di diventare un talento, dopo le innumerevoli letture a cui viene sottoposto il testo dall’editor, al proofreader, al correttore di bozze, al copywriter e al designer e al direttore creativo che decidono come impaginarlo o che copertina dargli.

Ulteriore possibilità da parte dell’editore è quella di mandare tutto a quel paese e decidere di cambiare stato e iniziare ad allevare capre. In tal caso sarà lui l’autore di un libro che introduce all’attività di goat farming.

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