Risultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio

MOVIMENTO 5 STELLE: BEPPE GRILLO TAPPA A POMEZIA DELLO TSUNAMI TOURRisultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio. La coalizione guidata da Pier Luigi Bersani (Pd) totalizza al Senato il 31,63% dei voti pari a 9.686.398 (113 seggi) mentre alla Camera il 29,54% ossia 10.047.507 voti (340 seggi). Il centrosinistra quindi conquista la maggioranza relativa al Senato conquistata per il rotto della cuffia e la maggioranza assoluta alla Camera. Vincitrice al Senato la coalizione guidata da Silvio Berlusconi con il 30,72% pari a 9.405.786 di voti (116 seggi) che alla Camera totalizza il 29,18% ossia 9.923.100 voti (124 seggi). Ma il vero vincitore della tornata elettorale è senza dubbio il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che fa il pieno ed è il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti pari a 8.688.545 voti (108 seggi), mentre il terzo al Senato il 23,79% pari a 7.285.648 voti (54 seggi). La coalizione di Mario Monti conquista alla Camera 45 seggi cioè il 10,56% pari a 3.591.560 voti. Fuori dal Parlamento Fli, La Destra, radicali, Samorì, Rivoluzione civile, Fare per fermare il declino. Dentro due piccoli partiti che ottengono un senatore ciascuno: la lista Crocetta in Sicilia e il Grande Sud in Calabria.

E a poche ore dall’ufficializzazione dei risultati elettorali che hanno sancito l’ingovernabilità del Parlamento, iniziano a prendere forma le ipotesi di larghe intese tra Pd e Pdl. Il primo a uscire allo scoperto è Silvio Berlusconi, in un intervento a La Telefonata di Maurizio Belpietro: ‘E’ presto per decidere che cosa fare, bisogna riflettere per il bene dell’Italia. Il Paese non può non essere governato, bisogna vedere su quali programmi possano confluire le forze politiche’. A stretto giro la risposta di Francesco Boccia del Pd: ‘Un accordo con Berlusconi? Penso che un accordo trasparente dovrà essere fatto in Parlamento su alcuni temi’.

Nella notte, prima ancora che i risultati fossero ufficializzati,Pier Luigi Bersani si era espresso con un tweet: ‘E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse del Paese’. Anche da parte del segretario democratico, che oggi farà una conferenza stampa alle 17, presso la Casa dell’Architettura (Acquario Romano) in Piazza Manfredo Fanti 47, non ci sono riferimenti precisi, ma non c’è nemmeno una preclusione al ‘governissimo’. Ipotesi che certamente non piacerà a Nichi Vendola: nella notte il segretario di Sel ha spiegato che ‘tocca a noi la proposta di governo’.

‘Noi speriamo che l’onda arrivi fino a maggio, alle elezioni del comune di Roma. Sarà una lotta con il Pd e il Pdl’. Così Davide Barillari, candidato a governatore del Lazio per il Movimento 5 Stelle, in attesa dello spoglio delle elezioni regionali. ‘Nei prossimi giorni partirà il sondaggio online per scegliere il candidato sindaco di 5 Stelle – ha aggiunto – avevamo deciso di aspettare l’esito delle regionali prima di iniziare’.

Beppe Grillo su Twitter: ‘Siamo diventati la prima forza in assoluta in tre anni, senza soldi, senza aver mai accettato un rimborso’.

http://elezioni.interno.it/camera/scrutini/20130224/C000000000.htm
http://elezioni.interno.it/senato/scrutini/20130224/S000000000.htm

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La7: è scontro tra Bersani Berlusconi sulla trattativa esclusiva con Cairo

Cairo1E’ scontro tra Bersani e Berlusconi sulla trattativa esclusiva tra La7 e Cairo. Bersani ha lanciato ‘un avvertimento mafioso’ sull’operazione di acquisto di La7 dicendo ‘aspettate a vendere perché se sarò al governo La7 varrà di più’, afferma il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di un forum sul Corriere.it parlando dell’acquisizione de La7. ‘Non ho rapporti con Urbano Cairo, che per alcuni anni è stato mio assistente – spiega Berlusconi – poi è diventato un imprenditore in proprio ed è da diverso tempo che non lo sento. In questo momento non ci sono affari in editoria perché con la crisi c’e’ stato il calo della pubblicità intorno al 20%, non c’è azienda in Italia che produca utili’.

L’eventuale cessione di La7 deve avvenire evitando ‘conflitti di interessi’ e ‘posizioni dominanti’. Il segretario Pd Pier Luigi Bersani lo ha detto durante un’intervista sul sito del Corriere della Sera: ‘Siccome siamo in una settimana cruciale tendo a ragionare come se fossi già al governo. Devo preoccuparmi primo che le decisioni avvengano in assenza di conflitto di interessi; secondo, che le cose avvengano senza costituire in modo diretto o indiretto posizioni dominanti’. Bersani non si è sbilanciato quando gli è stato chiesto se Urbano Cairo, il probabile acquirente della rete, sia legato a Mediaset. ‘Ah, non lo so… ci sono delle autorità. Io non posso sapere se e in quale modo ci siano connessioni. Ma ci può essere qualcuno che ci guarda’.

Intanto il titolo di Telecom Italia Media negativo in Borsa. Telecom è scesa a -1,12% dopo che il gruppo telefonico ha deciso di concedere a Cairo Communication una esclusiva per negoziare la cessione dell’intera quota di partecipazione detenuta dalla Società, in La7, ad esclusione del 51% di MTV Italia. Il mercato puntava ieri sull’ingresso dell’imprenditore Diego Della Valle tra i possibili acquirenti della controllata di Telecom.

Missoni: ritrovato un borsone con attrezzatura da kitesurf

CENA DI GALA DEL NAUTICAL DESIGN AWARDS ALL' HOTEL SEVEN STARS GC’è una possibile traccia nelle indagini sulla scomparsa ai Caraibi di Vittorio Missoni, della sua compagna e di due amici. Si tratta di un borsone contenente attrezzatura, che viaggiava sull’aereo con a bordo Missoni, trasportato dalle correnti e scomparso il 4 gennaio scorso, con a bordo Vittorio Missoni, la compagna Maurizia Castiglioni e gli amici Elda Scalvenzi e Guido Foresti. A riportarlo è il Corriere della Sera.

‘Circa due settimane fa un turista tedesco in vacanza a Curaçao – riporta – ha trovato lo scorso 10 gennaio, su una scogliera, un borsone da kitesurf appartenente a un italiano. L’attrezzatura viaggiava sull’aereo che trasportava Missoni.  Il borsone da kitesurf avevav con attaccata un’etichetta con nome e cognome di un italiano, Giorgio Neri, un altro turista che lo stesso giorno ha preso un altro aereo per far ritorno a Caracas. Ma il secondo velivolo era pieno di turisti e di bagagli e il pilota ha chiesto al collega che guidava l’aereo di Missoni di caricarne alcuni sul suo. E cosi’ il borsone di Neri è’ stato imbarcato sull’Islander scomparso.

Il proprietario era a bordo di un altro aereo e aveva chiesto di imbarcare il suo bagaglio sul volo di Missoni. Da Los Roques a Curaçao ci sono poco più di 200 chilometri di mare. L’aereo volava verso Sud, in direzione Caracas. Il borsone è stato trasportato dalle correnti verso ovest ed è finito sulle scogliere dell’isola olandese’.

Il recupero della borsa non lascerebbe dubbi sul destino del velivolo: il piccolo aereo da turismo e’ di sicuro precipitato in mare, anche se sono ancora da stabilire le cause.

Mafia: condanna a 7 anni per Marcello dell’Utri

Marcello Dell'Utri

Marcello Dell’Utri (Photo credit: Wikipedia)

Il pg Luigi Patronaggio ha chiesto la condanna a 7 anni del senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. Il processo e’ in corso davanti alla corte d’appello di Palermo. Il pg ha definito ”molto grave” la condotta contestata al senatore e ha chiesto la conferma della precedente condanna inflitta all’imputato in appello e poi annullata con rinvio dalla Cassazione. In primo grado Dell’Utri fu condannato, invece, a 9 anni di carcere.

‘Caduto Craxi, Cosa nostra pose le sue attenzioni su Forza Italia. Non fu la mafia a fare vincere le elezioni a Forza Italia, ma votò quel partito’, ha detto il pg Luigi Patronaggio insistendo nel ruolo di mediatore che dell’ Utri avrebbe avuto tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi a partire dal 1994.

Dell’Utri, che negli ultimi dieci anni ha sempre seguito tutti i processi che lo hanno visto imputato a Palermo, non era in aula. Non è mai stato presente in aula per questo processo, il quarto per concorso esterno in associazione mafiosa, iniziato un anno fa e la cui sentenza è attesa per marzo.

‘Certo che mi candido. Finché sono vivo continuerò a candidarmi. Non lo farò più solo da morto. Ma fino a quando non sarò morto…’, ha dichiarato il senatore in una intervista al Corriere della Sera, chiarendo che per ora ‘nessuno mi ha candidato, non ho ricevuto proposte’ e che l’ipotesi di candidatura con Grande sud è ‘una grande minchiata’.

Secondo il pg di Palermo Luigi Patronaggio, ‘sono provate le condotte di dell’ Utri dal ’74 al ’78 che ha avuto rapporti continuativi con Cosa nostra, agevolando anche il patto di protezione nei confronti di Silvio Berlusconi’. E proprio a Berlusconi, da Palermo, il boss di Cosa nostra Gaetano Cinà avrebbe mandato una cassata di oltre undici chili, da guinness dei primati, nel Natale del 1986 con la scritta ‘Canale 5‘. Secondo l’accusa anche questa cassata proverebbe i rapporti tra Cosa nostra e Marcello dell’Utri, che avrebbe fatto da mediatore.

Troppo ‘choosy’ per il posto fisso? Ecco chi si può permettere di averne due

Riportiamo l’interessante articolo di Gianluca Iozzi pubblicato da IbTimes sui choosy di casa Fornero.

Ieri a Nichelino (Torino), il ministro del Welfare Elsa Fornero, durante un convegno dedicato alle riforme, riferendosi alla situazione lavorativa precaria dei giovani ha commentato: “Non bisogna mai essere troppo “choosy” (schizzinosi, ndr), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”.

Immediatamente sono partite le proteste da parte dei presenti al convegno.

Ma c’è un piccolo dettaglio in questa storia che merita di essere messo in luce: Silvia Deaglio, figlia dell’attuale ministro del Welfare,  si è laureata brillantemente in Medicina a 24 anni, oncologa a 28 e in più ha conseguito un dottorato in genetica umana a 32 anni.

Ora, nulla da dire sulla sua carriera universitaria, ma qualcosa da dire c’è invece sul fatto che possiede ben due posti fissi: uno come professore associato di genetica medica, alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, e un altro come responsabile della ricerca alla Hugef, fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana.

Notare che all’università di Torino insegna il ministro Fornero. Inoltre alcune ricerche della Deaglio sono state finanziata dalla Compagnia di Sanpaolo (la fondazione che controlla banca Intesa Sanpaolo), dove sua madre ha ricoperto la carica di vicepresidente nel periodo 2008-2010.  Come se non bastasse è stata anche vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa tra il 2010 e il 2011.

Ma nell’istituto di credito dal 2002 al 2011 ha ricoperto la carica di amministratore delegato Corrado Passera, attuale ministro dello Sviluppo economico nella squadra di Monti. Semplici coincidenze?

Il ministro del Lavoro ha subito smentito il fatto che la figlia abbia due lavori, attualmente è soltanto docente universitario, e in quanto tale pagata dall’ateneo. Per quanto riguarda la ricerca il ministro chiarisce che la retribuzione proviene da un fondo internazionale.

Un altro esempio di onestà intellettuale l’ha dato il premier Mario Monti quando mesi fa alla trasmissione televisiva Matrix andata in onda su canale 5 disse: “I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. È più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”.

Intanto però il figlio del premier, Giovanni Monti, nel 2009 è stato assunto in Parmalat da Enrico Bondi (attuale candidato alla supervisione della spending review e amministratore delegato dell’azienda di Tanzi dal 2005 al 2011) con la carica di responsabile per lo sviluppo del business, ma a febbraio 2012 è stato licenziato. Cosa non si fa per i propri figli, e gli amici non si scordano mai. Infatti attualmente Bondi è il candidato favorito a ricoprire la carica di supervisore ai tagli da effettuare al bilancio statale secondo il Monti-pensiero.

Che dire invece di Giorgio Peluso, 42 anni, figlio del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che non molto tempo fa disse che “noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città a fianco di mamma e papà”.

Ebbene da precoce direttore di Unicredit, è stato promosso a direttore generale di Fondiaria Sai, la compagnia dei Ligresti zavorrata da oltre 2 miliardi di debiti. Ma il figlio del ministro intanto guadagna 500 mila euro l’anno, ed ha un posto fisso.

Dunque qualcosa non quadra, perché se i tecnici ci dicono che il posto fisso dobbiamo scordarcelo, altrettanto non sembra per i loro figli.

Fonti: Corriere della Sera, Panorama, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Intesa San Paolo

Maxxi: Giovanna Melandri nuova direttrice della fondazione

 Anche il Pd insorge contro la nomina decisa dal ministro Ornaghi di Giovanna Melandri direttrice della fondazione Maxxi. ‘Mi pare inopportuno transitare dalla poltrona di parlamentare a quella di un museo’ è il commento di Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd. ‘La prima cosa che non capiamo – ha detto a La Repubblica – il punto fondamentale della vicenda, è perché il ministro abbia sentito il bisogno di intervenire sul Maxxi, visto che noi riteniamo sia già gestito in modo professionale e innovativo da chi c’era. Non non siamo stati coinvolti in questa scelta. Abbiamo appreso a cose fatte la nomina di Giovanna Melandri’. ‘Qui non si tratta di lottizzazioni o spartizioni – ha puntualizzato Fassina – Il Pd al Maxxi voleva lasciare i dirigenti che c’erano e che stavano facendo un ottimo lavoro’.

Anche lo scrittore Antonio Pennacchi, ex militante di sinistra e ultimamente finiano atipico, ha espresso un giudizio durissimo sulla nomina’ “Quanti siamo in Italia? Quanti milioni? Più di sessanta. Possibile che tra tanti italiani proprio un politico bisognava scegliere per dirigere il Maxxi? Vergogna. Che vergogna. Basta hanno rotto. E provassero a dare ancora lezioni di etica. Sono una vergogna come gli altri”. In una intervista al ‘Messaggero’, Pennacchi ha spiegato che la nomina di Melandri “è il segno che in Italia non abbiamo il minimo senso della democrazia. In America si sarebbero dimessi tutti”.

‘La Melandri si è dimessa – ha continuato – Ci vuole prendere in giro? Ci ha preso per fessi? Proprio lei che è mezza americana? Prima si assicura l’incaricopoi si dimette. Ma se l’avesse fatto un deputato di destra, che avrebbe detto la sinistra?. E’ stata ministro della Cultura. Pure Bondi. Perché non hanno chiamato lui?’.

Dal canto suo, Giovanna Melandri si è difesa e ha parlato di ‘politica incattivita’ e ‘perché no, un po’ invidiosa’. Per l’ormai ex deputata del Pd e direttore fresco di nomina ‘c’è un clima di maccartismo bipartisan‘. In una intervista al ‘Corriere della Sera‘ l’ex ministro dei due governi D’Alema si è difesa dalle accuse per la sua nomina spiegando che con lei sta il progettista del Maxxi Zaha Hadid e stanno ‘architetti, paesaggisti, musei dell’arte contemporanea‘.

Insomma, ‘Zaha Hadid contro Gasparri. Suvvia, siamo seri. Uno zero palla al centro’ ha rilanciato sottolineando che le sue dimissioni dalla Camera sono ‘verissime’ e probabilmente saranno calendarizzate ‘la settimana prossima’. Inoltre, ha concluso Melandri, ‘io avevo già deciso un anno e mezzo fa di non ricandidarmi’.

http://www.fondazionemaxxi.it/

Sonia Alfano, Lumia e i tour in cella per far pentire i boss

E’ una notizia del 9 agosto, pubblicata sul Corriere della Sera a firma Giovanni Bianconi. Secondo il giornalista del Corsera risale al 26 maggio la visita in carcere di Sonia Alfano, presidente della Commissione parlamentare antimafia, e del deputato Beppe Lumia, già membro della commissione. Lo scopo? Convincere i boss a collaborare. Perché una notizia di quasi una settimana fa continua a far parlare di sé. Per il boss in questione è l’ex super latitante Bernando Provenzano, tenuto  in un carcere emiliano a regime di 41 bis, quindi considerato dalla legge italiana come uno dei più pericoli criminali esistenti.

Provenzano ha ricevuto i due a colloquio, e risposto chiamando a gran voce la volontà dei propri figli e quella di Dio per capire se parlare o no. Da qui le polemiche sulle visite dei parlamentari che oggi riscuotono l’attenzioni di magistrati già saliti all’onore della cronaca, come Antonio Ingroia. Ed è proprio il procuratore aggiunto di Palermo che accenna a ‘Polemiche singolari’ riferendosi alle visite in carcere a Provenzano di Sonia Alfano e Giuseppe Lumia.

 Sono polemiche ‘singolari’ perché ‘non si è trattato di un tour investigativo’ – dice, ma ‘di un colloquio di due componenti dell’Antimafia, europea e italiana, che hanno invitato genericamente i boss a rispondere alle domande dei magistrati’ – che continua – ‘non viola nessun regolamento’. Così in una intervista al Corriere della Sera il pm Antonio Ingroia, nella quale sottolinea con una battuta che ‘dovrebbe sorprendere semmai che un parlamentare ‘non’ inviti a collaborare con la giustizia’. Peraltro ‘è la prima volta che politici che da sempre criticano la presunta invasione di campo della magistratura adesso si stracciano le vesti, difendendola dall’invasione di campo della magistratura’. E le critiche secondo Ingroia sono singolari anche perché, osserva il magistrato, ‘ricordo altre visite di parlamentari del centrodestra che andavano in carcere ad ascoltare il falso pentito Cosimo Cirfeta che screditava pentiti veri che accusavano Marcello Dell’Utri‘.

La notizia fa parlare di sé anche perché insieme a Provenzano, il tentativo di portare a colloquio è stato girato anche ad altri personaggi legati alla criminalità mafiosa. Vuol dire sempre dall’articolo pubblicato il 9 agosto, che la visita in carcere del 26 maggio è proseguita con ‘Filippo Graviano – e con altri due incontri. Uno con il capo-camorrista del clan dei casalesi Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e mezzanotte; l’altro con Antonino Cinà, il medico mafioso anche lui imputato per la presunta trattativa a cavallo delle stragi del ’92. Entrambi costretti al ’41 bis’.

Di normacontinua anche il giornalista del Corsera nell’articolo rivelazione del 9 agostoi ‘colloqui investigativi’ con i detenuti per saggiarne la disponibilità al ‘pentimento’ spettano al procuratore nazionale antimafia, alla polizia giudiziaria o ai magistrati autorizzati dal ministro della Giustizia; i rappresentanti degli organismi elettivi, invece, possono entrare nelle carceri per verificare le condizioni di detenzione. Dal contenuto delle relazioni su questi due colloqui, però, emerge che il senatore e l’eurodeputata hanno parlato di molto altro’.

Sample frontpage from the newspaper

Sample frontpage from the newspaper (Photo credit: Wikipedia)

‘Reputiamo gravissima la fuga di notizie sul Corriere della Sera del 9 agosto sulla visite in carcere ai detenuti Bernardo Provenzano ed Antonino Cinà da parte dei parlamentari Sonia Alfano e Beppe Lumia. La divulgazione dei contenuti di questi colloqui ha raggiunto due effetti estremamente deleteri: da un lato si è resa più improbabile la possibile collaborazione dei due boss di Cosa Nostra con la Giustizia, dall’altro è stata offerta l’esca ad un battente fuoco di sbarramento contro l’iniziativa di Alfano e Lumia definita ‘sconcertante’ da parte di alcuni parlamentari come l’on. Gaetano Quagliarello. Perfino il ministro della Giustizia Paola Severino si è sentito in dovere di richiamare il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ad ‘una puntuale osservanza dell’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario’ che regola le visite dei parlamentari ai detenuti’.

Apre citando Salvatore Borsellino e risponde: ‘di ‘sconcertante’ in questa vicenda c’è un solo fatto: la fuga di notizie sull’iniziativa assolutamente lecita e rispettosa delle procedure formali degli onorevoli Alfano e Lumia e la totale ostilità da parte di un ampio schieramento istituzionale e di una grossa parte del mondo dell’informazione verso quei politici (una rarità) e giornalisti (altrettanto rari) che non si rassegnano a tacere sui rapporti tuttora in corso tra pezzi delle Istituzioni e la criminalità organizzata di stampo mafioso. In questo momento particolarmente delicato per lo sviluppo delle inchieste sulle stragi degli anni ’92-93 esprimiamo pertanto la nostra più sentita vicinanza a Sonia Alfano, Beppe Lumia, a tutti rappresentanti istituzionali e del mondo dell’informazione che non sono disposti a tacere di fronte al ricatto incrociato della criminalità organizzata e dei pezzi degli apparati statali con essa compromessi.

Invitiamo tutti i cittadini a schierarsi al fianco di chi, con il proprio agire quotidiano, rifiuta testardamente il ‘puzzo del compromesso morale che si oppone al fresco profumo di libertà’ e non vuole dimenticare il sangue ed i volti delle Vittime delle stragi mafiose degli anni ’92-93.’

Conclude così il fratello del magistrato ucciso Salvatore Borsellino e il Movimento Agende Rosse.

http://www.soniaalfano.it
http://www.giuseppelumia.it/
http://www.19luglio1992.com/
http://www.resistenzantimafia.blogspot.it/

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La Tour Effeil va a Londra, o quasi

Il suo vero nome di battesimo è The Orbit, anche se a molti, parecchi, se non tutti, verrà più semplice identificarla come la Tour Effeil di Londra. Per l’altezza, la magnificenza, la compiutezza del design, e le forme articolate dall’alto verso il basso e viceversa.

Non è mai semplice descrive un’opera d’arte, la realizzazione personale di un artista per sé, gli altri, in risposta a un’immagine ispirata, o in prossimità di un evento.

Per le prossime Olimpiadi (27 luglio) Anish Kapoor ha appena consegnato The Orbit alla città del Big Ben, Londra, che ospiterà questi Giochi Olimpici. Il totem parafulmine, viaggio infernale come alcuni hanno osato definirlo per decrescere il potere visivo di un’opera gigante, sarà inaugurato proprio il giorno di apertura delle competizioni olimpiche, unendosi agli altri big del panorama londinese. Da The Eye al Millennium Dome.

‘Dapprima una fitta ramificazione di elementi – è la descrizione di Vincenzo Trione su Lettura, pagina blog del Corsera. Poi, la stratificazione di un continuo e aggrovigliato reticolo di tubi di acciaio rosso. Un totem di 115 metri, che ha richiesto ingenti investimenti (in larga parte finanziato dalla società ArcelorMittal) e che ha già suscitato molte polemiche. Più alto della Statua della Libertà, solenne, si staglierà sullo skyline londinese, rivaleggiando con il London Eye e con il Big Ben’.

Un’ardita costruzione, pensata da uno tra i maggiori scultori contemporanei (Kapoor) e da uno tra i più prestigiosi strutturisti del mondo (Balmond), che alimenterà subito infinite corrispondenze iconografiche. Non solo un’orbita imperscrutabile. Ma anche un parafulmine mascherato. Un serpente avvolto su se stesso. Una ‘massa contorta di interiora’ (nelle intenzioni degli autori). Un imponente Golia infuocato (secondo il sindaco di Londra, Boris Johnson)’.

http://www.anishkapoor.com/332/Orbit.html
http://www.london2012.com/ 

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