Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore

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English: Steve Jobs shows off the white iPhone 4 at the 2010 Worldwide Developers Conference Español: Presentación del iPhone 4 por Steve Jobs en la Worldwide Developers Conference del año 2010 (Photo credit: Wikipedia)

Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore. Il gruppo fondato da Steve Jobs dovrà versare una compenso a otto scrittori cinesi e a due case editrici per avere venduto libri in versione elettronica senza rispettare i diritti di autore.

Secondo l’agenzia cinese Xinhua, Apple è stata condannata a pagare 125.285 euro a ciascuno dei danneggiati che hanno visto pubblicati loro libri in versione scaricabile via web lo scorso anno, non protetti dal copyright.

Il tribunale di Pechino ha stabilito che é stata violata la legge sulla comunicazione attraverso le reti di informazione con la pubblicazione di libri, non rispettando la proprietà intellettuale.

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Tupac Shakur insieme a Snoop Dog sul palco del Coachella Festival

Tupac Shakur Legacy book cover. (Photo credit: Wikipedia)

Un ologramma ha fatto rivivere ieri sera sul palcoscenico del Coachella Festival, uno dei raduni musicale più in voga negli Stati Uniti, il  gangasta rapper Tupac Shakur, ucciso durante una sparatoria nel 1996. Il boss del rap della West Coast si è esibito insieme all’amico Snoop Dog, che dopo il tentativo di cambiare nome, portando nella sua musica parte della tradizione Jamaicana, con del ragge hold school e lo psudonimo di Snoop Lion, torna alle origini.

Il rapper Snoop Dog ha rappato e cantato insieme a Tupac Shakur proiettato sul palco californiano in un ologramma che lo ha raffugurato perfettamente.

Tupac Shakur venne ucciso sedici anni fa a Las Vegas, colpito da cinque proiettili dopo aver assistito a un incontro di boxe di Mike Tyson e Bruce Seldon.

Anche se sul suo omicidio non è mai stata fatta veramente chiarezza, una delle ipotesi più accreditate è che a sparargli siano stati alcuni membri dei Crips, una gang della zona Los Angeles di Southside, in un periodo in cui tra i rapper della West Coast e quelli della East Coast i rapporti erano molto tesi.

Dopo la prima settimana di show, sul palco di uno dei più famosi festival della West Coast si esibiranno ancora dj di fama internazionale come Amon Tobin, David Guetta, il rapper Asap Rocky, la freschissima rapper Azelia Banks e molti altri ancora. Un line up di tutto rispetto dunque per il festival che del video di Snoop Dogg con il redivivo Tupac Shakur ha subito reclamato i diritti (la performance del rapper era stata pubblicata in versione integrale su Youtube) ottenendo il ritiro di ‘Tupac Hologram Full Performance‘ dal canale streaming per violazione del copyright.

Le date di dicembre, quando il festival si sposterà alla Bahamas, sono 16-19, mentre fino al 23 Coachella sarà ospite in Jamaica. Quindi inverno caldo per chi ama la musica.

http://www.coachella.com/lineup

ACTA: no del Parlamento europeo al trattato sulla contraffazione e la proprietà intellettuale su Internet

ACTA

ACTA (Photo credit: ottodv)

Con 478 voti contrari, 39 sì e 165 astensioni, il Parlamento europeo ha bocciato il controverso Acta, l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, il trattato che vuole regolare la contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha così espresso il proprio voto su un trattato che presenta vari punti oscuri sulla libertà digitale e i diritti fondamentali. Un no deciso dalle cinque commissioni competenti: commercio, estero, giuridica, industria, libertà civili, giustizia, affari interni e sviluppo.

La bocciatura da parte del Parlamento europeo implica che il Trattato Acta non potrà diventare legge nell’Unione Europea né negli stati membri. E’ la prima volta che il Parlamento ha esercitato, in base al Trattato di Lisbona, le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali. Il relatore, il laburista britannico David Martin, aveva raccomandato il no per le ‘preoccupazioni su un trattato troppo vago e aperto a interpretazioni erronee’, auspicando però che la Ue trovi ‘vie alternative per proteggere la proprietà intellettuale‘.

Una linea sostenuta anche dal Pd, dove per Roberto Gualtieri il Parlamento ha compiuto ‘un passo decisivo a tutela delle libertà civili dei cittadini europei‘ perché Acta è ‘un pessimo accordo: inefficace nel merito, pericoloso sul piano dei diritti e contraddittorio sul piano istituzionale, poiché implica una re-nazionalizzazione delle politiche sul copyright‘. Mentre Luigi Berlinguer, coordinatore per il Gruppo S&D in commissione Affari giuridici e Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria ‘con questo voto, l’Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale’. Delusione da parte dei popolari, dove il co-relatore Christofer Fjellner, ha parlato di ‘serie conseguenze e di decisione irresponsabile’. Il Ppe avrebbe voluto attendere la sentenza da parte della Corte di Giustizia. Una posizione non univoca. Per la vicepresidente del Parlamento europeo, la pidiellina Roberta Angelilli, Acta ha ‘troppi punti deboli. Innanzitutto – osserva – perché Cina, India, Russia e Brasile, principali produttori della contraffazione, non fanno parte e non faranno mai parte di Acta. Poi perché prevede modalità e sanzioni che rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web, violando i diritti fondamentali’.

L’Acta, negoziato tra Ue, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Svizzera, è stato concepito per rafforzare l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale su Internet. Il voto significa che né l’Ue né i suoi Stati membri potranno più parteciparvi.

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha commentato dopo il voto che l’Acta ‘era la soluzione sbagliata per tutelare la proprietà intellettuale’. I molti oppositori del trattato sostengono che avrebbe attribuito poteri extraterritoriali alle società fornitrici di contenuti su Internet, consentendo la punibilità degli utenti che condividono sulla rete musica e film anche solo in cerchie ristrette di amici.

Contro Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), che la Commissione europea sotto le forti pressioni degli Stati Uniti voleva applicare a tutta l’Ue, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il no.

http://ec.europa.eu/trade/tackling-unfair-trade/acta/

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