Bersani: ‘Anche la politica deve guarire’

Pier Luigi Bersani #cookednews

Pier Luigi Bersani sta bene. È dimagrito ma l’ho visto mangiare con appetito, rendendo il giusto onore a quegli straordinari tortelli piacentini fatti in casa. Sulla testa sono ormai pallidi i segni dell’operazione che ha bloccato la sua emorragia cerebrale: bisogna cercarli per riconoscerli. Gli sono pure ricresciuti i capelli (dove possono). Da quella drammatica mattina del 5 gennaio non ha più fumato: «Nessuno me lo ha imposto, ma visto che c’ero…». Il suo volto, le reazioni, lo sguardo sono quelli di sempre. E così la voglia di scherzare, che penso sia diventata per lui una sorta di autodisciplina, un modo per darsi un limite, per non prendersi mai troppo sul serio

I collegamenti con Roma tornano a farsi giorno dopo giorno più intensi, soprattutto attraverso il telefonino che ronza nonostante la moglie Daniela fulmini quell’oggetto con gli occhi. La passione per la politica resta per lui una carica vitale. S’arrabbia nel parlare delle cose che non gli sono piaciute in questi giorni, a partire dai modi con i quali Renzi ha scalzato Letta e imposto, con la forza, il suo governo senza aver dato una spiegazione compiuta.

Ha riletto “La morte di Ivan Il’ic” Ora è alle prese con Machiavelli. Dalla Juve un dono graditissimo: la maglietta firmata dai giocatori «I test dicono che la mia memoria è al 100%. Ma se avessi perso quel 5% che dico io, non mi sarebbe dispiaciuto» «Basta inseguire i pifferai. Il Pd deve tornare a pensare e a discutere. Non è un nastro trasportatore, né un’appendice».

Bersani non si rassegna alla politica ridotta a partita di poker: «Dobbiamo sempre pensare al film di domani. Oggi stiamo preparando il futuro. E mi preoccupa questo distacco tra la società e le istituzioni democratiche. Temo che il distacco continui a crescere e nessuno di noi può illudersi che basti un po’ di populismo e di demagogia, magari in dosi contenute, per risolvere il problema. Bisogna dire la verità al Paese, e non inseguire i pifferai sperando di batterli sul loro terreno. Dire la verità, affrontare i problemi concreti, le questioni che si stanno incancrenendo perché nessuno ha il coraggio di dire dei no quando sono scomodi. Io ho sbagliato in qualche passaggio, ho commesso errori, ma resto convinto che la politica non ritroverà se stessa nei particolari e nelle tattiche. È il senso, la direzione di marcia che le dà forza. O la ritroviamo, o ci perdiamo».

Sono andato a trovare Bersani a Piacenza con Miguel Gotor. Che gli ha portato in regalo la nuova edizione de Il Principe di Machiavelli, edito da Donzelli. Il regalo si prestava a facili ironie. Ma Bersani si è messo a ridere perché aveva sul tavolino e stava finendo di leggere proprio I corrotti e gli inetti. Conversazioni su Machiavelli di Antonio Gnoli e Gennaro Sasso. Più che il 500esimo anniversario de Il Principe, deve essere la crisi della politica a suscitare questa curiosità. O forse è il risorgente «fiorentinismo». Bersani ha ripreso a leggere da quando si è quietato il terribile mal di testa che lo ha perseguitato per tutta la prima fase della convalescenza.

Quando racconta la sua malattia, la sofferenza è legata soprattutto a quel mal di testa insopportabile, vai a capire quanto legato alla vecchia cervicale e quanto all’operazione vera e propria.

Non ho avuto il coraggio di chiedergli se ha avuto paura di morire. Lui però ha detto che quando il chirurgo gli chiese la firma per il consenso informato, prima dell’intervento, non esitò un secondo. Il medico provò a elencare i rischi: «Lei può morire, oppure…». «L’ho interrotto subito ricorda Bersani e ho detto: penso che quello che sta per dirmi sia anche peggio di morire». Certo, entrando in casa Bersani (per me era la prima volta), non ci vuol molto a capire dove trovi quella riserva di energia umana e di serenità: l’affetto, l’amore della signora Daniela e delle figlie è una protezione così attiva e robusta che vale certo più di tante terapie e tecnologie. «Se avessi potuto, ovviamente mi sarei evitato tutto questo. Ma, pur nella sventura, confesso di uscirne con un sentimento di soddisfazione.

La persona vale sempre più di ciò che fa». Nel dolore si ritrova la solidarietà. E il senso della misura. Di manifestazioni di solidarietà, di amicizia, di stima ne ha avute tantissime. E continuano.

Gli ho detto che anche noi, a l’Unità, siamo stati invasi da messaggi di simpatia e di incoraggiamento, che andavano molto oltre il consenso o il dissenso su singole scelte politiche. «Quando sono tornato a casa mi è venuta voglia di rileggere La morte di Ivan ll’ic di Tolstoj. Non me lo ricordavo così. I punti di vista sul senso della vita cambiano con l’esperienza, ma guai a perdere l’umanità più profonda. E guai a non cogliere le occasioni che la vita ti dà per scoprirle».

Un punto di vanto per Pier Luigi Bersani è senza dubbio l’ospedale di Parma, la sanità emiliana. Nel racconto qui prevale la razionalità sul sentimento.

Fu lui, da presidente della Regione, a proporre di concentrare su Parma il servizio di neurochirurgia per tutta l’area tra Reggio e Piacenza.

«La neurochirurgia è un business e giunsero diverse offerte di privati per costruire centri nelle tre province. Qualcuno può pensare che sia più comodo avere la clinica nella propria città. Ma decidemmo di puntare sul pubblico e su un unico grande centro specializzato, a Parma, in modo da attirare professionalità, tecnologie, ricerca. Non fu una scelta facile, ma ho sperimentato che è stata davvero la migliore, che abbiamo costruito un’eccellenza del Paese. Correvo da Piacenza in ambulanza ma intanto i medici di Parma, collegati in rete, leggevano la mia Tac. Sono stato curato al meglio, e sono stato trattato come ogni persona che si trovi nella medesima condizione».

In quei giorni, nel turbine della paura e della solidarietà mentre la signora Daniela negava la benché minima soddisfazione a telecamere o giornalisti perché, in fondo, considerava persino immorale che le si domandasse qualunque cosa finché sussisteva un pericolo di vita diventò un tormentone la partita Juventus-Roma, quella che il 5 gennaio Bersani chiese alla figlia di registrare prima di entrare in sala operatoria. Da romanista fatico a ripassare la materia, comunque ho saputo che il risultato (3-0) è stato comunicato a Bersani al risveglio e che la registrazione è stata la prima cosa vista alla tv di casa, al rientro. L’orgoglio di tifoso è stato poi solennemente premiato qualche giorno fa: a Piacenza è arrivato Giuseppe Marotta, direttore generale della Juventus, portando in dono a Bersani una maglia dei bianconeri, con le firme di tutti i giocatori. «È stato veramente un grande gesto di amicizia», scandisce compiaciuto. Temo per Gotor che il suo regalo resti a un gradino inferiore: ho sempre avuto la sensazione che la passione per il calcio sia molto forte in Bersani e che sia abituato a reprimerla in pubblico.

 Certo, la politica dà più preoccupazioni. Del nuovo governo, Bersani apprezza la scelta di Pier Carlo Padoan all’Economia. Tra i ministri ci sono suoi amici, ci sono giovani sui quali ha puntato. Ma ci sono anche cose che lo convincono poco. Soprattutto non lo convince la sovraesposizione di Renzi, il rischio che sfiora l’azzardo. I giovani e il record di presenze femminili sono una bella scommessa ma tutto, troppo è in capo «alla responsabilità personale di Renzi». Lui ha deciso ogni cosa: i tempi, la forzatura, gli equilibri. E a Bersani continua a non piacere la politica personale: «La modernità esalta la leadership, ma ci deve essere qualcosa di più di una squadra attorno al leader. C’è bisogno di una comunità che condivide, partecipa, collabora, costruisce». Non gli è piaciuto neppure il voto della minoranza in direzione. Quel voto a favore dopo le astensioni nelle precedenti riunioni gli è apparso come un salto logico, anch’esso non ben motivato. Se la responsabilità è di Renzi, «bisogna tenere vivo con lealtà e chiarezza il confronto nel partito. Serve a tutti, non solo al Pd». Con una precisazione: «Questo non vuol dire che ora non si debba collaborare. Si partecipa e si fa di tutto perché l’impresa riesca. Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia, penso che abbia perso la bussola. La fiducia si vota, altrimenti finisce il Pd. Poi bisogna tornare a pensare e a discutere, senza timore di dire la nostra, su cosa è utile che il governo Renzi faccia per l’Italia e su cosa dovranno fare i democratici da domani».

Le elezioni e la centralità del PD

La chiacchierata con Bersani intreccia passato e futuro. «Le elezioni non sono andate come volevamo, ma hanno confermato la centralità del Pd e la sua preminente responsabilità verso l’Italia. Il Pd è la struttura portante, la spina dorsale di un Paese in affanno. Da qui bisogna partire. Dalle risposte che dobbiamo ai giovani senza lavoro, alle imprese che stanno chiudendo, alla manifattura italiana, alle eccellenze che rischiano di diventare preda di acquirenti stranieri, alle famiglie che non ce la fanno». Bersani vorrebbe scuotere Renzi. Ma anche chi si è battuto contro di lui al congresso e chi si sente più vicino alla delusione di Letta, perché il Pd ha bisogno di tutti per rafforzare il legame con la società. «Il Pd non è un nastro trasportatore di domande indistinte. Non è un ufficio al quale si bussa per sentirsi dare risposte generiche o demagogiche. La centralità del Pd non deve cambiare la nostra idea del governo: guai a pensare che le istituzioni siano spazi da occupare e che per il consenso basti il messaggio. Il governo è coerenza, competenza, rischio. E siccome è anche la responsabilità più impegnativa della politica, da qui deve ripartire il confronto. E il solo modo per aiutare l’Italia e dunque anche il nuovo governo».

Poi, dopo l’avvio del governo, si aprirà il confronto sul rilancio del partito. «Che non è dice Bersani un’appendice insignificante del governo. Bisogna mantenere una capacità propositiva e un profilo di autonomia». Ma non ha vinto l’idea di Renzi della sovrapposizione dei ruoli e delle funzioni? Si può riaprire una battaglia che è stata persa?

Bersani sa bene che sono in tanti a dire che proprio lui ha perso la battaglia sul ruolo del partito. «Il tema tornerà perché è vitale per la democrazia italiana. Non si rompe la tenaglia populista di Berlusconi e Grillo senza ridare al partito una dimensione sociale, ideale, di composizione e selezione degli interessi. So di non essere riuscito a cambiare lo statuto del Pd come avrei voluto. Ma non ho mai avuto una vera maggioranza per farlo. C’era sempre qualcosa che lo impediva. Ho cercato di compensare questo limite proponendo una costituzione materiale del Pd diversa da quella formale. Ho parlato di collettivo, ho respinto l’idea di un partito personale, mi sono battuto perché la modernità democratica non contraddicesse i principi della Costituzione. Ma la battaglia continua».

Prima di tornare a Roma, Bersani dice che dovrà ancora «misurarsi con l’esterno». È già andato agli argini del Po, lontano da occhi indiscreti. Altre passeggiate sono in programma. È stato per me un grande piacere rivederlo e abbracciarlo. Confesso che temevo qualche ferita più profonda. Invece abbiamo parlato, come altre volte, cercando di andare oltre la cronaca incalzante. A proposito di cronache: «Il medico racconta ancora Bersani mi ha fatto i test della memoria e della concentrazione. Ha detto che avendo lavorato in quel punto della testa, voleva avere la certezza che tutte le potenzialità fossero state preservate. Mi ha fatto una certa impressione quando ha detto di aver “lavorato” sulla mia testa, ma poi sono stato rassicurato. Tutto è a posto al 100%. L’ho ringraziato. Dopo però ci ho ripensato: se mi avesse tolto dalla memoria quel 5% che ancora mi fa male, forse sarebbe stato perfetto».

(L’Unita’)
#Cookednews, #juve#Renzi

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Stop Violence Against Women: a global policy on sex work

Shepard Fairey for Amnesty

Amnesty International is currently in the process of considering a global policy on sex work.

We have been aware of the need to develop our thinking on this issue for a while, informed by work on our Stop Violence Against Women campaign, and then on poverty and human rights. Both campaigns highlighted gaps in our policies as they relate to the human rights of sex workers.

For these reasons, our International research headquarters (the International Secretariat) undertook a study of the issue and has proposed a draft policy for consultation.

The draft policy proposes the decriminalisation of activities relating to the buying or selling of consensual sex between adults, on the basis that this is the best means to protect the rights of sex workers and ensure that these individuals receive adequate medical care, legal assistance and police protection.

However, we acknowledge that these issues are complex and opinion is polarised. Proponents of different policy responses invoke core human rights principles in justifying their positions. As a human rights organisation, we therefore think it is important to consider our position in this debate.

We value debate and have not yet endorsed any particular position.

The final decision on the policy will be made by the movement’s International Board informed by the consultation undertaken by Amnesty offices around the world.

There are more than 50 national sections of Amnesty worldwide, of which Amnesty UK is one.

Ultimately, Amnesty UK’s position will be determined by our members and so we are encouraging all Amnesty UK members to take part in the debate.

To do so please email swc@amnesty.org.uk with your membership details and full postal address and we will send you the consultation documents. Alternatively, you may write to us with your membership details at the address below. Please state your membership details and full postal address in any communications:

Consultation on sex work
c/o Chief Executive’s Office
Amnesty International UK
Human Rights Action Centre
17-25 New Inn Yard
London
EC2A 3EA

The deadline for consultation is 21 March 2014.

Amnesty UK members will have a further opportunity to discuss the issue at our Annual General Meeting on 12-13 April 2014, and will vote to decide on our position as a section of Amnesty, which we will then represent at the global decision-making bodies of Amnesty.

Anti-censorship feminists question why only some forms of sexist communication (namely sexually arousing/explicit ones) should be banned, while not advocating bans against equally misogynist public discourse. Susie Bright notes, “It’s a far different criticism to note that porn is sexist. So are all commercial media. That’s like tasting several glasses of salt water and insisting only one of them is salty. The difference with porn is that it is people fucking, and we live in a world that cannot tolerate that image in public.’

http://www.sexworkeurope.org/sites/default/files/userfiles/files/join/il_manifesto.pdf (in italiano)

#CookedNews, #WomenInPower#women’s expressions sexuality,

Antagonismo e Attivismo/Arte/Attualità/Blogs/calcio/cinema/controcultura/Cooked News/Cronaca/Cultura/Economia/entertainment/Esteri/Eventi/fashion/I Post più letti/in Italia/Internazionale/Internet/Latest news/Lavoro/Magazines/Musica/New Media/Newspapers/notizie e politica/Politica/Rete sociale/Web News/world news/Worpress.Com

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Vauro e ‘la ministra squillo’: sul Manifesto la vignetta della Fornero che aspetta la telefonata di Marchionne

‘Una vignetta vergognosa’: così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha definito la vignetta  di Vauro sul Manifesto dal titolo: ‘La ministra squillo che la ritrae in abiti succinti. 

La vignetta di Vauro ironizza sulla vicenda Fiat e l’attesa telefonata tra il ministro e Sergio Marchionne, in riferimento alle affermazioni di Fornero che lunedì aveva detto di attendere una telefonata dall’a.d. di Fiat.

‘Voglio dire solo una cosa – ha detto il ministro del Lavoro entrando al Cnel per la presentazione del rapporto sul lavoro, circondata dai cronisti che le chiedevano se il governo avesse convocato i vertici Fiat – trovo vergognosa la vignetta di Vauro sul Manifesto, che denota il maschilismo persistente, volgare e inaccettabile, di alcuni uomini. Sono insulti che respingo al mittente’.

Dalla homepage del quotidiano comunista: ‘ Elsa Fornero se la prende con Vauro  Ma non risponde su Marchionne. La ministra attacca il Manifesto per la vignetta pubblicata oggi: ‘Sessisti, vergognatevi’. Sui social network molti si ribellano alle accuse lanciate da Fornero. La nostra risposta la trovate domani in edicola’.

Dopo l’incontro a Palazzo Chigi con l’ad di Fiat Sergio Marchionne che si terrà sabato prossimo, si dovrà aprire una vera trattativa e un tavolo con le parti sociali. A chiederlo sono Susanna Camusso, leader della Cgil e Maurizio Landini, segretario della Fiom all’indomani dell’annuncio dell’incontro tra il numero uno del Lingotto e il presidente del Consiglio Mario Monti sul futuro della Fiat.

Il ‘governo ha il dovere di chiedere quale è la realtà’, ha sottolineato poi Camusso a Radio Anch’io.’Il piano che la Fiat aveva annunciato, è sparito, non c’è più e l’azienda oggi deve dirci che intenzioni ha. Il Paese deve sapere cosa fanno le grandi imprese del suo Paese. La cancelliera Merkel convocò Opel e disse che non andava bene. Marchionne ci dica la verità in modo che il Paese possa poi regolarsi così si prendono le contromisure’. L’appuntamento di sabato prossimo e il fatto che il premier si sia interessato in prima persona, ‘è importante e giusto perché il presidente del consiglio rappresenta il governo nella sua interezza e nella sua resposanbilità. Penso anche che sarebbe giusto che ci sia un tavolo con le parti sociali’, ha detto Camusso.

Landini, dal canto suo, ha dichiarato: ‘Penso che ci sia bisogno di coinvolgere anche le organizzazioni sindacali e mi auguro che quello non sia un incontro conclusivo ma un incontro che apra una vera discussione, una vera trattativa con la Fiat ed anche con i sindacati’. Ad affermarlo Maurizio Landini, segretario della Fiom, intervistato al Gr3, sull’incontro che si terrà sabato tra il governo e l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne.

Sul fatto che sia coinvolto in prima persona il premier Monti, il segretario della Fiom ha poi commentato: ‘Credo che questo sia un fatto importante perché siamo di fronte ad una questione nazionale e cioè se si continua ad avere un’industria automobilistica nel nostro paese. Però di incontri con promesse ne sono stati fatti tanti, c’è bisogno di cambiare, sarebbe necessario aprire un vero confronto che coinvolga anche le parti sociali ed occorre ripristinare la democrazia e la libertà negli stabilimenti Fiat’.

Sabato Marchionne sarò ricevuto da Monti, con i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera. Mentre il presidente di Fiat, John Elkann, assicura che la famiglia Agnelli è in sintonia con quanto sta facendo l’Ad del Lingotto. Per ora i toni scelti dal governo nei confronti della Fiat sono tutt’altro che ultimativi. Ovviamente, la speranza è che il gruppo ‘resti in Italia’, ma la parola d’ordine tra i soggetti coinvolti nel dossier è ‘ascolto’. Il premier e i ministri dello Sviluppo e del Lavoro – è la linea concordata – per ora vogliono solo ‘capire le intenzioni del Lingotto’.

E da palazzo Chigi respingono le prime letture date dell’incontro, in cui si parla di ‘pressing di Monti’ verso l’azienda: ‘Non è così, non è questo l’atteggiamento con cui riceveremo Marchionne’.

Gli stabilimenti Fiat in Italia sono dodici: Stabilimento Alfa Romeo di AreseStabilimento Fiat di CassinoElasisStabilimento Lancia di ChivassoLingottoStabilimento Fiat di MelfiFiat MirafioriStabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’ArcoStabilimento Alfa Romeo del PortelloFiat RivaltaStabilimento Sevel Val di SangroStabilimento Fiat di Termini Imerese. Gli altri sono tutti all’estero: Polonia, Ungheria, e Messico sono soltanto alcune nazioni che ospitano la produzione Fiat fuori dai confini italiani.

http://www.ilmanifesto.it/
http://www.fiat.it/

Calcio: Del Piero in Australia ‘ Tanta voglia di fare bene, non vedo l’ora. E’ tutta la vita che gioco per vincere’

E’ ufficialmente iniziata l’avventura australiana di Alessandro Del Piero. L’ex capitano della Juventus ha preso il volo per Sydney, dove è atterrato domenica per entrare a far parte della sua nuova squadra, accolto a gran festa dalla sua nuova città. Insieme a lui la moglie, i figli e il fratello-manager: ‘In Australia c’è molta attesa, entusiasmo e aspettativa. C’è tanta voglia di fare bene da parte mia, non vedo l’ora di giocare’, ha detto Del Piero ai microfoni di Sky Sport.

L’ex numero 10 bianconero, prima di imbarcarsi, ha avuto modo di dedicare ancora un pensiero ai tifosi juventini: ‘Il rapporto con loro rimane sempre, per molti aspetti il mio è un arrivederci. La maglia numero 10 non è stata assegnata dalla Juve? Sarà a Sydney sulle mie spalle. Se sarò capitano? Vedremo, il gesto del capitano del Sydney mi ha molto colpito, ne parlerò con lui’.

Il 37enne ex attaccante della Juve, dopo l’accoglienza trionfale all’aeroporto australiano dove lo hanno accolto in più di 500 fra tifosi sostenitori e fan sarà l’osservato speciale della A-League. Gli Sky Blues, così si chiamano i tifosi australiani, hanno salutato il 37enne attaccante al Sydney International Airport, dove Del Piero ha toccato terra alle 10.28 locali. Ai giornalisti: ‘So che c’è grande attesa. Adoro la pressione’. Alessandro Del Piero si presenta ai media australiani nella conferenza tenuta a Sydney. Alessandro Del Piero si appresta a cominciare l’avventura con la maglia del Sydney FC, il club con cui ha firmato un contratto biennale da circa 1,6 milioni di euro a stagione. L’ex attaccante bianconero sa che sarà l’osservato speciale della A-League, il campionato australiano.

Il ruolo di superstar e icona non lo spaventa affatto. ‘Ho giocato per 19 anni nella Juventus, con la Juve bisogna vincere ogni partita in ogni singola stagione. Per fortuna, mi è capitato tante volte. E’ da tutta la vita che gioco per vincere’, ha detto l’ex capitano bianconero evidenziando quali obiettivi lo hanno spinto a volare da una parte all’altra del pianeta con la sua famiglia, entusiasta per la svolta radicale. ‘Prima di tutto – ha ripetuto Del Piero – sono qui per il Sydney FC e per competere con questa maglia. Poi, speriamo di favorire la crescita di tutta la A-League con il duro lavoro, giorno dopo giorno’.

Domenica prossima, all’Allianz Stadium, è in programma la presentazione ufficiale della squadra: nell’occasione, Del Piero riceverà la maglia numero 10. Il nuovo acquisto sarà sicuramente in grado di elevare il livello del Sydney FC, oggi travolto 5-1 in un test dal Brisbane Roar. L’obiettivo è arrivare in forma all’appuntamento del 6 ottobre, quando l’avventura nella A-League comincerà con la sfida a Wellington, in Nuova Zelanda, contro il Phoenix. Per l’esordio casalingo in un match ufficiale bisogna aspettare il 13 ottobre, quando il Sydney FC riceverà il Newcastle: facile prevedere il tutto esaurito sugli spalti dell’Allianz Stadium.

‘I tifosi hanno accolto Alessandro in maniera fantastica’, ha detto Tony Pignata, Ceo del Sydney FC e regista della più importante operazione di mercato nella storia del calcio australiano. ‘E’ stato qualcosa di incredibile – ha aggiunto commentando lo sbarco della nuova star . Sono sicuro che lui se ne ricorderà per tanto tempo’.

http://www.alessandrodelpiero.com/
http://www.footballaustralia.com.au/sydneyfc/

Primo ‘wedding bike’ all’italiana: nozze a Verona per Paola Pezzo e Mario Cipollini

E poi dicono che noi italiani manchiamo di fantasia. Va bene anche che, in questo caso specifico, quando a sposarsi sono dei campioni della mountain bike c’è ben poco di che sorprendersi, ma celebrare un matrimonio in bicicletta è pur sempre una rarità. Lo faranno domani due atleti della specialità agonistica su due ruote. Il cuore lo mettono loro.

Stiamo parlando del primo ‘matrimonio in bicicletta’ d’Italia e per questo sembra destinato ad entrare nel Guinness dei primati.

A celebrarlo domani a Verona, sotto il celebre balcone della Casa di Giulietta, il sindaco del capoluogo scaligero Flavio Tosi alla presenza della show girl Fiammetta Cicogna, della campionessa olimpica di mountain bike Paola Pezzo e del campione dello sprint Mario Cipollini. Tutti in bicicletta, compresi gli sposi, in sella a wedding bike appositamente allestite.

Monti: ‘Se mi chiedono di restare? Non ho ancora riflettuto’

‘Non ho ancora riflettuto su questo argomento, ma il mio futuro politico sul quale mi sto concentrando finisce con le elezioni nella prossima primavera. Concepisco il mio inatteso impegno nella politica come di breve termine, e desidero che sia di beneficio per il mio Paese’. Così il premier Mario Monti, in un’intervista al Washington Post realizzata sabato scorso a Cernobbio, risponde ad una domanda sulle sue future ambizioni politiche.

La domanda faceva riferimento alla possibilità che si formi alle prossime elezioni una coalizione che gli chieda di restare come primo ministro: sarebbe d’accordo a rimanere? ‘Veramente non ho ancora riflettuto su questo argomento. Sono stato molto impegnato a governare il Paese in questi mesi difficili”.

‘Ovviamente – ha proseguito il premier – sono preoccupato che l’Italia torni alle vecchie politiche e che i risultati raggiunti vadano persi, ma sono speranzoso che questo non accadrà perché i politici hanno avuto tempo per riflettere e stanno lavorando sul loro rinnovamento’.

Oltre alla ‘maturazione’ dei partiti, Monti individua un altro elemento tranquillizzante per il futuro. ‘L’Italia, come altri Paesi, sta lavorando sotto le restrizioni europee, che limitano il grado di politiche immaginifiche che ogni nuovo governo o Parlamento potrebbe introdurre’.

Il presidente del consiglio oggi è alle prese con le recenti decisioni in campo economico da parte della Bce, la Bance Centrale Europea.

Per il presidente del Consiglio Mario Monti l’Italia un anno fa ‘si trovava in una situazione decisamente peggiore rispetto all’attuale: rischiavamo infatti di finire come la Grecia.

‘Le decisioni del board della Banca Centrale Europea – ha aggiunto il premier – segnano un passo avanti importante verso la governance dell’Unione Europea. Serve ad allentare la tensione sullo spread che a detta di molti, a partire dal governatore della Banca d’Italia, è drogato di almeno 200 punti rispetto ai fondamentali italiani. Naturalmente questo non risolve il problema delle riforme strutturali che il nostro paese deve attuare. Abbiamo realizzato già la riforma delle pensioni e quella sul lavoro. Siamo sulla buona strada e di questo ci danno atto tutti gli attori internazionali. Ma sbaglieremmo se pensassimo che il cammino è terminato’.

Per il premier Monti il contributo limitato a 190 miliardi di euro, con l’approvazione da parte della Corte di Berlino dell’Esm, è una buona notizia. ‘L’Italia accoglie molto positivamente la proposta della Commissione Ue di conferire alla Banca Centrale Europea i poteri di supervisore unico delle banche dell’Eurozone.’

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/10/festa-democratica-se-si-votasse-oggi-il-sondaggio-con-bersani-in-cima-insieme-a-renzi-e-vendola/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/vertice-anticrisi-fra-monti-e-hollande-la-tav-si-fara-e-alle-parti-sociali-dicono-e-ora-delloccupazione/

iPhone5: allo Yerba Buena Center of Arts la presentazione di Apple

Presentato a San Francisco lo smartphone di sesta generazione. Display più ampio, connettività LTE e  chip A6 quad core. Rinnovata anche la gamma iPod, display più ampi e chassis in diversi colori. Secondo quanto Tim Cook ha detto alla folta platea di ammiratori del design e della tecnologia made in Cupertino: ‘E’ il miglior prodotto che abbiamo mai fatto’.

Dopo un anno e più di indiscrezioni il velo è caduto. Dal palco dello Yerba Buena Center di San Francisco, l’ad di Apple Tim Cook ha svelato al mondo il nuovo iPhone, quello che secondo le analisi di JP Morgan Chase vale mezzo punto di Pil per gli Usa. E che è anche il primo smartphone che Cupertino presenta dopo la scomparsa di Steve Jobs, assente al lancio del precedente modello 4s anche se ancora in vita. Un prodotto fondamentale per Cupertino, che all’iPhone riconduce più il 50% del fatturato, con un altro 20% per iPad di cui Cook dal palco declama le vendite record.

Tim Cook apre il keynote con i numeri del successo di iPad e del Mac, ma l’attesa è tutta per il nuovo iPhone, che si chiama iPhone 5 e non ‘Nuovo iPhone’ come ipotizzato prima del keynote.

E il melafonino di sesta generazione arriva, con il suo nuovo display da 4 pollici da 1136×640 punti di risoluzione a 326ppi. Pesa 112 grammi, ‘Più sottile del 18% più leggero del 20%’, dice Phil Schiller sul palco per presentare le innovazioni tecniche dello smartphone, mentre lo Yerba Buena applaude.

Prenotabile in Usa dal 14 settembre, arriverà in Italia il 28.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/10/iphone-5-in-arrivo-piu-grande-piu-sottile-piu-connesso-fara-concorrenza-al-kindle-fire-hd/

Alcune foto direttamente dalle Olimpiadi di London2012

Aspettando che arrivino i nostri, la Cagnotto questa sera alle 20 ora italiana nei tuffi da 3m Trampolino all’Acquatics Centre di Londra, ecco alcune foto direttamente dalle Olimpiadi di London2012.

Fraser-Pryce wins sprint title. E’ la più veloce jamaicana ha vincere lo sprint dei 100m. E anche la donna più veloce del mondo

Shelly-Ann Fraser-Pryce festeggia dopo aver vinto l’oro nella finale dei 100 metri donne  nell’ottavo giorno a Londra 2012. L’atleta giamaicana ha battuto la campionessa del mondo statunitense Carmelita Jeter, realizzando un tempo di 10,75, con Jeter solo 0,03 dietro la giamaicana Veronica Campbell-Brown, prendendo il bronzo con un tempo da 10,81.

Usain Bolt e Yohan Blake sperano di continuare il dominio della Giamaica nella finale di oggi, nella manifestazione degli uomini.

L’uomo più veloce del mondo si prepara all’azione

Finale 100 metri maschile è l’evento Nastro Azzurro di qualsiasi Giochi Olimpici ed è il punto culminante di un altro action-packed programma il giorno 9.

Usain Bolt festeggia il titolo di campione del mondo correndo i 100 metri.

Emanuel Rego del Brasile si prepara a servire durante il torneo maschile di Beach Volley. Il round è il sedicesimo tra il Brasile e la Germania. Siamo ancora all’ottavo giorno di Olimpiade  (London 2012 Olympic Games) all’Horse Guards Parade

Maratona femminile. Si è corsa oggi, 5 agosto. C’è anche un’italiana, Valeria Straneo che si è aggiudicata l’ottavo posto. Vince l’etiope Tiki Gelana.

Il debutto delle donne nella Box alle Olimpiadi di London2012.

Natasha Jonas della Gran Bretagna in azione durante la finale di pesi leggeri contro Dong Cheng della Cina. E’ il Test Event LOCOG per Londra all’ExCel il 27 novembre 2011.

Sette pugili britannici si sono finora qualificati per la competizione maschile a Londra 2012, a seguito della qualificazione olimpica maschile in Turchia nel mese di aprile 2012.

In gara nel femminile dei pesi medi Savannah Marshall, nei leggeri Natasha Jonas e nel peso mosca Nicola Adams. Hanno tutte la possibilità di qualificarsi per i Giochi ai campionati del mondo in Cina nel mese di maggio. Tutte le voci saranno confermate dalla scadenza del termine sport voci il 9 luglio 2012.

La boxing si concluderà domenica 12 agosto. Gli eventi per la medaglia si svolgeranno il 9, 10 e 11.

Serena Williams ha vinto l’oro battendo la Sharapova, ieri. Oggi compete alla Olimpiadi di Londra 2012 insieme alla sorella Venus. Tutte e due statunitensi, le sorelle Williams celebrano il doubles gold dopo aver sconfitto Andrea Hlavackova e Lucie Hradecka della Repubblica Ceca nell’incontro del doppio femminile di Tennis oro, nel 9 ° giorno dei Giochi Olimpici di Londra 2012. 

http://www.london2012.com

Festino di Santa Rosalia 388: torna in mostra La Peste

LA PESTE un progetto di Alessandro Bazan

La Peste è il titolo della mostra che inaugurerà presso le prestigiose, e al contempo decadenti, sale del piano nobile di Palazzo Costantino, sito in Via Maqueda 217, nei pressi dei Quattro Canti di Città, la sera del14 luglio 2012, in concomitanza con il Festino di Santa Rosalia. Sarà poi aperta al pubblico solo nel giorno di domenica 15 luglio e vedrá le opere ‘site specific‘ realizzate da circa 50 tra giovani artisti e personalità più consolidate dell’arte contemporanea, in maniera da coinvolgere e connettere le stesse sale del Palazzo con la cittadinanza e portare a conoscenza di quest’ultima, questo importante monumento abbandonato da circa 60 anni, saccheggiato e vessato, che sarà – per la prima volta – visitabile grazie all’ospitalità degli attuali proprietari.

Il percorso della mostra sarà un momento di riflessione sulle attuali condizioni in cui l’intera città versa, al culmine del suo degrado e della sua apparentemente atavica decadenza, proprio per questo il titolo.

La Peste vuole allegorizzare una condizione nella quale il morbo sussiste ancora e permea tutta la struttura della città e al contempo un rinnovato bisogno di un atto che la liberi ancora una volta da questo flagello. Un’azione laica che si fonde all’esperienza religiosa che la festa stessa incarna nella sua 388° edizione.
 La maggior parte dei lavori degli artisti saranno pertanto mimetici e specifici, costruiti all’interno delle rovine del Palazzo per dare luce più alla incredibile condizione in cui esso versa, che alla singolarità delle opere stesse nella speranza di sensibilizzare i cittadini e spronare tutti ad un cambiamento che deve arrivare, al più presto possibile.

Artisti in mostra:
Giuseppe Adamo, Sergio Amato, Vincenzo Amenduni, Paolo Amico, Sabrina Annaloro, Stefania Artusi, Alessandro Bazan, Fausto Brigantino, Andrea Buglisi, Maria Carato, Mirko Cavallotto, Tania Contorno, Francesco Costantino, Angelo Crazyone, Andrea Curti, Francesco Cuttitta, Giacomo D’Aguanno, Sergio D’Amore, Dimitri Daniele, Claudia Di Gangi/ Iringó Réti, Francesco De Grandi, Alessandro Di Giugno, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Martina Di Trapani, Fada Full, Fare Ala, Ezio Ferreri, Francesco Fontana, Cristian Gambino, Giulio Gebbia, Simone Geraci, Nino Giafaglione, Linda Glorioso, Silvia Glorioso, Valentina Glorioso, Loredana Grasso, Laboratorio Saccardi, Salvo Lo Nobile, Federico Lupo, Andrea Mineo/Dario Lo Cicero, Alfonso Montana, Sebastiano Mortellaro, Fabiola Nicoletti, Marta Ojeda Fernandez, Gianluca Paterniti, Anna Sefora Quartararo, Roberto Rinella, Stefania Romano, Fabio Sgroi, Vito Stassi, Andrea Stepkova, Francesco Tagliavia, William Marc Zanghi.

organizzazione: Alessandro Bazan comunicazione: Tiziana Pantaleo cura: Salvatore Daví

14 e 15 luglio 2012
Inaugurazione sabato 14 luglio 2012 (su invito)
Apertura al pubblico domenica 15 luglio, dalle 10:00 alle 19:00

La diretta Web

Quest’anno il Festino di Santa Rosalia, la festa dedicata alla patrona a cui la città è   devota perché salvata dalla peste, per la prima volta sarà trasmesso in diretta streaming. Nell’ambito di questa edizione gli utenti della Rete potranno seguire il Corteo del 14 sera, a partire dalla ore 9.30, sul sito www.festinodisantarosalia.itPiattaforma Meride.tv la stessa che ha utilizzato Michele Santoro per servizio pubblico. Utilizzando il codice embeded, pubblicato da questa mattina sul sito, sarà possibile seguire la diretta anche  anche tramite supporti mobili, i-phone o smart-phone e tramite pc.

La Festa più antica del Mediterraneo

Il Festino di Santa Rosalia o la Santuzza, è una grande festa popolare che richiama a Palermo centinaia di migliaia di fedeli e di turisti, che accorrono attratti dallo spettacolare Corteo Trionfale che si svolge – ogni anno diverso – nel cuore della città, la sera del 14 luglio, da ben 388 edizioni. Questo ne fa la festa più longeva tra quelle dei Paesi del Mediterraneo, ma anche la più sontuosa, la sola che abbia tenuto fede agli stilemi opulenti della festa barocca.

www.festinodisantarosalia.it
https://www.facebook.com/388festinosantarosalia
https://twitter.com/388Festino/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/11/29/va-in-fiamme-il-carro-del-festino.html
http://archivio.blogsicilia.it/2010/06/intervista-a-philippe-daverio-a-lavoro-per-la-santuzza/
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=72853  

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Wikipedia strike: in Russia per 24 ore, la libera enciclopedia manifesta contro la restrizione dei contenuti

Russia: Wikipedia strike per 24 ore, la libera enciclopedia manifesta contro la restrizione dei contenuti. Sciopero di 24 ore per la sezione sovietica di Wikipedia contro un progetto di legge che vuole creare una lista nera di tutti i siti con contenuti vietati.

Bannati, out, fuori dunque dalla grande enciclopedia del web ogni materiale pedo pornografico o vicino soltanto all’estremismo politico.

La versione in cirillico della più grande enciclopedia online sospenderà la sua attività per 24 ore contro una  legge sostenuta da tutti e quattro i partiti che siedono in Cremlino.

Una proposta, la Stop Online Piracy Act (SOPA) per gli americani, che ha però suscitato le critiche dei difensori dei diritti umani e dei provider Internet, secondo i quali si tratta di un tentativo di censura del web russo.

Tra gli oppositori alla proposta si trovano anche AmazonMicrosoftGoogleYahoo!FacebookTwitterAOLLinkedIn, la Blender FoundationeBay, la Mozilla Foundation, la Wikimedia Foundation, la Free Software Foundation di Richard Stallman, la Creative CommonsSpartz Media e varie organizzazioni per i diritti umani come Reporter Senza Frontiere, l’Electronic Frontier Foundation, l’American Civil Liberties UnionAvaaz.org e Human Rights Watch.

Qualche giorno fa, come succede per qualsiasi notizia o fatto di cui si torna ciclicamente a parlare e discutere, Wikipedia è stata nuovamente al centro del ciclone parlando di copyright relativo alle pellicole hollywoodiane. Jimbo Wales in persona, fondatore di Wikipedia, si è esposto per il caso di Richard O’Dwyer, ventiquattrenne inglese a rischio estradizione negli USA ( un po’ come l’ideatore della condivisione in streaming su Megaupload tutt’ora sottoprocesso) per rispondere a un’accusa di violazione del copyright.

O’Dwyer è uno studente della Sheffield Hallam University, ma è anche il creatore di TVShack, un sito pensato, prima ancora che venisse  sequestrato secondo volere dello US Immigration and Customs Enforcement – per vedere film e telefilm completi (anche prodotti in America). Una specie di motore di ricerca dei link a cui andare per poter vedere un film gratis.

Storia e curiosità di Wikipedia

Jimmy Donal Wales, detto Jimbo (Huntsville8 agosto 1966), è un imprenditore statunitense, noto per essere uno dei fondatori del progettoWikipediaWikipedia è un’enciclopedia online a contenuto libero nata il 15 gennaio 2001. Tra i suoi principi ci sono il punto di vista neutrale e il rispetto del copyright

L’anno del creative commons è il 2009. Il 15 giugno, dopo una consultazione aperta a tutte le comunità dei progetti gestiti dalla Wikimedia Foundation, il Board of Trustees approva la risoluzione e aggiunge la licenza libera Creative Commons Attribution-ShareAlike[25] (CC-BY-SA) alla GNU Free Documentation License. Questo permette un più agevole interscambio di contenuti con le innumerevoli realtà della rete, grazie anche a una più assidura diffusione delle licenze CC.

La versione più ricca è quella inglese. Il 17 agosto  2009 Wikipedia in inglese supera i 3 milioni di voci. Tra tutte le edizioni le voci sono circa 13 milioni. Il 28 agosto Wikipedia in italiano supera le 600.000 voci (sesta edizione per numero di voci)

Nel mese di marzo di quest’anno, Wikipedia in italiano supera le 900.000 voci. Il 20 aprile 2012 l’utente Koavf ha raggiunto quota un milione di modifiche è il primo e finora l’unico a riuscirci in tutta la storia di wikipedia.

Da sesto più cliccato al mondo ai palazzi del potere

A marzo scorso su Twitter, Tim Kelsey, direttore esecutivo del governo inglese per la trasparenza e l’open data  annuncia che si affiderà a Jimmy Donal Wales. L’imprenditore americano, 45 anni, da quest’anno farà da consulente, non retribuito e senza una scadenza temporale, per tutte le questioni che riguardano l’accesso alle informazioni, la comunicazione delle decisioni del governo e la partecipazione dei cittadini.

Obiettivo dichiarato di Downing Street è trasformare le comunicazioni governative da statiche a dinamiche e partecipative. Con un  risparmio previsto di 50 milioni di sterline all’anno, una comunicazione più efficace e un ritorno di immagine enorme per Cameron e i suoi aiutanti.

Blocco di Wikipedia

In Cina

Wikipedia è stata bloccata dalla Repubblica Popolare Cinese più volte. I blocchi più importanti sono stati effettuati nel giugno 2004, quando l’accesso agli utenti cinesi di Wikipedia residenti a Pechino è stato bloccato per il quindicesimo anniversario della manifestazione di piazza Tiana nmen. Il blocco è durato un giorno esatto. Nel settembre 2004: blocco per qualche giorno nella Cina continentale a causa dell’isolamento geografico della regione. E ancora nell’ottobre 2005, fino all’ottobre 2006, alcuni utenti possono effettuare l’accesso a Wikipedia in cinese, mentre en.wikipedia è bloccata. Vi sono periodi di ripresa e poi di nuovo di blocco.

In Iran

L’accesso alla Wikipedia persiana è stato bloccato dal governo per due o tre giorni nel 2005 a causa di voci considerate diffamatorie nei confronti dello stato.

In Tunisia

Wikipedia e tutti i siti della Wikimedia foundation sono stati bloccati in Tunisia il 23 e il 27 novembre 2006, per cause ancora da chiarire.

Sostegno alla protesta di Wikipedia in lingua russa

Image representing Wikimedia Foundation as dep...

Image via CrunchBase

Wikipedia in lingua italiana approva ed esprime solidarietà verso la protesta dei colleghi dell’edizione in lingua russa contro una proposta di legge in discussione alla Duma di Stato. Tale proposta di legge, se approvata, permetterebbe al governo russo di creare una blacklist per impedire l’accesso a determinati siti internet, al pari del Great Firewall cinese.

Il 10 luglio l’edizione in lingua russa di Wikipedia rimarrà oscurata, a seguito della decisione della comunità di protestare contro le modifiche proposte alla legge ‘On Information‘, attualmente in discussione alla Duma di Stato della Federazione russa.

Tale legge, se approvata, può costituire la base per realizzare una vera e propria censura su Internet, mediante la creazione di liste e il conseguente filtraggio di indirizzi IP e siti vietati. I lobbisti e gli attivisti che supportano il decreto sostengono che esso sia diretto solamente a colpire contenuti quali la pornografia infantile e simili, ma l’arbitrarietà nella determinazione di tali contenuti prevista da questa legge porterà alla creazione dell’equivalente russo del Great Firewall cinese. Sarebbe quindi altamente probabile il realizzarsi dello scenario peggiore, in cui l’accesso a Wikipedia sarebbe reso impossibile in tutto il paese.

L’11 luglio verrà discussa alla Duma la seconda lettura di questa legge, mentre l’entrata in vigore è prevista dopo la terza lettura, per la quale non è stata ancora definita una data.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/05/acta-no-del-parlamento-europeo-al-trattato-sulla-contraffazione-e-la-proprieta-intellettuale-su-internet/

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