Il Csm lancia un appello al ministro Cancellieri: ‘sostenga la magistratura’

cancellieri-anna-maria-italyphotopress-258 (1)Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato a maggioranza l’appello al ministro Cancellieri per un intervento del Guardasigilli nella sede dell’organo di autogoverno della magistratura. Il documento, presentato oggi con la corrente moderata dei magistrati Unicost, dopo una serie di modifiche in seguito a numerosi interventi dei consiglieri, è stato ‘faticosamente approvato’, come sottolinea il vicepresidente del Csm Michele Vietti, con 19 voti a favore, 3 contrari e 2 astenuti.

L’appello alla Guardasigilli
Il ministro della Giustizia faccia sentire il proprio sostegno alla magistratura intera senza incertezza alcuna’: è quanto chiedono i consiglieri di Unicost al Csm di fronte alla ‘ennesima puntata del ‘rituale’ conflitto tra giustizia e politica’. È ‘indispensabile che tra tutte le istituzioni vi sia il massimo rispetto’, dice il documento. Il documento dei consiglieri di Unicost è stato presentato stamattina al plenum del Csm con la richiesta di procedere ad una discussione in via d’urgenza. Al ministro il gruppo chiede anche di affrontare ‘subito i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano’, e di avviare ‘al più presto’ un dialogo con il Csm per ‘tracciare un’agenda di lavoro sulle priorità essenziali’. Unicost chiede infine al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, di concordare con il ministro Cancellieri un incontro, che dovrà avvenire con tutta l’assemblea di Palazzo dei Marescialli.

Marina Berlusconi: processo Ruby ‘farsa che non doveva nemmeno cominciare’
A fare discutere, sul fronte della giustizia, anche le parole utilizzate in una intervista che uscirà sul numero di Panorama di domani dalla presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, che ha definito il processo Ruby ‘una farsa che non doveva neppure cominciare. Le presunte vittime negano, o addirittura accusano l’accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l’ombra’. Per la figlia dell’ex premier, i magistrati ‘Hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti’.

(fonte il Sole24ore)

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Monti e la fine del mondo: ‘governo termina il ruolo ma non per colpa della profezia dei Maya’

225px-Mario_Monti_2012-06-27‘Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece, non per colpa della profezia Maya, dovremo terminare il ruolo’. Lo ha detto con una battuta il presidente del Consiglio Mario Monti, prendendo la parola al termine della messa di Natale, celebrata per i dipendenti nella Sala Verde di Palazzo Chigi. La messa per i dipendenti di Palazzo Chigi è stata officiata da mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e cappellano di Montecitorio. Monti ha partecipato con la moglie e nell’occasione ha ringraziato i dipendenti ‘per tutto il lavoro svolto’ e ha augurato ‘buon lavoro’ per il futuro.

Al termine del Consiglio dei ministri convocato stasera alle 19.00 il premier Mario Monti è intenzionato a salire al Colle per rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato. E’ quanto riferiscono fonti di governo che precisano tuttavia come questo iter possa subire variazioni nella tempistica.

Nel tardo pomeriggio è attesa l’approvazione definitiva della legge di Stabilità alla Camera, l’atto a cui Monti aveva subordinato qualsiasi sua futura mossa mentre è prevista per domenica, alle 11, la conferenza stampa di fine anno durante la quale il primo ministro dovrebbe comunicare le sue decisioni su una possibile scesa in campo per le politiche del 24 febbraio.

La notizia ha suscitato l’immediata reazione del leader di Cgil Susanna Camusso che parla di ‘uso elettorale della propria funzione’. ‘Trovo istituzionalmente discutibile che un governo tecnico, nato senza consenso popolare, utilizzi le politiche fatte da quel governo per fare campagna elettorale’.

Umberto Bossi ha bocciato un accordo con il Pdl con Berlusconi come candidato alla presidenza del Consiglio. ‘Se Berlusconi vuole fare il candidato premier è difficile’, ha detto il senatur ai giornalisti alla Camera.

Questa mattina intanto l’ex premier Berlusconi ha parlato in successione a al Gr Parlamento, a TvJulie e al Tg2 dicendo dei ‘tecnici accucciati su Ue’. E a proposito di legislatura sprecata ‘in parte il presidente Napolitano ha ragione – ha detto – con il governo dei tecnici c’era la possibilità di avere la maggioranza per approvare una riforma costituzionale che il governo dei tecnici non ha ritenuto di proporre’.

Il Cavaliere non ha risparmiato critiche all’attuale esecutivo. ‘Monti non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata. Io mi vedo costretto ad essere ancora io il federatore dei moderati‘, ha detto Berlusconi, con un chiaro riferimento alla proposta fatta in questi giorni al premier di allearsi con il Pdl. E ancora: ‘I tecnici si sono accucciati di fronte alle richieste della Ue, soprattutto dell’Unione Europea ‘tedesca’ e del nord Europa, che portano soltanto alla recessione. Non è solo un mio giudizio, ma anche di premi Nobel’.

L’ex premier ha parlato ancora una volta di quei piccoli partiti che rischiano di ‘far vincere la sinistra’.  ‘I moderati, dal ’48, sono la maggioranza, – dice – ma se qualcuno interviene e li divide comporta la vittoria della sinistra. Questo ‘centrino’ con Casini che sta avendo meno voti della Destra di Storace e questi partitini per Monti faranno vincere la sinistra’. Poi un riferimento al ruolo delle donne in politica. ‘Ho una grandissima considerazione per le donne. Nelle nostre liste ne avremo un numero rilevante, credo maggiore del 33%. Se come spero riusciremo a vincere le elezioni interverremo con delle misure per facilitarle nel lavoro e daremo aiuti alle famiglie’, ha detto nel corso di un’intervista a Julie News, televisione campana.

Napolitano su Monti: ‘Un senatore a vita non si può candidare’

‘Un senatore a vita non si può candidare al Parlamento perché già parlamentare. Non può essere candidato di nessun partito’. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,oggi a Parigi. ‘Non è particolare da poco e qualche volte si dimentica’, ha aggiunto ilo capo dello Stato. ‘Alcune forze politiche o gruppi o movimenti pensano che il presidente Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio in un contesto politico. È un diritto o una facoltà che può avere qualsiasi partito’, ha poi aggiunto.

Su Monti: ‘È un senatore a vita e pertanto ha uno studio a palazzo Giustiniani dove potrà ricevere chiunque, dopo le elezioni, vorrà chiedergli un parere, un contributo o un impegno’, così Napolitano da Parigi (prima volta di un Presidente della Repubblica dopo 22 anni) risponde a chi gli chiede se è possibile, come chiedono alcuni partiti, che Monti possa essere candidato a un governo politico.

Una lista Monti? Non mi pare compaia, non la vedo. Non so che senso avrebbe perché sarebbe pur sempre una lista che presenta suoi candidati al Parlamento’, taglia corto Napolitano. ‘Bisogna vedere – aggiunge – quanti candidati diverrebbero parlamentari e quale sarà il peso di questa ipotetica lista – aggiunge il Capo dello Stato -. Concorrerà come tutti gli altri partiti alle consultazioni per l’incarico di formazione del governo. Avrà già in testa un nome? Benissimo. Vedremo quali altri nomi proporranno gli altri sulla base dei risultati elettorali. Poi il presidente della Repubblica deciderà’.

L’accordo sulla produttività siglato da tutte le sigle sindacali eccetto la Cgil ‘è comunque un fatto importante’. Ma ‘mi auguro che ci sia un riavvicinamento perché è importante che non manchi il contributo della Cgil’, ha aggiunto Napolitano.

Medio Oriente: bombe su Gaza, si contano i morti

Si aggrava la crisi in Medio Oriente: l’offensiva ‘Pilastro di Sicurezza’, entrata nel secondo giorno, va avanti senza sosta ma i palestinesi da Gaza reagiscono con una pioggia di razzi, uno dei quali ha colpito un edificio di 4 piani nella cittadina di Kreat Mlakhi, a circa 25 km a nord di Gaza e ha fatto tre vittime civili, le prime israeliane da quando l’operazione è cominciata. Tredici le vittime palestinesi.

Le tre persone uccise si trovavano in una palazzina residenziale di quattro piani a Kiryat Malachi. Nell’attacco, riferiscono i media israeliani, sono rimaste ferite altre due persone, tra le quali un bambino.

Alle persone che vivono nel sud dello Stato ebraico è stato chiesto di rifugiarsi in zone fortificate. Le scuole sono chiuse nel raggio di 40 chilometri dal confine con Gaza, così come i centri commerciali, mentre a chi vive vicino al confine è stato ordinato di non recarsi al lavoro e restare in casa, fatta eccezione per i servizi essenziali. Pattuglie della polizia sono state dispiegate in molte localita del Paese, temendo che Hamas possa organizzare attacchi ben oltre la portata dei suoi razzi lanciati dalla Striscia, colpendo anche Tel Aviv.

Pesante anche il bilancio sul fronte palestinese: almeno 13 morti (tre dei quali oggi a Khan Younis) e quasi un centinaio di feriti. Tra le 13 vittime anche tre bambini (di 7 anni e undici mesi), una donna incinta e 8 adolescenti.

La bimba si chiamava Rinan Arafat e aveva sette anni. Il neonato era Ahmed Mashrawi, di 11 mesi. La ragazza incinta era Hiba al-Mashrawi, di 19 anni. Lo precisa l’agenzia di stampa palestinese Maan. Le ostilità hanno avuto inizio ieri con la uccisione del capo militare di Hamas Ahmed Jaabari (52) e della sua guardia del corpo, Muhammad al-Hamas. Altri miliziani colpiti a morte dal fuoco israeliano sono Issam Abul-Mizah (20), Wael al-Ghalban e Hisham al-Ghalban. Altre vittime identificate finora negli ospedali della striscia sono: Hani al-Kasih (19), Mahmud Sawawein (65), Habes Mesmeh (30).

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunitosi nella notte, ha chiesto lo ‘stop’ delle violenze, ma non ha preso alcuna decisione.

Il presidente Usa, Barack Obama, ha parlato nella notte italiana con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano, Mohamed Morsi dell’escalation della violenza in Medio Oriente. Lo ha reso noto la Casa Bianca, secondo la quale il presidente ha riaffermato il diritto di Israele di garantire la propria autodifesa dal lancio dei razzi dalla Striscia, ma ha anche chiesto a Netanyahu di evitare vittime civili negli attacchi di rappresaglia.

‘Gli israeliani devono capire che l’aggressione contro Gaza è inaccettabile e che non potrà che portare all’instabilità nella regione’, ha affermato il presidente egiziano, Mohamerd Morsi, in una dichiarazione agli egizioni diffusa dalla tv di stato.

Nella notte -dopo l’offensiva militare lanciata da Israele, una delle piu’ importanti offensive aeree degli ultimi 4 anni, in cui ha ucciso il capo militare di Hamas nella Striscia-  si è riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per affrontare proprio il problema della recrudescenza delle violenze: l’organismo non ha preso alcuna decisione, ma ha fatto appelli a entrambe le parti perché pongano fine agli scontri.

Un’esplosione si è udita a Tel Aviv mentre suonavano le sirene di allarme. Lo scoppio ha provocato momenti di paura nella popolazione, ma fonti della sicurezza interna israeliana hanno confermato il lancio di un razzo, precisando tuttavia che l’ordigno è comunque caduto in mare davanti a Giaffa, la città-gemella di origini arabe che si estende a sud-ovest della capitale commerciale dello Stato ebraico, senza fare danni. In città, dove resta in funzione l’illuminazione pubblica, è intanto collassata parte della rete di telefonia mobile. E il ministero della Sicurezza nazionale ha avvertito la popolazione di scendere nei rifugi laddove le sirene d’allarme tornassero a suonare. La Jihad islamica intanto ha rivendicato il lancio di un missile Fajr 5, un razzo in dotazione alle forze armate iraniane, la cui portata è di circa 75 chilometri.

Milano: telecamere sospese in Area C, da domani la decisione del Consiglio di Stato

Hanno deciso. Niente più telecamere nell’Area C, la zona a traffico limitato del centro città di Milano. Le auto che dallo scorso 16 gennaio potevano entrare pagando un ticket di 5 euro, tornano a circolare liberamente dopo il provvedimento del Consiglio di Stato a favore di un parcheggio privato.

Il provvedimento deciso dall’amministrazione Pisapia aveva ridotto del 34 per cento il traffico cittadino nella popolosa zona del centro. Da oggi le telecamere dei Bastioni saranno spente.

Stando a quanto rivela in una nota il Comune di Milano, il Cds ha dato ragione al ricorso proposto da Mediolanum Parking Srl, un’autorimessa che ha sede nel cuore della metropoli meneghina, con un’ordinanza depositata ieri. Mentre il Tar Lombardia, il 6 giugno scorso, aveva rigettato l’istanza della stessa società per la sospensione di Area C.

Gli automobilisti che arrivavano in zona Madonnina e per i quali era prevista una sospensione per il prossimo mese di agosto, potranno da oggi  avere accesso all’Area C fino alla metà di settembre.

‘Registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato, contraddicendo anche numerose decisioni del Tar Lombardia che si era espresso in modo inequivocabile respingendo tutte le richieste di sospensiva presentate e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi’ dice Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità – Siamo certi che la zona C sarà confermata dall’udienza di merito che auspichiamo possa essere fissata nel più breve tempo possibile.  Area C in sei mesi ha ridotto il traffico del 34% nel centro città, il numero degli incidenti e ha consentito ai milanesi di respirare meno sostanze velenose. Ha quindi avuto un innegabile impatto positivo per la qualità della vita di tutti. Oggi registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi’.

Contro il provvedimento di sospensione del Consiglio di Stato che ha preferito salvaguardare l’interesse economico di Mediolanum Parking anche le associazioni ambientaliste. ‘Siamo sconcertati dalla decisione del Consiglio di Stato che affossa tutti i precedenti pronunciamenti del Tar Lombardia’ è l’attacco di Legambiente. ‘Ci sembra paradossale e inaudito – dichiara Damiano Di Simine, presidente dell’associazione ambientalista in Lombardia – che con una sentenza venga fatto prevalere l’interesse di un singolo operatore su quello di una intera città: ora ci auguriamo che vengano trovate soluzioni per impedire che la sentenza cancelli i risultati della congestion charge, perché ciò determinerebbe un gravissimo arretramento sul fronte del governo della mobilità urbana. Di una cosa siamo certi: non vogliamo tornare ad essere ostaggi di traffico e smog’.

Il Consiglio di Stato, ravvisando un pericolo per l’interesse economico di Mediolanum Parking, ha sospeso cautelativamente il provvedimento. Ora toccherà al Tar della Lombardia fissare l’udienza di merito. Per effetto di questa decisione il Comune informa che a partire da domani il provvedimento Area C è sospeso.  L’ordinanza è stata depositata oggi.

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Siria: massacro ad Hama, più di 200 morti in un attacco delle forze governative contro l’opposizione

E’ il più grave attacco alle forze d’opposizione da parte dei miliziani vicini al governo negli ultimi sedici mesi di rivolte contro il regime di Bashar al Assad. In Siria sono più di 200 i morti durante l’assalto di ieri.

Più di 200 siriani, in gran parte civili, sono stati uccisi in un villaggio nella regione ribelle di Hama, dopo un bombardamento da parte di elicotteri e carri armati e un attacco da parte di miliziani leali al governo.

Lo hanno riferito attivisti dell’opposizione.

Confermata la notizia, si tratterebbe del più grave episodio di violenza nei 16 mesi di rivolte contro il presidente Bashar al-Assad, in un momento in cui l’azione diplomatica per fermare lo spargimento di sangue è ostacolata dai contrasti tra le grandi potenze.

Gli attivisti hanno detto che il massacro è avvenuto ieri, proprio mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu stava negoziando una nuova risoluzione sulla Siria. Washington e i suoi alleati sono dell’avviso che serva un’azione dura, ma la Russia ha escluso la possibilità di accettare l’ultima bozza di risoluzione.

Il Consiglio Rivoluzionario di Hama ha riferito a Reuters che il villaggio sunnita di Tremseh è stato pesantemente colpito da armi pesanti giovedì sera, prima di essere preso d’assalto dai miliziani alawiti filo-governativi, che hanno ucciso gli abitanti uno a uno.

Fadi Sameh, un attivista dell’opposizione da Tremseh, ha detto di aver lasciato la città prima che la follia omicida coinvolgesse l’intero villaggio. ‘Sembra che i miliziani alawiti dai villaggi circostanti sono arrivati su Tremseh dopo che i suoi difensori ribelli sono venuti allo scoperto e hanno cominciato a uccidere le persone. Intere case sono state distrutte e bruciate dai bombardamenti.

‘Ogni famiglia nella città sembra avere subito dei morti. Abbiamo nomi di uomini, donne e bambini provenienti da famiglie numerose’, ha detto, aggiungendo che molti dei corpi sono stati portati in un moschea locale.

Secondo Ahmed, un altro attivista locale ‘Ci sono più corpi nei campi, nei fiumi e nelle case … La gente ha cercato di fuggire dal momento in cui sono iniziati i bombardamenti, molto sono stati uccisi nel tentativo di scappare. ‘

10×100 anni di carcere G8 Genova 2001 non è finita: Blob e la campagna pro cassazione Diaz

 La Procura generale della Cassazione chiede che vengano confermate le assoluzioni per 13 no global appartenenti al gruppo ‘Sud ribelle’ per una serie di attività tutte riferite al G8 di Genova e al Global forum di Napoli del 2001.

In particolare, il sostituto procuratore generale Nicola Lettieri ha sollecitato ai giudici della quinta sezione penale il rigetto del ricorso della Procura di Catanzaro contro l’assoluzione accordata ai 13 imputati tra i quali Francesco Caruso e Luca Casarini dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro il 20 luglio 2010.

La Procura di Catanzaro, in Cassazione, contesta un’anomalia processuale che si sarebbe verificata con il cambio del presidente di udienza e il conseguente trasferimento del processo ad altra sezione.

Se venissero accolte le sue censure, il processo ripartirebbe da zero ma la Procura della Cassazione ritiene che la vicenda si debba chiudere con le 13 assoluzioni nei confronti di altrettanti no global accusati pesantemente di vari reati tra i quali l’associazione sovversiva, l’attentato ad organi costituzionali e l’associazione per delinquere.

L’appello alla società civile e al mondo della cultura

La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la ‘macelleria messicana’ avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito ‘la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale’,  il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, ‘devastazione e saccheggio’, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una ‘compartecipazione psichica’, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In  questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

In occasione della cassazione per la Diaz, blob lancia la campagna 10×100

http://www.10×100.it/

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