E’ morto Loris D’Ambrosio: magistrato, era consigliere di Napolitano

E’ morto questo pomeriggio intorno alle 15,30, colpito da un infarto, il magistrato e consigliere giuridico del Presidente della Repubblica, Loris D’ambrosio. Le sue conversazioni con Nicola Mancino sono state intercettate nell’inchiesta sulla trattativa tra Stato e Mafia, contribuendo a sollevare un conflitto istituzionale senza precedenti.

64 anni, Loris D’Ambrosio magistrato e consigliere giuridico del Presidente della Repubblica, è morto a Roma. Secondo quanto affermano alcune fonti parlamentari, sarebbe stato stroncato da un infarto intorno alle 15,30, nella sua abitazione. Lo ha annunciato lo stesso capo dello Stato Giorgio Napolitano. ‘Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore la repentina scomparsa del dott. Loris D’Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore, che ha per lunghi anni prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera. Egli è stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico’.

Il messaggio del Presidente della Repubblica. ‘Insieme con l’angoscia per la perdita gravissima che la Presidenza della Repubblica e la magistratura italiana subiscono – continua Napolitano – atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese. Mi stringo con infinita pena e grandissimo affetto alla consorte, ai figli, a tutti i famigliari e al mondo della magistratura e del diritto’.

Chi era Loris D’Ambrosio

Magistrato e consigliere del presidente della Repubblica per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia, D’Ambrosio era nato a Isola del Liri nel dicembre 1947. Diventato magistrato di Cassazione dopo essere stato prima prima pretore a Volterra e poi, dal 1979, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma, nel maggio 2006, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano lo aveva nominato suo Consigliere per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia e direttore dell’Ufficio che, per il Capo dello Stato, cura tali Affari.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/19/il-ring-del-19-luglio-napolitano-dellutri-e-ingroia-sul-podio-della-strage/

Elezioni Palermo: si vota il nuovo sindaco, Ferrandelli e Orlando al ballottaggio

Il 20 e 21 maggio, domani e lunedì, i palermitani tornano alle urne per il turno di ballottaggio. Dopo dieci anni di amministrazione Cammarata, la città avrà un nuovo sindaco. Leoluca Orlando o Fabrizio Ferrandelli? Entrambi di sinistra, il primo ha già governato Palermo per tre mandati consecutivi, restituendole una Primavera di cui era stata privata nei tempi bui da una mafia spietata e sanguinaria (prima ancora di quella stragista). Candidato per Italia dei Valori, nel primo turno ha ottenuto il 47% delle preferenze. Fabrizio Ferrandelli vincitore delle primarie del Pd, lo scorso 7 maggio ha portato a casa il 17% dei voti. Consigliere comunale uscente, ex Idv da cui è stato sbattuto fuori per idee vicine alla corrente Pd in accordo con l’Mpa dell’attuale governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, si trova adesso a dover disputare il confronto con il sempre sindaco di Palermo Orlando.

Nonostante i trenta punti di distacco e un fin troppo scontato esito del ballottaggio, Ferrandelli nei giorni scorsi non ha aperto alla possibilità di ‘apparentamenti tecnici’ con altre forze politiche, ribadendo la sua intenzione di restare al di fuori da strategie di partito. ‘Vogliamo vincere con dignità e correttezza, noi siamo leali e coerenti – ha spiegato il candidato sindaco, bancario al Banco di Sicilia. Per noi è ovvio che non ci saranno apparentamenti. I patti si rispettano. Non aprirò nessuna trattativa continuerò a parlare con i palermitani guardandoli dritto negli occhi, ribadendo di voler essere il sindaco dei palermitani e non dei partiti’.

Anche Leoluca Orlando ha detto no alla possibilità di nuove alleanze, nonostante la vittoria quasi certa. Il Professore ha comunque lasciato la porta aperta a tutti i palermitani presentabili, che insieme a lui hanno contribuito alla famosa Primavera di Palermo.

I due candidati sono d’accordo sul fatto che non ci siano errori di spoglio come due settimane fa, quando dalla Regione interpretarono male la nuova legge elettorale regionale, chiedendo di ricontare i voti quando non era necessario.

Come per il primo turno, anche per il ballottaggio seggi aperti domenica 20 dalle 8 alle 22 e lunedì 21 dalle 7 alle 15, e lo spoglio avrà inizio subito dopo. Agli elettori sarà consegnata una sola scheda con i nomi dei due candidati sindaco. Il voto si esprime tracciando una x sul nome del candidato scelto.

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