Monti non lascia: ‘il mio non è un abbandono ma la continuazione del mio interesse alla vita del Paese’

Mario Monti , forse il prossimo PremierAnnuncia che non abbandonerà la politica. E accusa imprese e sindacati di avere contribuito alla scarsa crescita dell’economia italiana. Questo, in sintesi, l’intervento di Mario MontiChe tempo che fa. ‘Il mio non è un abbandono ma la continuazione di quello che è il mio modo di interessarmi della vita del Paese‘, ha risposto il premier a una domanda sul suo ruolo in Scelta civica. Dopo le voci sulla sua rinuncia a incarichi operativi nel partito e sulla cancellazione del suo nome dal simbolo.

‘Ora Scelta civica – spiega Monti – si sta dotando di uno statuto. Io non sono mai stato il presidente e ho incoraggiato gli altri a pensare anche a ricercare qualcuno che occupi quel posto. Io non sarò presidente né segretario’. La sua attività – continua il premier – sarà ‘a sostegno di iniziative per le riforme, per l’Europa, contro il bipolarismo conflittuale‘. Orientamento che per ora segue solo Scelta civica, sostiene.

‘Per quanto riguarda l’economia reale siamo ancora in emergenza – continua -. Al prossimo governo occorrerà una velocità di decisione e un consenso simili a quelli che hanno caratterizzato i primi sei mesi del governo che ho presieduto’. ‘Se l’Italia non cresce ciò o è dovuto a lacune della politica, ma moltissimo anche a sindacati e imprese’, che devono cambiare: ‘Il mondo del capitalismo non ha saputo ammodernarsi e il mondo dei sindacati ha responsabilità storiche nell’arretratezza’. Per questo Monti vede con favore che ‘sindacati e Confindustria prendano posizioni comuni. Ho dedicato buona parte del 2012 a ottenere questo’.

Bersani candida Giampaolo Galli, ex direttore generale di Confindustria

direttore-generale-di-Confindustria-Giampaolo-GalliLa notizia viene diffusa su Twitter con una foto pubblicata dal capo ufficio stampa Roberto Seghetti: Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria sarà candidato con il Pd alle prossime elezioni politiche. Nella foto ci sono Pier Luigi Bersani ed Enrico Letta che stringono la mano al candidato.

Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria fino a luglio 2012, sarà candidato nelle file del Pd in Lombardia alle prossime elezioni politiche. ‘Ho accettato con convinzione la proposta di candidatura di Bersani perché il Pd ha dimostrato serietà, pragmatismo e una grande attenzione per i problemi reali dell’economia e per le prospettive dell’industria manifatturiera che per me è, e deve rimanere in futuro, il pilastro dell’economia italiana e delle nostre esportazioni – ha dichiarato Galli – Aggiungo che ho molto apprezzato il sostegno leale che il Pd ha dato al governo Monti in un momento di assoluta emergenza nazionale, confermando ancora una volta che questo è un partito solidamente ancorato all’Europa e che sa mettere i problemi del Paese davanti agli interessi di parte’.

Ilva: sciopero ad oltranza per gli operai di Taranto. L’allerta di Confindustria

Gli operai dello stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto hanno bloccato le vie di accesso alla città e nel pomeriggio anche la sala consiliare del Comune, dopo che la procura pugliese ha disposto il sequestro per ragioni ambientali di parte del sito che occupa 12.000 persone.

I lavoratori proseguono lo sciopero a oltranza deciso ieri sera, in assemblea.

La vicenda, che ha creato profonde divisioni nella città, vede da un lato i magistrati, secondo i quali le emissioni dello stabilimento hanno messo a rischio la salute di migliaia di lavoratori e di abitanti delle zone circostanti, e dall’altro industriali e sindacati preoccupati per il futuro del sito industriale e dei suoi occupati.

‘Lo sciopero proseguirà finché non otterremo quella che per noi è l’unica soluzione possibile, ossia un blocco cautelativo con gli impianti che rimangono in marcia e la certezza che nulla cambi nella situazione dei lavoratori e delle loro famiglie’, ha detto a Reuters il segretario provinciale della Uilm Taranto, Roberto Basile.

Molto preoccupato si è definito il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, perché ‘non sono solo a rischio le sorti della prima acciaieria di Europa, di decine di migliaia di lavoratori e di un intero territorio. Ad essere a rischio, proprio in un momento così delicato per l’Italia, è la stessa vocazione industriale del nostro Paese‘.

‘Chiederò che il provvedimento di riesame avvenga con la massima urgenza’. Così il ministro Clini sulle misure della magistratura per l’Ilva di Taranto. ‘Verrà affrontata l’emergenza – continua – per almeno 15.000 persone in seguito a iniziative della magistratura che sta procedendo al sequestro per disastro ambientale e a altre misure cautelari’. Le risorse per ‘interventi urgenti di riqualificazione ambientale‘ a Taranto saranno pari a ‘un importo complessivo di 336 milioni di euro‘. Lo annuncia il ministro dell’Ambiente Corrado Clini spiegando i contenuti del protocollo d’intesa firmato ieri al ministero. L’accordo prevede una ‘cabina di regia’ presieduta dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. ‘La Puglia si costituirà parte civile se si dovesse arrivare al processo nell’inchiesta della magistratura sull’Ilva. Ad affermarlo il governatore della Puglia. ‘Se la magistratura – dice – avesse indicato delle prescrizioni, l’Ilva avrebbe il dovere di adempierle’.

Anche Federacciai ha contestato, in un comunicato, il provvedimento di sequestro deciso dal gip di Taranto e ha chiesto al governo ‘di compiere ogni possibile passo per la riapertura dello stabilimento’.

L’associazione definisce ‘opinabili’ le correlazioni tra l’esistenza dell’impianto industriale e la salute per chi lavora in Ilva o vive nelle zone circostanti e che hanno portato al provvedimento del magistrato.

In segno di protesta i lavoratori hanno bloccato i due ponti di accesso a Taranto venendo da Bari, il ponte di pietra e quello girevole e tutte le strade principali della città: la statale 7 via Appia, la statale 172 in direzione Martina Franca e la statale 100 che collega Taranto a Bari.

Nel pomeriggio, poi, i contestatori hanno occupato anche la sala consiliare del Comune di Taranto. Non si sono registrati finora scontri, anche se le forze dell’ordine temono che qualche infiltrato possa approfittare della situazione di tensione.

L’inchiesta della procura di Taranto, oltre che al sequestro degli impianti, sei aree, ha portato anche all’arresto ai domiciliari di otto persone, tra dirigenti ed ex dirigenti dell’Ilva, per concorso in disastro ambientale.

Tra questi Emilio Riva, fondatore del gruppo Riva che controlla l’Ilva, il figlio Nicola Riva, ex presidente di Ilva e Luigi Capogrosso, ex direttore dell’impianto, una delle poche grandi realtà industriali del Sud Italia e del Mezzogiorno.

Il ricorso dei legali della società contro il sequestro di parte dell’impianto verrà discusso venerdì prossimo, 3 agosto, davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Taranto. E nello stesso giorno cominceranno anche le discussioni sulle misure cautelari nei confronti degli otto indagati.

Il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha spiegato che l’attuazione del sequestro è un’operazione complessa, vista la grandezza del sito in questione, e che l’eventuale disattivazione degli impianti avverrebbe comunque in maniera graduale. ‘Non può esserci un bivio per la magistratura tra la tutela del posto di lavoro e la tutela dell’ambiente. Esiste l’obbligatorietà dell’azione penale e la necessità di perseguire i reati. Abbiamo operato nel recinto delimitato dal codice penale’.

L‘Ilva è uno degli impianti siderurgici più grandi d’Europa e nel 2011 ha prodotto 8,5 milioni di tonnellate, il 30% circa della produzione totale italiana. Le sei aree sequestrate sono rappresentate dai parchi minerali, la cockeria, gli altiforni, le acciaierie, l’agglomerazione e il deposito materiale ferroso.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/26/ilva-sigilli-a-taranto-e-disastro-ambientale-in-8mila-a-difendere-il-posto-di-lavoro/

http://www.rivagroup.com/it/Default.aspx

Pininfarina addio: se ne va il simbolo del Made in Italy

 Sergio Pininfarina, presidente onorario del Gruppo Pininfarina, è morto la notte scorsa nella sua casa di Torino. Vicini al senatore a vita eletto da Ciampi, la moglie Giorgia e i figli Lorenza e Paolo. A 86 anni, era considerato il simbolo del Made in Italy.

Artista dell’auto, nasce a Torino l’8 settembre 1926. Laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino nel 1950, Pininfarina inizia la sua attività nell’industria paterna, la Carrozzeria Pinin Farina, di cui nel 1960 assume la carica di Direttore Generale, nel 1961 quella di amministratore delegato e nel 1966, alla morte del padre, quella di Presidente. Nel 2006 diventa Presidente d’Onore. Nel 1961 il presidente della Repubblica Italiana, Giovanni Gronchi cambia per decreto il cognome Farina in Pininfarina.

Pininfarina ricopre inoltre numerose cariche nel corso della sua carriera. Professore di ‘Progettazione di Carrozzeria’ al Politecnico di Torino dal 1974 al 1977. Presidente dell’Unione Industriale di Torino (1978-1984). Deputato al Parlamento Europeo (1979-1988). Presidente della Federazione delle Associazioni Industriali del Piemonte (1983-1988). Presidente dell’OICA – Organisation Internationale des Constructeurs d’Automobiles (1987-1989). Presidente di Confindustria (1988-1992). Amministratore dell’AUME – Association pour l’Union Monétaire de l’Europe (1989-1997). Presidente del Comitato Leonardo – Italian Quality Committee (1993-1996). Co-Presidente del Comitato Promotore della Direttrice Ferroviaria Europea Transpadana ad Alta Capacità Merci e Passeggeri (1991-2001). Presidente Banca CRT (2001-2002) e Capo della Delegazione italiana in seno alla Commissione Intergovernativa Italo-Francese per il nuovo collegamento ferroviario ad Alta Velocità fra Lione e Torino (2001-2005). Presidente FIDIA S.p.A. (1996-2006). Co-Presidente Italy-Japan Business Group (2004-2007) e Presidente Editrice La Stampa S.p.A. (2004-2008). Consigliere d’Amministrazione della Ferrari S.p.A. dal 1969 al 2011.

Gli vengono conferite quattro lauree honoris causa: nel 1993 quella in Economia e Commercio dall’Università Luiss di Roma, nel 2002 quella del Royal College of Art di Londra e quella in Disegno Industriale dal Politecnico di Milano e  nel 2004 quella in Belle Arti dal College for Creative Studies (CCS) di Detroit.

E’ sua la e MTB verde, la bicicletta  in raccolta nei distributori Esso qualche anno fa.

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