Alcoa: slitta a novembre la chiusura. Gli operai in protesta ‘Noi da qui non ce ne andiamo’

Slitta al primo novembre la procedura di spegnimento dell’impianto Alcoa di Portovesme. Lo comunica l’azienda al termine dell’incontro al Ministero dello Sviluppo economico, sottolineando in una nota che l’impianto sarà ‘definitivamente chiuso entro il 30 novembre’. Nel comunicato, Alcoa afferma che la fabbrica sarda sarà comunque mantenuta in ‘condizioni tali da poter essere riavviata da un altro operatore per un anno’.

Inoltre, conferma che ‘continuerà a essere disponibile a discutere la vendita della fabbrica’, ma aggiunge che ‘finora non ha ricevuto alcuna manifestazione di interesse percorribile o differente rispetto a quelle considerate durante l’intero processo di vendita’. Nel comunicato si legge anche che ‘è essenziale che il processo di spegnimento sia condotto in modo ordinato e tempestivo’ per ‘mantenere le operazioni sotto controllo e garantire la sicurezza dei dipendenti, della comunità locale e dell’ambiente’. Dopo una giornata di scontri, di tensione e di feriti, c’e’ dunque una schiarita per Alcoa.

Slitterà infatti la procedura di spegnimento dello stabilimento Alcoa di Portovesme, e la fonderia resterà operativa per tutto il mese di novembre, invece che fino al 15 ottobre. Il ministero ha sollecitato i soggetti imprenditoriali che ‘hanno manifestato interesse per l’acquisizione dell’impianto Alcoa di Portovesme ad avviare in tempi brevi le negoziazioni’ con la multinazionale produttrice di alluminio.

Una prima schiarita si era avuta, ieri, qualche ora prima, quando il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, aveva rivelato di ‘non aver mai pensato che Alcoa fosse un caso impossibile. Faremo molta pressione sui due gruppi che hanno manifestato interesse le svizzere GlencoreKlesch, ma lavoriamo in parallelo su tutto quello che può dare sviluppo al Sulcis‘, ha poi aggiunto il ministro, mentre i sindacati in mediazione con il governo, stavano ragionando sul rallentamento di una settimana della procedura di spegnimento dell’impianto Alcoa.

A Roma ieri si è registrata alta tensione durante il corteo degli operai, e almeno un manifestante e 14 agenti sono rimasti feriti. Petardi e fumogeni esplosi, slogan contro il governo, contestazioni pesanti all’esponente del Pd Fassina nonché tentativi di sfondare il cordone delle forze dell’ordine hanno scandito la manifestazione partita da piazza della Repubblica per scongiurare la chiusura dello stabilimento siderurgico. L’operaio ha riportato un trauma al ginocchio: medicato sul posto dai sanitari del 118 ha rifiutato il trasporto in ospedale. Quattordici i feriti registrati tra le forze dell’ordine: tre carabinieri, un uomo della Gdf e 10 poliziotti.

Dopo il corteo tutti i lavoratori, circa 500, hanno svolto un sit-in all’ingresso del ministero dello Sviluppo economico in via Molise. In via di San Basilio, adiacente alla sede del ministero, c’è stato un tentativo di sfondamento da parte degli operai del cordone della polizia. La protesta dei lavoratori è ripresa in serata nelle strade di Roma dopo la comunicazione dell’esito dell’incontro al ministero. ‘Noi da qui non ce ne andiamo’, hanno urlato in direzione del ministero dove le forze dell’ordine in tenuta antisomossa sono tornate a rafforzare la barriera all’ingresso al dicastero.

Intanto a Olbia in centinaia dalla Alcoa stanno occupando un traghetto in segno di protesta. ‘Per ora non scendiamo dalla nave, non ci fermeremo e faremo tutte le azioni necessarie per evitare la chiusura degli impianti di Portovesme’. Con queste parole d’ordine 350 lavoratori dell’Alcoa hanno occupato il traghetto Tirrenia che li trasportava da Civitavecchia ad Olbia.

Gli operai, reduci dalla manifestazione di ieri a Roma, si sono rifiutati di scendere dalla nave e protestano rumorosamente battendo in terra gli elmetti. I rappresentanti sindacali confermano che la protesta odierna degli operai è causata dal risultato negativo del vertice di ieri a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico. Secondo i sindacati, visto il ritmo delle procedure di spegnimento delle celle produttive, da qui al prossimo primo novembre l’impianto di Portovesme per la produzione di alluminio, sarà fermo. Gli operai dicono ‘Pronti a una manifestazione al giorno‘.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/10/alcoa-gli-operai-manifestano-a-roma-atteso-incontro-con-il-ministro-dello-sviluppo/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/27/vertenza-sulcis-prima-notte-di-lotta-e-assemblea-per-gli-operai-del-carbone-dobbiamo-tenere-la-miniera-viva/

Alcoa: gli operai manifestano a Roma, atteso incontro con il ministro dello Sviluppo

Alcoa, manifestazione a Roma in attesa incontro a ministero Sviluppo. Mentre centinaia di operai dell’Alcoa di Portovesme stanno manifestando a Roma contro la chiusura dell’impianto che costerà il posto a centinaia di persone, il ministro del Welfare Elsa Fornero ribadisce che il governo non intende tenere in piedi un sito improduttivo. La tensione intanto è altissima in via Molise, davanti al ministero dello Sviluppo economico, dove si sta tenendo la protesta.

Le forze dell’ordine hanno fatto una carica di alleggerimento contro i lavoratori per respingere quelli che cercavano di entrare nel ministero dall’ingresso di via Veneto. Il nervosismo degli operai è aumentato dopo aver appreso che il ministro Corrado Passera non è al tavolo. La Alcoa Italia intanto ha confermato che il gruppo proseguirà nelle procedure di chiusura degli impianti prevista per la fine dell’anno.

Vicino al ministero si è scatenato un fitto lancio di mini lamine di alluminio e bottiglie contro le forze dell’ordine da parte dei manifestanti. Le forze dell’ordine hanno risposto manganellando alcuni partecipanti alla manifestazione, poi sono iniziati gli scontri. Continua anche il fitto lancio di bombe carta davanti al ministero. La polizia sta caricando i manifestanti che stanno arretrando ma restano nei pressi del ministero. La situazione è molto tesa. Gli operai dopo i lanci di bottiglie e le cariche si sono fermati con le mani alzate e urlano ‘Vergogna’. Già in precedenza alcuni manifestanti avevano cercato di sfondare il cordone di sicurezza delle forze dell’ordine che presidiano in tenuta anti-sommossa il ministero. Gli agenti hanno cercato di respingere e calmare i manifestanti più agitati, ma alcuni operai hanno lanciato delle bombe carta verso la polizia. I lavoratori continuano a protestare con fischietti e striscioni, battendo i propri caschi da lavoro. Mentre la protesta non accenna a placarsi, aumentano le misure di sicurezza intorno a via Molise con la chiusura di tutti gli accessi alla strada.

‘Bastardi ci avete deluso’, aggredito Stefano Fassina  (PD)
Stefano Fassina, responsabile per l’economia e il lavoro del Pd, è stato aggredito da alcuni manifestanti dell’Alcoa sotto al ministero dello Sviluppo Economico. Fassina stava rilasciando un intervista quando alcuni operai si sono avvicinati gridando ‘bastardi ci avete deluso’ e poi lo hanno spintonato. Scortato dalle forze dell’ordine Fassina è stato costretto ad allontanarsi inseguito da un gruppetto di operai che gli urlavano contro.

Un manifestante lievemente ferito
Un manifestante è rimasto ferito per evitare una bomba carta che stava per esplodere. Petardi e fumogeni esplosi, slogan contro il governo, contestazioni pesanti. Caduto in terra, il manifestante è stato soccorso dagli agenti di polizia. L’incidente è avvenuto nei pressi del ministero dello Sviluppo economico dove continuano a udirsi esplosioni di bombe carta. Una di queste è stata lanciata oltre la cancellata del ministero ma non è esplosa. ‘Abbiamo provato a forzare un po’ ad andare un po’ avanti per farci sentire, ma ci hanno buttato subito a terra. Il poliziotto che avevo davanti mi ha odiato, io sono un padre di famiglia non un criminale. Sono disposto a tutto, anche a prenderle, pur di non perdere il lavoro’. Questo il racconto dell’operaio Alcoa ferito alla schiena durante gli scontri avvenuti in via Molise, accanto al ministero dello Sviluppo economico dove è in corso il vertice sulla vertenza Alcoa. L’uomo ha accettato di farsi medicare da un’ambulanza. ‘Però – ha ripetuto più volte – voglio restare qui. Io in ospedale non vengo’. Sono 14 invece  gli agenti rimasti feriti durante gli scontri.

Mezzo della Guardia di Finanza danneggiato
Un mezzo della guardia di finanza è stato danneggiato durante i momenti di tensione. Quando i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine ci sono stati lanci di sassi e carta contro agenti e un mezzo. Una bomba carta è esplosa  danneggiandolo, seppur non gravemente. Gli autobus con percorrenza nel centro della capitale sono stati deviati, mentre il centro cittadino è stato blindato.

‘Noi siamo vicini ai lavoratori dell’Alcoa e ci sentiamo di spiegare loro lo sforzo che il governo sta facendo per cercare di tenere in piedi quei posti di lavoro, ma devono essere sostenibili economicamente, cioè non possono essere tenuti in piedi così’, ha detto Fornero a Torino poco prima che al ministero dello Sviluppo economico iniziasse un nuovo incontro nel tentativo di trovare un acquirente per il sito sardo dell’alluminio.

In oltre 550 sono arrivati dalla Sardegna per fare sentire la propria voce davanti al ministero dello Sviluppo Economico dove si tiene il vertice sul futuro dell’Alcoa. In 350 sono partiti ieri sera in traghetto da Olbia, dove sono arrivati con sette pullman, destinazione Civitavecchia, mentre altri 100 hanno raggiunto la capitale, in nave e in aereo, da Cagliari. I rimanenti 100 operai sono partiti  invece in mattinata in aereo per garantire il normale svolgimento dei turni nello stabilimento di Portovesme. Tra i manifestanti in piazza anche i tre operai che sono stati asserragliati per giorni sul silos dell’Alcoa a 66 metri d’altezza nello stabilimento di Portovesme. Con loro, anche 23 sindaci dei maggiori centri del Sulcis-Iglesiente, fra cui Carbonia.

‘Non ci preoccupa la manifestazione, ci preoccupa tutto il problema dell’Alcoa’, ha detto Fornero commentando i tafferugli scoppiati durante il corteo di circa 600 persone che si stava avvicinando alla sede del ministero in Via Veneto.

Governo, Alcoa, sindacati e rappresentanti della Regione Sardegna e delle istituzioni locali si stanno intanto incontrando al ministero dello Sviluppo economico per valutare la possibilità di trovare un nuovo acquirente. A rischio circa un migliaio di  posti di lavoro. Partecipano il governo, con il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincentis, e il viceministro al Lavoro Michel Martone, rappresentanti dell’Alcoa, la Regione Sardegna con il governatore Ugo Cappellacci, e rappresentati degli enti locali del Sulcis Iglesiente. E’ presente una folta delegazione sindacale, con circa 30 esponenti, rappresentanti di Cigl, Cisl e Uil, le loro categorie metalmeccaniche e locali.

Nel fine settimana il ministro Corrado Passera ha detto che ancora non vi è alcuna seria manifestazione di interesse dopo che venerdì sera Alcoa, multinazionale statunitense dell’alluminio, ha comunicato di non aver ricevuto dal 1° agosto nessuna nuova e concreta manifestazione di interesse da parte di potenziali acquirenti per l’impianto di Portovesme.

Passera la scorsa settimana aveva detto che il gruppo svizzero Glencore sarebbe interessato a rilevare lo stabilimento se saranno rispettate alcune condizioni, in particolare una riduzione sul costo dell’energia. Anche il gruppo svizzero Klesch, che opera sempre nel settore dell’alluminio, avrebbe manifestato un interesse da verificare, sempre secondo il ministro. 

L’unico pretendente interessato, il fondo tedesco Aurelius, si è ritirato dalle trattative col governo a inizio agosto.

Una delle difficoltà principali a trovare un nuovo compratore è l’alto costo dell’energia in Italia tanto che il ministero, in uno scambio di comunicazioni che ha avuto la scorse settimana con Glencore ha promesso uno sconto sulle tariffe per 15 anni nel caso in cui rilevassero il sito sardo.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto: ‘L’Italia non ha una politica industriale da vent’anni, sono problemi che avrebbero dovuto già essere risolti. Abbiamo bisogno di energia a costi più bassi. Alcoa è solo uno di tanti esempi che ci sono nel Paese, paghiamo per l’energia più di chiunque altro’.

‘Ci aspettiamo che il governo trovi una soluzione che non sia quella di chiudere l’impianto e che ci presenti le manifestazioni di interesse delle quali ha parlato’, ha aggiunto Daniela Piras della Uilm.

Alcoa, che ha avviato dal primo settembre lo spegnimento delle fornaci, ha deciso la chiusura dello stabilimento entro la fine dell’anno nell’ambito di un progetto di riorganizzazione degli impianti del gruppo. In questo caso sarebbero a rischio centinaia di posti di lavoro, che si andrebbero ad aggiungere ai circa 500 a rischio nella miniera Carbonsulcis, che si trova sempre nella stessa area in Sardegna.

Alcoa in Italia nasce nel 1967 a Milano quale ufficio di rappresentanza e commerciale per la gestione delle vendite di materiale di produzione statunitense ed europea alla clientela italiana e del Bacino Mediterraneo.

A seguito dell’acquisizione nel 1996 della società a partecipazione statale ALUMIX (gruppo EFIM), Alcoa – con sede direzionale a Milano – conta attualmente 2 unità produttive di prodotti laminati a Fusina (Venezia) e di alluminio primario a Portovesme (Sardegna), nonché vari uffici commerciali e amministrativi.

http://www.alcoa.com/italy/it/info_page/home.asp
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/occupy-alcoa-protesta-a-70-metri-a-portovesme-due-operai-salgono-su-un-silos/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/27/vertenza-sulcis-prima-notte-di-lotta-e-assemblea-per-gli-operai-del-carbone-dobbiamo-tenere-la-miniera-viva/

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