Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore

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English: Steve Jobs shows off the white iPhone 4 at the 2010 Worldwide Developers Conference Español: Presentación del iPhone 4 por Steve Jobs en la Worldwide Developers Conference del año 2010 (Photo credit: Wikipedia)

Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore. Il gruppo fondato da Steve Jobs dovrà versare una compenso a otto scrittori cinesi e a due case editrici per avere venduto libri in versione elettronica senza rispettare i diritti di autore.

Secondo l’agenzia cinese Xinhua, Apple è stata condannata a pagare 125.285 euro a ciascuno dei danneggiati che hanno visto pubblicati loro libri in versione scaricabile via web lo scorso anno, non protetti dal copyright.

Il tribunale di Pechino ha stabilito che é stata violata la legge sulla comunicazione attraverso le reti di informazione con la pubblicazione di libri, non rispettando la proprietà intellettuale.

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London2012: primo oro per l’Italia nel tiro con l’arco, podio azzurro nel fioretto al femminile

Ricapitoliamo. Opening Ceremony ieri, primo giorno di gara oggi e l’Italia porta a casa l’argento con Tesconi nel tiro a segno e il primo oro nel tiro con l’arco. L’atleta vincente è Frangilli, la freccia della vita: 218 a 209 per gli Usa. Per vincere l’oro l’Italia del tiro con l’arco deve fare solo un ultimo centro, un 10. Ma c’e’ anche il rischio di fare 8 e perdere dopo aver condotto sugli Stati Uniti tutta la finale.

Michele Frangilli, come sempre accade alle Olimpiadi, compie un capolavoro e un miracolo sportivo: tiro secco ed è 10. Italia del tiro con l’arco vince il secondo oro della sua storia (il primo a Pechino con Marco Galiazzo), il primo a Londra2012. Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, la squadra maschile di tiro con l’arco, dopo aver battuto Taipei 216-206 negli ottavi, superato la Cina nei quarti (220-216) e il Messico in semifinale (217-215), batte anche gli States (219-218) e conquista la medaglia d’oro. In finale gli azzurri hanno affrontato gli Stati Uniti, che nell’altra semifinale hanno eliminato i campioni uscenti della Corea (medaglia di bronzo). Frangilli, Galiazzo e Nespoli avevano vinto la medaglia d’argento nel tiro con l’arco a Pechino. Oggi l’oro.

Prima medaglia per gli azzurri dai Giochi di Londra, invece, Luca Tesconi che vince l’argento nel tiro a segno da 10 metri con la pistola ad aria compressa. L’azzurro, qualificato alla finale al quinto posto, ha realizzato un forte recupero, piazzandosi alle spalle del coreano Jongoh (687 punti). Tesconi ha totalizzato 685,8 punti, soffiando la seconda piazza al serbo Zlatic, fermo a 685,2 punti.

Oro e argento sicuri, invece, dal fioretto femminile: Valentina Vezzali e Arianna Errigo si sono sfidate per arrivare in finale, con cambio della guardia, la campionessa olimpica Vezzali ha perso contro la giovane concittadina (sono entrambe di Jesi) vedendo sfumare il sogno del quarto oro olimpico consecutivo, record assoluto. Nell’altra semifinale Elisa Di Francisca ha battuto l’unica non italiana, la coreana Nam Hyun Hee. Questo prima che la Vezzali vincesse il bronzo. La rimonta costa agli avversari un podio completamente azzurro.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/28/london2012-prima-medaglia-azzurra-luca-tesconi-argento-nella-pistola-10-metri/

Il New York Times scritto in cinese: online la nuova edizione del quotidiano statunitense

   

Più che domandarsi come faranno i cinesi, viene da chiedersi chi leggerà (negli Stati Uniti, per esempio) la nuova versione online del New York Times. Il quotidiano americano ha annunciato ieri il lancio di un’edizione in cinese del suo sito internet, con la speranza di penetrare ‘la grande muraglia’ informatica messa a punto da Pechino per censurare il Web.

In un comunicato, il grande quotidiano americano ha annunciato il lancio a partire da oggi del suo sito in cinese all’indirizzo http://cn.nytimes.com, e fornire ‘una copertura di qualità di eventi politici, economici e culturali mondiali‘.

A tale scopo, il quotidiano ha reclutato una trentina di traduttori e di giornalisti: il sito, i cui contenuti saranno scelti esclusivamente dal giornale senza alcun ‘accordo’ con le autorità locali, offrirà traduzione di articoli scritti in inglese e pezzi originali redatti da collaboratori cinesi a Pechino, Shanghai e Hong Kong. Il server del sito è stato posto fuori dai confini territoriali della Cina.

Il New York Times è già stato sottoposto a censura dal governo cinese insieme a BBC e altri famosissimi portali d’informazione sono  resi inaccessibili alla popolazione del Sol Levante.

Il blocco è stato scardinato soltanto durante gli ultimi Giochi olimpici, poi si è tornati alla normalità. Che in Cina vuol dire siti chiusi grazie a tecnologie sviluppate attraverso Yahoo!, Microsoft e Google. I grandi colossi della tecnologia applicata al Web hanno subito attacchi da parte del regine cinese, che ha più volte tentato di arginarne le potenzialità rivolgendosi al governo americano.

Sono almeno 54 gli utenti Internet, tra cui giornalisti e attivisti per i diritti umani, che in Cina sono attualmente in carcere soltanto per aver utilizzato la Rete.

http://wikileaks.org/
http://wikileaks.org/wiki/Wikileaks/it

ALESSANDRO ROBECCHI – Expo e Dalai Lama, frittata alla milanese

Ripreso e non corretto dal Manifesto prima, da Micro Mega poi e pubblicato su Cooked News.

ALESSANDRO ROBECCHI – Expo e Dalai Lama, frittata alla milanese

arobecchiCi sono regole che è meglio rispettare, anche se non ci piacciono. Tipo non fare il bagno dopo mangiato, non guidare ubriachi, non promettere riconoscimenti al Dalai Lama se hai molto bisogno di soldi cinesi. Nei primi due casi si rischia la salute, nel terzo la figuraccia, e chissà cosa è meglio. Ma insomma, ora che la frittata è fatta, si medita su come rimettere insieme le uova. Frittata alla milanese, per la precisione, perché il gioco della cittadinanza onoraria con l’elastico – prima annunciata, poi ritirata un minuto prima del voto – al capo spirituale della comunità buddista mondiale è uno di quel manicaretti di cui si parla e si parlerà in tutto il mondo. E del resto, si dirà, è facile fare bei discorsi, ma poi tutti si paralizzano davanti al ‘che fare?’ d’ordinanza. Già, che fare?

Mostrare coerenza e schiena drittissima e perdere poi il più volte annunciato padiglione cinese all’Expo? Perdere quel milione di visitatori cinesi d’alta gamma di cui si favoleggia? Tutta brava gente con soldi in tasca, frequentatori di mostre e ristoranti, abitatori di alberghi, consumatori forti, compratori di Ferrari, moltitudini in assetto di guerra che lanceranno l’assedio alle boutiques? Vuoi mettere con una guida spirituale, pur nobilissima e stimata in tutto il mondo? Andiamo, qualunque statistica economica vi dirà chiaro e tondo che il turismo tibetano non è granché, anche per la notoria parsimonia dei monaci: un tozzo di pane, un po’ di burro di yak e loro sono a posto, mentre i cinesi comprano Armani e Prada. Lo scambio è dunque fuori discussione.

L’autogol milanese della prima giunta perbene dopo anni e anni di saccheggiatori, mediocri amministratori di condominio e persino signorotti della Lega (parlandone da viva), è un po’ triste e un po’ maldestro. Triste, perché ci ricorda, se ce n’era bisogno, che la prevalenza dell’economia su tutto il resto, valori, promesse, principi, democrazia è soverchiante. Maldestro perché ora si assiste al balletto della toppa peggio del buco: un discorso in consiglio comunale invece della cittadinanza, tanti salamelecchi, molti attestati di stima, ma sempre con l’uccellaccio cinese, minaccioso e ricattatorio, appollaiato su una spalla, a ricordare chi comanda. Con il contorno di precedenti illustri. Anche Obama aveva dovuto piegarsi alle proteste cinesi e incontrare il Dalai Lama privatamente. Anche la Moratti (ci si perdoni l’accostamento) aveva tirato indietro la gamba al momento del contrasto. E così decine di governi mondiali per cui un ‘bau!’ della Cina può significare milioni e milioni di dollari.

Dunque, che anche la città di Milano – di più e di meglio, la città di Milano governata da Giuliano Pisapia – scopra l’esistenza della Realpolitik non deve fare troppo scalpore. Semmai dispiace per il modo, che un po’ offende e un po’ fa ridere: ecco la cittadinanza, driiiin, chi è? L’ambasciatore cinese… ecco, ci ridia la cittadinanza, per favore. Non bello. Eppure, diciamolo, tragicamente e cinicamente comprensibile. Del resto, questa maledetta Expo su cui tutti puntano quasi senza sapere cosa sarà, appare pure agli scettici come una medicina per tutti i mali. Fare incazzare i primi clienti non è una buona mossa, e a Milano, per storia, cultura e tradizioni, di commercio ci s’intende parecchio. Peccato, e fine della storia. Assago, che da Palazzo Marino dista tre-quattro chilometri, offre la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Bella mossa. Lui, nella sua immensa saggezza, sa che ogni creatura ha la stessa dignità, e che magari Assago, in una prossima vita, si reincarnerà in una grande metropoli capace di non impaurirsi davanti a un diktat cinese. Cioè, non è così facile, ma non si sa mai: essere un po’ zen non può far male, nemmeno a sinistra.

Alessandro Robecchi – da il manifesto

Robecchi  (Milano, 1960) è un giornalista, autore televisivo e scrittore italiano. Giornalista professionista dal 1982. Scrive attualmente per numerose testate nazionali: è editorialista de il Manifesto, dove da anni pubblica una seguitissima rubrica in prima pagina ogni domenica (‘Voi siete qui’). Pubblica su Micromega, scrive di satira su il Misfatto”, l’inserto satirico de il Fatto Quotidiano, collabora tra gli altri con Style, D La Repubblica delle donne. Ha da poco pubblicato per gli Editori Laterza Piovono Pietre. Cronache marziane da un paese assurdo, pamphlet satirico che descrive tra parodossi, ironie e invettive, la politica italiana, le sue giravolte, i tic culturali, le piccole e grandi follie quotidiane del paese.

In TV è autore (insieme a Peter Freeman) della striscia quotidiana Figu – Album di persone notevoli, in onda ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle 9,15 su RaiTreFigu è una collezione di mini-biografie, raccontate con brio, senza retorica, con un montaggio veloce e accattivante, e segue l’esperienza (cinque anni, oltre seicento puntate) della trasmissione Verba Volant, dedicata alle parole della lingua italiana, evoluzione, storia, etimologia, modi di dire. Sempre per RaiTre ha condotto in video, nelle edizioni del 2008 e 2009, la trasmissione Doc3, programma di Lorenzo Hendel che presenta la miglior produzione documentaristica italiana e mondiale. Un’esperienza che continua, con ottimi risultati di critica e di pubblico.

È tra gli autori (dal 2007) di Crozza Italia Live, lo spettacolo televisivo di Maurizio Crozza (su La 7), per cui scrive anche testi teatrali (come nel caso dell’ultimo spettacolo, Fenomeni, firmato insieme ad Andrea Zalone e Vittorio Grattarola), dello spettacolo Italialand e del seguito televisivo (sempre su La 7) Italialand Nuove Attrazioni. Tra le esperienze televisive precedenti, si ricordano i corsivi di Ballarò (Rai 3), e collaborazioni alla trasmissione Markette di Piero Chiambretti.

Nel giornalismo della carta stampata, ha lavorato come caporedattore allo storico settimanale satirico Cuore, e ha collaborato con molte testate, tra cui Diario della SettimanaDiario del Mese,Gente Viaggi e altre. Ha inoltre fatto il critico musicale per L’Unità e collaborato al mensile di musica Il mucchio selvaggio, firmando i suoi editoriali con lo pseudonimo di Roberto Giallo. In radio, è stato direttore dei programmi a Radio Popolare dove ha firmato per cinque anni una striscia satirica quotidiana, Piovono Pietre (premio Viareggio per la satira politica 2001 ). È stato fondatore e direttore del mensile gratuito Urban. Ha scritto un libro (Manu Chao, musica y libertad, Sperling e Kupfer) tradotto in cinque lingue.

http://www.alessandrorobecchi.it/
http://www.expo2015.org/ 

Blitz anti Green Hill, in manette 12 attivisti: hanno liberato alcuni beagle

Sono entrati ieri in uno degli allevamenti dediti alla vivisezione, riuscendo a liberare alcuni esemplari di Beagle destinati al mercato estero. Per dodici animalisti che da sabato scorso hanno presieduto il canile di Montichiari sono così scattate le manette. I reati contestati vanno dalla rapina impropria al furto aggravato da irruzione in proprietà privata, dalla violazione di domicilio all’occupazione di terreni ed edifici, dal danneggiamento alla resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. Denunciato anche un minorenne. Gli attivisti tratti in arresto provengono dalla Romagna, Toscana, Torino, Treviso, Roma e Milano.

Secondo la Questura di Brescia durante la manifestazione di ieri, alla quale hanno preso parte numerosi collettivi fra cui anche Occupy Green Hill, erano in circa 1.400. Intorno alle ore 16.30, in prossimità dell’imbocco del sentiero che conduce alla collina   sede dell’azienda, uno spezzone si è staccato e alcuni animalisti hanno tentato ripetutamente di raggiungere il Green Hill attraverso i campi.

Gli attivisti sono stati fronteggiati e respinti diverse volte dai reparti delle forze dell’ordine ‘con manovre dissuasive senza che fosse operata alcuna violenza nei confronti dei manifestanti‘. Poco dopo, prosegue la versione della Questura, un gruppo di 150 manifestanti ha raggiunto le recinzioni da una zona boschiva e laterale. Anche questi sono stati bloccati, ma successivamente circa 30 persone ha fatto irruzione dalle recinzioni, utilizzando del materiale di risulta dell’azienda stessa e tronchesi.

Una decina di queste persone sono state bloccate tra la prima e la seconda recinzione e successivamente allontanate da personale della Digos.

Secondo Fermare Green Hill, l’azienda di Montichiari alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri per la sperimentazione come lo Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande in Europa, ad avere rapporti commerciali con le sedi dell’azienda che si occupa dell’allevamento degli animali.

E sempre secondo Fermare Green Hill, ogni mese sono 250 i cani destinati a finire negli stabulari e sui tavoli operatori dei vivisettori.

Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano di cani beagle da laboratorio, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, l’attenzione si è spostata su Montechiari.

Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. ‘Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale’ denunciano gli animalisti. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori’.

Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. Marshall è un nome tristemente noto in tutto il mondo in quanto è la più grande ‘fabbrica’ di cani da laboratorio che esista. Il beagle Marshall è addirittura uno standard di varietà.

Con l’acquisto di Green Hill come sede europea e la costruzione di un enorme allevamento in Cina, Marshall sta portando avanti un piano di espansione e di monopolio. Il progetto di ampliamento prevede la costruzione di altri capanni a Montichiari per arrivare ad avere 5.000 cani nell’allevamento Green Hill, che diventerebbe il più grande allevamento di cani beagle in Europa.

Si possono comprare cani di tutte le età, il prezzo varia dai 450 ai 900 euro anche per gli animali gravidi o che sia richiesto l’intervento chirurgico.

Aggiornamento

I cani tolti a Green Hill sono più di trenta, ma soltanto una decina fra questi sono stati affidati alla polizia e in parte all’Asl.

http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.it/
http://www.occupygreenhill.it/
www.fermaregreenhill.net
https://www.facebook.com/controgreenhill 

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