Primo maggio, Laura Boldrini in Sicilia: ‘L’emergenza lavoro rende la vittima carnefice’. Lancio di uova a Torino

MayDay‘L’emergenza lavoro’ fa sì che ‘la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi‘: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo ‘risposte tempestive all’emergenza delle emergenze’.

Boldrini ribadisce che ‘non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza’. Per questo, aggiunge, ‘dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia‘, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori ‘che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco’. E allora, secondo Boldrini ‘questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere’.

La presidente della Camera si è anche soffermata sul tema delle stragi: ‘In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra‘.

Lo ha detto deponendo una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. ‘Bisogna togliere – puntualizza – ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità – conclude – non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa’.

Sul tema del lavoro, interviene anche il nuovo titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: ‘E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese’.

Giovannini ha aggiunto di vedere comunque ‘segnali importanti’ come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per ‘mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere’. Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come ‘eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà’. Perché c’è da non dimenticare, ha concluso, che ‘solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo’.

Il neoministro del Lavoro ha poi sottolineato: ‘Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che sta oggi vivendo il nostro Paese non devono scoraggiarci nella ricerca di risposte alla domanda di futuro’.

E anche il premier Letta, impegnato nel suo tour europeo, è tornato sui temi dell’occupazione. ‘Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo’.

‘Priorità lavoro’, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ‘Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro’, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ‘Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire’.

Occorre un impegno’straordinario’ e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ‘Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete’. Anche secondo Angeletti della Uil, ‘la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi’. E continua: ‘O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà’ e affonderà ‘se non cambiamo la politica economica’.

Intanto a Torino lancio di uova cariche di vernice nera da parte di un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del Primo maggio. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine.

‘Fuori il Pd dal corteo’,’inciucio’ e ‘no alla casta’ sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida ‘buffone’ e ‘vergogna’. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta ‘il primo maggio è per voi‘.

Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del Primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di ‘vai a casa’, ‘ladro ladro’, ‘buffone buffone’.

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Falcone venti anni dopo: Palermo ricorda il giudice ucciso dalla mafia

‘Scendete al più presto in campo, se vi si vuole tenere fuori, per rinnovare politica e società’. E’ l’appello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato, con un po’ di emozione, ai giovani al termine del suo discorso a Palermo per la commemorazione della strage di Capaci.

Il capo dello Stato si è commosso quando ha ricordato che in diverse occasioni incontra ‘ragazze e ragazzi dell’età di Melissa – la studentessa di 16 anni uccisa a Brindisi nell’esplosione davanti l’Istituto Morvillo il 19 maggio scorso –, di Veronica e delle loro compagne’, una generazione in cui ‘colgo una carica di sensibilità, intelligenza, generosità che molto mi comporta, che mi da grande speranza e fiducia, perciò voglio dirvi: ‘Completate con impegno la vostra formazione, portate avanti il vostro apprendistato civile e scendete al più presto in campo, aprendo porte e finestre se vi si vuole tenere fuori, scendete al più presto in campo per rinnovare la politica e la società, nel segno della legalità e della trasparenza. L’Italia ne ha bisogno, l’Italia ve ne sarà grata’.

Palermo ricorda Giovanni Falcone. Vent’anni fa, il 23 maggio 1992 morivano a Capaci, il giudice antimafia, la moglie magistrato, Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Circa 500 chili di tritolo, posizionati in un tunnel scavato sotto l’autostrada tra il capoluogo siciliano e l’aeroporto di Punta Raisi, vennero fatti saltare in aria con un comando a distanza mentre Falcone e la sua scorta stavano transitando su due auto. L’esplosione fu devastante, spazzò via oltre 300 metri di strada coinvolgendo anche altre vetture. Esecutore materiale dell’attentato fu riconosciuto anni dopo Giovanni Brusca. Fu lui, secondo i magistrati, a premere il tasto sul telecomando facendo esplodere l’ordigno.

Quell’evento, insieme al successivo attentato costato la vita a Paolo Borsellino, segnò a suo modo una svolta nella lotta contro Cosa Nostra. Da allora, accanto alle ipotesi di collusioni tra Stato e mafia, si sono moltiplicati i pentiti e le informazioni, portando all’arresto del capo dei capi, Totò Riina.

Per celebrare Falcone, a Palermo, gli studenti di 160 scuole italiane, arrivati con le due navi della legalità partite da Napoli e Civitavecchia: a bordo anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e Maria Falcone, sorella del magistrato.

Sarà anche l’occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell’intero paese ai famigliari di Melissa, la giovane vittima dell’attentato del 19 maggio a Brindisi, e alle altre studentesse rimaste ferite. Una ragazza dell’Istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo Falcone  racconterà ‘la ferma e combattiva reazione al grave atto eversivo’.

A Palermo anche il presidente del Consiglio, Mario Monti con un discorso nel Giardino della memoria e poi, insieme a Napolitano, alla cerimonia nell’aula bunker.

‘Non c’è alcuna ragione di Stato che possa giustificare ritardi nell’accertamento dei fatti e della responsabilità. L’unica ragione dello Stato è la verità. In una Palermo bagnata da una pioggia incessante il premier Mario Monti ricorda così, al Giardino della memoria, la strage di Capaci nel suo ventennale. Nel suo discorso Monti cita Brindisi, per l’esemplare reazione dei cittadini all’attacco alla scuola. ‘Qualunque sia la matrice di quel gesto atroce in tante scuole e tante piazza tanti cittadini hanno voluto dimostrare con la forza della loro presenza che non si facevano spaventare dalla violenza e dal terrore ‘Perché la mafia, ricorda Monti, è un male che riguarda l’Italia intera. Tutto il nostro paese deve sentirsi coinvolto in questa lotta, ogni territorio deve contrastare le mafie senza paura e senza illudersi di essere immune’.

Alle 16:45 partiranno due cortei: uno dall’aula bunker, l’altro da via D’Amelio. Si riuniranno sotto l’albero Falcone in via Notarbartolo per il minuto di silenzio in onore delle vittime di mafia, esattamente alle 17:58.

Sarà anche un giorno di protesta per gli studenti dei collettivi, i centri sociali, i sindacati che colgono l’occasione di Napolitano e Monti in città per protestare contro una classe politica che non li rappresenta. Operai, studenti, sindacati di base, centri sociali, comitati territoriali, manifesteranno contro le politiche d’austerity e i tagli alla spesa sociale; contro la riforma del lavoro targata Fornero e contro lo strozzinaggio di stato targato Equitalia.

Mercoledì 23 maggio – Ore 16.00 P.za Verdi – Teatro Massimo

MANIFESTAZIONE CITTADINA CONTRO LA VISITA DI MONTI E NAPOLITANO E CONTRO LA CRISI

http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/4782-non-siete-benvenuti-a-palermo-cari-monti-e-napolitano
http://www.fondazionefalcone.it/index2.htm

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