Palermo: ragazza accoltellata, nessun segno di pentimento da parte dell’assassino

Non ha mostrato alcun segno di pentimento Samuele Caruso, 23 anni, l’assassino di Carmela Petrucci, la studentessa uccisa venerdì a coltellate nell’androne di casa di via Uditore a Palermo: oggi il gip Maria Pino ha convalidato il fermo del giovane disoccupato accusato di omicidio volontario premeditato.

Caruso, accompagnato dal suo legale, Antonio Scimone, non ha profferito parola davanti al gip e al pm Caterina Malagoli, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere limitandosi a dire: ‘Non ho nulla da dichiarare’. Sembra che soltanto alla fine del breve interrogatorio, durante la firma dei verbali, abbia abbassato la testa, ma senza dire nulla. Entro domani il gip Pino firmerà la misura cautelare a carico di Samuele Caruso.

In un primo momento, subito dopo l’arresto avvenuto venerdì pomeriggio, a poche ore dall’omicidio, Caruso aveva invece sostenuto di essere uscito da casa con il coltello con l’intenzione di uccidere Lucia Petrucci, sorella maggiore di Carmela Petrucci la studentessa tutt’ora ricoverata in Rianimazione all’ospedale Cervello di Palermo. Sono ancora visibili sulla mano di Caruso i segni della colluttazione con le due ragazze.

Il 23enne reo confesso dell’omicidio della studentessa 17enne Carmela Petrucci, e del ferimento della sorella, sua ex fidanzata, Lucia, da venerdì scorso rinchiuso nel carcere palermitano dell’Ucciardone, ha ammesso di avere agito per gelosia nei confronti dell’ex fidanzata, raccontando di aver ucciso Carmela, intervenuta per difendere la sorella.

 I compagni di Carmela l’hanno ricordata oggi in assemblea in aula magna mentre il parroco Don Roberto Zambolin, parroco della chiesa di santa Teresa, che si trova di fronte al liceo classicoUmberto I‘ di Palermo, la scuola frequentata da Carmela Petrucci, uccisa con due pugnalate dall’ex fidanzato della sorella, Samuele Caruso, si è soffermato sul ruolo degli adulti nella vita e nelle dinamiche di crescita dei giovani.

‘Non sempre trovano negli adulti modelli e valori di riferimento, ma li cercano’. Un pensiero del sacerdote è andato anche a Samuele, il ragazzo di 23 anni che ha confessato l’omicidio della studentessa e si trova in carcere. Forse, se si fosse confidato con qualcuno, se non si fosse tenuto dentro il dramma interiore che stava vivendo, la tragedia si sarebbe potuta evitare. Forse – dice il prete – se avesse avuto il coraggio, l’umiltà e la sapienza di farsi aiutare, forse non sarebbe successo tutto questo’.

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Stabili. Non destano particolare preoccupazione le condizioni di salute di Lucia Petrucci, la ragazza di 18 anni, ricoverata d’urgenza all’ospedale Cervello di Palermo dopo che il suo ex fidanzato Samuele Caruso, 22 anni, ha tentato di ucciderla a coltellate nell’androne di casa di via Uditore. Non ce l’ha fatta invece Carmela, la sorella di Lucia, di un anno più giovane, che in un tentativo di difesa, è stata colpita a morte. Entrambe le ragazze frequentavano il liceo Umberto di Palermo, dove oggi il preside ha letto una lettera di saluto alla famiglia della giovane scomparsa. Anche il fratello ha frequentato la stessa scuola. Questo pomeriggio manifestazione di solidarietà contro la violenza alle donne, a partire dalle 17 da piazza Politeama a Palermo, organizzata dal coordinamento antiviolenza 21 luglio che si occupa di casi sempre più eclatanti in cui la parte femminile è vittima e per gridar ‘Basta femminicidi‘.

Per i medici del nosocomio di Palermo di via Trabucco, Lucia è viva e respira. I primi interventi sono stati necessari a chiudere le ferite praticate soprattutto nella parte lombare destra del corpo e che non hanno toccato organi vitali. La ragazza è ancora sotto sedativi e la preoccupazione più grande è data dalla possibile reazione al suo risveglio, quando le verrà comunicata la morte della sorella. Intanto il reparto di Rianimazione in cui si trova ricoverata per precauzione è assediato da parenti e amici.

E’ già in galera invece Samuele Caruso, il 22enne l’assassino di Carmela, l’ex ragazzo di Lucia che dice di non aver più ragionato e preso dal raptus si è accanito contro le due. Caruso è stato fermato dalla polizia alla stazione di Bagheria, dove è stato intercettato grazie ai tabulati telefonici che hanno individuato le celle del telefonino ogni volta che Caruso lo ha usato. Tre ore il tempo necessario ad ammettere la sua colpa e poi l’ordine di custodia cautelare in carcere. Verso l’ex fidanzato Lucia aveva cercato di sporgere denuncia, rivolgendosi ai carabinieri ai quali aveva chiesto aiuto e dai quali aveva ricevuto il suggerimento di cambiare numero di telefono.

Oggi l’autopsia sul corpo della ragazza uccisa. I nonni intanto chiedono l’ergastolo per l’assassino.

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