La strage di Via D’Amelio e la storia di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso dalla mafia

Falcone e Borsellino

Falcone e Borsellino (Photo credit: contatto diretto)

Paolo Borsellino nasce a Palermo nel 1940. A soli ventitré anni vince il concorso in magistratura e diventa il più giovane magistrato d’Italia. All’inizio si occupa solo di cause civili, poi passa al penale. A trentanove anni il suo nome balza all’onore delle cronache: Borsellino compare sui giornali per un’inchiesta sui rapporti tra mafia e politica nella gestione degli appalti pubblici. È il 1980, l’anno in cui Cosa nostra cambia volto: ai vecchi uomini d’onore si sostituiscono i sanguinari corleonesi capitanati da Totò Riina.

Cosa nostra decide che è arrivato il turno di Borsellino. Il boss Totò Riina incarica uno dei suoi uomini, Salvatore Biondino, che a sua volta si rivolge a uomini d’onore legati a Bernardo Provenzano. Le due ali di Cosa nostra si dividono le responsabilità, allineate sullo stesso fronte. In quei giorni Borsellino è in Puglia per una conferenza e viene a sapere, da un’informativa del Ros, che a Palermo è arrivato il tritolo per ucciderlo. In via D’Amelio abita la madre del giudice. È una strada perfetta per piazzare un’autobomba perché è senza uscita. Gli abitanti della zona avevano chiesto più volte che fossero presi dei provvedimenti, impauriti dall’arrivo delle auto blindate del magistrato e gli stessi uomini della scorta avevano fatto presente la situazione. Ma nulla era stato fatto.

La mattina del 19 luglio del 1992 Paolo Borsellino è a Villagrazia di Carini, località in cui la sua famiglia passa le vacanze nella casa al mare. Il magistrato decide però di rientrare a Palermo per fare visita alla madre. A Villagrazia, di guardia, c’è Biondino che controlla i suoi spostamenti. Il mafioso avverte i killer già posizionati in via D’Amelio di tenersi pronti. ‘Mia madre era in casa da sola e fece in tempo a sentire le sirene delle macchine che si avvicinavano e poi scoppiò il finimondo’, ricorda Rita Borsellino.

Insieme a Paolo Borsellino,  a 57 giorni dalla strage di Capaci, vengono assassinati gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cusina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Nel corso dei vari processi fino ad oggi celebrati sono stati condannati in via definitiva 47 persone, 25 delle quali all’ergastolo. Tra queste: Salvatore Riina, Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Giuseppe Graviano, Carlo Greco e Salvatore Profeta.  Tutt’ora, venti anni dopo la strage di via D’Amelio, si cerca di capire come è scomparsa l’agenda rossa del magistrato ucciso dalla mafia (dentro l’intervista nascosta a Paolo Borsellino).

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Falcone venti anni dopo: Palermo ricorda il giudice ucciso dalla mafia

‘Scendete al più presto in campo, se vi si vuole tenere fuori, per rinnovare politica e società’. E’ l’appello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato, con un po’ di emozione, ai giovani al termine del suo discorso a Palermo per la commemorazione della strage di Capaci.

Il capo dello Stato si è commosso quando ha ricordato che in diverse occasioni incontra ‘ragazze e ragazzi dell’età di Melissa – la studentessa di 16 anni uccisa a Brindisi nell’esplosione davanti l’Istituto Morvillo il 19 maggio scorso –, di Veronica e delle loro compagne’, una generazione in cui ‘colgo una carica di sensibilità, intelligenza, generosità che molto mi comporta, che mi da grande speranza e fiducia, perciò voglio dirvi: ‘Completate con impegno la vostra formazione, portate avanti il vostro apprendistato civile e scendete al più presto in campo, aprendo porte e finestre se vi si vuole tenere fuori, scendete al più presto in campo per rinnovare la politica e la società, nel segno della legalità e della trasparenza. L’Italia ne ha bisogno, l’Italia ve ne sarà grata’.

Palermo ricorda Giovanni Falcone. Vent’anni fa, il 23 maggio 1992 morivano a Capaci, il giudice antimafia, la moglie magistrato, Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Circa 500 chili di tritolo, posizionati in un tunnel scavato sotto l’autostrada tra il capoluogo siciliano e l’aeroporto di Punta Raisi, vennero fatti saltare in aria con un comando a distanza mentre Falcone e la sua scorta stavano transitando su due auto. L’esplosione fu devastante, spazzò via oltre 300 metri di strada coinvolgendo anche altre vetture. Esecutore materiale dell’attentato fu riconosciuto anni dopo Giovanni Brusca. Fu lui, secondo i magistrati, a premere il tasto sul telecomando facendo esplodere l’ordigno.

Quell’evento, insieme al successivo attentato costato la vita a Paolo Borsellino, segnò a suo modo una svolta nella lotta contro Cosa Nostra. Da allora, accanto alle ipotesi di collusioni tra Stato e mafia, si sono moltiplicati i pentiti e le informazioni, portando all’arresto del capo dei capi, Totò Riina.

Per celebrare Falcone, a Palermo, gli studenti di 160 scuole italiane, arrivati con le due navi della legalità partite da Napoli e Civitavecchia: a bordo anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e Maria Falcone, sorella del magistrato.

Sarà anche l’occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell’intero paese ai famigliari di Melissa, la giovane vittima dell’attentato del 19 maggio a Brindisi, e alle altre studentesse rimaste ferite. Una ragazza dell’Istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo Falcone  racconterà ‘la ferma e combattiva reazione al grave atto eversivo’.

A Palermo anche il presidente del Consiglio, Mario Monti con un discorso nel Giardino della memoria e poi, insieme a Napolitano, alla cerimonia nell’aula bunker.

‘Non c’è alcuna ragione di Stato che possa giustificare ritardi nell’accertamento dei fatti e della responsabilità. L’unica ragione dello Stato è la verità. In una Palermo bagnata da una pioggia incessante il premier Mario Monti ricorda così, al Giardino della memoria, la strage di Capaci nel suo ventennale. Nel suo discorso Monti cita Brindisi, per l’esemplare reazione dei cittadini all’attacco alla scuola. ‘Qualunque sia la matrice di quel gesto atroce in tante scuole e tante piazza tanti cittadini hanno voluto dimostrare con la forza della loro presenza che non si facevano spaventare dalla violenza e dal terrore ‘Perché la mafia, ricorda Monti, è un male che riguarda l’Italia intera. Tutto il nostro paese deve sentirsi coinvolto in questa lotta, ogni territorio deve contrastare le mafie senza paura e senza illudersi di essere immune’.

Alle 16:45 partiranno due cortei: uno dall’aula bunker, l’altro da via D’Amelio. Si riuniranno sotto l’albero Falcone in via Notarbartolo per il minuto di silenzio in onore delle vittime di mafia, esattamente alle 17:58.

Sarà anche un giorno di protesta per gli studenti dei collettivi, i centri sociali, i sindacati che colgono l’occasione di Napolitano e Monti in città per protestare contro una classe politica che non li rappresenta. Operai, studenti, sindacati di base, centri sociali, comitati territoriali, manifesteranno contro le politiche d’austerity e i tagli alla spesa sociale; contro la riforma del lavoro targata Fornero e contro lo strozzinaggio di stato targato Equitalia.

Mercoledì 23 maggio – Ore 16.00 P.za Verdi – Teatro Massimo

MANIFESTAZIONE CITTADINA CONTRO LA VISITA DI MONTI E NAPOLITANO E CONTRO LA CRISI

http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/4782-non-siete-benvenuti-a-palermo-cari-monti-e-napolitano
http://www.fondazionefalcone.it/index2.htm

Esplosione a Brindisi di fronte l’istituto Morvillo Falcone: morta una studentessa

Due esplosioni di fronte all’istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi questa mattina, poco prima delle 8. Morta una studentessa, Melissa Bassi di 16 anni, secondo quanto riferito a Skytg24 dall’assessore alla Protezione Civile della Regione Puglia, Fabiano Amati mentre sono otto i feriti, tutti studenti, di cui due in gravi condizioni: sono stati trasportati all’ospedale Antonio Perrino della città, dove è deceduta la studentessa di 16 anni subito dopo il ricovero e un’altra è in gravi condizioni, Veronica Capodieci ferita insieme alla sorella Vanessa. La ragazza è stata operata e sta bene, è in prognosi riservata. Sul luogo dell’attentato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo.

L’edificio scolastico, intitolato a Francesca Morvillo, la moglie del magistrato ucciso dalla mafia Giovanni Falcone, è stato sgomberato e sono tutt’ora in corso le operazioni per accertare l’origine dell’esplosione. Si trova nei pressi del Palazzo di Giustizia, il tribunale cittadino, che è stato subito circondato dalle forze dell’ordine. Sul luogo della deflagrazione gli artificieri di carabinieri e polizia.

Secondo le prime indiscrezioni, gli ordigni esplosi sarebbero due, collocati all’interno di zaini, dietro un cartellone pubblicitario 6×6, in un cassonetto di fronte l’istituto intitolato ai magistrati. Al momento dell’esplosione gli studenti stavano entrando per le prime lezioni del giorno.

Le esplosioni hanno sconvolto la popolazione di ragazzi , intatto invece l’edificio scolastico. Da subito sono state avviate indagini per accertare ogni responsabilità riguardo a quanto accaduto. Oggi a Brindisi farà tappa la Carovana della legalità in previsione delle Giornate della Memoria, dedicate a Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, uccisi il 23 maggio del ’92 nella strage di Capaci.

‘I primi a soccorrere i ragazzi feriti sono stati un docente, un collaboratore scolastico e un tecnico della scuola che si trovavano nei pressi dell’entrata. Il loro racconto è stato di una forte esplosione che ha lasciato a terra diversi studenti’ – dice – Valeria Vitale, direttrice amministrativa dell’istituto Morvillo Falcone. ‘I ragazzi sono sotto shock e il preside è subito andato in ospedale’.

Un addetto impiegato della procura, i cui uffici si affacciano proprio sulla scuola, ha assistito all’esplosione. Ha raccontato di una scena infernale. ‘Stavo aprendo la finestra e la deflagrazione mi è arrivata addosso. Ho visto i ragazzi a terra, tutti neri, i libri erano in fiamme. Una scena terrificante. Sono ragazzini, chi è che ha potuto fare una cosa simile’. Gli studenti delle altre scuole hanno preferito tornare a casa dai loro genitori.

Il prefetto di Brindisi sulle bombole di gas usate come ordigni. ‘La particolare tipologia fa di questo attentato, un attentato anomalo. C’è solo un precedente a Genova, contro obiettivi istitituzionali. Mai colpita una scuola nella nostra storia‘. Sul posto anche il capo della polizia Francesco Cirillo e il procuratore antimafia Cataldo Motta. Secondo il magistrato che conduce i rilievi, i punti di innesco degli ordigni, delle bombole a gas il cui numero è salito a tre, sono differenti, forse fatte esplodere da un telecomando a distanza. Alle 17  vertice in Procura a Lecce.

Solo due settimane fa, alla vigilia delle elezioni, un grave attentato aveva fatto saltare in aria l’auto del presidente antiracket di Mesagne, Fabio Marini.

Numerose le reazioni dal mondo politico e istituzionale, religioso, dello sport. Dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che esprime il proprio cordoglio per la morte della giovane studentessa Melissa Bassi, Monti, all’arcivescovo di Brindisi e Ostuni, Rocco Talucci. Anche il Vaticano con le parole del portavoce, Federico Lombardi ‘è un fatto assolutamente orribile e vile, tanto più degno di esecrazione in quanto avvenuto nei pressi di una scuola. Tutto il Paese deve reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche’.

‘Ho appena visto quello che hanno fatto a Brindisi, non ho parole!’ Flavia Pennetta commenta così sul proprio profilo di Twitter i tragici fatti di Brindisi. L’azzurra del tennis è nata nel capoluogo pugliese: ‘Sono vicina a tutte le persone coinvolte, un abbraccio’.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/05/19/news/attentato_esplosivo_in_una_scuola_quattro_strudenti_feriti_a_brindisi_l_esplosione_nell_istituto_professionale_nei_pressi_-35438304/
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/fotogallery/1010409/le-foto-da-facebook-di-melissa-bassi.shtml
http://www.ilpost.it/2012/05/19/le-esplosioni-a-brindisi/ 

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