Abuso d’ufficio e falso: condannato a 3 anni l’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata

cammarata skipperL’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata è stato condannato a 3 anni di reclusione dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, in relazione alle accuse di abuso d’ufficio e falso per avere utilizzato un dipendente della società comunale Gesip come proprio skipper personale. Il pm Laura Vaccaro aveva chiesto 4 anni. Tre anni (sei mesi in meno rispetto alla richiesta) anche per Franco Alioto, il giardiniere della Gesip che non sarebbe andato a lavorare nella sua sede ordinaria, nel Parco della Favorita, ma sarebbe stato frequentemente al porticciolo dell’Acquasanta, nella barca dei figli di Cammarata. Stabilito un risarcimento di 50.000 euro a favore del Comune.

La corte ha inflitto anche una multa di 1.200 euro. Cammarata e Alioto sono stati interdetti per cinque anni dai pubblici uffici. Riconosciuto il risarcimento anche alla Gesip, la società di servizi del Comune presso cui prestava servizio il lavoratore: 20mila come provvisionale, con danno ancora da quantificare in sede civile. Per il Comune definitivamente liquidati 50 mila euro. Per la stessa vicenda, il 24 maggio 2011, era stato condannato, col rito abbreviato, a due anni, l’ex direttore della società mista Giacomo Palazzolo.

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Elezioni Palermo: si vota il nuovo sindaco, Ferrandelli e Orlando al ballottaggio

Il 20 e 21 maggio, domani e lunedì, i palermitani tornano alle urne per il turno di ballottaggio. Dopo dieci anni di amministrazione Cammarata, la città avrà un nuovo sindaco. Leoluca Orlando o Fabrizio Ferrandelli? Entrambi di sinistra, il primo ha già governato Palermo per tre mandati consecutivi, restituendole una Primavera di cui era stata privata nei tempi bui da una mafia spietata e sanguinaria (prima ancora di quella stragista). Candidato per Italia dei Valori, nel primo turno ha ottenuto il 47% delle preferenze. Fabrizio Ferrandelli vincitore delle primarie del Pd, lo scorso 7 maggio ha portato a casa il 17% dei voti. Consigliere comunale uscente, ex Idv da cui è stato sbattuto fuori per idee vicine alla corrente Pd in accordo con l’Mpa dell’attuale governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, si trova adesso a dover disputare il confronto con il sempre sindaco di Palermo Orlando.

Nonostante i trenta punti di distacco e un fin troppo scontato esito del ballottaggio, Ferrandelli nei giorni scorsi non ha aperto alla possibilità di ‘apparentamenti tecnici’ con altre forze politiche, ribadendo la sua intenzione di restare al di fuori da strategie di partito. ‘Vogliamo vincere con dignità e correttezza, noi siamo leali e coerenti – ha spiegato il candidato sindaco, bancario al Banco di Sicilia. Per noi è ovvio che non ci saranno apparentamenti. I patti si rispettano. Non aprirò nessuna trattativa continuerò a parlare con i palermitani guardandoli dritto negli occhi, ribadendo di voler essere il sindaco dei palermitani e non dei partiti’.

Anche Leoluca Orlando ha detto no alla possibilità di nuove alleanze, nonostante la vittoria quasi certa. Il Professore ha comunque lasciato la porta aperta a tutti i palermitani presentabili, che insieme a lui hanno contribuito alla famosa Primavera di Palermo.

I due candidati sono d’accordo sul fatto che non ci siano errori di spoglio come due settimane fa, quando dalla Regione interpretarono male la nuova legge elettorale regionale, chiedendo di ricontare i voti quando non era necessario.

Come per il primo turno, anche per il ballottaggio seggi aperti domenica 20 dalle 8 alle 22 e lunedì 21 dalle 7 alle 15, e lo spoglio avrà inizio subito dopo. Agli elettori sarà consegnata una sola scheda con i nomi dei due candidati sindaco. Il voto si esprime tracciando una x sul nome del candidato scelto.

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