In viaggio con Lady Ghigliottina Boldrini

La Boldrini nel suo ruolo è inadeguata, impropria, miracolata. Lo sa lei, lo sanno tutti. Ha due meriti, piace a Napolitano e ubbidisce agli ordini e, per questo Regime, due medaglie così bastano e avanzano. La Boldrini deve andarsene e in fretta dalla Camera. Il presidente della Camera è un ruolo di garanzia del dibattito parlamentare. Lei ha tradito il suo mandato.

Il decreto legge IMU-Bankitalia ha regalato 7,5 miliardi alle banche sottratti agli italiani (e Renzie predica da un mese che vuole far risparmiare un miliardo agli italiani…) con un sotterfugio da magliari di terz’ordine, associare l’abolizione della seconda rata dell’IMU alla sottrazione di valore di Bankitalia. Si potevano scorporare i due decreti, il M5S avrebbe immediatamente votato per l’abolizione dell’IMU, non è stato fatto. Il M5S ha sollevato delle eccezioni a norma di regolamento, ha fatto “opposizione” da non confondere con il termine “ostruzionismo” caro ai telegiornali e alla carta igienica quotidiana che sono diventati quasi tutti i giornali.

Non siete abituati all’opposizione dopo decenni di inciuci? Beh, dovrete farvene una ragione. A termini di regolamento giovedì erano previsti numerosi interventi che avrebbero, per la loro durata, fatto decadere il decreto. La cosiddetta “tagliola“, la procedura che consente di interrompere la discussione e andare immediatamente al voto è presente nel regolamento del Senato, ma NON in quello della Camera. La Boldrini ha interrotto ogni discussione senza neppure l’appiglio del regolamento. Ha agito motu proprio, con un abuso di potere, fatto votare in un minuto per scappare dalla porta di servizio. Non era mai successo nella storia della Repubblica, neppure ai tempi di Pajetta che scavalcava i banchi per colloquiare con i colleghi democristiani o ai tempi di Tambroni. Mai è stata messa a tacere l’opposizione con un atto di imperio di natura strettamente personale. Giovedì 29 gennaio la democrazia è morta. Si è accettato il principio che le opposizioni, quando disturbano il Potere, devono essere messe a tacere ad ogni costo. Prima le banche, poi i cittadini.

I politici sono i camerieri dei banchieri e 7,5 miliardi valgono le messe di un’intera legislatura e la fine del confronto parlamentare. Boldrini a casa.

Il viral video di oggi. Pubblicato de giorni fa da FreedomChannelG su youtube, è stato ripreso da tutta la stampa nazionale e internazionale e fatto il giro (dell’Oca) della Rete. Visualizzazioni 5.676, all’orario in cui scriviamo, (19.01 ora italiana), su un canale youtube da 823 iscritti.

FreedomChannelG – YouTube

#CookedNews

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Il secondo mandato di Napolitano

elezione-del-presidente-della-repubblicaSembra un paradosso, ma il rieletto Napolitano si è dimesso. La procedura vuole così: per poter prestare il giuramento previsto oggi pomeriggio alle 17 dinanzi alle Camere riunite in qualità di presidente eletto, il capo dello Stato ha dovuto sottoscrivere formali dimissioni. E subito dopo al Quirinale è stata ammainata la bandiera della presidenza.

Giorgio Napolitano è tenuto in alta considerazione per il suo profilo personale dal governo tedesco come nel contesto internazionale’, ha commentato oggi il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert a Berlino.

Alle 17 inizierà il secondo mandato di Napolitano alla presidenza della Repubblica. Mentre il capo dello Stato presterà giuramento sulla  Costituzione, dal Gianicolo 21 colpi di cannone saluteranno  l’inizio del nuovo settennato della più alta carica dello Stato. Sarà la presidente della Camera Laura Boldrini a invitare Napolitano a  giurare, in base all’articolo 91 della Costituzione secondo la formula  che il capo dello Stato probabilmente conoscerà ormai a memoria: ‘Giuro  di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la  Costituzione’.

Dopo il giuramento, che sarà ‘segnato’ dalla campana di Montecitorio, ci sarà uno scambio di poltrone: il Capo dello Stato si metterà su quella dove si trovava la terza carica dello Stato, e pronuncerà il suo discorso al Parlamento. Subito dopo si procederà alla chiusura della seduta, con Laura Boldrini e il presidente del Senato Pietro Grasso che accompagneranno Napolitano all’ingresso principale, dove ad attenderlo, oltre ad uno schieramento interforze, ci sarà il presidente del Consiglio Mario Monti con il quale andrà all’Altare della Patria. I presidenti dei due rami del Parlamento attenderanno infine al Quirinale l’arrivo del capo dello Stato.

(fonte laRepubblica)

Bersani: ‘Incontrerò Berlusconi’. Il Parlamento non vara le commissioni

M5S si prepara a occupare il Parlamento‘Incontrerò Berlusconi, non abbiamo ancora fissato la data, cercheremo di ragionare sul tema del metodo per arrivare alla scelta del presidente della Repubblica’. Lo ha confermato Pierluigi Bersani, parlando stamani ad Agorà su Rai 3. E ha aggiunto: ‘Siamo fermi qui perché c’è l’incrocio con l’elezione del Presidente della Repubblica e dunque le prossime mosse le deve fare il prossimo Presidente. Sento dire `fate presto´: ma a chi lo dicono?’. Per il nuovo Capo dello Stato, ‘L’ideale è mettere assieme un elemento di capacità, di competenza con anche un elemento di novità. Le due cose non sono incompatibili: novità non è sempre nuovismo. Bisognerebbe comunque cercare l’accordo. Non si possono fare improvvisazioni’. E su Berlusconi ha aggiunto: ‘Il bello è che ho sentito Berlusconi dichiarare `Finalmente Bersani ha deciso di incontrarmi´. Ma io, se non mi si chiede di andare ad Arcore a Palazzo Grazioli, non ho mai avuto problemi a incontrare Berlusconi. È lui che non è venuto alle consultazioni quando ho avuto il pre-incarico’.

‘A proposito di larghe intese, e governissimi, io ho vissuto la fase del governo Monti. Noi siamo rimasti lì e Berlusconi s’è dato tre mesi prima. E quando lo incontro glielo dico: `ti conosciamo mascherina… Noi abbiamo già dato’. Ospite di Agorà, con una battuta Pier Luigi Bersani si rivolge a Silvio Berlusconi ribadendo il suo no a ‘qualsiasi forma di governissimo’. ‘Che non ci venissero a proporre dei governissimi -insiste il leader Pd- Se c’è qualche altra fantasia, ce la dicessero. Ma chi può credere che con Brunetta si possa fare un governo e riusciamo a imbroccare qualcosa?’, si domanda il leader del Pd.

‘Anche io, a mio modo, ho una proposta di larga intesa. Propongo di svolgerla in un certo modo che permetta un cambiamento e non la fossilizzazione’. ‘Nel ’76 c’era uno che governava e gli altri che consentivano: era una singolare forma di governo di minoranza’. Così Pier Luigi Bersani ricorda e puntualizza, dopo le parole del Capo dello Stato di ieri, che nel ’76 Andreotti varò un monocolore Dc e il Pc si astenne. ‘Io a mio modo ho fatto una proposta di larghe intese’, e cioè ‘si consenta un Governo di cambiamento, si faccia una convenzione per le riforme presieduta da chi non è al Governo, si ricerchi assieme un Presidente della Repubblica. È una proposta di comune responsabilità democratica. Io mi sono rivolto alle principali forze politiche: ho chiesto di consentire l’avvio del Governo e loro hanno detto no’. ‘La mia è una forma di governo di minoranza. Nella mia formula c’è un riconoscimento reciproco. La forma di responsabilità comune io la svolgo in un certo modo, perché un governo in cui ci sono io e Gasparri non è ciò di cui l’Italia ha bisogno’. Bersani ha aggiunto anche sul programma è disposto a discutere: ‘E poi questo`consentire’ da parte degli altri partiti uno lo può sempre revocare; ma c’è l’urgenza di far partire la legislatura con elementi di terapia d’urto’ sul campo sociale e su quello della moralizzazione della vita pubblica.

Pier Luigi Bersani chiederà al prossimo presidente della Repubblica un incarico pieno? ‘Io ho avuto due no, quello del Pdl e quello del M5S. Possono essere rimossi? Lo valuterà il presidente della Repubblica’. Ma ‘altre proposte non fanno per me, e io sono disposto ad un passo indietro per il mio Paese. Se c’è qualcosa al di sotto di questo ci acconceremo, ma non bastano alle esigenze del Paese’. ‘Togliamo di mezzo questa bersanite acuta – ha poi aggiunto – io sono a disposizione: se servo bene, altrimenti mi tolgo di mezzo’.

‘Questi hanno preso 8 milioni di voti e li mettono in frigo’ ha detto commentando il ‘no’ ricevuto dal Movimento cinque stelle a un governo di minoranza.

‘Le formule di governissimo sarebbero un’occasione per ribadire il distacco degli italiani’ dalla politica. ‘Ci possono essere nuove formule? Non lo so, le valuterà il prossimo presidente della Repubblica, spetterà a lui valutarle’. ‘Io sono assolutamente negativo sull’idea di tornare alle urne’. Così il leader Pd Pierluigi Bersani ad Agorà. ‘La medicina non è andare a votare, i problemi sono seri. Stiamo lavorando da settimane sul combinato disposto di voto e legge elettorale che dà un primato ma non la maggioranza’.

‘Mi allontano dalla nostra proposta, ma penso che forse si può valutare una revisione del mattarellum’. Così il leader Pd Pierluigi Bersani, ad Agorà, ipotizza una strada per trovare una soluzione di riforma della legge elettorale.

Il Senato e la Camera non avviano le commissioni. La conferenza dei capigruppo del Senato ‘a larga maggioranza’ ha deciso di non dare via libera alla costituzione delle commissioni parlamentari e di rinviare il tutto ‘a dopo la costituzione del governo’. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, che ha lasciato in anticipo la riunione per prendere parte all’assemblea del suo gruppo parlamentare. La posizione di minoranza, favorevole all’avvio dei lavori parlamentari ordinari, è stata sostenuta, ha riferito Zanda, dal Movimento 5 stelle e da Sinistra ecologia e libertà. ‘Naturalmente – ha precisato l’esponente democratico – c’è la massima apertura a verificare altre soluzioni ove necessario, anche attraverso l’ipotesi di costituzione di altre commissioni speciali’. ‘Il presidente del Senato – ha spiegato Zanda – sentirà il presidente della commissione speciale per chiedere se è in grado di smaltire il lavoro che è stato assegnato’. In ogni caso, nel corso della riunione dei capigruppo ‘a larga maggioranza si è convenuto che l’intreccio dei meccanismi regolamentari e della prassi suggerisca la costituzione delle commissioni più avanti, dopo la costituzione del Governo’. Nulla di nuovo sul fronte delle commissioni parlamentari permanenti anche alla Camera: la loro costituzione viene rinviata ancora. È quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Il MoVimento 5 Stelle vuole un Parlamento in pieno esercizio da ora. Il Paese è al collasso e l’attività legislativa è bloccata. Un suicidio. Commissioni subito o partiti commissariati. Il Parlamento deve ritornare a essere sovrano’. Così Beppe Grillo, sul suo blog, denuncia quello che definisce un ‘golpe‘ dopo la decisione delle camere di non insediare le commissioni permanenti in attesa del nuovo governo. ‘Il golpe è iniziato da anni. Un golpe alla luce del sole per delegittimare e svuotare il Parlamento – scrive Grillo in un post -. L’Italia non è più una repubblica parlamentare, come previsto dalla Costituzione, ma una repubblica partitica. I partiti hanno sostituito la democrazia. La volontà popolare è diventata una barzelletta’.

Come  avevano annunciato, i senatori del Movimento 5 Stelle, a fine seduta, sono rimasti ai loro banchi nell’Aula di Palazzo Madama e hanno iniziato la lettura della Costituzione, come forma di protesta per ribadire la centralità del Parlamento e sollecitare l’avvio delle commissioni permanenti. E il capogruppo Vito Crimi conferma: il Movimento 5 Stelle resterà in Aula fino a mezzanotte. ‘Resteremo in Aula a leggere la Costituzione e il regolamento del Senato, per sottolineare la forzatura che viene attuata non iniziando a far lavorare le commissioni. Restiamo fino a mezzanotte e un minuto anche per non pesare troppo sul lavoro dei commessi e dei collaboratori parlamentari’. Proprio Crimi, senza microfono, ha dato il via alla lettura. La scena è stata poi ‘oscurata’: i giornalisti sono stati fatti uscire dalla tribuna, come succede sempre a seduta tolta.

#CommissioniSubito

M5S, Lombardi capogruppo alla Camera: ‘In tv solo per imbrogli’

Lombardi M5SRoberta Lombardi è il capogruppo del M5S alla Camera. Già designata in una precedente assemblea, oggi il gruppo riunito l’ha investita formalmente e ha salutato la nomina con un applauso.

Nel corso dell’assemblea dei deputati del M5S, Lombardi ha poi reso noto che ‘il senatore Zanda ha chiesto per domani un incontro con i nostri capigruppo’.

Questa mattina c’è stata anche una conferenza del M5S a Montecitorio con Lombardi accompagnata dai tre candidati ai ruoli di questore, vicepresidente e segretario, ovvero Laura Castelli, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro. Dopo la comunicazione delle scelte fatte dal gruppo, i tre giovani candidati si sono presentati alla stampa.

Per i cronisti in sala nulla di nuovo. Si attendeva il momento delle domande. Ma finita la presentazione, tutti insieme si sono alzati e hanno lasciato la sala, inseguiti dai giornalisti ‘silenziati’ che hanno lamentato la loro inutile presenza.

Sempre in mattinata, il capogruppo dei 5S alla Camera, con un post sul blog di Grillo, aveva scritto: ‘E’ arrivato il momento di dare dimensione alle preoccupazioni di Lamberto Dini e Beppe Pisanu. E’ giunta l’ora di ‘rendicontare le caramelle’ e, dunque, di portare le istanze di quel 25 e passa per cento di elettori che ha votato il Movimento 5 stelle’.

Lombardi faceva riferimento a una presunta conversazione tra Dini e Pisanu, riportata il 14 marzo da ‘la Repubblica’, nella quale i due esprimevano preoccupazione sulla presenza dei parlamentari grillini all’Antimafia o al Copasir. ‘Ora che siamo stati eletti al Parlamento vogliamo essere presenti nelle Commissioni bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza di Camera e Senato’. E ancora: ‘Vogliamo partecipare alle decisioni che si prendono al chiuso delle stanze dei bottoni, per rispetto della volontà popolare che ci ha scelto’.

Inoltre, ha scritto Lombardi, ‘il web è, e rimarrà, il nostro strumento privilegiato di contatto e di relazione con gli elettori per tutta la durata del nostro mandato. Confermiamo il nostro rifiuto a partecipare ai talk show televisivi‘.

‘In tivù – spiega l’esponente grillina – ci andremo solo se avremo la possibilità di parlare di idee e programmi o se avremo bisogno di spiegare ai cittadini gli imbrogli perpetrati ai loro danni’.

Luigi Zanda nuovo capogruppo del Pd al Senato. Roberto Speranza favorito alla Camera

Luigi ZandaLuigi Zanda è stato eletto, con un solo astenuto, capogruppo al Senato dal gruppo parlamentare del Pd. L’elezione è avvenuta per alzata di mano.

Una decisione arrivata dopo il rifiuto dei capigruppo uscenti Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, a proseguire. I diretti interessati, stamattina, avevano declinato via Twitter dicendo che servono novità e cambiamento.

‘Quando si imbocca una linea bisogna seguirla con coerenza. Non esistono proroghe. I gruppi Pd devono scegliere due nuovi capigruppo’ ha detto Franceschini. ‘Ho sempre pensato che l’ipotesi della proroga dei presidenti dei gruppi parlamentari del Pd fosse sbagliata – ha scritto Finocchiaro su Twitter -. Serve continuare il cambiamento’.

Pierluigi Bersani dal canto suo ha detto che sui nomi dei capigruppo di Camera e Senato ‘decidono i gruppi: è la ruota della democrazia, quel che gira, gira’.

Adesso si attende l’elezione del nuovo presidente dei deputati democratici, prevista invece per le 15,30. Favorito sarebbe Roberto Speranza.

Già noti, invece, i nuovi vertici dei gruppi PdlRenato Schifani al Senato e Renato Brunetta alla Camera – e del M5S, che ha indicato con ampio anticipo Vito Crimi al Senato e Roberta Lombardi alla Camera. Ancora incerta la guida dei montiani di Scelta civica alla Camera, con il gruppo chiamato oggi a scegliere tra i due candidati più accreditati, Lorenzo Dellai e Andrea Romano, mentre al Senato la scelta è già stata fatta: l’ex parlamentare europeo del Pdl Mario Mauro.

Infine la Lega, che potrà costituire un proprio gruppo parlamentare alla Camera grazie all’arrivo di Rudi Marguerettaz, della lista Valle’e d’Aoste, e di Angelo Attaguile, del Mpa, che portano da 18 a quota 20 i deputati lumbard a Montecitorio. Il numero minimo per poter costituire un gruppo autonomo alla Camera è infatti di 20 eletti. Il capogruppo del Carroccio alla Camera dovrebbe essere Giancarlo Giorgetti.

In un breve discorso tenuto dopo la sua elezione, Luigi Zanda ha parlato di ‘valorizzare il lavoro delle commissioni parlamentari e lavorare anche di più in aula’. Il neo presidente dei senatori del Pd ha dapprima ringraziato il segretario Pier Luigi Bersani ‘per il lavoro che sta svolgendo’, e poi il presidente e i vicepresidenti uscenti Anna Finocchiaro, Nicola Latorre e Felice Casson: ‘Abbiamo lavorato con vero spirito di gruppo’.

‘Negli ultimi anni – ha poi detto Zanda – il Parlamento ha lavorato male. Ha passato troppo tempo a convertire decreti legge. E’ tempo di riscoprire e valorizzare il lavoro nelle commissioni parlamentari‘.’C’è molto da fare – ha poi sottolineato – e dovremo allungare i tempi del lavoro del Parlamento. Se continueremo a far lavorare l’Assemblea solo 48 ore a settimana avremo fallito prima di cominciare’.

Infine per indicare lo spirito con cui approcciarsi in Senato, Zanda ha citato una frase di Aldo Moro: ‘Se nell’atto di costruire una casa nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare insieme non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, veramente la nostra opera può dirsi fallita’.

Conflitto di interessi, la proposta di Bersani

bersani su conflitto di interessiE’ pronta la proposta di Bersani per una nuova legge sul conflitto di interessi. Lo annuncia il Pd in una nota spiegando che la legge passa, tra l’altro, per l’abrogazione della Frattini; l’ampliamento delle norme sul conflitto e dei controlli a tutti i titolari di cariche di governo , nelle Regioni e negli enti locali.

I controlli saranno ampliati, si legge nella nota dei Democrat, anche nei confronti dei componenti delle Autorità indipendenti e sarà estesa l’incompatibilità anche alla sola proprietà di imprese, azioni o quote di società.

Fra le altre proposte, più poteri di intervento concreto sui conflitti di interesse all’Antitrust; il mandato irrevocabile a vendere per evitare la sanzione della decadenza; un nuovo sistema di sanzioni e di controllo applicabile anche alle cariche ricoperte attualmente; l’impossibilità per chi ha precedenti penali a sedere in Parlamento, nei consigli regionali, negli enti locali; abbassare o eliminare i limiti di pena che danno luogo a incandidabilità.

Nello specifico, la piattaforma del Pd interviene sui limiti di pena oltre cui scatta attualmente l’incandidabilità per i reati più gravi. Via il limite di due anni ora previsti per mafia, terrorismo, per reati associativi, per reati contro la pubblica amministrazione o aggravati dall’abuso della qualità di pubblico ufficiale; qualsiasi condanna deve essereI democratici chiedono poi di abbassare da tre a due anni il limite minimo di pena in caso di condanne definitive per gli altri delitti e di estendere l’incandidabilità anche a quelli colposi; di eliminare il limite di pena di sei mesi per i delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio; di prevedere l’incandidabilità, in caso di condanne superiori a due anni, anche per reati contravvenzionali come l’abuso edilizio o il disastro ambientale.


Come per gli altri punti, anche in questo caso le proposte sono pubblicate sul sito del Pd www.partitodemocratico.it perché ciascuno possa commentarle, proporne la modifica, contribuire con ulteriori ipotesi di intervento.

Il Cavaliere: prima l’economia. Altro che conflitto d’interesse e corruzione. Serve la ripresa economica e occorre aiutare le imprese: lo avrebbe detto Silvio Berlusconi, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, intervenendo alla riunione del Pdl al Senato per eleggere il nuovo capogruppo. ‘Non è la priorità del Paese e in ogni caso il conflitto d’interessi non mi riguarda, ho già dato tutto ai miei figli…’ ha detto l’ex premier.  Il leader del Pdl ha ribadito che dal suo punto di vista la legge sul conflitto d’interessi è inutile, perché ‘la vera priorità è far ripartire il Paese, l’economia e aiutare le imprese’ e che oltretutto, ‘una legge c’è già’.


Gessica Rostellato chiede scusa per Bindi e Bce

gessica-rostellatoLa neo deputata 5 Stelle Gessica Rostellato ha chiesto scusa stamani su Facebook a tutte le persone che l’avevano criticata sul social network per aver rifiutato di stringere la mano a Rosy Bindi, che alla Camera aveva cercato di fare conoscenza. ‘Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mia dichiarazione – ha scritto stamani Rostellato su Facebook -. Io non intendevo essere maleducata. Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio… So che il mio ruolo mi chiederà di farlo, probabilmente mi dovrò abituare! Scusate ancora’. Ieri la neo deputata grillina aveva scritto su Fb: ‘Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: ‘Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!’. Io ho tirato dritto e me ne sono andata ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure ‘piacere’??? No guarda, forse non hai capito: NON E’ UN PIACERE!!!’. Il post stamani aveva 694 ‘mi piace’, ma la maggioranza dei 1.727 commenti erano fortemente critici. Rostellato dai più è stata accusata di arroganza e maleducazione.

E’ un momento difficile per Gessica Rostellato. La neoeletta, ieri, è finita sotto la lente di ingrandimento diLe Iene, il programma di Italia 1. E’ stata inserita nella lunga carrellata di neo parlamentari che sono stati ‘messi alla prova’ delle domande di una giornalista nella sezione ‘Interrogazioni parlamentari’.

Molte reticenze, silenzi o addirittura fughe per i parlamentari di tutti gli schieramenti davanti all’obiettivo della telecamera. La Rostellato non si è tirata indietro ma ha dato risposte non molto convincenti: ‘Chi è Draghi?’, le ha chiesto la giornalista. La deputata ‘a cinque stelle’ ha citato l’esperienza a Bankitalia, dimenticando però il ruolo che ricopriva (quello di governatore). Poi non ha saputo dire che attualmente Draghi ricopre l’incarico di presidente della Bce. Anzi, domanda: ‘Vuole farsi candidare come presidente della Repubblica?’. “Ma rispetto alla Bce chi può essere?’, insiste la cronista. ‘Non lo so, posso andare?’, replica la deputata. Sul significato dell’acronimo Bce, Banca Centrale Europea, la Rostellato ha poi abbozzato un’altra risposta non convincente: ‘Significa ‘banca della comunità europea. Non chiedermi ‘ste cose. Sono fusa’.

Oggi su Facebook scrive le sue scuse. ”Per quanto riguarda le Iene in realtà prima mi avevano fatto anche altre domande di storia e politica estera a cui avevo risposto, ovviamente a loro fa comodo mandare solo la parte del video che ti fa fare la figura che vogliono loro… Ne terrò conto per la prossima volta! Per quanto riguarda la Bce, in quel momento mi sfuggiva il significato della sigla (penso possa capitare a chiunque…) infatti poi mi sono chiesta tutto il giorno come ho fatto a non riuscire a rispondere subito. Ero di fretta, in ritardo per una riunione e avevo la testa da tutt’altra parte e in quel momento ho avuto un vuoto totale… Mi scuso con tutti quelli che non si sono sentiti rappresentati’.

Berlusconi: ‘battaglia nelle piazze se il presidente della Repubblica sarà di sinistra’

Berlusconi senatore con gli occhiali da soleAnnuncia iniziative clamorose se il presidente della Repubblica verrà scelto dalla sinistra. Silvio Berlusconi è pronto a far partire un’azione di protesta se non verrà scelto un candidato moderato. ‘Credo che la sinistra sceglierà anche il presidente della Repubblica e allora daremo battaglia nelle piazze e nel Parlamento’, ha detto parlando alla riunione del gruppo del Pdl alla Camera.

E’ un Cavaliere furioso quello che si è presentato questa mattina alla riunione del Pdl della Camera. Solo poco prima aveva attaccato ancora una volta i giudici: ‘All’interno della magistratura c’è una parte che ha formato una specie di associazione a delinquere che usa il potere giudiziario a fini politici: è una magistratocrazia‘. I magistrati avrebbero messo in piedi, accusa il Cavaliere, ‘un’operazione per farmi fare la fine di Craxi. Ma hanno sbagliato persona’. E per questo non può che essere negativo anche il commento sulla scelta di Pietro Grasso al Senato. ‘Il Senato è andato a un pm, andando contro il sentire del 37,7% dei cittadini preoccupati per la ‘magistratocrazia’, ha aggiunto l’ex premier. In un clima sempre più teso Berlusconi ricorda che si potrebbe tornare a votare: ‘Consideriamoci già in campagna elettorale’. Gli fa eco uno dei suoi: ‘Bisognerebbe riuscire a porre un freno a questi blitz di parte dei pm che, sfociando nella militanza politica rischiano di andare oltre il proprio ruolo e di fare politica’, ha detto l’ex ministro dell’Istruzione, ora deputato Pdl, Mariastella Gelmini.

Parole quelle di Berlusconi che sarebbero trapelate dalla riunione del Pdl questa mattina alla Camera dei deputati, alla quale ha partecipato anche il segretario Angelino Alfano. Sulla questione della presidenza della Repubblica l’ex premier avrebbe detto ribadendo la sua posizione: ‘Con Bersani probabilmente incaricato di formare un governo e due Camere alla sinistra, così come detto da Alfano, abbiamo suggerito che il presidente della Repubblica potesse essere espressione dei moderati e Bersani, di contro, ha respinto questa ragionevolissima proposta come fosse uno scambio indecente anche se la nostra coalizione ha preso il 30% dei voti’.

La riunione del Pdl alla Camera è stata convocata per l’indicazione del nuovo capogruppo, che sarà eletto nell’assemblea di domani. Il più quotato quale successore di Fabrizio Cicchitto è Renato Brunetta, voluto dal Cavaliere. ‘Si voterà il capogruppo perché è  importante per Renato Brunetta capire il gradimento. Sua vis politica importante’, ha detto Berlusconi intervenendo alla riunione.

Intanto potrebbe non essersi chiuso completamente il dialogo fra la Lega e il Pd per la formazione del governo. Tutto però se ci sarà un accordo sul nome del futuro presidente della Repubblica. La notizia arriva da un’intervista de la Repubblica al leghista Roberto Calderoli, l’uomo del Carroccio in prima linea nelle trattative tra i partiti. Il dialogo non è affatto chiuso e ‘certo, se avessimo condiviso questo passaggio, ovviamente non con questi nomi, si sarebbe aperto subito un dialogo sulle cose da fare e magari anche un accordo sul prossimo governo: ma c’è ancora una possibilità: la scelta del Presidente della Repubblica‘, ha detto Calderoli rispondendo alle domande di Rodolfo Sala.

Il prossimo Capo dello Stato, dice ancora Calderoli ‘non dovrà avere tessere di partito, e men che meno essere il quarto di sinistra’. Nei ‘diversi incontri’ avuti in questi giorni con esponenti del Pd, dice, ‘mi sembrano tutti d’accordo. Il guaio è che ogni volta spuntano fuori i ‘turchi’: nel Pd quelli che continuano a spingere verso l’alleanza con Grillo. Che li prende a sberle, si diverte e aumenta ogni giorno così il suo consenso’. E nel Pdl quelli che vogliono le elezioni subito.

E a proposito del M5S, l’ex premier ‘Ho pensato molto al successo di Grillo. Noi da persone responsabili e esperte abbiamo detto e fatto cose concrete. I grillini hanno portato avanti un sogno rivoluzionario. Noi adesso dobbiamo inventarci qualcosa senza abiurare, da persone responsabili quali siamo, alle cose concrete. Dobbiamo presentarci come un sogno, come una rivoluzione italiana che porti i cittadini verso il benessere e la sicurezza. Lo avrebbe detto Silvio Berlusconi nel corso della riunione del Pdl alla Camera.

Durante la riunione per decidere il capogruppo del Pdl alla Camera, Berlusconi ha voluto anche dire la sua sul comportamento di Mario Monti: ‘Monti si è offerto come presidente della Repubblica ed è stato respinto con risate. Poi come presidente del Senato. Spero non si liberi il posto di ct della nazionale’.

Nel pomeriggio iniziata invece la riunione del gruppo a palazzo Madama, dove il nome indicato dal Cavaliere è quello di Renato Schifani, presidente del Senato uscente.

(fonte laRepubblica)

Laura Boldrini eletta presidente alla Camera. Ballottaggio al Senato fra Grasso e Schifani

Laura BoldriniLaura Boldrini è stata eletta presidente della Camera con 327 voti. Applausi in Aula. I deputati della sinistra si sono alzati in piedi per applaudire, a loro si sono aggiunti gli eletti dell’M5S. Divisi i deputati del Pdl, molti dei quali non hanno applaudito. Questo il risultato della votazione: Presenti 618; Maggioranza richiesta: 310; Boldrini: 327; Fico:108; Schede bianche: 155; schede nulle: 10; Voti dispersi: 18. ‘Sono molto molto soddisfatto, abbiamo eletto una candidato di grandissimo profilo culturale e moralmente indiscutibile e di cambiamento e l’abbiamo offerta all’elezione di tutti‘. Così Pier Luigi Bersani commenta l’elezione di Laura Boldrini alla presidenza di Montecitorio. Tutti i deputati, tranne quelli del Pdl che sono rimasti seduti, in piedi hanno accolto applaudendo l’ingresso nell’Aula di Montecitorio di Laura Boldrini, appena eletta presidente della Camera.

Tutti i deputati hanno applaudito in piedi quando il presidente della Camera Laura Boldrini ha citato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il primo ringraziamento di Laura Boldrini è per il presidente Napolitano ‘custode rigoroso’ dell’unità del Paese. Poi ai giovani appena eletti in Parlamento.

‘Insieme riusciremo ad affrontare l’impegno straordinario’ legato al lavoro delle ‘istituzioni repubblicane’.

Un debole applauso, proveniente solo dai deputati del centrosinistra, ha sottolineato le parole della presidente della Camera Laura Boldrini quando ha ringraziato il suo predecessore Gianfranco Fini. Da parte del Pdl solo silenzio e qualche commento.

‘Questa aula darà ascolto alla sofferenza sociale di una intera generazione” ha detto Boldrini nel suo discorso di investitura alla presidenza della Camera ricordando i numerosi giovani costretti a cercare lavoro all’estero.

Standing ovation del centrosinistra e di M5S quando la Boldrini ha parlato della necessità di difendere i diritti delle donne. Quanto al Pdl, solo alcune deputate si sono unite in piedi nell’applauso.

Nuova standing ovation globale, tranne che dei deputati del Pdl, quando ha ricordato ‘chi ha liberato l’Italia dal fascismo’. Pochi applausi del Pdl in aggiunta a quelli generali solo quando Boldrini ha ricordato la lotta alla mafia. Tutti in piedi, però, nel ricordo di Aldo Moro, di cui oggi cade l’anniversario del rapimento. ‘Molto, molto dobbiamo al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con emozione oggi’ giorno in cui cade l’anniversario della strage di via Fani. Lo ha detto Laura Boldini nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera.

E ora al Senato ballottaggio Grasso-Schifani. ‘Piero Grasso è una figura di grande garanzia che può essere accettata da tutti. Mi auguro che anche al Senato le cose vadano bene e che anche lì avvenga il cambiamento’. E’ l’auspicio espresso dal segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani dopo l’esito della quarta votazione alla Camera che ha decretato l’elezione della Boldrini, anche lei candidata dal Pd.

 I 5 Stelle saranno decisivi al ballottaggio. ‘Qualcosa potrebbe cambiare – spiega una senatrice 5 Stelle -. Per noi Grasso, al di là del giudizio sulla persona, sarebbe comunque il portavoce di un sistema’. Ma il dibattito è aperto e la decisione sarà presa prima delle 16, quando inizierà l’ultima chiama per la votazione. Nella terza manche l’ex magistrato dovrebbe raccogliere i voti dei 109 democratici e 7 di Sel, per un totale di 116, a cui si aggiungono anche i 6 di Autonomie e il singolo voto di Lista Crocetta: in tutto 123 preferenze. Il candidato dell’ultima ora del Pdl e presidente uscente di Palazzo Madama, Renato Schifani, oltre ai 98 voti dei colleghi di partito anche quelli, a quanto si apprende, della Lega Nord (17): in tutto 115. Nella quarta votazione saranno decisivi i voti dei 5 Stelle, che sono 53, e di Scelta Civica (19). Tre gli scenari possibili: se i Democratici chiederanno il voto di Scelta Civica su Grasso, potrebbero eleggere il presidente del Senato al ballottaggio. Se invece il Pdl stringesse un patto con Monti, tutto dipenderebbe dal comportamento della Lega che ha 17 senatori: se il Carroccio, slegatosi dall’intesa con il Pdl votasse con il Pd, passerebbe il candidato di quest’ultimo. Se invece i leghisti votassero con il Pdl e Lista Civica, per il Pd non ci sarebbe nulla da fare.

Chi è Laura Boldrini  

Laura Boldrini, 51 anni, già funzionario e portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, è il nuovo presidente della Camera, terza donna a ricoprire la carica dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. Boldrini è stata eletta a Montecitorio nelle file di Sel.  Ha dichiarato di essersi candidata perché ‘indignata dalla politica come tanta altra gente in Italia’ e perché ‘non ci si può limitare a lamentarsi’.

Nata a Macerata il 28 aprile 1961, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e, dopo una breve esperienza in Rai, comincia nel 1989 la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati per il quale coordina anche le attività di informazione in Sud-Europa. Si occupa in particolare dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Svolge numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

Da portavoce dell’Unhcr, Boldrini ha più volte messo in guardia i giornalisti italiani sull’uso della parola ‘clandestino’ per indicare i migranti giunti a bordo dei barconi. ‘Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica’, ha sempre detto, ‘è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento’.

Nel corso della campagna elettorale ha indicato tra le sue priorità per il Parlamento la legge sulla cittadinanza dei migranti e la totale revisione del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza‘, inclusa la Bossi-Fini. ‘Una norma che va ribaltata il prima possibile’, ha ribadito in più occasioni. Ma anche, ha sottolineato in una recente intervista, ‘mi batterò affinché l’Europa non mandi in soffitta un sistema di welfare all’avanguardia, perché l’Italia ritrovi la sua centralità nel bacino del Mediterraneo e perché il ruolo e la rappresentazione delle donne nella nostra società non sia umiliante come lo è stato negli ultimi tempi’.

Numerosi i premi ricevuti. Tra di essi, la Medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999) e il titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana (2004).  Il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006), il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009), il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI (2011).

Nell’aprile del 2010 ha pubblicato per Rizzoli ‘Tutti Indietro’, volume in cui Boldrini ha raccolto le storie di tanti rifugiati raccolte in prima linea.

http://www.lauraboldrini.it/

L’iniziativa del M5S: il 15 marzo in Parlamento a piedi

mov5stelle‘Il 15 marzo, per la prima seduta del Parlamento, vorremmo arrivare tutti a piedi, partendo dal Colosseo. Venite con noi ad accompagnarci fino alla porta’. Così il neo deputato M5S Simone Vignaroli a una conferenza di attivisti del movimento a Roma annuncia l’iniziativa dei parlamentari M5S.

 Intanto, in attesa della ‘marcia’, il Movimento ha lanciato un bando sul proprio sito per cercare ‘assistenti parlamentari‘. I dettagli sono in un post di Roberta Lombardi, capogruppo ‘pro tempore‘ alla Camera. La selezione avverrà attraverso il vaglio dei cv. ‘Il 15 marzo entreremo nelle aule parlamentari…non lasciateci soli’, è l’appello della esponente cinquestelle: ‘Cerchiamo persone che vogliano aiutarci a far uscire dal buio questo Paese da affiancare ai gruppi parlamentari di Camera e Senato. Persone pulite, trasparenti e oneste, competenti e volenterose. Un Parlamento Pulito prima di tutto dall’assunzione degli assistenti e di coloro che lavoreranno con i gruppi. Sceglieremo i migliori tra i curricula che riceveremo, perché vogliamo svolgere un lavoro eccellente’.

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