‘Insemmula’: Famiglia del Sud incontra il Barrìo. A Licata

Foto0337INSEMMULA – al BARRIO di via Sant’Andrea 33, a Licata – borgo Marina

Il loro pezzo più conosciuto dice che ‘Va tutto bene’ e in fin dei conti ascoltando la loro musica sembra proprio che sia così. Suoni di festa, che invitano a ballare, a condividere la strada come pista da ballo, a saltare e danzare appresso a ritmi esotici. Un sound fresco e vitale quello dei ‘Famiglia del Sud’, Sista Tita, 25 anni e Sisè Kolombalì, 29, alias Margherita e Francesco Paolo Riotta, sorella e fratello nati a Palermo, quindi siciliani. Il duo raggae ha raggiunto Licata e toccato terra, domenica 21 luglio, con un’esibizione di circa un’ora al Barrìo del borgo Marina, in via Sant’Andrea, 33, accompagnando il pubblico, un centinaio di persone, fin dentro la loro musica, nello spazio culturale dell’associazione Limpiados.

 Perché vi chiamate ‘Famiglia del Sud’, come è nato il nome e quando vi siete costituiti come band musicale? Quando arriva la decisione di fare raggae e che affinità avete con gli altri Sud del mondo?

La ‘Famiglia del Sud’ è come se fosse sempre esistita. Sin dalle prime volte che abbiamo suonato insieme, nonché quando Tita aveva appena 13 anni e io 17. Insieme siamo cresciuti ma entrambi abbiamo seguito i nostri gusti musicali preferiti. L’acoustic reggae style per questo è un contenitore di diverse influenze musicali. Oggi la situazione è un po’ complicata, perché abbiamo esigenze diverse, quindi i tempi per provare sono limitati ed inoltre le passioni musicali sono diverse. Tita è proiettata verso il soul e l’R & B, Sisé invece si sta appassionando alla bossa nova, al cantautorato italiano e da sempre è appassionato di musica africana nelle sue molteplici sfaccettature: hip life, coupé decalé, Bambarà e blues del deserto.
Essendo però appassionati di reggae, la musica che viene creata è fortemente legata alla musica reggae.

Come è per voi il Sud, cosa significa vivere a Sud e l’importanza delle cose che stanno a Sud del mondo? Quali altri Sud conoscete a parte quello siciliano?

Sista Tita: il Sud è un luogo pieno di risorse, ma con molte difficoltà riesce a poter sfruttare le mille risorse che potrebbe avere. Vivere a Sud significa lottare molto di più per potersi creare un futuro e la cosa peggiore è che le teste migliori, non essendoci qui possibilità, sono costrette ad andare fuori. Lasciano un vuoto che, se solo le istituzioni fossero più presenti e facessero scelte diverse, potrebbero essere colmati di individui competenti ed efficienti per le proprie terre, facendo così crescere ancora di più il Sud del mondo.

Sisè Kolombalì: E’ difficile spiegare cosa è il Sud. Il Sud è Africa, America, Australia. Il Sud è Sicilia, Puglia e Calabria, ad esempio. La Sicilia è a Sud dell’Italia. E’ il territorio sottosviluppato dell’Italia e la periferia estrema Sud dell’Unione Europea. La Sicilia è una marginalità europea, vista in una visione unione monetaria. E’ una regione ricca di risorse ed è pressata da infinite criticità. E’ caratterizzata dall’intreccio di mafia e politica, cultura antimafia, tradizione, migrazione e paesaggi naturalistici di forte importanza. Nel bene e nel male queste componenti definiscono l’attuale identità del territorio siciliano.

Per me vivere a Sud, in Sicilia, significa vedere la situazione di disagio (economico, politico e sociale) in cui vivo, come un occasione da non perdere. Vivere con pochissime speranze per un futuro migliore mi spinge ad accettare, in un certo modo, la situazione e a non vedere via d’uscita. Vedo tutto questo come un occasione da non perdere perché mi da la possibilità di imparare a guardare di più quello che sono e i miei errori, così cercando di imparare a fare una critica, prima di tutto su me stesso. Non è facile ed io sono solo all’inizio. Forse se tutti imparassimo a guardare di più i nostri errori, anche con l’aiuto degli altri, forse le cose potrebbero cambiare in meglio. Il Sud, come generatore di marginalità/occasione, credo che potrebbe generare una rivoluzione culturale e intellettuale basata sull’autocritica e sul senso di comunità. Utopia? Probabile.

Per info tel. 3202314440 contatto mail: ilbarrio33@gmail.com web www.ilbarrio.altervista.org.

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Spari a P. Chigi: no perizia psichiatrica per Preiti. Il figlio: ‘ha sbagliato, ma gli vogliamo tutti bene’

luigi_preitiLa Procura di Roma non chiederà la perizia psichiatrica per Luigi Preiti, l’uomo che ieri ha sparato davanti Palazzo Chigi. Il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani e il sostituto Antonella Nespola sono convinti che Preiti abbia agito nel pieno delle sue capacità ma che la sua azione rientri nel comportamento di ‘un esibizionista’.

I giornalisti fuori dalla sua abitazione di Predosa, in provincia di Alessandria, hanno intanto scambiato alcune parole con il figlio dello sparatore. ‘Ha sbagliato, ma gli vogliamo tutti bene’, dice il figlio undicenne di Luigi Preiti.

‘Papà non chiamava più da un po’ di tempo’, aggiunge il bimbo, ricordando l’ultima volta in cui lo aveva visto, lo scorso anno per la sua Prima Comunione, e le vacanze che trascorrevano insieme in Calabria. ‘Andavamo al mare e stavamo a casa con gli amici’, dice il bimbo, che frequenta la prima media a Predosa, dove vive con la madre e con il nuovo compagno di lei.

Sembrano intanto migliorare le condizioni di Giuseppe Giangrande, il carabiniere ferito ieri mattina davanti a Palazzo Chigi. Resta in prognosi riservata, ma il direttore sanitario dell’Umberto I Amalia Allocca, ha detto stamane che il militare sta migliorando: ‘Siamo moderatamente ottimisti, il paziente in qualche modo interagisce. Le indicazioni sono per una reazione’. Il medico non ha fatto previsioni sulla futura mobilità di Giangrande e ha sottolineato che ‘per ora la condizione neurologica non è valutabile’. ‘Il paziente resta sedato, intubato e ventilato meccanicamente, e nelle prossime ore verrà fatta una valutazione clinica’.

Il bollettino medico recita che ‘I parametri vitali si sono mantenuti stabili per tutta la notte. Le condizioni neurologiche non sono valutabili per la sedazione e la prognosi rimane riservata’. Nelle prossime ore, riferiscono i medici, ‘verrà effettuata una valutazione clinica previa sospensione della sedazione’.

I magistrati depositeranno oggi la richiesta di convalida del fermo per Preiti in cui si contestano i reati di tentato omicidioporto e detenzione illegale e uso d’arma e munizioni ma non è escluso che possano essere contestate anche alcune aggravanti tra cui quella di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di pubblico servizio. L’interrogatorio di garanzia potrebbe essere svolto già nella giornata di domani.

Intanto su Facebook  nato il ‘Gruppo per Luigi Preiti’. All’inizio un centinaio di membri , cresce minuto dopo minuto. Nei social network una valanga di parole viene dedicata al gesto del quarantanovenne calabrese. Non tutti naturalmente condividono la sparatoria, molti comprendono però la disperazione lavorativa di Preiti, e molti altri ancora esprimono invece rabbia e disgusto nei suoi confronti.

‘Sti bastardi ci fanno diventare matti. Guarda come ci siamo ridotti per colpa di ste m… e del parlamento’. ‘Siamo allo stremo delle forze’. Sono alcuni commenti lasciati dagli utenti.

Molto condivisa una foto che circola dalle prime ore sempre su Facebook con la scritta ‘E’ da tanto che lo diciamo, prima o poi qualche presunto suicida preso dalla disperazione può diventare un omicida contro chi gli ha rubato la vita’. La foto è piaciuta a oltre un migliaio di internauti che hanno deciso di pubblicarla sulla propria bacheca, commentandola. ‘Ci fanno credere che è un pazzo ma …la gente ormai non ce la fa più’ scrive una donna. La notizia diffusa nei primi minuti secondo la quale Prieti è un uomo con problemi psichici è quella che fa maggiormente imbestialire i navigatori.

Ciò che non sembra essere piaciuto a coloro che difendono Luigi Prieti, infatti, è l’aver mirato a due carabinieri: ‘I veri c… stanno dentro quel palazzo. Quei carabinieri non c’entrano’ scrive un ragazzo. Tuttavia oltre alla rabbia contro i politici, accusati di non capire davvero la misura della situazione economica dell’Italia, esistono anche utenti che preferiscono gettare acqua sul fuoco.
‘A tutti gli schifati e agli scontenti della politica dei nostri amministratori dico di usare tutti i mezzi leciti e democratici per combattere’, ammansisce Miki Artifix su Facebook.

Su Twitter: #PreitiPalazzo Chigi

Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato a Palazzo Chigi: ‘Volevo uccidere i politici’

++ SPARI P.CHIGI: FERITORE NON HA PRECEDENTI PENALI ++Lo sparatore – che secondo gli investigatori, era stato fermato dai militari mentre tentava di raggiungere l’ingresso di Palazzo Chigi,  ha aperto il fuoco con una pistola calibro 7.65 contro i carabinieri per uccidere – è stato subito immobilizzato dagli altri agenti presenti sul posto, dopo aver abbozzato un tentativo di fuga: si chiama Luigi Preiti, 49 anni è originario di Rosarno, in Calabria, ma viveva in Piemonte, in provincia di Alessandria, da molti anni. Secondo fonti investigative non avrebbe precedenti penali gravi. Avrebbe solo un vecchio precedente per falso e sicuramente non è considerato soggetto legato alla criminalità organizzata. L’uomo non è dunque legato alla ‘ndrangheta, secondo quando emerge dalle prime ricerche effettuate dagli investigatori reggini. Fonti investigative qualificate affermano che, dopo la separazione dalla moglie e la perdita del lavoro, l’uomo sarebbe però finito nel giro dei videopoker, come conferma in un’intervista  un’amica di famiglia. L’uomo ha confessato: ‘Volevo uccidere i politici‘.

Il magistrato che l’ha interrogato.
 ‘E’ un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri’. Così il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. ‘Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata’. Dove ha trovato l’arma? ‘La provenienza è quella delle armi clandestine’, ha spiegato il magistrato.

Il fratello. Notizie sullo stato di depressione e di agitazione dell’uomo parzialmente confermate da Arcangelo Preiti, il fratello dello sparatore. ‘Fino a ieri mattina mio fratello era una persona lucida e  intraprendente… Ora sento queste notizie e mi crolla tutto addosso…’. ‘Lui viveva a Predosa, poco lontano da me. Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre… Problemi psichici? No, no… Da 49 anni a questa parte no…’, dice Arcangelo Preiti. ‘Dopo aver perso il lavoro è tornato in Calabria a vivere con i miei genitori, non lo vedo e non lo sento da agosto’. L’uomo ha anche un figlio di dieci anni. ‘I miei genitori quando li ho chiamati non sapevano ancora nulla – aggiunge Arcangelo Preiti -, sono rimasti sconvolti anche loro e non sanno come spiegarsi una cosa del genere’. ‘Non c’è affiatamento fra noi, ma siamo sempre fratelli. Ci sentivamo con mia mamma e mia mamma diceva ‘tutto a posto’. Non ho idea se puntasse ai politici, non so cosa rispondere. Non era contrario a nessuna forza politica, non so cosa gli sia successo’.

Luigi Preiti si era separato dalla seconda moglie nel 2011 e da allora aveva lasciato la provincia di Alessandria ed era tornato a vivere con genitori a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo è tornato in Calabria dopo una lontananza dal paese d’origine di circa vent’anni, intervallata solo dalle vacanze estive. Anche a Rosarno, Preiti ha continuato a lavorare nell’edilizia, come manovale. Si procurava lavoretti da operaio, vivendo alla giornata.

La ex moglie. ‘Sono sconvolta, non riesco ancora a credere che lo abbia fatto’: sono le poche parole con cui l’ex moglie Ivana, ha commentato l’azione dell’ex marito. Separati da tempo, la donna non ha più avuto contatti con lui da diversi mesi. L’ultima volta che Luigi Preiti era stato a Predosa e l’aveva incontrata è stato lo scorso anno per la Prima Comunione del figlio, che ha 11 anni.

Il sindaco di Rosarno. ‘So che si era trasferito in Piemonte da una ventina d’anni, qualche volta tornava in Calabria per le vacanze. Quando viveva qui faceva il muratore, non ha mai dato segnali evidenti di di disagio’, dice all’Adnkronos il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi. ‘Non so a cosa sia dovuto questo gesto ma credo che dovremmo trarre lezione e andare cauti, c’è un disagio sociale fortissimo soprattutto qui da noi’, ha concluso.

Le immagini delle telecamere di sicurezza. Passo normale, sguardo dritto davanti a sé, mani in tasca: così Luigi Preiti è arrivato davanti a palazzo Chigi, dove ha sparato a due carabinieri. La dinamica della sparatoria è stata ripresa da almeno tre telecamere di sicurezza montate all’esterno di palazzo Chigi e di Montecitorio. Chi ha potuto visionare il filmato descrive così le immagini: ‘Preiti si è avvicinato provenendo da piazza Montecitorio. Quando è arrivato vicino alla camionetta dei carabinieri, i militari gli hanno fatto segno di fermarsi, in quanto proprio in quel momento si stava chiudendo la piazza in vista dell’arrivo dei ministri dopo il giuramento al Quirinale‘. A quel punto, raccontano le fonti, ‘l’uomo ha estratto la pistola e ha fatto fuoco contro i due carabinieri’. Dalle immagini si vede Preiti che spara ad altezza uomo e uno dei due carabinieri che finisce a terra. Si vedono anche una bambina che si porta le mani alle orecchie per coprire il rumore degli spari e tre persone che si riparano dietro la garitta all’angolo di palazzo Chigi. Una di queste sarebbe la donna incinta rimasta lievemente ferita. Anche un bambino, di circa tre anni, secondo fonti di polizia si sarebbe contuso il volto, cadendo a terra nella fuga. Le ultime immagini riprendono Preiti in terra, bloccato dagli uomini della sicurezza e altre decine di  poliziotti e carabinieri che invitano la gente a lasciare la piazza. Poi l’arrivo delle ambulanze. Secondo le stesse fonti, e come dimostrano le riprese delle telecamere, Preiti non ha mai varcato le transenne di piazza Colonna, che proprio in quel momento era stata chiusa. Nonostante ciò i sei bossoli rinvenuti sulla scena, sono stati tutti trovati all’interno della piazza, qualche metro oltre le transenne. Una circostanza che gli investigatori ritengono perfettamente compatibile con la dinamica fin qui accertata, visto che i bossoli vengono espulsi dall’arma e visto il trambusto seguito all’accaduto.

Le indagini e le perquisizioni. Preiti era arrivato nella capitale ieri in treno (durante il viaggio era stato anche controllato da una pattuglia della polizia ferroviaria che non aveva riscontrato problemi, essendo lui incensurato) ed ha alloggiato in un hotel del centro. Sembra provenisse dalla Calabria dove si era trasferito dopo la separazione. L’albergo dove ha alloggiato Preiti è stato perquisito. Accertamenti sono stati attivati per capire la provenienza della pistola. Altre perquisizioni sono state eseguite nella casa della ex moglie a Novi Ligure, del fratello, a Pedrosa e dei genitori, a Rosarno. In quest’ultima perquisizione, i carabinieri hanno portato via alcune buste contenente documenti e altro materiale appartenente a Luigi Preiti.

Voleva suicidarsi. Fonti governative hanno confermato che lo sparatore non aveva il porto d’armi. ‘Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio’: cosi, secondo quanto riferito all’ANSA da forze dell’ordine presenti sul posto, Luigi Preiti si è rivolto agli agenti che lo hanno bloccato. ‘E’ apparso freddo e lucido’, riferisce un addetto alla sicurezza che ha partecipato all’arresto. Quando è stato bloccato dai carabinieri è finito in terra sbattendo la testa. All’uomo, che è in stato di arresto, è stato applicato un collare medico. Si è appreso che l’uomo avrebbe voluto suicidarsi subito dopo aver sparato ai carabinieri, ma che non ha potuto farlo avendo esaurito i colpi della pistola.

Paura e tensione. Panico nella piazza tra i presenti dove è immediatamente scattato lo ‘stato di massima allerta‘. Sono accorse decine di auto delle forze dell’ordine mentre a Palazzo Chigi si stava tenendo il giuramento del Governo Letta. La polizia scientifica ha ritrovato a terra almeno sei bossoli.

Su Twitter #sparatoria#preitiluigi preiti#carabinieri#palazzochigi

Risultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio

MOVIMENTO 5 STELLE: BEPPE GRILLO TAPPA A POMEZIA DELLO TSUNAMI TOURRisultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio. La coalizione guidata da Pier Luigi Bersani (Pd) totalizza al Senato il 31,63% dei voti pari a 9.686.398 (113 seggi) mentre alla Camera il 29,54% ossia 10.047.507 voti (340 seggi). Il centrosinistra quindi conquista la maggioranza relativa al Senato conquistata per il rotto della cuffia e la maggioranza assoluta alla Camera. Vincitrice al Senato la coalizione guidata da Silvio Berlusconi con il 30,72% pari a 9.405.786 di voti (116 seggi) che alla Camera totalizza il 29,18% ossia 9.923.100 voti (124 seggi). Ma il vero vincitore della tornata elettorale è senza dubbio il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che fa il pieno ed è il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti pari a 8.688.545 voti (108 seggi), mentre il terzo al Senato il 23,79% pari a 7.285.648 voti (54 seggi). La coalizione di Mario Monti conquista alla Camera 45 seggi cioè il 10,56% pari a 3.591.560 voti. Fuori dal Parlamento Fli, La Destra, radicali, Samorì, Rivoluzione civile, Fare per fermare il declino. Dentro due piccoli partiti che ottengono un senatore ciascuno: la lista Crocetta in Sicilia e il Grande Sud in Calabria.

E a poche ore dall’ufficializzazione dei risultati elettorali che hanno sancito l’ingovernabilità del Parlamento, iniziano a prendere forma le ipotesi di larghe intese tra Pd e Pdl. Il primo a uscire allo scoperto è Silvio Berlusconi, in un intervento a La Telefonata di Maurizio Belpietro: ‘E’ presto per decidere che cosa fare, bisogna riflettere per il bene dell’Italia. Il Paese non può non essere governato, bisogna vedere su quali programmi possano confluire le forze politiche’. A stretto giro la risposta di Francesco Boccia del Pd: ‘Un accordo con Berlusconi? Penso che un accordo trasparente dovrà essere fatto in Parlamento su alcuni temi’.

Nella notte, prima ancora che i risultati fossero ufficializzati,Pier Luigi Bersani si era espresso con un tweet: ‘E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse del Paese’. Anche da parte del segretario democratico, che oggi farà una conferenza stampa alle 17, presso la Casa dell’Architettura (Acquario Romano) in Piazza Manfredo Fanti 47, non ci sono riferimenti precisi, ma non c’è nemmeno una preclusione al ‘governissimo’. Ipotesi che certamente non piacerà a Nichi Vendola: nella notte il segretario di Sel ha spiegato che ‘tocca a noi la proposta di governo’.

‘Noi speriamo che l’onda arrivi fino a maggio, alle elezioni del comune di Roma. Sarà una lotta con il Pd e il Pdl’. Così Davide Barillari, candidato a governatore del Lazio per il Movimento 5 Stelle, in attesa dello spoglio delle elezioni regionali. ‘Nei prossimi giorni partirà il sondaggio online per scegliere il candidato sindaco di 5 Stelle – ha aggiunto – avevamo deciso di aspettare l’esito delle regionali prima di iniziare’.

Beppe Grillo su Twitter: ‘Siamo diventati la prima forza in assoluta in tre anni, senza soldi, senza aver mai accettato un rimborso’.

http://elezioni.interno.it/camera/scrutini/20130224/C000000000.htm
http://elezioni.interno.it/senato/scrutini/20130224/S000000000.htm

Terremoto Pollino: ospedale evacuato, allerta alto dalla Protezione Civile

Un sisma, di magnitudo 5.0, è stato registrato all’1.05 al confine tra Basilicata e Calabria, tra le province di Potenza e Cosenza. A seguire una trentina di altre scosse, molte persone si sono riversate in strada. A Scalea un anziano di 84 anni è morto d’infarto, non si segnalano feriti. Evacuato l’ospedale a Mormanno dove è arrivato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli: ‘Il sistema ha funzionato bene, ma non sottovalutiamo la possibilità di uno sciame’.

L’ipocentro è stato localizzato a 6,3 km di profondità e i comuni più vicini all’epicentro sono Mormanno, Laino Borgo, Laino Castello, in provincia di Cosenza, e Rotonda, in provincia di Potenza. L’evento, riferisce la Protezione civile, ‘è stato nettamente avvertito dalla popolazione’. Non si registrano feriti. Sono stati rilevati ‘leggeri danni localizzati, in particolare su alcuni casolari e vecchi edifici, ma sono ancora in corso le verifiche da parte dei tecnici’.

‘Non bisogna abbassare l’allerta. Nessuno ci può dire se la scossa della scorsa notte abbia rappresentato l’apice dello sciame sismico in corso da tempo in questa zona, che e e resta sotto questo aspetto ad alto rischio. C’è massima allerta per quanto riguarda questa zona e non possiamo escludere al momento eventuali evoluzioni’, ha dichiarato Gabrielli all’uscita del vertice tecnico che ha presieduto in una sala dell’ospedale di Mormanno che era stato preventivamente sgombrato per prevenire ulteriori danni.

Il capo della Protezione civile ha poi fatto riferimento allo stato di emergenza e a quello che sarà fatto nelle prossime ore, ma ha anche fatto i complimenti ai sindaci e agli amministratori locali e al prefetto di Cosenza per la tempestività nel far partire la macchina dei soccorsi.

http://www.ingv.it/it/
http://www.protezionecivile.gov.it/

Mafia, il governo scioglie il consiglio comunale di Reggio Calabria

Il governo ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria per collusione con la malavita organizzata.

Lo si legge nella nota diffusa al termine del consiglio dei ministri a tarda notte.

‘Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento, ai sensi della normativa antimafia, del Consiglio comunale di Reggio Calabria e ha disposto il commissariamento dell’Ente affidandone la gestione a una commissione straordinaria per la durata di 18 mesi’, dice il comunicato.

Ad annunciarlo il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri.

Nel corso di un’operazione anticosche della Questura del capoluogo calabro è stato arrestato questa notte il direttore operativo della Leonia, una società partecipata dal comune che si occupa della raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria.

http://www.governo.it/

Si torna a scuola: da domani in 8milioni sui banchi. Rivoluzione Profumo, niente carta

Mentre a Padova  la Guardia di Finanza sequestra oltre 1,6 milioni di prodotti di cancelleria pericolosi o contraffatti, nell’ambito dell’operazione ‘Back 2 school’ contro il commercio illegale, a Torino La Stampa, il quotidiano piemontese fa il punto su cosa vuol dire andare a scuola nel 2012 dopo le prime applicazioni del tecnico Profumo, il ministro all’Istruzione del Governo Monti, e il via di domani, prima giornata di scuola, dopo la partenza di giorno 5 nelle strutture altoatesine, e quella dei prossimi giorno nel resto di Italia, saranno 8 milioni gli studenti a sedersi sui banchi di scuola.

Questa settimana la campanella scolastica suonerà per tutti – o quasi – gli otto milioni di studenti delle scuole italiane. I primi ad andare in classe sono stati i ragazzi altoatesini che hanno iniziato già il 5 settembre. Oggi sarà la volta dei ragazzi della Val d’Aosta, domani a quelli del Molise e mercoledì Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto. Giovedì toccherà a laziali e campani. Venerdì sarà il primo giorno di scuola in Sicilia, mentre gli ultimi ad entrare in classe saranno i ragazzi fra una settimana esatta gli studenti di Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Puglia. Sarà il primo anno messo a punto per intero dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, e l’accento sarà tutto sulla rivoluzione digitale che dovrà portare a bandire il più possibile ogni forma di carta dagli istituti scolastici.

LIBRI
Ogni famiglia spenderà 100 euro in più per i testi

Si spenderanno cento euro in più rispetto allo scorso anno. È l’aumento medio previsto per i libri di testo per l’anno scolastico in apertura dal Movimento dei Consumatori. Se nel 2011 le famiglie avevano speso circa 400 euro per l’acquisto dei libri (compreso l’acquisto di dizionari e articoli per la scuola) ora invece spenderanno 500 euro (dato riferito ai licei, negli istituti professionali la spesa è minore). Per risparmiare i libri si possono anche comprare al supermercato. Da Auchan alla Coop ormai anche i le grandi catene vendono libri scolastici e, secondo un’indagine di Altroconsumo, sono in grado di proporre sconti che vanno dal 15% al 20%.

La grande distribuzione non teme confronti anche sull’acquisto del corredo scolastico. Secondo il Movimento Consumatori per un corredo di marca acquistato negli ipermercati si spendono in media 72 euro a Bari, 79 euro a Roma e 82 euro a Milano contro i 107 euro di Bari, i 119 di Roma e i 132 di Milano se si decide per l’acquisto al dettaglio.

Ma le buone notizie riguardano quest’anno anche le cartolibrerie dove sono in calo i prezzi dei diari non di marca in tutte e tre le città campione (-83% addirittura a Milano), ci sono sconti sui quadernoni non di marca e anche su quelli “griffati”, le offerte sugli astucci senza griffe e un calo fino al 7% dei prezzi degli zaini.

DIDATTICA
Entro 12 mesi programmi multiculturali

Ormai per quest’anno è andata com’è andata, ma dal prossimo qualcosa cambierà nello studio alle elementari e alle medie. Dopo una lunga attesa è stata pubblicata la bozza per i nuovi programmi, che è all’esame del Consiglio di Stato per un parere.

La Lega è ormai un ricordo del passato, elementari e medie del futuro saranno sempre più scuole multiculturali e anche i programmi dovranno rispecchiare questa nuova realtà. Dovrà essere garantita la libertà di religione e dovranno essere previsti percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi di tutti gli allievi. In particolare per gli alunni con cittadinanza non italiana tutti i prof, non solo quelli di italiano, dovranno adattare i programmi alle loro esigenze. E soprattutto i programmi di storia dovranno essere aggiornati per diventare multiculturali.

Cadono molti tabù. Imparare l’italiano significa accettare le basi degli studenti, anche i dialetti, e gli idiomi locali. E comunque vanno tenute in considerazione anche le espressioni «locali», di strada e gergali. Calcolatrici e computer sono caldamente consigliati in matematica.

BIBLIOTECHE
Il rebus dei prof ‘inidonei’

Sotto i vari tagli della spending review sono finiti anche i docenti inidonei, professori che per motivi di salute fisica o psichica hanno chiesto, ed ottenuto, di non essere più utilizzati per l’insegnamento, professione che richiede un impegno che non sempre si riesce a garantire.

Fino ad ora venivano utilizzati all’interno delle segreterie, di biblioteche scolastiche o in altre mansioni.

A loro scelta, dallo scorso anno, potevano essere inseriti a pieno titolo nelle segreterie diventando a tutti gli effetti «assistenti amministrativi». Con il decreto Spending review di luglio la scelta diventava un obbligo, togliendo quindi posti liberi a chi era nelle graduatorie di assistenti amministrativi ormai da anni. Ma anche privando di sostegno le biblioteche scolastiche. Dopo un mese di proteste, scioperi della fame e lettere che raccontano le storie e il lavoro svolto all’interno delle scuole da questi prof che lontani dall’insegnamento in classe riescono a svolgere laboratori di approfondimenti preziosissimi nelle biblioteche scolastiche, il ministro ha promesso di approfondire la questione per arrivare a una soluzione.

SUPPLENTI
In ritardo le nomine di 50 mila sostituti

Anche quest’anno, al 31 agosto, ci sono circa 50mila supplenti in attesa di conoscere il proprio destino. Il ritardo nelle nomine è uno dei problemi cronici della scuola italiana. L’organico di diritto dei docenti per il prossimo anno scolastico, secondo i dati della Flc Cgil, è di 600.839 persone, a cui vanno aggiunti 63.348 insegnanti di sostegno, per un totale di 664.187 docenti. Ma di fatto la scuola ha 625.878 docenti, cui vanno aggiunti 90.469 di sostegno, per un totale di oltre 716mila insegnanti. In pratica, significa che poiché non è stata realizzata la stabilizzazione dell’organico, ogni anno a settembre i dirigenti scolastici devono chiamare 50mila supplenti, tra cui 30mila insegnanti di sostegno, per sopperire ai vuoti nelle classi. Il primo passo è chiamare dalle graduatorie a esaurimento, dopodiché, nel caso di mancate disponibilità sufficienti, si passa al personale precario delle graduatorie d’istituto. Vanno a rilento anche le nomine dei 21mila nuovi docenti immessi in ruolo quest’anno.

SICUREZZA
Troppi gli istituti a rischio sisma

Solo il 45% delle scuole ha un certificato di agibilità statica contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia. Sono i dati contenuti in uno studio di KRLS Network of Business Ethics. Quello dell’edilizia scolastica è uno dei problemi principali delle scuole alle prese con una cronica mancanza di fondi.

Quest’anno per la prima volta un sindaco ha disposto con un’ordinanza di non aprire le scuole materne, elementari, medie e superiori della città, Campobasso, per la mancanza del certificato di prevenzione degli incendi. Una situazione che – ha spiegato il sindaco – è comune a circa 48 mila scuole in Italia. Il Codacons, infatti, ha chiesto ai sindaci di tutt’Italia di ‘chiudere gli istituti scolastici non a norma e di rinviarne l’apertura a data da destinarsi’. Una richiesta bocciata dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: ‘Credo che le scuole debbano essere aperte’.

STRANIERI
Il 9% degli alunni è figlio di immigrati

Il record di stranieri in classe resta alla scuola statale ‘Lombardo Radice’ nel quartiere multietnico di San Siro a Milano dove su 19 alunni, 17 sono figli di immigrati e non hanno la cittadinanza italiana. Ma la presenza dei bambini stranieri è in crescita un po’ ovunque anche quest’anno, almeno negli istituti statali. Sono un esercito di 254.644 bambini, pari al 9% del totale della popolazione scolastica, secondo gli ultimi dati Miur relativi allo scorso anno. Al primo posto l’Emilia Romagna dove sono stranieri complessivamente 31.359, di cui 31.011 nelle scuole statali, pari al 16,9% degli iscritti alla scuola pubblica primaria. Nelle paritarie la percentuale scende al 2,9%. In Liguria gli stranieri arrivano quasi al 12%, in Friuli Venezia Giulia sono circa il 10% degli iscritti alla primaria. Nelle scuole valdostane, invece, sono 540 alunni non italiani su un totale di 5.847 iscritti. Nell’ultimo decennio l’aumento più significativo ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado passate dal 14% del 2001/2002 al 21,6% del 2010/11.

Svolta la prima sessione dei test di ammissione ai corsi Medicina e Chirurgia in lingua inglese
Più di 4.000 studenti di tutto il mondo hanno partecipato, lo scorso 5 settembre, alla prima sessione dei test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese. I test sono stati elaborati per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dall’Admissions Testing Service dell’Università di Cambridge, che sarà coinvolta anche nell’elaborazione dei risultati finali, nel quadro di una stretta collaborazione tra Miur, Università di Cambridge e le maggiori università italiane

http://www.invalsi.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/05/16/test-invalsi-il-flop-dei-quiz-crocetta-inizia-la-protesta/
http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/locale/manifesto-lotta-di-classe-a-palermo.flc

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