Forbes: Apple il brand più potente al mondo, primo a Microsoft e Coca Cola

Ha un valore pari a 87,1 miliardi di dollari e nonostante le critiche rivolte all’ultima versione dell’iPhone, che lasciavano pensare a un leggero calo nella brand positioning della Apple, secondo Forbes non è così. L’azienda statunitense con sede a Cupertino rimane, ancora, leader nell’innovazione, adorata dai consumatori di tutto il mondo. Prova di questo è la conquista del gradino più alto nella classifica dei brand più potenti al mondo stilata da Forbes, rivista americana di economia e finanza.

Il marchio Apple vale 87,1 miliardi di dollari, il suo valore, rispetto all’ultima valutazione di Forbes sui top brand che risale a due anni fa, è salito del 52%. Ha, così, scavalcato Microsoft, seconda in graduatoria con 54,7 miliardi di dollari. Il divario tra le due aziende risulta molto ampio: il brand Apple possiede un patrimonio più alto del 59% rispetto a quello della società fondata da Bill Gates. Al terzo posto la Coca-Cola con un valore di mercato pari a 50 miliardi di dollari. Seguono Ibm (48,5 miliardi di dollari) e Google (37,6), rispettivamente alla quarta e quinta posizione.

Per misurare la potenza dei diversi marchi, Forbes ha tenuto conto della combinazione tra il valore finanziario e l’attaccamento emotivo che i clienti hanno nei confronti dell’azienda. La Apple è eccellente in entrambi gli aspetti e, per questo, è stata piazzata in cima a questa classifica.

Forbes ha stimato il valore finale delle varie società utilizzando i guadagni degli ultimi tre anni e ha ottenuto le statistiche relative ai clienti facendo un sondaggio su 2000 consumatori, fornendo loro la lista delle società prese in considerazione, i 130 marchi che superano i 2 miliardi e mezzo di patrimonio finanziario.

http://www.apple.com/it/
http://www.microsoft.com/it
http://www.coca-cola.it/

I sette titani della Tech Industry che finanziano le campagne elettorali

Come tutti sanno l’out-of-the-loop più forte per fare un sacco di  soldi con la tecnologia, il modo più immediato e decisivo, è quello di inventarsi un Social Network. Anche per quanto riguarda la politica, che spinge capitali in quantità indecifrate, soprattutto se si sta donando un super PAC, la quantità di denaro destinato ai candidati di supporto è illimitata. Basta superare quota  $1,000.

Come ogni altro settore economico, anche i titani della Tech Industry si sono preparati per l’Election Day del 2012, cercando di non fare arrabbiare nessuno e tirando da entrambe le parti politiche.

Negli anni precedenti alle attuali presidenziali, ‘la ricchezza del settore Tech è sempre stata positiva soprattutto nei confronti dei Democrats – i Democratici, in parte grazie ai suoi liberali locali e ai giovani dirigenti,’  ha riferito l’agenzia di stampa Reuters in un rapporto del 2011. Grazie a una decisione della Supreme Court’s Citizens United, la Corte Suprema dei Cittadini, che ha accresciuto i limiti di denaro inviato ai gruppi indipendenti che pubblicano annunci e dichiarano politiche di sensibilizzazione, la  Silicon Valley ha ottenuto molti più dollari dai repubblicani nel 2011 e 2012.

Quale partito o celebrità politica aderisce alla tua linea di pensiero al punto da meritare una sovvenzione economia? L’Huffington Post ha selezionato una galleria di volti celebri fra i quali poter scegliere. Naturalmente il riferimento geografico è alle conventions politiche che stanno anticipando le presidenziali del 6 novembre.

Ed ecco i 7 Tech Titans Funding Political Campaigns. Al primo posto c’è l’immancabile Bill Gates (vale a dire, Bill & Melinda Gates Foundation) Fondatore di Microsoft.  Contributo $ 34.375 nel 2011-2012. Appoggia la sinistra (98 per cento va ai democratici, i repubblicani con un 2 per cento). Una delle persone più ricche del pianeta, Bill Gates assume una posizione chiave nella politica che non riflette i suoi interessi da pocketbook: sostiene tasse più alte per i ricchi e anche l’uguaglianza del matrimonio. Le sue donazioni sono effettuate tramite la no-profit Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce il compito erculeo di distribuire i soldi del miliardario tra cause meritevoli di tutto il mondo.

Il secondo posto va invece a Sheryl Sandberg Chief Operating Officer di Facebook. Contributo $ 60.800 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia la sinistra (96 per cento ai democratici, ai repubblicani 4 per cento). Anche se non c’è alcuna traccia del presidente di Facebook Mark Zuckerberg nelle donazioni politiche, il suo n ° 2 era una volta un peso massimo di Washington. Durante l’amministrazione Clinton, Sheryl Sandberg ha lavorato come capo di stato maggiore per l’allora Segretario al Tesoro Larry Summers. Ha donato per il presidente Barack Obama e una varietà di legislatori democratici.

Terzo podio per Laurene Powell Jobs moglie del defunto co-fondatore di Apple Steve Jobs, con un contributo, fino ad ora, di $ 59.800 nel 2011-2012.

Appoggia la sinistra (100 per cento ai democratici). Secondo Explorer, Steve Jobs non ha contribuito alle campagne politiche, il che non dovrebbe sorprenderci: al compianto CEO di Apple non piace donare a qualcuno , politico o no. Sua moglie è più generosa. In questo ciclo elettorale, Laurene Powell Jobs ha dato esclusivamente ai democratici, tra cui il presidente Obama, il senatore Kirsten Gillibrand di New York ed ex Rep. Gabrielle Giffords dell’Arizona. Nel 2010, Jobs ha iniziato a lavorare sul Consiglio per le soluzioni comunitarie di Obama alla Casa Bianca. 

 Eric Schmidt Presidente esecutivo di Google. Contributo $ 73.000 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia a sinistra con un 63 per cento ai democratici, ai repubblicani 37 per cento. Se per il primo CEO di Google le donazioni sono più equamente distribuite tra le due parti di quelle di alcuni altri titani della Tech Industry, Eric Schmidt può essere il dirigente tecnico che è  più cozza con l’amministrazione Obama.

Ha prestato servizio in qualità di consulente alla campagna durante le prime  presidenziali vinte da Obama, ed è stato invitato a serate di gala alla Casa Bianca, oltre ad essere stato nominato dal Consiglio Presidente dei Consulenti in materia di scienza e tecnologia. Nel frattempo, la Federal Trade Commission stava colpendo Google da sinistra e a destra sulle violazioni della privacy.

Al quinto posto c’è John DonahoeCEO of eBay. Il suo contributo è stato pari a  $48,300 in 2011-2012. Appoggia al 100 per cento i democratici, il suo voto va  a sinistra. A differenza del suo predecessore ad eBay, Meg Whitman, un tempo candidato a governatore repubblicano della California, John Donahoe è un donatore tutto blu a questo ciclo elettorale. Ha dato $ 5.000 ciascuno al presidente Barack Obama e al senatore di New York Kirsten Gillibrand per sostenere le campagne di rielezione. Egli attualmente è presidente del Consiglio della Casa Bianca per le soluzioni comunitarie, come Jobs Laurene. Questo pur avendo lavorato con Mitt Romney a Bain & Company e dopo avere cantato le lodi del suo  vecchio collega. ‘Penso che è eccezionale che sia stato in grado di passare alla modalità campagna come politico, perché non è certamente una transizione facile per chi proveniene dal ruolo esecutivo nel mondo degli affari’, Donahoe ha detto al Dartmouth Business Journal marzo 2012 .

Randall Stephenson Presidente e CEO di AT & T.
Contributo $ 16.332 nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (87 per cento ai repubblicani, il 13 per cento ai democratici). I sostenitori finanziari della campagna non potrebbe scrivere un esempio migliore di intenti nelle donazioni politiche. Dopo AT & T, il più grande operatore mobile statunitense, non è riuscito a ottenere l’approvazione da parte del Federal Communications Commission, controllato dai democratici, per una fusione con T-Mobile nel mese di dicembre e Randall Stephenson ha donato l’importo massimo legale al Comitato Nazionale Repubblicano. Parole amare.


Peter Thiel

Co-fondatore di PayPal e all’inizio degli investitori Facebook.
Contributo 2634700 dollari nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (93 per cento ai repubblicani, 7 per cento ai democratici). Secondo influence Explorer, questa impresa del capitalista della Silicon Valley lo rende il quarto più generoso donatore nella vita politica del paese, dando 2,6 milioni dollari alle campagne e ai terzi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tra i suoi punti di vista a volte eccentrici e libertari (lui è fiero di avere figli molto intelligenti in grado di non frequentare il college), Peter Thiel ha sostenuto l’elezione in  Texas per Ron Paul  presidente. Thiel ha dato la maggior parte delle sue donazioni al super PAC approvate Liberty , che produce spot televisivi e on-line backing Paul.

Sheryl Sandberg, Bill Gates e Eric Schmidt sono tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno donato migliaia di dollari per questo ciclo elettorale.


https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/
http://influenceexplorer.com/

The World’s Most Powerful People su Forbes: Berlusconi è 21esimo fra i potenti del mondo

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

Compare fra i Billionaires of  March 2012 di Forbes. Unico rappresentante italiano di quello che vuol dire essere di questi tempi miliardari. Berlusconi e family è al 21 posto delle Powerful People – le persone più potenti al mondo – al sesto fra gli italiani e al 169 dei Forbes Billionaires nella classifica puntualmente stilata dal magazine americano. Insieme a nomi noti e meno noti del panorama internazionale. Una breve biografia si apre cliccando sul nome, Silvio Berlusconi, la condizione sociale di former prime minister in Italy, e l’età di 75 anni.

Il nostro ex presidente del Consiglio, attualmente c’è tale Mario Monti a ricoprire la carica dietro legittimo suggerimento del presidente della Repubblica Napolitano quando il Paese era ormai al tracollo, è indicato anche come Doctor of Jurisprudence, quindi con una laurea in legge, all’Università di Milano e non alla Bocconi, status sociale divorced e padre di cinque figli. Silvio Berlusconi è anche un self made, autore della propria ricchezza che Forbes colloca nel settore Media.

‘Silvio Berlusconi – scrive Forbes – is out of office and out of jail, at least for now’ – fuori ufficio e fuori dal carcere, almeno per ora.’ The former Italian Prime Minister resigned in November amid scandals, gaffes and a crumbling economy’ – continua la biografia: l’ex premier italiano si è dimesso nel mese di novembre, tra scandali, gaffes e un’economia in rovina. ‘This past February, the media and banking maven had corruption charges thrown out of Italian court thanks to a statute of limitations, but he still faces separate charges for sex with a minor and tax fraud. He denies all allegations’. E si l’ex premier è un personaggio internazionale che lo scorso febbraio – leggiamo – è stato chiamato a rispondere del reato di corruzione inerente la gestione dei media e di fondi finanziari, procedimento giuridico conclusosi con la prescrizione grazie  ai limiti di tempo del sistema giuridico italiano (processo Mills Berlusconi prescritto grazie alla ex Cirielli). Deve ancora essere processato per aver fatto sesso a pagamento e affrontare un processo per frode fiscale di lieve entità. Accuse da lui negate.

‘Berlusconi started his career as a singer on cruise ships, and later built his fortune through Fininvest, which now has interests in media, life insurance, movie production and soccer team A.C. Milan’. L’ex premier ha iniziato la sua carriera come cantante sulle navi da crociera e ha costruito la sua fortuna con Fininvest, con interessi oggi nei media, nelle assicurazioni sulla vita, la produzione di film e la squadra di calcio AC Milano.

Gli italiani

Con $5.9 B fra gli italiani è primo a Patrizio Bertelli (Prada Luxury goods), Stefano Pessina (pharmaceutical), Carlo Benetton, Gilberto Benetton, Giuliana Benetton, Luciano Benetton, Matio Moretti Polegato (shoes), Ennio Doris & family (insurance), Diego della Valle (reatail) e Andrea della Valle (ancora shoes). E subito dopo Michele Ferrero (quello del cioccolato più famoso al mondo, la Nutella), Leonardo del Vecchio (eyewear), Giorgio Armani (fashion), Miuccia Prada, Paolo&Gianfelice Mario Rocca (pipes).

I primi dieci

Della lista dei più potenti, il primo in assoluto è il presidente degli Stati Uniti Barack Obama seguito da quello russo, Vladimir Putin. Terze posto per Hu Jintao, presidente della Repubblica Popolare di CinaLa statista tedesca Angela Merkel precede al quarto Bill Gates al quinto. Il king degli Emirati Arabi Abdullah bin Abdul Aziz al Saud è al sesto postoPer il Papa Benedetto XVI, Forbes ha scelto il sesto posto. Il portavoce della Federal Reserve Ben Bernanke è all’ottavo posto insieme al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. David Cameron primo ministro inglese rientra fra i primi dieci. Ci sarebbero anche Sonia Ghandi, presidente del Congresso nazionale indiano e Mario Draghi, italiano sì ma in veste di presidente della Banca Centrale Europea (European Central Bank) subito dopo, ma la lista conta qualcosa come 169 personalità che detengono il potere nel mondo.

http://www.forbes.com/profile/silvio-berlusconi/
http://www.forbes.com/powerful-people/list/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/11/berlusconi-come-back-il-dopo-monti-nel-2013/

Tablet: il nuovo della Microsoft è Surface

Partendo dall’antagonista di casa Apple, l’iPad, la Microsoft passa al contrattacco proponendo il suo nuovo tablet. Surface è il nuovo dispositivo pc tablet presentato dal direttore generale della società fondata da Bill Gates, Steve Ballmer, nel corso della presentazione a Los Angeles.

Realizzato dalla Microsoft, Surface verrà venduto in due modelli: uno dal peso di 676 grammi, 9,3 millimetri di spessore, con uno schermo ad alta definizione di 26,9 centimetri (10,6 pollici), disponibile con 32 o 64 Gb di memoria e l’altro con 13,5 mm di spessore, dal peso di 903 gr, disponibile con 64 o 128 Gb di memoria. Entrambi saranno dotati dell’ultima versione del sistema operativo Windows Rt e di processori Arm.

‘Si tratta di una nuova famiglia di computer firmati da Microsoft‘, ha detto Ballmer. ‘Non abbiamo avuto fretta nel realizzare Surface, ci abbiamo messo tutto il tempo che serviva’ ha aggiunto, sottolineando che il nuovo tablet è stato concepito ‘per lavorare e per giocare’.

Sul sito internet della Microsoft, un video dimostrativo promette che il nuovo tablet sarà disponibile prossimamente. Ma per il momento massimo riserbo su data e prezzi di vendita al pubblico.

http://www.microsoft.com/surface/en/us/default.aspx
http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Surface 

The Huffington Post: il Pulitzer arriva in Italia. Da settembre online, con la direzione di Lucia Annunziata

Sarà Lucia Annunziata da ‘In 1/2 h‘ sulla terza rete, a dirigere il sito italiano dell’Huffington Post Italia. A darne l’annuncio è lo stesso Huffington Post Mediagroup che insieme al Gruppo Espresso prevedono ‘il lancio per il mese di settembre’. Qualche settimana fa era circolato il nome di Lilli Gruber, la conduttrice di Otto e e Mezzo, come prossima direttrice del sito italiano del giornale online vincitore quest’anno del Pulizter:  la giornalista è stata presentata come candidata del gruppo editoriale l’Espresso.

L’indiscrezione sulla Annunziata è stata data dal quotidiano Italia Oggi e poi rilanciata dalla rete. Con un curriculum di rispetto, Lucia Annunziata inizia come corrispondente dagli Stati Uniti prima per Il Manifesto e poi per La Repubblica e il Corriere della SeraA metà anni ’90 arriva in televisione, su Rai3, con il programma Linea tre, e dal 1996 al 1998 è direttore del Tg3, poi presidente della Rai e direttore dell’agenzia Ap.Biscom. Non abbandona comunque la carta stampata e dal 2004 è editorialista de La Stampa e attualmente è la direttrice responsabile di Aspenia, la rivista dell’Aspen Institute Italia. E’ stata insignita della Nieman fellowship dall’università di Harvard.

A fine aprile erano ‘sussurrati’ altri due nomi di giornaliste in lizza per la direzione del giornale online d’inchiesta. Si trattava di Concita De Gregorio, editorialista di Repubblica ed ex direttore de l’Unità, e Maria Latella, direttore di A e conduttrice di Sky. Sempre ad una donna è andata l’edizione francese del sito. A guidarlo è Anne Sinclair, moglie di Dominique Strauss-Kahn.

Prima la Francia, adesso la Spagna: l’Huffington Post alla conquista dell’Europa. Poi toccherà a Italia, Germania e Inghilterra. Il prossimo autunno sotto la guida di Lucia Annunziata, l’Huffington Post che intanto debutta in Spagna, sarà anche in italiano. È stata proprio Arianna Huffington, fondatrice nel 2005 della versione statunitense del popolare portale, a presentare il nuovo sito spagnolo. La  vincitrice del Pulitzer che quest’anno è andato al giornalismo online.

L‘Huffington Post Italia ‘potrà sfruttare le competenze editoriali e la leadership del Gruppo Espresso nonché la formula di grande successo di Huffington Post Mediagroup, che combina notiziari esclusivi, cura dei contenuti, community e strumenti di interazione, oltre a una vivace ed evoluta piattaforma di blogging’ si legge nel comunicato in cui i due gruppi editoriali annunciano la joint venture. ‘ L’accordo è per il lancio de L’Huffington Post Italia, edizione italiana di The Huffington Post, uno dei più importanti siti web americani di informazione. La partnership nasce dall’unione della potente piattaforma dell’Huffington Post  con l’autorevolezza del Gruppo Espresso.

Huffington Post, un colosso da 36 milioni di lettori

La selezione del team editoriale è già iniziata. L’annuncio congiunto viene dato da Arianna Huffington, presidente e direttore di The Huffington Post Media Group, e da Monica Mondardini, Amministratore delegato di Gruppo Editoriale L’Espresso.

Il Gruppo Espresso su internet raggiunge un’audience mensile pari a 10,1 milioni di utenti unici (Audiweb dati Panel, novembre 2011) e con Repubblica.it, ‘detiene il primato dell’informazione online in lingua italiana’ è possibile leggere sul sito del quotidiano – dando un’ulteriore importante accelerazione allo sviluppo su piattaforma digitale. Ciò sia per il contributo di innovazione che per il respiro internazionale dell’iniziativa.

The Huffington Post del The Huffington Post Media Group nel settore editoriale, dell’intrattenimento, community e dell’informazione digitale, include insieme a The Huffington Post, anche Moviefone, Engadget, TechCrunch, Patch e StyleList. Il network di siti del Gruppo unisce giornalismo, tecnologia, engagement e video per raggiungere ampie audience in ciascuna piattaforma. Con più di 20.000 bloggers – politici, celebrità, accademici, opinionisti – che intervengono in tempo reale su molte notizie della giornata, a scrivere per The Huffington Post Media Group Nora Ephron, Larry Page, Bernard-Henri Levy, Bill Maher, Robert Redford, Madonna, Alec Baldwin, Scarlett Johansson, Bill Gates e Charlie Rose.

The Huffington Post ha 36 milioni di visitatori unici al mese (comScore dicembre 2011). The Huffington Post UK e The Huffington Post Canada sono stati lanciati quest’anno. L’Huffington Post francese è online da un mese e poco più, l’Huffington Post Quebec in febbraio e l’Huffington Post spagnolo a marzo. In autunno lo potremmo leggere anche in italiano.

Blog at WordPress.com.