Ruby: si a legittimo impedimento per Silvio Berlusconi, processo rinviato al 25 marzo

Ilda BoccassiniI giudici del tribunale di Milano hanno accolto il legittimo impedimento avanzato da Silvio Berlusconi, imputato al processo sul caso Ruby e hanno invece respinto quello avanzato dai difensori, la cui assenza è stata ritenuta ingiustificata. Il processo è stato aggiornato al prossimo 25 marzo,cancellate udienze 20-21 marzo.

La richiesta di rinviare il processo sul caso Ruby da parte di Silvio Berlusconi e della sua difesa e quindi bloccare ancora una volta la requisitoria ‘in un altro Paese sarebbe un oltraggio e un disprezzo per la corte e lo è anche qui’. L’aveva detto Ilda Boccassini chiedendo di respingere le istanze di legittimo impedimento.

In apertura dell’udienza, il sostituto processuale di Longo e Ghedini, l’avvocato Alessandra Merenda, si è richiamata all’istanza di legittimo impedimento presentata dalla difesa dell’ex premier nella cancelleria del Tribunale già sabato scorso nella quale si fa riferimento al fatto che Longo, Ghedini e lo stesso Berlusconi sono impegnati a Roma nelle riunioni parlamentari per l’elezione dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato.

Per Berlusconi, secondo Boccassini, questo ‘potrebbe essere un legittimo impedimento ma non è assoluto’, mentre per quanto riguarda l’assenza degli avvocati Longo e Ghedini e dei loro sostituti processuali, gli avvocati Giorgio Perroni e Filippo Dinacci che hanno seguito molte udienze del processo, ‘pur essendoci un calendario fissato da mesi, si consente solo in questo processo, con imputato Silvio Berlusconi, che si possa dire che Perroni e Dinacci sono altrimenti impegnati’, senza circostanziare meglio la loro assenza. I giudici si sono riuniti in Camera di Consiglio per decidere se accogliere i legittimi impedimenti oppure, come chiesto dalla Boccassini, di consentire alla Procura di concludere la requisitoria con la richiesta di pena per Silvio Berlusconi già saltata per tre volte a causa dell’uveite e delle complicazioni di Berlusconi.

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Silvio Berlusconi dimesso, in Senato per il voto. M5S: ‘la democrazia partecipata è una fatica’

Silvio Berlusconi dimesso da ospedaleSilvio Berlusconi è giunto in Senato per partecipare al voto di fiducia ma prima di entrare a Palazzo Madama è stato contestato da alcune persone fuori il palazzo. Il Cavaliere ha fatto per entrare ma poi è tornato indietro e gli ha gridato: ‘Vergognatevi!’.

‘Prima volta’ in aula al Senato per Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl è entrato nell’emiciclo giusto in tempo per votare, subito dopo il presidente provvisorio Emilio Colombo. Tutto in scuro, con un paio di grandi occhiali da sole sul naso, il leader del Pdl ha votato e deponendo la scheda nell’urna si è tolto gli occhiali. La scena è stata fotografata con curiosità da una senatrice grillina con l’iPad. Dopo il voto Berlusconi si è fermato a fare capannello attorniato dai senatori del partito che lo applaudivano.

‘Sono qui per votare Schifani’. Risponde così Silvio Berlusconi entrando a Palazzo Madama per partecipare alle votazioni per l’elezione del presidente del Senato. A chi gli chiede se Schifani possa vincere lui risponde: ‘Non lo so ma tanto queste elezioni non hanno importanza. Siamo in una situazione molto grave. Ci sono due partiti al 30% e ciascuno ha la responsabilità di guidare il governo del Paese. Monti con il suo 10% è ininfluente’. Ha affermato Berlusconi, conversando con i cronisti in Senato. L’ex premier ha sottolineato come appunto la coalizione di Monti sia ‘ininfluente. Come dicono i francesi – aggiunge – ha una ‘quantité negligeable’.

 ‘C’e’ una setta che mi ricorda molto Scientology e che non dovrebbe nemmeno essere ammessa tra i partiti democratici per le regole che ha o non ha’. Ha continuato Berlusconi sottolineando come M5S ‘rappresenti una protesta per certi versi valida ma senza nessuna prospettiva di soluzioni. E’ solo una preoccupazione per la democrazia del Paese’.

Berlusconi torna ad attaccare una parte della magistratura che ‘è molto ben classificata e che svolge un’attività criminale’. Se la prende in particolare con Md che ‘svolge un’attività eversiva nel Paese e di cui – dice – ho le prove’. Ecco perché serve una pre-commissione per verificare questi fatti’.

‘Sto facendo una cura di cortisone da cavallo ma con la testa ci sto ancora’. Spiega Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti al Senato.

‘La democrazia partecipata è una fatica. Certo, è stato stressante’. E’ tutta in queste parole di Bartolomeo Pepe, senatore campano del Movimento 5 stelle, la sintesi della giornata più difficile per i neo eletti seguaci di Beppe Grillo, divisi e nervosi alla prima scadenza parlamentare seria e alla prima mossa politica del Pd pensata probabilmente anche per metterli in difficoltà: la candidatura di Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, alla presidenza del Senato. Lo stesso Pepe ha poi pubblicato su Facebook un post inequivocabile. ‘Amici: Libertà di voto. Senza contrattazioni e senza trucchi. Borsellino ci chiede un gesto di responsabilità e noi non siamo irresponsabili’, ha scritto.

La riunione dei ‘grillini’ è stata dura, nonostante il lavoro severo dei commessi di palazzo Madama per tenerli a distanza i cronisti hanno potuto distintamente sentire qualche urlo che ha trapassato le porte, compreso questo: ‘Io un mafioso al Senato non lo voto’, segno che la sfida tra Grasso e il presidente uscente Renato Schifani, siciliano anche lui, non ha lasciato affatto indifferenti tutti i ‘cittadini’ a 5 stelle. Alla fine divisi nel voto per alzata di mano: ‘Si è deciso a maggioranza’, ha ammesso uno di loro. Che poi si sono mostrati anche in aula piuttosto sfilacciati, e impegnati in capannelli di discussione separati, segno di una divisione che ha lasciato qualche strascico anche umano.

Il capogruppo-portavoce Vito Crimi aveva azzardato già stamane una previsione, ben prima della decisione collettiva del gruppo: ‘Noi abbiamo già detto quello che voteremo’. Assediato dai giornalisti a fine riunione, Crimi ha potuto solo leggere il comunicato formale che ribadiva la neutralità dei suoi: ‘Non faremo da stampella a nessuno’. Mentre Luis Alberto Orellana, il candidato di bandiera che M5S ha sostenuto fino alla terza votazione, ha fatto qualche fatica a spiegare in che modo avrebbero espresso la loro posizione i suoi colleghi: ‘Mi pare scheda nulla, ma bianca o nulla non vogliamo fare la conta’. Un segno chiaro del fatto che a dispetto del sistema piuttosto centralista del blog e delle dichiarazioni di Beppe Grillo, i neofiti del palazzo non sono troppo disposti a farsi dare la linea dall’alto.

Berlusconi: ‘magistratura irresponsabile’, Pd ‘ sì in caso di richiesta di arresto’

silvio-berlusconi-bettino-craxi‘I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile’. Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista a Panorama.

I poteri dello Stato e ‘in particolare quello politico e giudiziario, non possono e non debbono trovarsi in posizione di ostilità tra di loro’. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino.

Silvio Berlusconi al momento si trova ancora ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. I suoi medici stanno valutando le sue condizioni per capire se dimetterlo o meno.

Il presidente della Repubblica ‘ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che la rappresentano’. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti riferendosi ai contenuti dell’incontro di ieri con il Capo dello Stato. E ancora: ‘Il Csm riafferma il proprio ruolo di garante dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura’.  Sono ‘gravi’ le ‘vicende accadute’, ma ‘per senso di responsabilità, accogliendo l’invito del suo presidente, il Csm evita qualunque commento’. Lo ha sottolineato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, in apertura del Plenum, in merito alla vicenda della manifestazione del Pdl al Tribunale di Milano. Il testo che ha letto Vietti è stato oggetto di un confronto tra tutti i gruppi presenti al Csm prima dell’apertura del plenum. Il vicepresidente del Csm ha esordito richiamando alcune dichiarazioni di ieri del capo dello Stato, il quale – ha ricordato – ‘ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto l’altro ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano’.

Vietti ha poi richiamato l’incontro di ieri tra il capo dello Stato e il comitato di presidenza del Csm e ‘l’ampio scambio di vedute’ che c’è stato. Infine, ha ricordato il passaggio in cui il capo dello Stato ‘ha indicato nel più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica, da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell’investitura popolare ricevuta’. Dopo l’intervento di Vietti non c’è stato alcun dibattito al Csm. D’altra parte i laici del Pdl avevano già fatto sapere che, in caso contrario, sarebbero usciti dall’aula Bachelet.

‘Se gli atti fossero fondati, voteremmo per il sì’. Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, risponde a Sky Tg24 alla domanda se il partito di Bersani voterebbe a favore in Senato di un’eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. ‘Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti’, conclude.

‘Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola ‘visita fiscale‘. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere’. Così parla Silvio Berlusconi a Panorama. ‘Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula – continua Berlusconi nell’intervista – prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: ‘Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto’.

‘I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura – continua – , che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile’. ‘Corre voce – sostiene ancora Berlusconi – che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2‘. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra’.

E a proposito di Napoli e della richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori (analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, la corruzione il reato ipotizzato).

Anche le ultime accuse arrivate da Napoli sono secondo l’ex premier una macchinazione. ‘De Gregorio – sostiene – aveva preannunciato questo suo comportamento con più visite a nostri parlamentari. Aveva detto di essere in grave difficoltà, di avere assoluto bisogno di 10 milioni di euro, in parte per pagare dei debiti ed evitare la bancarotta e in parte per recarsi in un altro paese e ricostruirsi una nuova vita e per evitare il carcere alla moglie’.

‘Alle risposte necessariamente negative dei nostri rappresentanti – aggiunge – se ne era andato sbattendo la porta e minacciando di raccontare ai pm, che insistevano in questa direzione, quelle menzogne che poi in effetti ha raccontato davvero per scampare alla prigione. Mi chiedo perché, pur sapendo già la risposta, i pm anziché chiedere il giudizio immediato non abbiano fatto le opportune investigazioni che avrebbero dimostrato fin da subito l’assurdità delle dichiarazioni di De Gregorio’.

Pdl nelle mani di Napolitano: ‘è emergenza democratica’. Processo Ruby rinviato a mercoledì

Angelino-Alfano (1)‘Abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo e a cui ci affidiamo che è il Presidente della Repubblica che è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura’.

Scandisce le parole, il segretario del Pdl Angelino Alfano, una volta raggiunto il Palazzo di Giustizia di Milano dove nel primo pomeriggio sono arrivati gli eletti del partito a sostegno del loro leader Silvio Berlusconi.

Intanto i giudici del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta di legittimo impedimento per motivi di salute per Silvio Berlusconi e hanno rinviato il processo a mercoledì prossimo.

La visita fiscale all’ospedale San Raffaele a Silvio Berlusconi da parte dei medici nominati dal tribunale di Milano ha accertato un ‘scompenso pressorio’ e quindi un impedimento assoluto a essere presente in aula. Per questa ragione il processo Ruby è stato è stato rinviato dai giudici a dopodomani, mercoledì.

‘Silvio Berlusconi non è in grado di ricevere visite, ho mandato via 150 parlamentari’. Lo ha detto il medico personale di Berlusconi, Alberto Zangrillo che ha precisato: ‘Rimarrà ricoverato fino a domani mattina’.

‘Perché mi abbiano dato due milioni in nero me lo sono chiesto anch’io. L’ho confessato, ho commesso un reato’. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, al termine della sua audizione con i pm romani, parlando del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Napoli culminata con la richiesta di giudizio immediato.

 “Se me li avessero dati in maniera trasparente – ha aggiunto il senatore – li avrei dichiarati come ho dichiarato un milione di euro alla Camera e sarei stato nella legge. Ho accettato un pagamento in nero, ho sbagliato e l’ho confessato al magistrato”.

Rispondendo alla domanda su cosa abbia dato in cambio dei due milioni in nero ricevuti da Walter Lavitola per la sua fondazione, De Gregorio ha risposto: ‘nulla’.

 La Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola. Il reato ipotizzato è di corruzione.

Nei confronti di De Gregorio resta ancora aperta l’indagine relativa a presunti rapporti con la camorra. Gli atti sono stati trasmessi all’ufficio del giudice per le indagini preliminari che dovrà procedere all’assegnazione del fascicolo.

L’inchiesta è coordinata dai procuratori aggiunti Federico Cafiero de Raho e Francesco Greco e svolta dai pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock, i sostituti della Dda, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio e il sostituto della Dna, Francesco Curcio.

‘Abbiamo grande rispetto per il presidente della Repubblica Napolitano -. ha spiegato il segretario del Pdl , parlando ai cronisti davanti al tribunale di Milano – e siamo dispiaciuti perché non volevamo esser qui, poi la situazione si è aggravata viste le notizie di stamani”.

Alfano ha fatto riferimento a tre fatti ‘scandalosi’, ossia il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per Ghedini e Longo impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale per Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della procura di Napoli per l’ex premier. ‘A Napolitano affideremo la nostra preoccupazione per l’emergenza democratica’, ha ribadito Alfano, che domani vedrà il capo dello Stato.

A fine mattinata, Angelino Alfano, parlando ai parlamentari riuniti a Milano, aveva ripercorso per punti i vari capi di imputazione nei confronti di Silvio Berlusconi, chiarendo, secondo quanto riferito, innanzitutto che il governo Prodi non è caduto per De Gregorio, ma a seguito dell’arresto della moglie di Mastella; questione abnorme quella che ha portato poi a una condanna a quattro anni a seguito di una motivazione paradossale – ha spiegato Alfano riferendosi alla condanna di primo grado nel processo Mediaset – colui che paga centinaia di milioni di euro in tasse, avrebbe evaso per tre milioni di euro che, nel mondo berlusconiano, rappresentano ben poca cosa.

Questione paradossale inoltre quella che ha portato a una condanna a un anno senza condizionale per concorso in violazione del segreto istruttorio – ha aggiunto Alfano questa volta riferendosi al processo Unipol – proprio a Berlusconi che è stato ed è la più grande vittima di fughe di notizie e di rivelazioni di fatti personali. Tutto questo fino ad arrivare al processo di oggi – ovvero il processo Ruby – in cui ci sarebbe una concussione senza concusso e una induzione alla prostituzione senza prostituzione. Ormai si è superato non solo il buon senso o le regole democratiche, ma si sono oltrepassati i confini della tollerabilità, avrebbe concluso il segretario del Pdl.

‘I Gruppi parlamentari di Camera e Senato del Popolo della Libertà sono stati costretti ad interrompere la riunione operativa in corso a Milano sugli adempimenti di inizio legislatura – si legge in una nota dell’ufficio stampa Pdl – poiché il tribunale del capoluogo lombardo, negando il legittimo impedimento, ha stabilito la non valenza istituzionale e politica di tale riunione. Questo gravissimo comportamento rappresenta un vulnus democratico e un volgare svilimento delle istituzioni e dell’attività di deputati e senatori’.

(fonte RaiNews24)

Silvio Berlusconi dal San Raffaele: ‘soprassedete alla manifestazione contro i giudici’

ITALY-POLITICS-CRIME-BERLUSCONI-FILESSilvio Berlusconi, dall’ospedale in cui è ricoverato, ha chiesto ai parlamentari del Pdl di ‘soprassedere’ dalla manifestazione organizzata per lunedì a Milano che era stata convocata dal partito per protestare contro i giudici del capoluogo lombardo.

Lo spiega lo stesso leader del Pdl in nome del ‘rispetto che ho sempre portato alle istituzioni repubblicane’. E poi: ‘Sono grato al segretario del Popolo della Libertà, che ieri a nome di tutti i dirigenti del movimento ha deciso che prima della riunione dei gruppi parlamentari convocata per domani a Milano si svolgesse una manifestazione di solidarietà, di vicinanza e di affetto verso di me – dice Berlusconi. Ho visto però che i soliti giornali attribuiscono a me questa iniziativa che invece è nata spontaneamente nel dialogo tra la base e i vertici del nostro movimento’.

Intanto il Cavaliere è ‘sotto stretto monitoraggio cardiovascolare da domenica mattina’. A spiegarlo è stato Alberto Zangrillo, medico personale del Cavaliere e primario del reparto di anestesia dell’ospedale San Raffaele, dove l’ex premier è ricoverato da venerdì per uveite. ‘Nella notte e questa mattina – ha riferito il medico – si è verificata l’alterazione dell’equilibrio emodinamico, che porta a dei picchi di ipertensione arteriosa. Per questo motivo si è deciso di porlo sotto stretta osservazione cardiologica, sotto la guida del professor Alberto Margonato, e gli si stanno somministrando farmaci anti ipertensivi’.

Zangrillo aveva già dichiarato di temere che ‘la robusta terapia’ somministrata per la patologica oculistica potesse determinare alterazioni del ritmo cardiaco, cosa che ‘si è puntualmente verificata oggi’, ha detto il medico. ‘Non posso dire che il presidente uscirà domani. Quello che è certo è che non uscirà prima’ di lunedì ha concluso Zangrillo. Zangrillo ha infine assicurato che ‘seguiamo costantemente’ il paziente e le sue condizioni cliniche.

Berlusconi si trova in un appartamento di 200 metri quadrati nel settore D del San Raffaele, uno dei settori dedicati ai pazienti solventi. Secondo quanto si è appreso da alcune fonti ospedaliere, l’appartamento è dotato di ogni comfort e offre una sala riunioni con tavolo, sedie e telefono, cucina, stanza per una infermiera privata, cabina armadio e bagno dotato di doccia idromassaggio e vasca ovale in una stanza sagomata intorno alla vasca. In questi giorni sono stati più volte a trovare Berlusconi, tra gli altri, Angelino Alfano e Renato Schifani.

(fonte Corsera)

Silvio Berlusconi in day hospital al San Raffaele di Milano per ‘patologia infiammatoria agli occhi’

Berlusconi uveiteSilvio Berlusconi è stato ricoverato questa mattina all’ospedale San Raffaele perché affetto da congiuntivite, grave disturbo della vista. ‘Ho sentito il presidente questa mattina e mi ha comunicato di aver passato una notte travagliata. Per le cautele del caso lo abbiamo portato al San Raffaele dove si è verificato un perdurare del fatto flogistico al livello degli occhi. Non è nulla di drammatico, ma è una situazione delicata che merita di esser affrontata con attenzione. Gli oftalmologi hanno consigliato al presidente un ricovero in day hospital ed è quello che sta avvenendo’, ha spiegato, in diretta a Tgcom24, il medico curante di Silvio Berlusconi, Alberto Zangrillo.

Niente ‘Porta a porta’ giovedì sera quindi, niente presenza in aula venerdì per il processo Ruby, niente incontro con Monti e infine la prescrizione, fatta dai medici, di restare a casa per almeno sette giorni ‘senza esporsi alla luce’. Prima del peggioramento. La congiuntivite che ha colpito Silvio Berlusconi nelle ultime settimane, è la stessa che a fine campagna elettorale gli impedì di partecipare al comizio conclusivo del Pdl previsto a Napoli.

‘Berlusconi soffre di uveite – ha spiegato all’Adnkronos Alberto Zangrillo, medico personale dell’ex premier -, una sindrome infiammatoria dell’occhio che si trascina da tempo e non accenna a regredire. Il presidente necessita quindi di almeno 7 giorni di riposo assoluto senza esporsi alla luce. Il presidente dovrà stare ‘segregato’ in casa per una settimana’. In nottata il peggioramento e la scelta del ricovero in day hospital.

I giudici hanno sospeso il processo Ruby in attesa del fax dall’ospedale San Raffaele che certifichi il ricovero dell’imputato. L’avvocato Ghedini ha spiegato di aver parlato con gli addetti alla sicurezza di Berlusconi il quale si trova al San Raffaele in regime di day hospital e viene sottoposto a terapia per curare la uveite bilaterale. Nell’attesa che i giudici decidano se rinviare o meno il processo Ruby, il pm Ilda Boccassini ha chiesto che il Tribunale organizzi una turnazione di cancellieri fino a sera, al fine di garantire lo svolgimento dell’udienza.

Il pm Ilda Boccassini si è opposta al rinvio dell’udienza nel caso Ruby in base a una certificazione medica che attesta ‘uveite’, grave disturbo della vista. Secondo il magistrato l’istanza è contraddittoria perché in un primo momento si faceva riferimento a un impegno politico, riunione del Pdl, e poi alle condizioni di salute. ‘Ma solo nell’ultimo certificato in data di ieri – osserva il magistrato – il medico fa riferimento al peggioramento delle condizioni in caso di mancata adesione alle precauzioni indicate’. Secondo il pm ‘un medico serio avrebbe indicato questi rischi già nel primo certificato’. I difensori di Berlusconi, Ghedini e Longo, hanno ribadito la richiesta del rinvio accusando il pm di essere animata ‘da logica del sospetto’.

 A causa di questo problema di salute, spiegano uno dei suoi avvocati, Piero Longo, sono stati cancellati anche l’incontro con Mario Monti e l’ufficio di presidenza del Pdl previsti per venerdì. Nel certificato si dice che l’ex premier soffre di ‘uveite bilaterale’, che deve sottoporsi a terapie e che è sconsigliata l’esposizione ‘a luci intense’. Ilda Boccassini aveva chiesto ai giudici del processo Ruby di respingere l’istanza di rinvio dell’udienza avanzata da Silvio Berlusconi ritenendo che i problemi di salute addotti ‘non sono un legittimo impedimento assoluto’.

Intanto è in corso a Genova un altro processo legato a Karima El Marohug, meglio nota come Ruby Rubacuori. Il pm Luca Scorza Azzarà ha chiesto la pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione per Luca Risso, il fidanzato di Ruby, accusato di avere fatto esibire la ragazza ancora diciassettenne nel locale di cui era titolare, il ‘Fellini’ di via XII Ottobre, in uno spettacolo hard. A Risso viene contestato di avere detenuto il video e le fotografie dello spettacolo in un suo computer sequestrato nel corso dell’indagine ‘Bunga Bunga’ della procura di Milano. Il fascicolo a carico di Risso era stato stralciato e inviato dai pm milanesi ai colleghi di Genova. Risso, difeso dall’avvocato Sandro Vaccaro, sostiene che Ruby quella sera dell’ottobre 2010 fece tutto da sola.

Unipol: Berlusconi condannato a un anno, due anni e tre mesi per il fratello Paolo

berlusconi (2)Il tribunale di Milano ha condannato oggi l’ex premier Silvio Berlusconi a un anno di reclusione nel processo per l’intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano ‘Il Giornale‘ sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.

I giudici inoltre hanno condannato il fratello dell’ex premier, Paolo, editore del quotidiano, a due anni e tre mesi.

A dicembre il pm aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l’ex premier e a tre anni e tre mesi per Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, chiedendone invece l’assoluzione dall’accusa di millantato credito.

I fratelli Berlusconi sono imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra l’ex segretario dei Ds Piero Fassino e l’allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase ‘abbiamo una banca’.

Secondo l’accusa, la vigilia di Natale del 2005 l’allora premier avrebbe ascoltato la registrazione della telefonata Fassino-Consorte, ancora coperta da segreto istruttoria e contenuta in una pen drive, in un incontro ad Arcore alla presenza del fratello Paolo e degli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli. Era stato quest’ultimo, che lavorava per la Research Control System (società che forniva le apparecchiature per le intercettazioni alla Procura), a trafugare, secondo le indagini, il nastro e, assieme a Favata e al fratello Paolo, ad offrirlo, secondo l’accusa, come ‘regalo’ a Berlusconi in vista delle elezioni politiche del 2006. Pochi giorni dopo, il contenuto di quella telefonata era stato pubblicato e si era scatenata una bufera di reazioni politiche.

Archiviata definitivamente con un proscioglimento la vicenda Mediatrade, Silvio Berlusconi attende entro fine mese altre due sentenze a Milano: il prossimo 18 marzo è attesa la sentenza sul caso Ruby e il 23 marzo il verdetto d’appello su Mediaset e i diritti tv. I legali di Silvio Berlusconi hanno però depositato un legittimo impedimento che rischia di far slittare le richieste di condanna che venerdì il sostituto procuratore Ilda Boccassini è pronta a pronunciare per il processo Ruby. Venerdì l’ex premier è impegnato nella prima riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl dopo il voto, ed è stato convocato da Mario Monti per discutere della linea politica in vista del prossimo vertice europeo. Saranno i giudici della quarta sezione penale a ritenere, nell’udienza di domani, se ritenere legittimo l’impedimento. Nel processo Ruby, Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile.

Risultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio

MOVIMENTO 5 STELLE: BEPPE GRILLO TAPPA A POMEZIA DELLO TSUNAMI TOURRisultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio. La coalizione guidata da Pier Luigi Bersani (Pd) totalizza al Senato il 31,63% dei voti pari a 9.686.398 (113 seggi) mentre alla Camera il 29,54% ossia 10.047.507 voti (340 seggi). Il centrosinistra quindi conquista la maggioranza relativa al Senato conquistata per il rotto della cuffia e la maggioranza assoluta alla Camera. Vincitrice al Senato la coalizione guidata da Silvio Berlusconi con il 30,72% pari a 9.405.786 di voti (116 seggi) che alla Camera totalizza il 29,18% ossia 9.923.100 voti (124 seggi). Ma il vero vincitore della tornata elettorale è senza dubbio il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che fa il pieno ed è il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti pari a 8.688.545 voti (108 seggi), mentre il terzo al Senato il 23,79% pari a 7.285.648 voti (54 seggi). La coalizione di Mario Monti conquista alla Camera 45 seggi cioè il 10,56% pari a 3.591.560 voti. Fuori dal Parlamento Fli, La Destra, radicali, Samorì, Rivoluzione civile, Fare per fermare il declino. Dentro due piccoli partiti che ottengono un senatore ciascuno: la lista Crocetta in Sicilia e il Grande Sud in Calabria.

E a poche ore dall’ufficializzazione dei risultati elettorali che hanno sancito l’ingovernabilità del Parlamento, iniziano a prendere forma le ipotesi di larghe intese tra Pd e Pdl. Il primo a uscire allo scoperto è Silvio Berlusconi, in un intervento a La Telefonata di Maurizio Belpietro: ‘E’ presto per decidere che cosa fare, bisogna riflettere per il bene dell’Italia. Il Paese non può non essere governato, bisogna vedere su quali programmi possano confluire le forze politiche’. A stretto giro la risposta di Francesco Boccia del Pd: ‘Un accordo con Berlusconi? Penso che un accordo trasparente dovrà essere fatto in Parlamento su alcuni temi’.

Nella notte, prima ancora che i risultati fossero ufficializzati,Pier Luigi Bersani si era espresso con un tweet: ‘E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse del Paese’. Anche da parte del segretario democratico, che oggi farà una conferenza stampa alle 17, presso la Casa dell’Architettura (Acquario Romano) in Piazza Manfredo Fanti 47, non ci sono riferimenti precisi, ma non c’è nemmeno una preclusione al ‘governissimo’. Ipotesi che certamente non piacerà a Nichi Vendola: nella notte il segretario di Sel ha spiegato che ‘tocca a noi la proposta di governo’.

‘Noi speriamo che l’onda arrivi fino a maggio, alle elezioni del comune di Roma. Sarà una lotta con il Pd e il Pdl’. Così Davide Barillari, candidato a governatore del Lazio per il Movimento 5 Stelle, in attesa dello spoglio delle elezioni regionali. ‘Nei prossimi giorni partirà il sondaggio online per scegliere il candidato sindaco di 5 Stelle – ha aggiunto – avevamo deciso di aspettare l’esito delle regionali prima di iniziare’.

Beppe Grillo su Twitter: ‘Siamo diventati la prima forza in assoluta in tre anni, senza soldi, senza aver mai accettato un rimborso’.

http://elezioni.interno.it/camera/scrutini/20130224/C000000000.htm
http://elezioni.interno.it/senato/scrutini/20130224/S000000000.htm

Processo Ruby: la madre non è in aula ‘Berlusconi non paga il viaggio’

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Era stata citata come testimone ma non è potuta venire a Milano dalla Sicilia perché la difesa di Berlusconi non le ha pagato le spese del viaggio che lei non è in grado di sostenere.

Lo ha spiegato in un fax Zhara Yazhini, madre di Ruby che abita a Letojanni in provincia di Messina citata come testimone dai legali dell’ex premier imputato per concussione e prostituzione minorile, in cui la donna spiega che lo studio Ghedini (che difende Berlusconi) non ha autorizzato la spesa del biglietto aereo all’agenzia di viaggi con la quale lei si era messa in contatto. ‘Sono disponibile a testimoniare – scrive la mamma di Ruby nel fax – purché mi sia spesato il viaggio essendo io e la mia famiglia in difficoltà economiche’.

La difesa di Berlusconi, l’avvocato Paola Rubini, che in aula rappresenta la difesa di Berlusconi perché Piero Longo e Niccolò Ghedini sono impegnati nella campagna elettorale, ha affermato che probabilmente c’è stato un equivoco in quanto era stata data l’autorizzazione al pagamento del viaggio.

I giudici si sono ritirati in camera di consiglio perché la difesa di Berlusconi ha chiesto di ricitare la teste per la prossima udienza, ma il pm Ilda Boccassini si è opposta affermando che ‘se ci fosse stata la reale intenzione di sentirla potevano essere fatti online i biglietti aerei. Valuterà il tribunale se c’è ancora la necessità reale da parte della difesa di sentire la testimone, costringendo la signora a fare centinaia di chilometri in macchina’.

Cosentino, ressa a Napoli per l’ex sottosegretario all’Economia: ‘tutte queste foto per un impresentabile?’

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 Arriva sorridendo e concedendosi anche qualche battuta con le decine di fotografi e operatori che affollano la hall e la saletta dell’hotel Excelsior di Napoli. ‘Tutte queste foto per un impresentabile?’. Nicola Cosentino parla quando comincia la ressa che impedisce l’avvio della conferenza stampa convocata per le 12. Mezz’ora di tentativi inutili per creare le condizioni utili all’ex sottosegretario all’Economia per spiegare il suo punto di vista, e la conferenza viene rinviata al primo pomeriggio.

Nell’albergo ci sono anche i deputati Amedeo Laboccetta e Enzo D’Anna, il senatore Cosimo Sibilia e l’assessore regionale Sergio Vetrella; ma soprattutto, i ‘miei angeli custodi’, dice, gli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro. Cosentino esordisce ricordando il grande lavoro fatto tra il 2006 ‘quando il partito era ai minimi storici in questa regione’ e il 2008.

Da li’ cominciano i suoi problemi giudiziari. ‘Sono parlamentare dal 1996, perché prima nessuno si è interessato a me?’. Nessuna sorpresa nella conferenza stampa che, dai retroscena sulla giornata più concitata di questa campagna elettorale, si preannunciava infuocata. ‘Resto vincolato al Pdl e al presidente Berlusconi‘ dice l’ex sottosegretario che pero’ ora si sente più proiettato verso la soluzione delle vicende giudiziarie. ‘Non sono scappato dai processi – sottolinea – sono io che ho chiesto un processo immediato e da due anni non c’e’ uno straccio di prova’. E uno dei suoi legali, l’avvocato Agostino De Caro precisa la strategia difensiva. ‘La durata dei due processi, uno in corso di fronte al tribunale di Santa Maria Capua Vetere e l’altro che comincerà domani, – spiega – è difficilmente quantificabile. La scelta è sempre stata di difendersi nel processo, non dal processo. Non abbiamo mai fatto istanza di rinvio, abbiamo sempre celebrato le udienze e abbiamo fatto ‘accordi acquisitivi’, che faremo ancora, per accelerare il processo’.

E in sala non mancano gli applausi dei fedelissimi, pronti a sottolineare le affermazioni di Cosentino, che racconta un retroscena. ‘Dopo l’ufficialità della mia esclusione – dice – mi hanno chiamato in tanti del partito, ma non ho risposto. Lo farò dopo questa conferenza stampa’.

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