Primo viaggio all’estero per Obama al secondo mandato: il presidente Usa visita Israele

Obama a Tel Aviv

Al suo arrivo in Israele, Barack Obama ha subito voluto dare un segnale di distensione con alcune parole in ebraico. Dopo aver ricordato che per lui questa è la terza visita, il presidente degli Usa ha detto: ‘Shalom, tov lihiot shuv ba-Aretz‘, ossia: ‘Saluti, è bello essere di nuovo nella Terra’ d’Israele. Parole che hanno suscitato sorrisi di sorpresa da parte del capo dello Stato israeliano Shimon Peres e del premier Benyamin Netanyahu e che sono state accolte con un applauso da parte dei dignitari israeliani schierati ai bordi del tappeto rosso di benvenuto. Pochi minuti dopo lo stesso Obama ha salutato ‘l’alleanza eterna’ con Israele e ‘l’impegno incessante’ degli Stati Uniti per la sua sicurezza.

Israele è la prima tappa del primo viaggio all’estero’ del mio secondo mandato, ha voluto sottolineare il presidente americano, ricordando i valori di democrazia condivisi con lo stato ebraico. ‘Gli  Stati Uniti – ha aggiunto – sono a fianco d’Israele perché è nel nostro interesse nazionale’.

Obama ha aggiunto che ‘non è casuale’ che si svolga proprio in Israele la sua prima visita all’estero nel suo secondo mandato. ‘Essa rappresenta per me l’opportunità di ribadire i legami indistruttibili che ci legano’, ha proseguito, assicurando che gli Usa sono ‘fieri’ di essere i migliori alleati dello Stato ebraico e dicendosi fiducioso che tale alleanza sia destinata a conservarsi ‘eterna’, ‘per sempre’.

‘Grazie per essere a fianco di Israele in questo momento di cambiamento storico’. Così il premier Benyamin Netanyahu si è rivolto al presidente Barack Obama nel breve discorso di benvenuto all’aeroporto Ben Gurion. ‘Lei ha scelto di venire in Israele – ha sottolineato – nella sua prima visita del suo secondo mandato’.

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Tregua Israele Palestina: accordo per il cessate il fuoco a partire dalle 21

Israeliani e palestinesi hanno raggiunto un ‘accordo per il cessate il fuoco e il ripristino della calma a partire dalle 21 ora locale di oggi, mercoledi’ 21 novembre‘. Lo ha affermato il ministro degli Esteri egiziano, Mohamed Kamel Amr, durante una conferenza stampa al Cairo insieme al segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

Un alto negoziatore di Hamas al Cairo ha confermato all’emittente britannica ‘Bbc’ che è stato raggiunto l’accordo.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio con il presidente Usa Barack Obama e accettato la richiesta di concedere una possibilità alla proposta egiziana di un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Lo riferisce il sito Ynet.

L’annuncio è arrivato nel giorno in cui si è registrato un attentato terroristico su un bus a Tel Aviv. L’esplosione a Tel Aviv è avvenuta poco dopo mezzogiorno su un autobus che percorreva il King Shaul Boulevard, all’incrocio tra le vie Shaul Hamelech e Henrietta Szold. I feriti sono almeno 21 e, secondo quanto riferisce ‘Haaretz’, due sono in condizioni medio-gravi, tre in condizioni medie e gli altri feriti leggermente.

Secondo una fonte della sicurezza israeliana, citata da ‘Ynet News‘, l’attentato è stato compiuto con un ordigno esplosivo collocato sul mezzo e non da un attentatore suicida. L’ordigno era stato collocato prima della deflagrazione sotto uno dei sedili nella parte centrale del mezzo.

La polizia israeliana ha subito arrestato un sospetto, per rilasciarlo poco dopo, mentre è caccia a una donna che sarebbe in possesso di un altro ordigno e a una seconda persona, secondo quanto riferiscono il sito del ‘Jerusalem Post’ e l’emittente ‘Al Arabiya‘.

Arriva intanto la rivendicazione dell’attentato da parte delle Brigate dei martiri di ‘Al Aqsa‘, l’organizzazione terroristica ritenuta vicina a Fatah. Lo riferisce ‘Ynet News’. L’attentato è stato rivendicato anche dai Comitati Popolari di Resistenza di Gaza e il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, parlando con l’emittente ‘Al Arabiya’ ha definito l’attentato ‘un atto di eroismo’. Secondo il sito della ‘Bbc’, alla notizia dell’esplosione, si sono sentiti spari in aria a Gaza in segno di festeggiamento.

Mentre la diplomazia è a lavoro, le violenze intanto non si fermano.

Stanotte le forze israeliane hanno intensificato i bombardamenti via area e via mare: bombe su Gaza sono piovute al ritmo di una ogni dieci minuti. Prima dell’alba, hanno ripreso anche i palestinesi a lanciare missili oltreconfine: sei razzi hanno raggiunto il territorio ebraico, secondo radio Israele. Nessuno è stato ferito.

Sale a 9 il numero dei palestinesi morti oggi e a 146 quelli dall’inizio dei bombardamenti israeliani. Si contano 29 bimbi morti sul totale delle vittime.

Medio Oriente: attacco terroristico a un autobus a Tel Aviv, una ventina i feriti

Attentato terroristico contro un autobus a Tel Aviv. Mentre proseguono i raid su Gaza, questa mattina c’è stata un’esplosione su un autobus a Tel Aviv, nel nord di Israele. Secondo quanto ha reso noto la polizia israeliana, l’esplosione è il risultato di un attentato terroristico. ‘Radio Israele’ precisa che il mezzo di trasporto è esploso mentre percorreva il King Shaul Boulevard.

I feriti dell’attentato sono almeno 21. Lo riferisce il sito di ‘Haaretz’, precisando che due sono in condizioni medio-gravi, tre in condizioni medie e gli altri feriti leggermente.

La polizia israeliana ha arrestato un sospetto terrorista, per rilasciarlo poco dopo, mentre continua la caccia a una donna che sarebbe in possesso di un altro ordigno esplosivo. Lo riferisce il sito del ‘Jerusalem Post‘.

Secondo una fonte della sicurezza israeliana, citata da ‘Ynet News‘, l’attentato sarebbe infatti stato compiuto con un ordigno esplosivo collocato sul mezzo e non da un attentatore suicida. Preso uno, si cerca un secondo complice, forse una donna.

Immediata la rivendicazione di Hamas. Lo ha riferito il sito della ‘Bbc’, precisando che il movimento palestinese ha annunciato, attraverso gli altoparlanti delle moschee di Gaza, di essere riuscito a piazzare un ordigno sul bus. Alla notizia dell’esplosione, secondo quanto riferisce sempre la ‘Bbc’, si sono sentiti spari in aria a Gaza in segno di festeggiamento.

Intanto procedono i raid delle forze armate israelianesulla Striscia. Un missile israeliano è caduto nei pressi di un hotel di Gaza City che ospita molti giornalisti stranieri. Lo riferisce l’inviata della ‘Bbc’, spiegando che l’esplosione provocata dal missile lanciato da un aereo ha fatto andare in frantumi i vetri di alcune stanze.

Gli aerei militari dello Stato ebraico hanno anche colpito nelle prime ore della giornata una stazione di polizia, un edificio del governo e una struttura della sicurezza a Gaza City, come riporta l’agenzia palestinese ‘Maan’. L’ufficio dei portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha confermato i raid contro “siti di attività terroristiche” a Gaza, tra i quali il ministero della Sicurezza interna.

Ed è strage di bimbi nella Striscia. Secondo quanto raccolto da Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e del Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia) – in costante collegamento telefonico con il direttore generale della Mezzaluna rossa palestinese, Kalad Gjwda – il 25% delle vittime è rappresentato da bambini. “Al momento – riferisce Aodi, che all’Adnkronos Salute invia anche l’elenco con i nominativi dei piccoli rimasti uccisi – si contano 29 bimbi morti su 140 vittime e 310 feriti su un totale di 1.100”.

La comunità internazionale è al lavoro. Il presidente Usa Obama ha inviato Hillary Clinton per mediare un cessate il fuoco. Per la Clinton, ”l’obiettivo deve essere un risultato duraturo che promuova la stabilità regionale e porti avanti la sicurezza e le legittime aspirazioni di israeliani e palestinesi”, ha detto ai giornalisti dopo l’incontro con il primo ministro Benyamin Netanyahu nella tarda serata di martedì. Il segretario di Stato avrà un nuovo incontro a Gerusalemme con il primo ministro, il ministro della Difesa Ehud Barak e quello degli Esteri Avigdor Lieberman.

Clinton ha avuto anche colloqui con il leader dell’autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. “Gli Stati Uniti sono contrari alla nostra decisione di recarci all’Onu a chiedere lo status di Stato non membro per la Palestina”. Lo ha dichiarato il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, che in conferenza stampa a Ramallah ha riferito dei colloqui tra il presidente dell’Anp e Clinton. Erekat ha affermato che il responsabile Usa “ha ribadito ancora una volta” il rifiuto della Casa Bianca di questa iniziativa palestinese e “ha chiesto ad Abbas di rimandare la questione”.

Medio Oriente: bombe su Gaza, si contano i morti

Si aggrava la crisi in Medio Oriente: l’offensiva ‘Pilastro di Sicurezza’, entrata nel secondo giorno, va avanti senza sosta ma i palestinesi da Gaza reagiscono con una pioggia di razzi, uno dei quali ha colpito un edificio di 4 piani nella cittadina di Kreat Mlakhi, a circa 25 km a nord di Gaza e ha fatto tre vittime civili, le prime israeliane da quando l’operazione è cominciata. Tredici le vittime palestinesi.

Le tre persone uccise si trovavano in una palazzina residenziale di quattro piani a Kiryat Malachi. Nell’attacco, riferiscono i media israeliani, sono rimaste ferite altre due persone, tra le quali un bambino.

Alle persone che vivono nel sud dello Stato ebraico è stato chiesto di rifugiarsi in zone fortificate. Le scuole sono chiuse nel raggio di 40 chilometri dal confine con Gaza, così come i centri commerciali, mentre a chi vive vicino al confine è stato ordinato di non recarsi al lavoro e restare in casa, fatta eccezione per i servizi essenziali. Pattuglie della polizia sono state dispiegate in molte localita del Paese, temendo che Hamas possa organizzare attacchi ben oltre la portata dei suoi razzi lanciati dalla Striscia, colpendo anche Tel Aviv.

Pesante anche il bilancio sul fronte palestinese: almeno 13 morti (tre dei quali oggi a Khan Younis) e quasi un centinaio di feriti. Tra le 13 vittime anche tre bambini (di 7 anni e undici mesi), una donna incinta e 8 adolescenti.

La bimba si chiamava Rinan Arafat e aveva sette anni. Il neonato era Ahmed Mashrawi, di 11 mesi. La ragazza incinta era Hiba al-Mashrawi, di 19 anni. Lo precisa l’agenzia di stampa palestinese Maan. Le ostilità hanno avuto inizio ieri con la uccisione del capo militare di Hamas Ahmed Jaabari (52) e della sua guardia del corpo, Muhammad al-Hamas. Altri miliziani colpiti a morte dal fuoco israeliano sono Issam Abul-Mizah (20), Wael al-Ghalban e Hisham al-Ghalban. Altre vittime identificate finora negli ospedali della striscia sono: Hani al-Kasih (19), Mahmud Sawawein (65), Habes Mesmeh (30).

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunitosi nella notte, ha chiesto lo ‘stop’ delle violenze, ma non ha preso alcuna decisione.

Il presidente Usa, Barack Obama, ha parlato nella notte italiana con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano, Mohamed Morsi dell’escalation della violenza in Medio Oriente. Lo ha reso noto la Casa Bianca, secondo la quale il presidente ha riaffermato il diritto di Israele di garantire la propria autodifesa dal lancio dei razzi dalla Striscia, ma ha anche chiesto a Netanyahu di evitare vittime civili negli attacchi di rappresaglia.

‘Gli israeliani devono capire che l’aggressione contro Gaza è inaccettabile e che non potrà che portare all’instabilità nella regione’, ha affermato il presidente egiziano, Mohamerd Morsi, in una dichiarazione agli egizioni diffusa dalla tv di stato.

Nella notte -dopo l’offensiva militare lanciata da Israele, una delle piu’ importanti offensive aeree degli ultimi 4 anni, in cui ha ucciso il capo militare di Hamas nella Striscia-  si è riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per affrontare proprio il problema della recrudescenza delle violenze: l’organismo non ha preso alcuna decisione, ma ha fatto appelli a entrambe le parti perché pongano fine agli scontri.

Un’esplosione si è udita a Tel Aviv mentre suonavano le sirene di allarme. Lo scoppio ha provocato momenti di paura nella popolazione, ma fonti della sicurezza interna israeliana hanno confermato il lancio di un razzo, precisando tuttavia che l’ordigno è comunque caduto in mare davanti a Giaffa, la città-gemella di origini arabe che si estende a sud-ovest della capitale commerciale dello Stato ebraico, senza fare danni. In città, dove resta in funzione l’illuminazione pubblica, è intanto collassata parte della rete di telefonia mobile. E il ministero della Sicurezza nazionale ha avvertito la popolazione di scendere nei rifugi laddove le sirene d’allarme tornassero a suonare. La Jihad islamica intanto ha rivendicato il lancio di un missile Fajr 5, un razzo in dotazione alle forze armate iraniane, la cui portata è di circa 75 chilometri.

Fabri Fibra – ‘Casus Belli’ in uscita il prossimo 30 ottobre

Fabri Fibra  – ‘Casus Belli‘ in uscita il prossimo 30 ottobre in free download direttamente dalla Tempi duri records, l’etichetta indipendente del rapper italiano proveniente da Senigallia, ma da tempo insediatosi a Milano.

Casus Belli è una produzione indipendente e precede il prossimo album di Fabri Fibra, ‘Guerra e Pace’, annunciato insieme alla Universal, la major con la quale questa estate ha rinnovato il contratto, per gennaio 2013.

Il lavoro di Casus Belli continua quello di pubblicazione con il duo di dj Crookers, con i quali il rapper ha collaborato dando voce alla hit ‘L’Italiano Balla‘, il cui ricavato è devoluto interamente alla ricostruzione di alcuni istituti scolastici post terremoto in Emilia Romagna

‘L’Italiano Balla – Male’ ha scatenato una competizione tradotta in video di grande successo e partecipazione, inducendo a creare una piattaforma a cui poter inviare i propri singoli in concomitanza con Radio Dj, prima in assoluto a fare ascoltare il single made Tempi Duri records e conclusasi il 10 settembre scorso con la Rap Race, la prima corsa ippica dal mondo del rap italiano a San Siro.

Medeline, Deleterio, Luckybeard, Mustafive, D-Ross, C 65, Cashe N. Cashe, Fyre Dept. sono soltanto alcune delle produzioni di Casus Belli Ep., 12 inediti compresi di Intro e qualche featuring che abbiamo avuto modo di conoscere nella gabbia di Mtv Spit ( mi riferisco a Nitro e alla traccia n.9 ‘Felice per me’ insieme a Nitro) e la cui pubblicazione è stata annunciata da Fibra a inizio settembre attraverso Twitter.

”Casus belli’ è il prequel, il motivo della guerra, ‘Guerra e pace’ è lo svolgimento, la narrazione della storia – aveva detto’.

Buon ascolto dal 30 ottobre

Su Twitter: #casusbelli

http://www.tempidurirecords.it/

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