25 aprile festa di Liberazione: Milizia imbratta a San Lorenzo la scritta ‘Lode ai partigiani’

san_lorenzo - milizia imbratta scritta partigianiRoma –  Il gruppo di estrema destra ‘Milizia’ copre la scritta ‘Lode ai partigiani a San Lorenzo con della vernice bianca. E lo fa proprio nella notte prima del 25 aprile.

La storica scritta, su un muro proprio all’entrata del quartiere San Lorenzo, è stata cancellata alla vigilia del 25 aprile, 68° anniversario della Liberazione, di notte. Un gesto rivendicato da parte del gruppo di estrema destra ‘Milizia’, con una telefonata all’agenzia Ansa. Non è la prima volta che la scritta viene vandalizzata.

Advertisements

‘Il diavolo veste Prodi’: passerella della Mussolini a Montecitorio

Roma - Camera dei Deputati: Elezione Presidente della RepubblicaIl diavolo veste Prodi’: questa la scritta sulla maglietta bianca con cui Alessandra Mussolini ha fatto il suo ingresso nell’Aula di Montecitorio con tanto di passerella fino allo scranno della presidenza. Fischi dal Pd, che chiede che la Mussolini venga fatta uscire dall’emiciclo.

‘Dalle ore 15 tutti a piazza Montecitorio per dire NO PRODI al Quirinale. Vi aspetto!’ scrive su Twitter il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Gli attivisti di Fratelli d’Italia offrono panini con la mortadella alla manifestazione davanti a Montecitorio contro la candidatura di Prodi al Quirinale. Su di un banchetto è posata una forma di mortadella dalla quale vengono tagliate fette per confezionare panini offerti poi ai presenti.

Al termine della riunione dei gruppi congiunti del Pdl si è appena conclusa e come annunciato tutti i parlamentari sono in piazza davanti Montecitorio per protestare alla scelta del Pd di candidare Romani Prodi al

All’arrivo di un drappello di militanti di Casa Pound davanti a Montecitorio, i manifestanti ‘pro-Rodotà’ hanno intonato ‘Bella ciao‘.  Per il Quirinale ‘meglio Schettino di questi nomi che girano’ ha detto Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound e candidato sindaco a Roma. ‘Prodi è al soldo dei poteri internazionali – ha aggiunto Di Stefano -. E’ l’uomo che ha svenduto l’Italia. Per questo siamo contro”. Una cinquantina di giovani di CasaPound con le bandiere gridano slogan contro Prodi. Il più frequente è ‘Prodi, Prodi, vattene affanculo’.

Sin da ieri un gruppetto di cittadini grillini e del popolo viola scandiscono slogan a favore di Stefano Rodotà; a questi si sono uniti nel pomeriggio manifestanti del Pdl chiamati a protestare contro l’ipotesi che Romano Prodi possa salire al Quirinale. Quindi, a sorpresa, sono rumorosamente comparsi una trentina di militanti di Casa Pound, anche loro schierati contro Prodi. Nessun problema di ordine pubblico. La polizia schierata osserva tranquilla mentre i cameraman e fotografi riprendono la scena.

 Oltre a Alessandra Mussolini a indossare la maglietta bianca anti Prodi anche la senatrice del Pdl Simona Vicari. Le due parlamentari dopo aver causato le vivaci proteste da parte del centrosinistra ed essere state richiamate dalla presidenza della Camera sono state fatte allontanare.

Processo Ruby: la madre non è in aula ‘Berlusconi non paga il viaggio’

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Era stata citata come testimone ma non è potuta venire a Milano dalla Sicilia perché la difesa di Berlusconi non le ha pagato le spese del viaggio che lei non è in grado di sostenere.

Lo ha spiegato in un fax Zhara Yazhini, madre di Ruby che abita a Letojanni in provincia di Messina citata come testimone dai legali dell’ex premier imputato per concussione e prostituzione minorile, in cui la donna spiega che lo studio Ghedini (che difende Berlusconi) non ha autorizzato la spesa del biglietto aereo all’agenzia di viaggi con la quale lei si era messa in contatto. ‘Sono disponibile a testimoniare – scrive la mamma di Ruby nel fax – purché mi sia spesato il viaggio essendo io e la mia famiglia in difficoltà economiche’.

La difesa di Berlusconi, l’avvocato Paola Rubini, che in aula rappresenta la difesa di Berlusconi perché Piero Longo e Niccolò Ghedini sono impegnati nella campagna elettorale, ha affermato che probabilmente c’è stato un equivoco in quanto era stata data l’autorizzazione al pagamento del viaggio.

I giudici si sono ritirati in camera di consiglio perché la difesa di Berlusconi ha chiesto di ricitare la teste per la prossima udienza, ma il pm Ilda Boccassini si è opposta affermando che ‘se ci fosse stata la reale intenzione di sentirla potevano essere fatti online i biglietti aerei. Valuterà il tribunale se c’è ancora la necessità reale da parte della difesa di sentire la testimone, costringendo la signora a fare centinaia di chilometri in macchina’.

Giornata della Memoria: polemiche e critiche dopo l’inaugurazione del Memoriale dello Shoah a Milano

memoria-giornata-shoahOggi, Giorno della Memoria, l’Italia e il mondo ricordano l’Olocausto. Ma fanno scalpore le parole pronunciate da Berlusconi su Mussolini durante le celebrazioni. All’uscita dal museo della Shoah l’ex premier è stato contestato. Prima che salisse a bordo dell’auto si sono sentiti dei fischi e anche qualche ‘buffone’.

Berlusconi
‘Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene’. Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi a margine della commemorazione della Giornata della Memoria a Milano. Secondo Berlusconi l’Italia “non ha le stesse responsabilità della Germania’ ma ‘ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole’.

‘Non si possono più ripetere quelle vicende che qui iniziarono – ha proseguito -, solo mettendosi nei panni dei deportati si può capire quali vortici di tragedia si raggiunsero’. Berlusconi ha spiegato che ‘l’Italia preferì’ essere alleata alla Germania di Hitler piuttosto che ‘contrapporvisi’ e ‘dentro questa alleanza ci fu l’imposizione della lotta contro gli ebrei’.

Monti
‘Il rischio della segregazione e dell’antisemitismo è ancora ben presente’. Lo ha detto il premier Mario Monti dopo aver visitato, al binario 21 della stazione di Milano, i convogli con i quali furono deportati gli ebrei milanesi verso i capi di sterminio. Monti è in compagnia della moglie Elsa.

Stretta di mano
Cordiale stretta di mano e una breve conversazione tra il premier Mario Monti e il suo predecessore Silvio Berlusconi stamani a Milano prima dell’inizio della cerimonia di inaugurazione del museo della Shoah in Stazione Centrale.

La contestazione
Ci sono stati momenti di contestazione per l’ex premier Silvio Berlusconi quando ha lasciato stamane il museo della Shoah. Prima che salisse a bordo dell’auto si sono sentiti dei fischi e anche qualche ‘buffone’.

Di Pietro: Berlusconi caricatura di Mussolini
Silvio Berlusconi ‘non è né più né meno che la caricatura’ di Benito Mussolini. Lo ha detto Antonio Di Pietro, leader dell’Idv oggi a Milano a margine della presentazione dei candidati che correranno alle prossime elezioni regionali. L’ex magistrato, commentando le parole su Mussolini pronunciate dall’ex premier questa mattina in occasione della Giornata della Memoria, ha affermato: ‘egli non è né più né meno che la caricatura del primo’.

Il Papa
Il ricordo dell’ ‘Olocausto e delle vittime del nazismo’, ‘immane tragedia che colpì duramente soprattutto il popolo ebraico’, chiede il Papa, rappresenti ‘un monito costante’ a non ripetere gli ‘errori del passato’, superare ‘ogni forma di odio e di razzismo’ e promuovere ‘rispetto e dignità della persona umana’.

Gattegna: Da Berlusconi frasi sconcertanti e destituite di senso morale 
Le parole di Silvio Berlusconi sul fascismo sono ‘sconcertanti’ e dimostrano quanto l’Italia ‘fatichi a fare seriamente i conti con la propria storia’. Lo ha detto Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane.

‘Le dichiarazioni rilasciate a Milano a margine dell’inaugurazione del Memoriale Binario 21 dal leader del Pdl Silvio Berlusconi nel corso di un’intervista trasmessa dalla Rai appaiono non solo superficiali e inopportune, ma, là dove lasciano intendere che l’Italia abbia deciso di perseguitare e sterminare i propri ebrei per compiacere un alleato potente, destituite di senso morale e di fondamento storico’, ha osservato Gattegna.

Gattegna ha aggiunto: ‘Le persecuzioni e le leggi razziste antiebraiche italiane, come è noto, hanno avuto origine ben prima della guerra e furono attuate in tutta autonomia sotto la piena responsabilità dal regime fascista, in seguito alleato e complice volenteroso e consapevole della Germania nazista fino a condurre l’Italia alla catastrofe. Furono azioni coerenti nel quadro di un progetto complessivo di oppressione e distruzione di ogni libertà e di ogni dignità umana. Tali sconcertanti dichiarazioni secondo le quali nel corso della Shoah da parte italiana ‘Ci fu una connivenza non completamente consapevole’ e ‘Responsabilità assolutamente diverse’ rispetto a quelle tedesche, sono da respingere e dimostrano quanto ancora l’Italia fatichi, al di là delle manifestazioni retoriche, a fare seriamente i conti con la propria storia e con le proprie responsabilità’.

In serata il Cavaliere fa dietro front: ‘Fu dittatura. Frasi strumentalizzate dalla sinistra. Pensavo questo dato fosse chiaro’

‘Non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista, lo ribadisco, anche se pensavo che questo dato fosse chiaro per tutta la mia storia politica passata e presente’. Lo ha precisato Silvio Berlusconi ritornando con una dichiarazione sulle sue parole di questa mattina sul fascismo.

‘Mi spiace che qualcuno da sinistra abbia cercato di imbastire una speculazione politica sulle mie dichiarazioni, evidentemente con la finalita’ di fare campagna elettorale’. Lo afferma Silvio Berlusconi commentando le critiche a lui rivoltegli dopo le sue dichiarazioni di stamani a Milano su Mussolini e il fascismo.

Benigni su Fornero: ma quanti dannati ci sono all’Inferno?

English: Italian actor and director Roberto Be...

English: Italian actor and director Roberto Benigni won an award in Terni in the “Events Valentine” Italiano: Roberto Benigni viene premiato a Terni durante le “Manifestazioni valentiniane” (Photo credit: Wikipedia)

Il comico toscano Roberto Benigni si interroga a Ballarò sulla ministro del Lavoro Elsa Fornero e i conti degli ‘esodati’.

Nel giorno in cui si vota l’ennesimo emendamento a una riforma del Lavoro alla quale tanto si aspira e mai si arriva, trovando un happy end che renda felici tutti (senza per questo dover necessariamente accennare all’assistenzialismo di cui ha parlato Maroni, tanto tempo fa?)

La ministra è contenta. Perché sostenuta dal Wall Street Journal che la intervista, lei stessa sostiene ‘Questa riforma non è perfetta, ma è buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro’.

Per la ministra ”obiettivo della riforma è far cambiare agli italiani il loro comportamento in molti sensi’. Per prima cosa, riguardo al lavoro. Anche se sancito costituzionalmente, (Art.37, il 31 è quello che sancisce il diritto alla famiglia) secondo la nuova mentalità che va diffusa, il lavoro non è più un diritto e va guadagnato.

‘Stiamo cercando di proteggere le persone e non il loro posto di lavoro – dice la ministra degli esodati, nel bene e nel male. Il posto di lavoro non è un diritto. Si deve guadagnarlo, anche attraverso i sacrifici’.

E ritemprando le stanche membra di un popolo italiano prostrato dai campionati europei, l’eterna maratona che oggi vede scendere in campo il Portogallo di Ronaldo contro la Furia rossa spagnola (domani tocca a noi contro la nazionale di casa Merkel) facendo ancora una volta appello all’anelito estremo che noi tutti italiani, azzurri o di altro colore, abbiamo e dobbiamo continuare ad avere, prima e dopo la seconda guerra mondiale, il ventennio fascista, quello quasi berlusconiano ( più che di ventennio, perché è durato 16 anni, possiamo parlare proprio di bordello e anche alla vecchia maniera, anche se un po’ più sofisticata) vecchia e nuova Repubblica, mani sporche dalle continue ricerche di terremoti veri e sinceri o idealogici, catastrofi insomma e non solo mediatiche, con i grillini che occupano occupano le poltrone da primi cittadini di città che del Parlamento leghista ne hatto fatto beffa, e Beppe Grillo che chiede al Financial Times, tramite la penna di Beppe Servegnini, di fare chiarezza, perché sì anche lui è un comico anche se politicamente e civilmente impegnato è bene fare sapere al mondo che non è Benito Mussolini, abbiamo bisogni di simboli. E cosa c’è di meglio per gli italiani pensare al lavoro come a un simbolo, di autostima e integrità sociale, di sacrificio e prostrazione di fatica e sudore, di graffi e morsi per poter continuare a dire ‘sì ho un lavoro’  piuttosto che ‘sono in cerca’. Allora – e dato anche che Cicchitto minaccia di far saltare Monti e il suo governo se non si sbrigano ad attivare le ferie – ecco che bando alle ciance si velocizza tutto, niente polemiche  ed estenuanti dibattimenti televisivi sulla possibilità di modificare la Costituzione italiana (ricordate quel parlamentare in quota Pdl che voleva riformare la costituzione per dare più forza alle imprese?) Andiamo giù dunque con una breve intervista alla ministra coraggiosa. Anche questa su un giornale estero, straniero. Come per dire ‘toc, toc, si può?

Chi è che ha lasciato fuori dalla porta la ministra del Lavoro?  

Nella riforma del Lavoro che oggi sarà approvata definitivamente dalla Camera ‘non ci sono intoccabilità’, ha detto il ministro del Lavoro, questa mattina, ai microfoni di Radio anch’io su RadioUno. ‘La cosa importante – ha aggiunto – è far partire questa riforma che ha un insieme di elementi positivi per i giovani, gli ammortizzatori sociali e contiene le premesse perché l’apprendistato divenga una modalità di ingresso nel mondo del lavoro’.

La ministra del Lavoro e delle nuove parole (esodati al posto di pensionati, apprendistato invece di stage tirocinio), come la torcia Olimpica, riaccende le speranze. E a questo punto ci sarebbe proprio da dire che è tutta una questione psicologica, come ha detto Prandelli, ct in nazionale, prima di portare i suoi in Polonia e Ucraina.

Cosa dicono i confederati, estremi oppositori di una possibile riforma del Lavoro che ci renderebbe un po’ più europei e un po’ meno italiani da commedia wertmulliana degli anni settanta?

Bonanni non ci sta. Del resto il contratto di lavoro nazionale, qualunque esso sia va difeso e a spada tratta. Perché? Perché l’identità del popolo italiano (sovrano o Sopranos?) va difesa, anche quella, lavoro si lavoro no.

‘Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisognerebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo criterio dell’Aspi, proprio per non creare difficoltà ai lavoratori. Sul resto, meno si tocca e meglio e; d’altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare’, ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni. ‘Il rilancio – aggiunge – si realizzerà solo se pagheremo meno le tasse, meno l’energia, se avremo più infrastrutture’. Allora si che ci vuole il detto ‘Cosa dice la mamma Rocca?’

L’aula della Camera intanto ha approvato la fiducia al terzo articolo del ddl di riforma del mercato del lavoro. I si sono stati 447, i no 76 mentre 27 gli astenuti.

Meglio Benigni!


http://www.governo.it/governo/costituzione/1_titolo3.html

Beppe Grillo contro il Financial Times: il satiro politico paragonato a Mussolini. ‘Non sono il Duce’

Qualche giorno fa il Financial Times in un articolo dal titoloThe allure of Italy’s Jiminy Cricket – Il fascino del Grillo Parlante in Italia’ a firma Beppe Servegnini, ha paragonato Beppe Grillo a Mussolini. E il comico genovese, in tutta risposta, ha scritto al quotidiano economico, prendendolo come un ‘deliberato attacco al Movimento cinque Stelle‘, da lui rappresentato. ‘Siamo la forza politica del nostro paese, l’Italia – ha detto Grillo – alla cui vita partecipiamo con trasparenza’.

L’articolo ripreso oggi dai principali giornali nazionali è considerato un ‘oltraggio’. Beppe Grillo insomma non ci sta e scrive al Financial Times in risposta ad un commento pubblicato dal quotidiano finanziario lo scorso 5 giugno, che, sostiene Grillo, costituisce un ‘attacco deliberato al movimento democratico che io rappresento’.

‘Sono stato paragonato a Benito Mussolini, un dittatore. Per me – dice Mr Grillo questo è un oltraggio. Il Movimento 5 Stelle è stato accusato di  Populismo 2.0 quando è esattamente l’opposto. In Italia, i partiti politici hanno occupato ogni spazio nell’industria, nelle banche, nei media, ecc. Non viviamo più in una democrazia, ma in una partitocrazia’. Nella lettera al prestigioso Financial Times come lo stesso comico lo ha definito, Grillo sottolinea come il suo movimento ‘al contrario degli altri partiti, ha rifiutato ogni finanziamento pubblico, anche quando è accreditato del 20 per cento dei voti’. Quindi continua ‘a soli due anni e mezzo dalla sua costituzione rappresenta la seconda forza politica in Italia’.

‘L’obiettivo del Movimento 5 stelle è quello di consentire una maggiore partecipazione dei cittadini, senza l’intermediazione dei partiti, raggiungendo così l’obiettivo di una democrazia reale’. La filosofia del movimento Cinque Stelle – spiega ancora Grillo – può essere riassunta in due parole: trasparenza e partecipazione, due cose possibili grazie alla diffusione di internet’.

http://www.beppegrillo.it/movimento/

Enrico Berlinguer hot topic su Twitter

‘Certo che vedere Enrico Berlinguer e Mussolini insieme nei TT è impressionante’. Con l’hashtag #crisi, quando accendiamo Twitter, è il primo di una lunga lista sul politico italiano autore della prima riforma universitaria. Tornato sugli spalti mediatici, Rete inclusa, come hot topic del giorno fra i cinguettii di Twitter, Enrico Berlinguer continua a far parlare di se. Ma perché twittopolis, questo l’avatar di chi ha twittato, si accanisce tanto sul politico che ha firmato la scissione del partito comunista italiano da quello russo (Compresso storico)?

Oggi è l’anniversario della morte del politico e La storia siamo noi di Gianni Minoli, gli dedica una puntata. Enrico Berlinguer il segretario più amato del Pci e della Prima Repubblica (Benigni lo ha anche preso in braccio) si è spento all’età di 62 anni, l’11 giugno del 1982 quando Craxi era presidente del Consiglio e Sandro Pertini della Repubblica. Pagine Facebook dedicate, un sito internet in italiano, il primo del Web, Wikipedia, lo ricordano e continuano a parlarne. Perché?

Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e l’ingiustizia.” E. Berlinguer

http://www.enricoberlinguer.it/
http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/2011/06/11/il-decalogo-della-questione-morale/

Blog at WordPress.com.