Cuccioli di Green Hill cercano casa

I BEAGLE AFFIDABILI A FAMIGLIE DAI PROSSIMI GIORNI

I 2500 beagle dell’allevamento di Green Hill potranno essere affidati dai prossimi giorni. La Procura della Repubblica di Brescia ha dato alle associazioni denuncianti LAV e Legambiente la custodia giudiziaria dei cani che man mano potranno uscire dall’allevamento per la vivisezione. Il Corpo Forestale dello Stato è stato incaricato della redazione dei verbali di affidamento con i microchip dei singoli animali che saranno consegnati.

Da venerdì prossimo via agli affidi presso il Corpo Forestale dello Stato di Brescia. Si tratta dei 2.500 beagles d’allevamento nell’azienda Green Hill di Montichiari, nel Bresciano. Sequestrata la scorsa settimana dal Corpo Forestale dello Stato a causa della  vivisezione praticata nei laboratori su esemplari cuccioli di cani Beagle, Green Hill ha inizialmente potuto tenere gli animali, allevati in condizioni non idonee e che ora sono in cerca di una famiglia: le richieste di affido si potranno inviare on line compilando il modulo sul sito di Legambiente, Lav e delle associazioni che hanno aderito all’operazione ‘Sos Green Hill‘.

 La procedura da seguire per fare richiesta di affidamento è semplice: chi è interessato devono compilare un modulo on line che si trova sull’home page del sito della Lav, di Legambiente o dalle altre associazioni di ‘Sos Green Hill’ che sono: Apnec – Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili, Avcpp – Associazione Volontari Canile Porta Portese, Comitato ‘Montichiari contro Green Hill’, Coordinamento ‘Fermare Green Hill’, Enpa, Lav, Leidaa, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Libertas, Occupy Green Hill, Oipa, Vita da Cani.

Le candidature raccolte da quest’ultime saranno poi inoltrate a Legambiente e Lav, alle quali la Procura della Repubblica di Brescia ha affidato la custodia giudiziaria dei cani e che si occuperanno in un secondo step della selezione delle persone idonee all’affido temporaneo dei cani. Le associazioni ricordano che i beagle verranno dati in affido temporaneo fino a altre disposizioni della Magistratura.

I Beagles di Green Hill in cerca di una casa sono davvero tanti: circa il 50% dei cani sequestrati sono cuccioli dai tre agli otto mesi, ci sono poi cani adulti (al massimo di tre anni) e fattrici, molte delle quali gravide. L’obiettivo di Lav e Legambiente è quello di trovare per ogni beagle, a seconda dell’età, del sesso e delle condizioni dell’animale, la famiglia o le persone più adatte a loro. Al momento viene chiesta anche la possibilità di affidare più cani alla stessa famiglia. E per limitare al massimo lo stress del trasporto viene richiesta la residenza nel centro-nord o comunque di un’area geografica non troppo distante dall’allevamento bresciano. Ciò non esclude da parte dei residenti di altre parti d’Italia di inviare la propria candidatura.

Infine per chi avesse a casa già altri animali, si ricorda che debbono essere vaccinati, sterilizzati e docili con gli altri cani.

Per affrontare l’emergenza – l’Autorità Giudiziaria ha posto sotto sequestro anche il mangime, disponibile per soli 60 giorni – e sostenere il più grande atto giudiziario in tema di diritti degli animali in Italia, le Associazioni hanno intenzione di coinvolgere tutto il mondo animalista e ambientalista e già da oggi riuniranno a Roma il Coordinamento Fermare Green Hill con ‘Vita da cani‘, Occupy Green Hill, il Comitato Montichiari contro Green Hilll e le sigle della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente (Enpa, Leidaa, Lega nazionale difesa del cane, Oipa).

Sulle homepage e nelle sedi nazionali delle Associazioni e dei Comitati elencati sarà quindi possibile ora e ufficialmente candidarsi ad adottare un beagle liberato da Green Hill: cuccioli, fattrici, cani adulti e i cani che erano già pronti e in partenza per essere oggetto di sperimentazione. L’operazione ribattezzata ‘SOS Green Hill‘ è molto gravosa: la Procura ha dato l’affidamento a titolo gratuito, e costerà alle Associazioni e ai Comitati che conteranno sul sostegno di iscritti, sostenitori e cittadini.

La Procura della Repubblica di Brescia mantiene il sequestro probatorio dell’allevamento e dei cani nella struttura affidato per le responsabilità giuridiche a Comune di Montichiari, Asl, e società Green Hill.

http://www.lav.it/
www.legambiente.it
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/18/green-hill-sottosequestro-lallevamento-di-montichiari-con-2-500-beagles/
https://cookednews.wordpress.com/2012/04/29/blitz-anti-green-hill-in-manette-12-attivisti-hanno-liberato-alcuni-beagle/

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Green Hill: sottosequestro l’allevamento di Montichiari con 2.500 beagles

Un’ordine di sequestro preventivo campeggia da questa mattina sui cancelli dell’allevamento Green Hill di Montichiari, più volte contestato da partecipati cortei di animalisti, alcuni dei quali sono anche stati arrestati durante un blitz per la liberazione dei cani beagles. 2.500 quelli allevati a Montichiari, dove Green Hill è stata costretta a chiudere per ‘sequestro probatorio’, destinati alla sperimentazione.

Gli agenti del Corpo forestale dello stato e della Digos della Questura di Brescia hanno posto i sigilli su ordine del pm Ambrogio Cassiani: il reato ipotizzato è di maltrattamento di animali nei confronti di tre persone ai vertici di Green Hill.

Due i problemi che hanno fatto scattare il sequestro. La procura ipotizza che i beagle siano utilizzati non solo a fini scientifici, ma anche per ricerche connesse alla cosmesi e questo non risulta essere in linea con la legislazione italiana. Un’accusa che Green hill respinge con forza, definendola ‘infondata’. Sotto i riflettori della magistratura anche le condizioni in cui sono custoditi i cani. Il beagle è un segugio e necessita di vivere all’aria aperta, non in gabbie come nella struttura di Montechiari. Per capire la destinazione degli animali e le condizioni in cui vivevano sono al lavoro gli agenti della Digos, che hanno già sentito i dipendenti di Green Hill.

Sull’effettivo numero dei cani che si trovano all’interno dell’allevamento ancora qualche dubbio. I beagle restano nell’allevamento e non potranno essere portati fuori, gli stessi rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari insieme al sindaco della cittadina lombarda e all’Asl. D’obbligo la cura e l’alimentazione degli animali.

Il sequestro dell’azienda che fa capo alla danese ‘Great Divide Aps’ è stato accolto con gioia dalle associazioni animaliste, che da mesi seguono la vicenda, battendosi con forza per la chiusura definitiva.

Il 28 aprile davanti i laboratori di Montichiari posti di blocco, tafferugli e resistenza contro le forze dell’ordine da parte dei manifestanti dopo l’ennesimo annuncio di un trasporto di animali all’interno della struttura, portarono all’arresto di alcuni attivisti. Finirono in carcere per un paio di giorni tredici ambientalisti colpevoli di aver fatto irruzione nella Green Hill e liberato alcuni cuccioli.

L’8 maggio scorso nuove proteste in una settantina di città, molte delle quali estere.

Entusiasta anche Brigitte Bardot, convinta animalista: ‘E’ la prima buona notizia dell’anno e sono contenta che arrivi dall’Italia, il mio Paese del cuore. Questo allevamento vergognoso deve chiudere definitivamente i battenti, perché non abbiamo il diritto di abbandonare migliaia di cani all’inferno, povere cavie sacrificate per una scienza senza coscienza’.

Alla soddisfazione degli animalisti che chiedono l’approvazione della legge comunitaria per una ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile, risponde l’azienda: ‘Siamo sconcertati dal clima di persecuzione a cui stiamo assistendo, arrivato al punto di bloccare un’attività che dà lavoro a decine di dipendenti per cercare di dimostrare la validità di accuse pretestuose respinte nei fatti da innumerevoli ispezioni’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/04/29/blitz-anti-green-hill-in-manette-12-attivisti-hanno-liberato-alcuni-beagle/

Blitz anti Green Hill, in manette 12 attivisti: hanno liberato alcuni beagle

Sono entrati ieri in uno degli allevamenti dediti alla vivisezione, riuscendo a liberare alcuni esemplari di Beagle destinati al mercato estero. Per dodici animalisti che da sabato scorso hanno presieduto il canile di Montichiari sono così scattate le manette. I reati contestati vanno dalla rapina impropria al furto aggravato da irruzione in proprietà privata, dalla violazione di domicilio all’occupazione di terreni ed edifici, dal danneggiamento alla resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. Denunciato anche un minorenne. Gli attivisti tratti in arresto provengono dalla Romagna, Toscana, Torino, Treviso, Roma e Milano.

Secondo la Questura di Brescia durante la manifestazione di ieri, alla quale hanno preso parte numerosi collettivi fra cui anche Occupy Green Hill, erano in circa 1.400. Intorno alle ore 16.30, in prossimità dell’imbocco del sentiero che conduce alla collina   sede dell’azienda, uno spezzone si è staccato e alcuni animalisti hanno tentato ripetutamente di raggiungere il Green Hill attraverso i campi.

Gli attivisti sono stati fronteggiati e respinti diverse volte dai reparti delle forze dell’ordine ‘con manovre dissuasive senza che fosse operata alcuna violenza nei confronti dei manifestanti‘. Poco dopo, prosegue la versione della Questura, un gruppo di 150 manifestanti ha raggiunto le recinzioni da una zona boschiva e laterale. Anche questi sono stati bloccati, ma successivamente circa 30 persone ha fatto irruzione dalle recinzioni, utilizzando del materiale di risulta dell’azienda stessa e tronchesi.

Una decina di queste persone sono state bloccate tra la prima e la seconda recinzione e successivamente allontanate da personale della Digos.

Secondo Fermare Green Hill, l’azienda di Montichiari alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri per la sperimentazione come lo Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande in Europa, ad avere rapporti commerciali con le sedi dell’azienda che si occupa dell’allevamento degli animali.

E sempre secondo Fermare Green Hill, ogni mese sono 250 i cani destinati a finire negli stabulari e sui tavoli operatori dei vivisettori.

Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano di cani beagle da laboratorio, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, l’attenzione si è spostata su Montechiari.

Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. ‘Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale’ denunciano gli animalisti. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori’.

Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. Marshall è un nome tristemente noto in tutto il mondo in quanto è la più grande ‘fabbrica’ di cani da laboratorio che esista. Il beagle Marshall è addirittura uno standard di varietà.

Con l’acquisto di Green Hill come sede europea e la costruzione di un enorme allevamento in Cina, Marshall sta portando avanti un piano di espansione e di monopolio. Il progetto di ampliamento prevede la costruzione di altri capanni a Montichiari per arrivare ad avere 5.000 cani nell’allevamento Green Hill, che diventerebbe il più grande allevamento di cani beagle in Europa.

Si possono comprare cani di tutte le età, il prezzo varia dai 450 ai 900 euro anche per gli animali gravidi o che sia richiesto l’intervento chirurgico.

Aggiornamento

I cani tolti a Green Hill sono più di trenta, ma soltanto una decina fra questi sono stati affidati alla polizia e in parte all’Asl.

http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.it/
http://www.occupygreenhill.it/
www.fermaregreenhill.net
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