Terremoto: venti indagati per la morte di quattro operai, sale a 7mila il numero degli sfollati

Sono una ventina gli indagati per il crollo dei capannoni dopo il terremoto in Emilia, che ha causato la morte di quattro operai. Il reato ipotizzato dalla procura di Ferrara è omicidio colposo. Si tratta dei progettisti e tecnici dell’Ursa di Bondeno, delle Ceramiche Sant’Agostino e della Fonderia Tecopress. L’Abi intanto ha previsto un plafond di 800 mln per finanziamenti a tassi agevolati e moratoria sui mutui per le zone colpite. L’obiettivo – ha detto Errani- è accelerare la ricostruzione. Oggi i primi funerali.

I morti sono operai rimasti sotto le macerie di due capannoni. Tarik Nauch, operaio marocchino di 29 anni, rimasto schiacciato dal tetto di un’azienda crollato insieme a un silos all’esterno della struttura. Era a lavoro presso un’azienda di polistirolo espanso di Bondeno, che lavora a ciclo continuo e il cui capannone, in località Ponte Rodoni, è crollato dopo la scossa più forte. Il suo turno di notte alla Ursa sarebbe terminato alle 5. Con lui c’erano altri colleghi che non hanno riportato ferite.

Le altre due vittime sono due operai, dipendenti di una fabbrica di ceramica crollata a Sant’Agostino di FerraraNicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6 al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche. Un altro operaio, Gerardo Cesaro di 59 anni,  ha perso la vita mentre lavorava in turno alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino, dato in un primo momento per disperso nel crollo del tetto della fabbrica.

A meno di una settimana dal terremoto che ha colpito le province di Ferrara, Modena e Bologna e che ha provocato la morte di 7 persone, è salito a circa 7.000 il numero degli sfollati. Al momento vengono ospitati in 12 campi di accoglienza, 46 strutture di accoglienza al coperto (palestre, strutture comunali ecc.) e 14 alberghi. Lo ha comunicato l’Agenzia regionale di protezione civile. 

‘A fronte delle nuove richieste di assistenza avanzate dai cittadini – hanno spiegato dalla Protezione civile – è stato necessario ricorrere a 4 nuovi moduli da 250 posti ciascuno, forniti dalle Regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e dall’associazione nazionale di Volontariato delle Misericordie che arriveranno in giornata’.

Sono circa 1.200 i volontari impegnati nelle zone terremotate, di cui 700 provenienti dall’Emilia-Romagna e 500 da altre regioni.

https://cookednews.wordpress.com/2012/05/20/terremoto-scossa-di-magnitudo-6-richter-sette-le-vittime-e-decine-i-feriti-epicentro-nel-ferrarese/

Nuova scossa di terremoto magnitudo 5.1: grave un vigile del fuoco, 3mila gli sfollati

E’ successo a Finale nel Ferrarese, dopo una nuova scossa di terremoto di magnitudo 5.1 delle 15:18. Un vigile del fuoco è stato estratto dalle macerie di un muro crollato ed è grave. Secondo la Protezione Civile sono 3mila gli sfollati tra Modena, Ferrara e Bologna. ‘Stiamo allestendo una colonna mobile di 1.200 posti letto – ha detto il responsabile della Protezione Civile per la regione Demetrio Egidi. Con le Marche attiveremo altri 2 moduli da 150 posti letto con cucina. Abbiamo allertato anche Veneto, Friuli e Trentino per avere altre due strutture mobili’. Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna chiede lo stato di emergenza.

‘Danni significativi soprattutto al patrimonio culturale ed ecclesiastico sia in provincia di Ferrara, soprattutto a Sant’Agostino, sia di Modena dove Finale Emilia è stata la cittadina più colpita”, ha detto il capo del dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli che ha confermato in sei le vittime, una delle quali una donna morta per malore dopo la scossa.

‘In questo momento è prioritario dare assistenza alla popolazione e poi fare un’attività di ricognizione attenta. Priorità assoluta è che le persone siano nelle condizioni di passare la notte in condizioni accettabili’, ha aggiunto Gabrielli. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, chiederà al Governo lo stato di emergenza nazionale. Anche la Regione Lombardia ha chiesto lo stato di emergenza. Ne ha dato notizia il presidente Roberto Formigoni dopo una prima rilevazione dei danni provocati dal sisma che, in diversi comuni del mantovano, appaiono assai rilevanti.

 

Terremoto: scossa di magnitudo 6 Richter, sette le vittime e decine i feriti. Epicentro nel Ferrarese

Tre scosse di terremoto questa notte anche colpito la parte Nord di Bologna, coinvolgendo buona parte del territorio del Ferrarese, fino a raggiungere Milano e il Veneto. Con 7 vittime e decine di feriti, un numero ancora da verificare, rimane la Romagna la regione più colpita dalla scossa più forte,  magnitudo 6 intorno alle 4 di notte. Le vittime sono quattro operai schiacciati nel crollo di un tetto,  lavoravano in due diverse aziende del Ferrarese, nella zona di Bondeno e due donne decedute per lo spavento. Ma il bilancio sembra destinato a crescere man mano che i soccorsi raggiungono casolari isolati o piccoli paesi intorno all’epicentro del terremoto. Una donna di 37 anni, Gabi Ehsemann, è morta a San Pietro in Casale, nel Bolognese, forse per un malore legato allo spavento. E’ una donna di 83 anni del ferrarese, Anna Abeti, già colpita da Ictus una decina di giorni fa, la settima persona deceduta in seguito al terremoto: secondo i carabinieri di Ferrara, la donna avrebbe accusato un malore – che ne ha causato poi la morte – arrivando all’ospedale di Sant’Anna solo in tarda mattinata, mentre la forte scossa di terremoto avvertita nel ferrarese in un buona parte della regione risale alle prime ore del mattino. A Sant’Agostino è deceduta, colpita da un calcinaccio, Nerina Balboni di 103 anni. In Toscana e Lombardia sono stati sfollati numerosi centri abitati col maltempo in arrivo. Altre scosse nella notte fra domenica e lunedì.

Per alcune ore il sisma ha interessato la zona fra Modena, Mantova e Rovigo con una scossa di magnitudo di 4.1. I morti sono operai rimasti sotto le macerie di due capannoni. A Sant’Agostino, sempre nel Ferrarese è caduto anche un campanile. Le verifiche sono ancora in corso, ma si sa già che una delle vittime è un operaio marocchino di 29 anni, Tarik Nauch, è rimasto schiacciato dal tetto dell’azienda che è crollato assieme ad un silos all’esterno della struttura. Era a lavoro presso un’azienda di polistirolo espanso di Bondeno, che lavora a ciclo continuo e il cui capannone, in località Ponte Rodoni, è crollato dopo la scossa più forte. Il suo turno di notte alla Ursa sarebbe terminato alle 5. Con lui c’erano altri colleghi che non hanno riportato ferite.

Al momento risulterebbero dei crolli di capannoni e campanili anche a Cento (Ferrara) e a Finale Emilia, in provincia di Modena, dove sarebbe venuta giù una casa apparentemente disabitata. Anche le altre due vittime sono due operai, dipendenti di una fabbrica di ceramica crollata a Sant’Agostino di Ferrara. Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6 al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche. Un altro operaio, Gerardo Cesaro di 59 anni,  ha perso la vita mentre lavorava in turno alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino, dato in un primo momento per disperso nel crollo del tetto della fabbrica.

La Protezione civile della Romagna, a circa mezz’ora di distanza dalla scossa di magnitudo 5.9, ha cominciato a ricevere le prime segnalazioni di danni nella regione. E’ stata attivata la sala operativa a Bologna e sono in corso controlli a tappeto. Una chiesa a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, è andata distrutta.

Da New York, una telefonata ha avvertito il centralino del 113 di Roma che una bimba di cinque, Vittoria Vultaggio, ha rischiato di rimanere sotto le macerie di un palazzo. Da Roma è stata chiamata Modena e la bimba è stata salvata. A chiamare è stato il figlio di una famiglia vicina di casa della bambina che abita a New York e che aveva telefonato ai genitori per sapere come stavano. I genitori gli hanno detto che non riuscivano a chiamare i soccorsi per problema di linea e hanno sollecitato il figlio che lavora alla Columbia University a chiedere aiuto.

Le scosse, la più forte di magnitudo 6 (secondo lUsgs – U.S. Geological Survey – che ha aggiornato i dati in mattinata rispetto al 5.9 della scala Richter) e con un epicentro a 5,1 chilometri di profondità sono state avvertite anche in  in Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Squadre dei pompieri sono a lavoro per verificare la staticità di numerose strutture. Nessuna conseguenza per le popolazioni.

Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto è stato nella zona di Finale Emilia, nel modenese e l’area più prossima comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i piu’ vicini all’epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di Cento, e quelli ferraresi di Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

Il terremoto è stato forte quasi quanto quello, di magnitudo 6.2, che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila. Degli altri recenti grandi terremoti in Italia, quello del 1976 in Friuli è stato di magnitudo 6.2, quello dell’Irpinia (1980) di magnitudo 6.8, quello di Umbria e Marche (1997) di magnitudo 5.6.

Alle 7,45 sono stati ripristinati tutti i collegamenti ferroviari nelle zone colpite dal sisma. Aperte anche le linee ad Alta Velocità Bologna-Milano e Bologna-Firenze. Restano da riattivare solo la tratta Bologna- Rovigo e Bologna-Poggio Rusco dove – spiegano le Fs – ‘le ricognizioni tecniche previste dai protocolli di sicurezza per verificare l’integrità delle infrastrutture, avviate ovunque nel corso della notte, sono in corso di ultimazione’.

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