‘Pdl fascista’ e i berlusconiani si dissociano: Vendola incendia il 25 aprile

vendola-interna-nuovaPdl fascista‘ e i berlusconiani si dissociano dalla cerimonia del 25 aprile celebrata a Bari. Ad incendiarla, da Milano, il governatore Nichi Vendola con una dichiarazione al vetriolo con la quale ha accostato i berlusconiani ai fascisti. ‘Se avessimo dovuto ispirarci all’esperienza del Cln erano altri gli alleati da cercare, nel Comitato di liberazione nazionale c’erano tutte le forze tranne una: i fascisti’.

Parole ritenute inopportune dal Pdl barese che, pochi minuti dopo, ha deciso di reagire alle ‘dichiarazioni indegne e oltraggiose del presidente Vendola, che ha definito il Pdl come un nuovo fascismo‘. Per questo il vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri (Pdl), ‘ha deciso di non prendere parte alla cerimonia commemorativa del 25 aprile al Sacrario di Bari, per non sfilare al fianco del delegato del presidente Vendola’.

‘In una giornata tanto importante e significativa per il nostro Paese – ha scritto in una nota Altieri – in cui si celebrano i valori dell’unità nazionale, della libertà e della democrazia, non si può accettare, né tollerare da un alto rappresentante delle istituzioni come il presidente della Regione, Nichi Vendola, un attacco tanto indegno quanto becero ad uno dei maggiori partiti politici italiani. Per questo – conclude – non avrei mai potuto depositare una corona d’alloro al fianco del delegato del presidente Vendola, che ancora una volta non ha perso occasione per fare una brutta figura e rovinare questa importante festa’.

Su Twitter: #25aprileBuon 25

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Vendola a ‘In 1/2 ora’: ‘Prodi un nome autorevole, intollerabile la sua esclusione’

vendola-trasm_inmezzora-lapresse-258‘Io non vorrei mettere in imbarazzo Prodi che non ha bisogno di avvocati difensori perché è un nome autorevole’ anche a livello internazionale. Lo ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola alla trasmissione di Lucia Annunziata, ‘In 1/2 ora’ su Rai3, parlando dei candidabili al Quirinale. ‘Indicare un candidato può significare bruciarlo’, soprattutto da parte di un partito piccolo, ma ‘trovo intollerabile che si possa pensare l’esclusione di Romano Prodi‘, ha aggiunto. Ieri, dal palco di Bari, Silvio Berlusconi aveva innalzato un muro sul cammino di Romano Prodi verso il Quirinale, eventualità da lui sempre fortemente osteggiata. È trapelato dalle sue parole il timore che ci possa essere ‘un inganno’ sull’elezione al Colle, allettandolo con nomi di facciata per poi lasciarlo fuori dalla corsa.

Specie in questo momento dove torna il rischio di ‘una guerra nucleare’, per Vendola serve una figura in grado di ‘far tornare in campo la vocazione pacifista del nostro Paese sancita dall’articolo 11 della Costituzione’. Altra caratteristica del nuovo inquilino del Colle – ha proseguito Vendola – deve essere quella di ‘ridare dignità al tema del lavoro togliendolo dalla condizione di vassallaggio nel quale è precipitato in questi anni’.

‘In generale e in astratto – ha detto Vendola – va bene ricercare il massimo punto di convergenza tra le forze politiche nell’elezione del Presidente della Repubblica, ma se qualcuno pensa che quelle del Quirinale siano prove per il trasformismo di chi vuole annegare ogni differenza tra destra e sinistra, si sbaglia’. Ecco, dunque, i paletti del leader di Sel alla ricerca di un’intesa con il centrodestra sul nome del candidato al Colle.

Per l’elezione del nuovo capo dello Stato si può seguire il ‘metodo Boldrini‘, quello con cui si è arrivati all’elezione della presidente della Camera e del presidente del Senato, ha suggerito Vendola. ‘Invece di esorcizzare il terremoto’, dopo le elezioni ‘io ho detto a Bersani: rompiamo il tabù’. Nel M5s c’è ‘un deposito di energie fresche indispensabili per dare una prospettiva al Paese. Nel governissimo, nell’inciucio c’è la puzza della vecchia politica’ e allora ‘credo che dobbiamo incamminarci su quella strada’. Appena ci si è incamminati ‘abbiamo immaginato che i presidenti della Camera e del Senato’ dovessero essere due personalità capaci ‘di dare speranza a un Paese stremato’.

Berlusconi pensa che la cultura media dell’italiano medio sia assolutamente scadente, che si forma con la tv commerciale e che la comunicazione politica deve essere una pancera elastica che aderisce al basso ventre. La politica per me è educazione, il mondo non è semplice, bisogna imparare la complessità per dominarla.’ In questo modo Vendola ha replicato a Silvio Berlusconi che ieri, durante il suo comizio a Bari, ha ironizzato sul linguaggio e sul modo incomprensibile di esprimersi utilizzato, a suo dire, dal presidente della Puglia.

(fonte il Sole24ore)

Omicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari: freddato il boss emergente Giacomo Caracciolese

Giacomo CaraccioleseOmicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari. Giacomo Caracciolese, 32 anni, pregiudicato considerato il boss emergente del quartiere, è stato crivellato di colpi intorno alle 9,30 in via dei Mille, nel quartiere di San Pasquale. L’uomo è stato atteso sotto casa dai killer che gli hanno sparato decine di colpi calibro 7,65 da distanza ravvicinata. Secondo la prima ricostruzione erano due persone in sella a una moto.

La sparatoria è avvenuta nel tratto tra via Nizza e via Michele De Napoli, nel pieno caos del mercato mattutino. Sul posto sono accorsi immediatamente gli agenti della sezione Volanti e la polizia scientifica per i rilievi, oltre agli agenti della squadra Mobile e ai carabinieri del reparto operativo. Una donna, probabilmente una parente della vittima, ha avuto un malore ed è stata soccorsa da un’ambulanza. Il traffico è stato bloccato dagli agenti della polizia municipale, che hanno transennato tutto il tratto della sparatoria e hanno con difficoltà tenuto a distanza la folla dal luogo del delitto. Sul posto, insieme a testimoni e curiosi, anche diversi familiari della vittima, esponenti della criminalità locale. La madre ha tentato a più riprese di avvicinarsi al corpo del figlio, coperto da un lenzuolo, ma le forze di polizia le hanno impedito di guardare il cadavere crivellato.

‘Ne lascerò sette a terra’ ha urlato il padre sotto shock. ‘Gli avevo detto di stare attento’, ha detto un’altra donna tra le lacrime.

Chi ha sparato a Caracciolese aveva un chiaro intento di uccidere. L’uomo è stato raggiunto da una pioggia di colpi, sparati dai sicari che non si sono fatti scrupoli ad agire in pieno giorno e davanti a decine di testimoni. L’agguato è avvenuto davanti a una lavanderia, e tra la gente che in pieno giorno affollava il mercato. Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti del primo atto di una nuova guerra tra clan. Caracciolese era sotto accusa per un omicidio avvenuto proprio in via Dei Mille, quello di Alessandro Marzio, 21 anni. Mentre era stato scagionato per un altro delitto avvenuto nella stessa via: quello di Orazio Porro, freddato tra le bancarelle del mercato nel 2009. Un dato che non può essere una coincidenza. Gli storici avversari dei Caracciolese in città sono i Diomede, rivali per il controllo dei traffici illeciti.  Per gli investigatori, potrebbe aver avuto un ruolo anche nell’omicidio di Cesare Diomede, il figlio del boss di Carrassi ucciso il 28 agosto del 2011 in via Borrelli.

(fonte la Repubblica)

Si insedia il nuovo Parlamento, scattano le ordinanze per Tedesco e Cosentino

cosentino-large (1)Scaduta l’immunità parlamentare, l’ex senatore pugliese del Pd Alberto Tedesco è stato arrestato questa mattina dai carabinieri di Bari che hanno eseguito le due ordinanze di custodia cautelare emesse nel 2011 e mai applicate perché l’arresto era stato respinto per due volte dal Senato.

Tedesco è accusato di essere referente di un’associazione per delinquere che tra il 2005 e il 2009 avrebbe truccato nomine e appalti nel mondo della sanità pugliese. Secondo l’accusa, Tedesco, già rinviato a giudizio, avrebbe fatto parte di una rete che era in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari e economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso il Tedesco in occasione delle competizioni elettorali.

La prima volta il 23 febbraio 2011 i magistrati baresi avevano chiesto al Senato l’autorizzazione a procedere all’arresto di Tedesco (all’epoca dei fatti assessore alla Salute), ma l’istanza fu rigettata da Palazzo Madama il 20 luglio 2011. Poi l’8 agosto 2011 il Tribunale del Riesame di Bari accolse l’appello dei pm riconoscendo carico del senatore anche il reato di associazione per delinquere e la Cassazione confermò la misura cautelare. Gli atti furono inviati nuovamente al Senato con una nuova richiesta di arresto. Ma nel febbraio 2012 arrivò il secondo ‘no’. L’esecuzione delle due ordinanze è rimasta sospesa fino ad oggi, quando è scaduto il mandato parlamentare di Tedesco, da stamattina agli arresti domiciliari. Tedesco dunque non è più parlamentare ed ha perso l’immunità. L’ex senatore non ha mai chiesto la revoca delle due ordinanze, probabilmente lo farà nei prossimi giorni.

Inoltre, Nicola Cosentino, ex coordinatore campano del Pdl ed ex parlamentare, si è consegnato al carcere di Secondigliano questa mattina, accompagnato dai suoi avvocati, Stefano Montone e Agostino De Caro. E’ destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, provvedimenti rimasti sospesi negli anni scorsi, per via del no delle Camere all’autorizzazione all’arresto, di recente riconfermati dai giudici del Tribunale dinanzi a cui pendono i due procedimenti e diventati eseguibili oggi con l’insediamento del nuovo Parlamento e la perdita, per Cosentino che per volere del suo partito non si è ricandidato, delle immunità.

L’ormai ex parlamentare è in attesa che gli vengano notificate le due ordinanze di custodia cautelare emesse nei suoi confronti negli ultimi anni, l’una per concorso esterno in associazione camorristica, l’altra per corruzione e reimpiego illecito di capitali, aggravati dall’aver agito per agevolare il clan dei Casalesi.

Intanto il tribunale del Riesame ha fissato per il prossimo 21 marzo entrambe le udienze nelle quali si discuterà la richiesta di revoca delle misure cautelari presentate dagli avvocati: qualora fossero accolte, l’ex parlamentare potrebbe tornare in libertà tra meno di una settimana.

Nel pomeriggio sarà fissata, invece, la data dell’interrogatorio di garanzia al quale Cosentino dovrà essere sottoposto nell’ambito dell’inchiesta ‘Il Principe e la scheda ballerina’, nella quale è accusato di corruzione e reimpiego illecito di capitali aggravati: si sarebbe speso per la realizzazione di un centro commerciale nel Casertano in cui secondo l’accusa il clan dei Casalesi voleva investire proventi illeciti. Cosentino dovrà rispondere alle domande del gip Egle Pilla, che emise l’ordinanza di custodia. Per il prossimo 27 marzo è fissata l’udienza di questo processo. Il 18 Cosentino potrebbe essere in aula per l’udienza del primo processo in corso a S. Maria Capua Vetere, nel quale è accusato di concorso esterno in associazione camorristica.

Aggiornamento

La Guardia di Finanza ha notificato all’ormai ex senatore del Pdl Sergio De Gregorio, nella sua abitazione romana, un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Al centro, la vicenda della presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. L’ex senatore dell’Italia dei valori poi passato con il Pdl è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, emissioni e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, violazione della legge fallimentare per aver ottenuto indebitamente fondi statali per l’editoria che in realtà non erano dovuti.

Napoli, in fiamme la Città della Scienza: la procura ipotizza il dolo e ordina il sequestro

INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLILa Procura di Napoli ha avviato un’indagine per chiarire le cause del terribile incendio che nella notte ha quasi interamente distrutto Città della Scienza. C’è un fascicolo, per ora aperto contro ignoti. E c’è un’ipotesi, quella che il rogo possa essere stato doloso, che attende di essere verificata all’esito delle indagini.

Tutto distrutto il museo, rimangono solo i muri perimetrali. Parliamo del museo della scienza di Bagnoli, noto nel mondo, che era stato realizzato nell’area ex Italsider negli anni 90, su iniziativa di Vittorio Silvestrini, e per volontà di Antonio Bassolino, sul modello de La Villette di Parigi. Ora con la struttura, che venne realizzata su progetto dell’architetto napoletano, Massimo Pica Ciamarra, si perde un pezzo importante della città.

Il progetto iniziale di Città della Scienza, uno dei fiori all’occhiello di Napoli e visitato ogni anno da circa 350mila persone, è stato avanzato agli inizi degli anni novanta. Nel 2001 l’inaugurazione del museo interattivo vero e proprio. Il polo scientifico era stato realizzato nel quartiere Bagnoli. La Città della Scienza era in gran parte in ex capannoni industriali del novecento restaurati e tornati in vita dando l’input al progetto di recupero dell’area.

Questa mattina il pubblico ministero ha fatto un sopralluogo con i vigili del fuoco e la polizia. L’intera area interessata dall’incendio è stata posta sotto sequestro e sono iniziati i rilievi da parte degli esperti della Scientifica. Si tratta di una superficie di 12 mila metri quadrati. Cinque dei sei padiglioni del complesso museale sono stati aggrediti dalle fiamme. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per domare l’incendio. Scampato alle fiamme unicamente il Teatro delle nuvole e il centro congressi realizzato nel lato opposto della strada. Inestimabili i danni e a serio rischio il lavoro dei 160 dipendenti e di oltre un centinaio di addetti nell’indotto.++ CITTA' SCIENZA: NON SI ESCLUDE PISTA DOLOSA ++

‘La politica ha da commentare una vicenda di straordinaria gravità. La Città della Scienza è stato un simbolo del riscatto del Sud e della città di Napoli. Questo incendio ha prodotto una ferita così terribile al patrimonio culturale da meritare una risposta immediata dello Stato, altrimenti diventa il simbolo di un’Italia che si incenerisce’ – ha detto ai microfoni di Tgcom24 Nichi Vendola, a margine della direzione nazionale di Sel. ‘Bisogna ricostruire e occuparsi dei dipendenti di quel gioiello del riscatto della città di Napoli – ha aggiunto – è una grande questione nazionale. Oggi la politica guardi a Napoli e dica di voler ricostruire subito la Città della Scienza’.

Si fa strada l’ipotesi – non ancora supportata da fonti ufficiali – che l’incendio sia stato provocato e che volesse essere un gesto simbolico contro la città e contro quel che di buono essa ha. La prova dell’attenzione a livello internazionale per la struttura della Fondazione Idis è nei numerosi messaggi di solidarietà che provengono da tutto il mondo e stanno inondando i social network.
Da Città della Scienza parte un messaggio chiaro: ‘Continueremo a svolgere le nostre numerose attività nelle sedi a monte di via Coroglio che non hanno subito danni, e che sono pari a circa un terzo della struttura’.
Mentre il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris twitta: ‘Ore drammatiche per Napoli, questa notte sono stato tra città della scienza distrutta e gli sfollati della Riviera di Chiaia. Un momento in cui c’è bisogno di grande impegno e solidarietà’.

Intanto già si pensa ad un grande concerto da organizzare nel vicino arenile per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione della struttura.

Ilva di Taranto: nuovi arresti e sequestro della produzione degli ultimi quattro mesi

Si allarga il caso Ilva: una nuova ondata di arresti nei confronti di vertici ed amministratori dello stabilimento ‘Ilva Spa’ di Taranto e di persone dipendenti da pubbliche amministrazioni. Sette le ordinanze di custodia cautelare notificati dai militari del comando provinciale della guardia finanza di Taranto tra Taranto, Milano, Roma, Pisa, Bari e Varese. Le accuse: disastro ambientale aggravato, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, avvelenamento di acque e sostanze alimentari, concussione e corruzione in atti giudiziari’. Inoltre è stato disposto il sequestro preventivo della produzione dell’Ilva degli ultimi quattro mesi: gli stock restano bloccati al porto di Taranto e sono invendibili.

Per questo filone è stata inviata un”informazione di garanzia’ nei confronti degli attuali direttore dello stabilimento, Adolfo Buffo, e del presidente del consiglio di amministrazione, Bruno Ferrante.

‘Gli arresti – spiega la Gdf – sono riconducibili all’operazione ‘Envinronment sold out’, partita a gennaio 2010, nel corso della quale ‘è stata ipotizzata, a carico dei vertici del predetto stabilimento siderurgico, e di un professore universitario ed ex consulente della procura della Repubblica jonica, la costituzione di un’associazione a delinquere finalizzata alla perpetrazione dei reati contestati.’

Le condotte illecite secondo l’indagine ‘avrebbero causato l’emissione nell’aria e negli ambienti vicini allo stabilimento di sostanze nocive quali benzo(a)pirene, diossine, metalli ed altri polveri nocive, cagionando gravissimo pericolo per la salute pubblica e dei lavoratori dello stabilimento medesimo, contaminazione di terreni ed acque ove insistono numerose aziende agricole locali, con la conseguente necessità di procedere all’abbattimento di numerosi capi di bestiame destinati al consumo umano’.

Così è scattato l’arresto: custodia cautelare in carcere per l’amministratore delegato dell’Ilva, Fabio Riva, per l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, già ai domiciliari e per l’ex responsabile delle relazioni esterne dell’Ilva Girolamo Archina, licenziato ad agosto dal presidente dell’Ilva Bruno Ferrante. Mentre il presidente della holding Emilio Riva e il docente dell’università di Bari, Lorenzo Liberti, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Ma c’è anche un altro filone d’inchiesta: nel corso della medesima attività di polizia giudiziaria, le indagini tecniche – spiega la Gdf – hanno consentito di scoprire anche un’associazione a delinquere, di cui faceva parte un ex assessore provinciale, il quale, secondo la ricostruzione degli investigatori, ‘avvalendosi dell’operato di un suo stretto collaboratore nonché del rappresentante legale di una società di progettazione e ingegneria, poneva in essere più delitti di concussione per aver di fatto monopolizzato l’attenzione di diversi titolari di imprese interessate ad ottenere autorizzazioni di pertinenza del proprio assessorato, orientandoli ad avvalersi della consulenza tecnica professionale da lui indicata’. Così l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto Michele Conserva, e l’ingegner Carmelo Dellisanti, rappresentate della ‘Promed Engineering’, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Nichi Vendola assolto dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio

The Italian politician Nichi Vendola at the Na...

The Italian politician Nichi Vendola at the National Gay Pride march in Rome, on June 16 2007. Picture by Giovanni Dall’Orto. (Photo credit: Wikipedia)

Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, è stato assolto dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla sanità in Puglia. Per i pm aveva favorito la nomina di un primario di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo, Paolo Sardella, con un suo intervento presso Lea Cosentino. La Procura di Bari aveva chiesto una condanna da un anno e otto mesi per il leader di Sel. ‘Sono soddisfatto della mia assoluzione’, ha commentato il presidente della Regione Puglia.

‘Sono felice, mi è stata restituita la vita’. Nichi Vendola è commosso nel giorno decisivo per il suo futuro politico: il governatore è stato assolto con formula piena ‘perché il fatto non sussiste’. Il gup Susanna De Felice ha emesso intorno alle 10,15 la sentenza del processo in cui Vendola era imputato con l’ex direttore generale dell’Asl di Bari, Lea Cosentino.

Anche Lea Cosentino è stata assolta dall’accusa di concorso per abuso di ufficio. ‘Sono felice perché finalmente è stata fatta giustizia, e potrò toglierle il bollino di accusatrice che mi ha accompagnato in questi ultimi mesi’.

‘Per me è un momento di felicità. In questi anni sono stato usato come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso’, ha aggiunto Nichi Vendola. ‘Sono una persona perbene – ha continuato il governatore della Puglia – ed è stato per me come bere un calice amaro. L’ho fatto con rispetto nei confronti della giustizia, con rispetto nei confronti della procura della Repubblica’.

Gli inquirenti contestavano a Vendola di aver istigato l’allora dg Cosentino a riaprire i termini per la presentazione delle domande per accedere al concorso, con l’obiettivo – ritiene la Procura – di assicurare a Sardelli l’assunzione quinquennale. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra settembre 2008 e aprile 2009.

Arrestato a Brindisi l’autista del tir colpevole del disastro ferroviario

E’ stato arrestato l’autista alla guida del tir rimasto bloccato sui binari vicino Cisternino, Brindisi, che ha causato l’incidente ferroviario dove è morto il macchinista del Frecciargento Roma-Lecce. Si tratta di un romeno di 26 anni, che è stato arrestato dalla polfer con l’accusa di omicidio colposo e disastro ferroviario colposo.

Il giovane era alla guida del tir, che trasportava tendaggi, quando, secondo le prime ricostruzioni, è passato oltre la sbarra del passaggio a livello mentre si stavano abbassando. E’ rimasto così bloccato tra le due sbarre, bloccato sui binari, mentre, alle 13:31, sopraggiungeva il Frecciargento.

L’autista del camion è riuscito a mettersi in salvo, uscendo dalla cabina, è rimasto vicino ai binari ma – ha raccontato – non è riuscito a chiedere aiuto e avvisare in tempo il macchinista.

L’impatto del treno contro il camion è stato violento: il macchinista, 50 anni, è morto sul colpo. Altre 18 persone tra i passeggeri sono rimaste ferite, e sono state medicate sul posto e trasportate ai vicini ospedali, Ostuni, Fasano, Brindisi, codici gialli e verdi.

Dopo essere stato ascoltato, negli uffici della polfer di Brindisi, che procede con il compartimento di Bari, l’autista del tir è stato arrestato.

Ilva: sciopero ad oltranza per gli operai di Taranto. L’allerta di Confindustria

Gli operai dello stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto hanno bloccato le vie di accesso alla città e nel pomeriggio anche la sala consiliare del Comune, dopo che la procura pugliese ha disposto il sequestro per ragioni ambientali di parte del sito che occupa 12.000 persone.

I lavoratori proseguono lo sciopero a oltranza deciso ieri sera, in assemblea.

La vicenda, che ha creato profonde divisioni nella città, vede da un lato i magistrati, secondo i quali le emissioni dello stabilimento hanno messo a rischio la salute di migliaia di lavoratori e di abitanti delle zone circostanti, e dall’altro industriali e sindacati preoccupati per il futuro del sito industriale e dei suoi occupati.

‘Lo sciopero proseguirà finché non otterremo quella che per noi è l’unica soluzione possibile, ossia un blocco cautelativo con gli impianti che rimangono in marcia e la certezza che nulla cambi nella situazione dei lavoratori e delle loro famiglie’, ha detto a Reuters il segretario provinciale della Uilm Taranto, Roberto Basile.

Molto preoccupato si è definito il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, perché ‘non sono solo a rischio le sorti della prima acciaieria di Europa, di decine di migliaia di lavoratori e di un intero territorio. Ad essere a rischio, proprio in un momento così delicato per l’Italia, è la stessa vocazione industriale del nostro Paese‘.

‘Chiederò che il provvedimento di riesame avvenga con la massima urgenza’. Così il ministro Clini sulle misure della magistratura per l’Ilva di Taranto. ‘Verrà affrontata l’emergenza – continua – per almeno 15.000 persone in seguito a iniziative della magistratura che sta procedendo al sequestro per disastro ambientale e a altre misure cautelari’. Le risorse per ‘interventi urgenti di riqualificazione ambientale‘ a Taranto saranno pari a ‘un importo complessivo di 336 milioni di euro‘. Lo annuncia il ministro dell’Ambiente Corrado Clini spiegando i contenuti del protocollo d’intesa firmato ieri al ministero. L’accordo prevede una ‘cabina di regia’ presieduta dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. ‘La Puglia si costituirà parte civile se si dovesse arrivare al processo nell’inchiesta della magistratura sull’Ilva. Ad affermarlo il governatore della Puglia. ‘Se la magistratura – dice – avesse indicato delle prescrizioni, l’Ilva avrebbe il dovere di adempierle’.

Anche Federacciai ha contestato, in un comunicato, il provvedimento di sequestro deciso dal gip di Taranto e ha chiesto al governo ‘di compiere ogni possibile passo per la riapertura dello stabilimento’.

L’associazione definisce ‘opinabili’ le correlazioni tra l’esistenza dell’impianto industriale e la salute per chi lavora in Ilva o vive nelle zone circostanti e che hanno portato al provvedimento del magistrato.

In segno di protesta i lavoratori hanno bloccato i due ponti di accesso a Taranto venendo da Bari, il ponte di pietra e quello girevole e tutte le strade principali della città: la statale 7 via Appia, la statale 172 in direzione Martina Franca e la statale 100 che collega Taranto a Bari.

Nel pomeriggio, poi, i contestatori hanno occupato anche la sala consiliare del Comune di Taranto. Non si sono registrati finora scontri, anche se le forze dell’ordine temono che qualche infiltrato possa approfittare della situazione di tensione.

L’inchiesta della procura di Taranto, oltre che al sequestro degli impianti, sei aree, ha portato anche all’arresto ai domiciliari di otto persone, tra dirigenti ed ex dirigenti dell’Ilva, per concorso in disastro ambientale.

Tra questi Emilio Riva, fondatore del gruppo Riva che controlla l’Ilva, il figlio Nicola Riva, ex presidente di Ilva e Luigi Capogrosso, ex direttore dell’impianto, una delle poche grandi realtà industriali del Sud Italia e del Mezzogiorno.

Il ricorso dei legali della società contro il sequestro di parte dell’impianto verrà discusso venerdì prossimo, 3 agosto, davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Taranto. E nello stesso giorno cominceranno anche le discussioni sulle misure cautelari nei confronti degli otto indagati.

Il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha spiegato che l’attuazione del sequestro è un’operazione complessa, vista la grandezza del sito in questione, e che l’eventuale disattivazione degli impianti avverrebbe comunque in maniera graduale. ‘Non può esserci un bivio per la magistratura tra la tutela del posto di lavoro e la tutela dell’ambiente. Esiste l’obbligatorietà dell’azione penale e la necessità di perseguire i reati. Abbiamo operato nel recinto delimitato dal codice penale’.

L‘Ilva è uno degli impianti siderurgici più grandi d’Europa e nel 2011 ha prodotto 8,5 milioni di tonnellate, il 30% circa della produzione totale italiana. Le sei aree sequestrate sono rappresentate dai parchi minerali, la cockeria, gli altiforni, le acciaierie, l’agglomerazione e il deposito materiale ferroso.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/26/ilva-sigilli-a-taranto-e-disastro-ambientale-in-8mila-a-difendere-il-posto-di-lavoro/

http://www.rivagroup.com/it/Default.aspx

Ilva: sigilli a Taranto, è disastro ambientale. In 8mila a difendere il posto di lavoro

Ottomila operai hanno lasciato la sede di lavoro e alle 14 sono usciti dai cancelli dello stabilimento Ilva di Taranto per protestare contro il provvedimento di sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica nell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici della fabbrica in cui si lavora l’acciaio. Il serpentone degli ottomila si è diretto verso il centro città per raggiungere la prefettura. Alcuni presidi sono rimasti fuori e dentro lo stabilimento. La Procura sta eseguendo le misure cautelari previste da un’ordinanza del gip Patrizia Todisco nei confronti di 8 indagati fra dirigenti ed ex dell’Ilva, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Cinque di questi erano già indagati e avevano nominato propri consulenti nell’ambito dell’incidente probatorio. I provvedimenti sono stati firmati ma non ancora notificati. Gli arresti riguardano il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso un paio di settimane fa, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell’area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell’area agglomerato, Angelo Cavallo. La misura cautelare però, riguarderebbe anche altri tre dirigenti.

Il gip di Taranto Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro senza facoltà d’uso dell’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva. I sigilli sono previsti per i parchi minerali, le cokerie, l’area agglomerazione, l’area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi. Individuate anche tre figure tecniche (due funzionari dell’Arpa Puglia e uno dei Dipartimenti di prevenzione dell’Asl di Bari) che dovranno sovrintendere alle operazioni e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Della gestione delle fasi che attengono al personale si occuperà un commercialista e revisore contabile.

Intanto i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero selvaggio all’Ilva di Taranto. Restano i presidi all’esterno dello stabilimento e il blocco del ponte girevole. Durante una riunione azienda-sindacati in fabbrica, è stata indetta per le 7 di giorno 27 luglio un’assemblea dei lavoratori all’interno dell’acciaieria.

In Italia il Gruppo Riva Fire che fa capo alle acciaierie Ilva conta sedi aziendali a Taranto, Genova, Novi Ligure (Al), Racconigi (Cn), Varzi (Pv) Patrica (Fr) Marghera (Ve). Soltanto lo stabilimento di Taranto, quello interessato dal sequestro ha 11.454 operai speciali, 1.386 impiegati quadri e in 19 sono dirigenti. Per un totale di 12.859. Più della metà del numero di dipendenti complessivo pari a 21.711 unità.

Oggi il Gruppo possiede 36 siti produttivi, di cui 19 in Italia (dove viene prodotta la parte prevalente dell’acciaio – oltre il 62% – e dove l’azienda realizza il 67% del proprio fatturato) ed altri in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Tunisia e Canada.

http://www.ilvataranto.com/
http://www.fiomnetwork.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/16/economia-trivellazioni-sicilia-meglio-loro-blu-di-quello-nero-greenpeace-si-rivolge-a-santa-rosalia/

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