Messi e il record degli 86 goal in un anno

lionel-messiIl tanto atteso record, alla fine, è arrivato. Con la doppietta al Betis, il tre volte pallone d’oro Lionel Messi, detto anche Leo, permette al Barcellona di continuare la formidabile marcia in testa alla classifica, e soprattutto spazza via il primato di Gerd Müller raggiungendo quota 86 reti in un solo anno (contro le 85 del tedesco nel 1972).

Regolarmente in campo nonostante la botta al ginocchio rimediata in Champions contro il Benfica, l’argentino cancella un primato che resisteva da 40 anni grazie a un micidiale uno-due nel giro di 10 minuti. Allo stadio Benito Villamarìn, davanti a un Betis tosto, i catalani non hanno vita facile, ma alla fine mantengono 11 punti di vantaggio sul Real Madrid e 6 sull’Atletico Madrid di un incontenibile Radamel Falcao, autore di una storica cinquina nel 6-0 con cui i colochoneros hanno travolto il Deportivo La Coruña.

Lionel Messi

Lionel Messi (Photo credit: thesportreview)

Messi ha segnato in tutte le competizioni alle quali ha partecipato: con il Barcellona sono arrivati 74 gol (44 nella seconda parte della scorsa stagione, 30 nella prima di quella in corsa), così suddivisi: 56 in Liga (33+23), 13 in Champions (8+5), 3 nella Copa del Rey 2001-12, 2 nella Supercoppa disputata ad agosto contro il Real.

Il bottino aumenta grazie ai 12 centri (7+5) con la maglia della Nazionale. Solo per media reti, Müller (1,42, 85 gol in 60 gare) resta davanti a Messi (1,30, 86 in 66 partite). Oltre a quello più prestigioso appena citato, Messi ha battuto anche un altro record, quello di gol in campionato con la maglia del Barcellona. Ora è a 192, Cesar ne realizzò 190.

Lionel Andrés Messi, noto anche con il diminutivo Leo, è un calciatore argentino, attaccante del Barcellona e della Nazionale argentina, di cui è il capitano.

Nascita: 24 giugno 1987 (età 25), Rosario

Altezza: 1,69 m

Stipendio: 10,5 milioni EUR (2012)

PartnerAntonella Roccuzzo

Ruolo: Attaccante

GenitoriCelia Maria CuccittiniJorge Horacio Messi

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Twitter alla Social Media Week e lo studio Blogmeter sui sentimenti degli utenti

I numeri i protagonisti assoluti di ‘Come si diffonde l’innovazione su Twitter: il mood dei social network’. All’incontro di ieri alla Social Media WeekVincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, ha presentato uno studio inedito sull’utilizzo di Twitter da parte degli italiani.

Cosenza ha anticipato lo studio stilando una classifica d’uso dei Social network in Italia: saldamente in testa Facebook con 22,4 milioni d’utenti al giorno di cui 10 milioni da mobile. Citando i dati di Audiweb/Nielsen ha poi mostrato come Twitter venga visitato da 3,64 milioni di utenti, con una crescita del 111% rispetto al mese scorso, a seguire Linkedin con 2,85 milioni, Google Plus con 2,68m e gli altri social più usati in Italia tra i quali Pinterest.

I dati inediti mostrano come, da uno studio condotto da Blogmeter dal 3 aprile al 3 settembre 2012, siano ben 60 milioni i tweet lanciati in rete. Di questi il 26% contiene un link, il 19% è un retweet, ancora il 26% un hashtag e solo il 5% è geolocalizzato. Infine gli orari: si hanno dei picchi tra le 12 e le 13 e soprattutto tra le 19 e le 20. ‘I giorni in cui si twitta di più – spiega Cosenza – sono il lunedì, mercoledì e venerdì: con un classico riposo nel weekend’.

Ai dati quantizzati sono stati poi affiancati quelli relativi alla semantica e al sentimento mostrando quali siano gli argomenti più discussi e quali gli umori degli italiani che cinguettano su Twitter. Il sentimento della rabbia, ad esempio, è quello che prevale nei tweet relativi alla bomba di Brindisi lo scorso maggio. Quello della paura, invece, domina i tweet relativi al terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna.

I grafici mostrati raffigurano dei veri e propri sbalzi di umore a seconda di cosa si stia discutendo in quel determinato giorno: dalla rabbia alla paura come visto alla felicità per la vincita di una medaglia d’oro alle ultime olimpiadi.

Finita questa ampia panoramica da parte di Cosenza, all’incontro ha preso la parola Luca Sofri direttore de Il Post per provare a capire il ruolo di Twitter all’interno del panorama informativo: “Noi al post sappiamo le cose che accadono nel mondo prima da Twitter e poi dalle agenzie. E ciò non riguarda solo il tempismo, ma anche l’affidabilità”.

A conferma dei dati presentati da Vincenzo Cosenza, Luca Sofri racconta di come le visite del quotidiano che dirige siano più alte la sera, probabilmente perché si ha più tempo libero per approfondire. A smorzare però gli entusiasmi ci pensa Stefano Quintarelli, ex chief digital officer del gruppo Sole 24 Ore: ‘L’hype intorno a Twitter è eccessivo, crediamo che raggiunga più persone di quelle che realmente raggiunge. Ci sono delle bolle e solo alcune cose sono rilevanti: esistono comunità di riferimento che portano avanti temi rilevanti, molte altre meno’.

Il riferimento all’uso di Twitter come moda da parte di personaggi famosi e politici è evidente e infatti poco dopo, sentenzia: ‘Alcuni pensano sia come avere un microfono a un convegno: loro parlano e gli utenti ascoltano. Invece Twitter è interazione’. Come per Sofri, anche per Quintarelli Twitter è uno strumento primario per informarsi: ‘Per me non ha sostituito tanto le agenzie, quanto proprio i giornali’.

A Vincenzo Cosenza rivolgiamo una domanda precisa: Cosa succederà ai suoi studi quando e se Twitter chiuderà le Api che permettono di accedere ai dati?. ‘Speriamo non lo facciano: sembrerebbero non intenzionati a punire chi produce metriche e dati su Twitter’, è la risposta.

Giro finale di risposte con domanda comune agli ospiti presenti su quale funzione implementerebbero su Twitter. Tutti concordi nel richiedere una maggiore facilità nella ricerca d’archivio dei tweet passati e, conclude Quintarelli: ‘Un sistema aperto che permetta sempre la possibilità di avere dei dati accessibili’. ( da Daily Wired)

Le tendenze di oggi su Twitter: #agorarai#viaggiare#iPhone5Dreyfus#FFback#Monti#oroscopo#Ilva#smwtorino#solocosebelleSMWtorino

Lo studio è stato diffuso a Torino, durante il social media week ancora in corso in tredici città del mondo  cinque grandi temi, uno per ogni giornata: #PARTECIPARE, #INNOVARE, #PRODURRE, #CREARE, #VIAGGIARE.

SEPTEMBER 24-28, 2012 BARCELONABERLINBOGOTÁCHICAGOGLASGOWHONG.KONGLONDONLOS ANGELESSÃO PAULOSEOULSHANGHAITORINOVANCOUVER

https://twitter.com/
http://socialmediaweek.org/
http://socialmediaweek.org/torino/

Globe Sun, la bolla gigante che raccoglie energia dal Sole e dalla Luna

Sembra un enorme gigante di vetro. Ma non serve a giocare. E’ un sun-tracking, un generatore di solar energy o energia solare, creato da un architetto, André Broessel nato in Germania e con sede a Barcellona, Rawlemon: secondo i progettisti, è in grado di generare non solo la luce solare, ma anche quella del chiaro di  luna. Di produrre energia naturale sfruttando i massimi pianeti a disposizione.

La sfera è progettata per ruotare e seguire il sole nel cielo. E ‘così sensibile alla luce che di notte, si può anche raccogliere il chiaro di luna e convertirlo in energia elettrica.

Broessel l’architetto e designer tedesco che ha inventato il globo di vetro, sostiene che la sua sfera solare è capace di produrre energia e  in grado di concentrare la luce solare e  il chiaro di luna fino a 10.000 volte.  Inoltre, a quanto pare, il sistema è per il 35 per cento più efficiente rispetto ai modelli fotovoltaici che seguono il sole. Una delle idee di Rawlemon dal nome del sito specifico,  è quella di costruire questi globi nelle pareti esterne di edifici e usarli per generare elettricità.

Il progetto del generatore di energia solare in vetro utilizza la strategia vantaggiosa di attuare una lente a palla dalla specifica struttura  geometrica per migliorare l’efficienza energetica del 35%. In contrasto con le tradizionali controparti del fotovoltaico ‘biassiali’, il congegno è dotato di un dispositivo completamente impermeabile a rotazione naturale e tracciamento ottico, sufficiente per il funzionamento su superfici inclinate e facciate continue, che abilita qualsiasi superficie dell’edificio.

Il nuovo concetto di generazione solare ha funzionalità che concentrano la luce del giorno diffusa o luce della luna per una applicazione più efficace al contesto.

http://www.rawlemon.com/

Tweet delle 16.30, Londra-8: Mamma portami a sparar

Appena twittato e pubblicato sulla Gazzetta di ieri. Mario Salvini, giornalista, è autore di chepalleblog e di questa storia. Il tweet dice: ‘LONDRA-8 #gds Johnny Pellielo, da miniballerino tricolore alla sesta Olimpiade (già 3 medaglie). Per merito di mamma’.

Johnny è un giovane figlio di mamma. Mamma Santina. Parteciperà alle Olimpiadi per la sesta volta da tiratore scelto. Da chi? Verrebbe da chiedersi. Dalla mamma, no? E’ una di quelle storie in cui a giocare un ruolo preponderante sembra essere il caso piuttosto che la fortuna.

Dalla Gazzetta di ieri, dicevamo

di Mario Salvini, dicevamo

Vostra mamma vi avrà accompagnati a ginnastica, a nuoto, forse a judo o a basket. La signora Santina no, il suo Giovanni lo ha portato a ballare. Per un sacco di anni. In balera e ai campionati per miniballerini: polke, valzer, latinoamericani. Poi, un bel giorno del 1987, deve aver deciso che era venuto il momento di fargli provare anche l’altra sua grande passione. Lui aveva 17 anni.

Un po’ tardi, rispetto agli standard dei tiratori. E poi di solito sono i papà a decidere che il piccolo di casa sta diventando adulto. Danno loro il primo fucile, ed è una specie di rito di iniziazione. A casa Pellielo invece ha pensato a tutto lei, mamma Santina. E quel giorno di 25 anni fa è cominciata la leggenda di Johnny Pellielo. Che dopodomani partirà per la sua sesta Olimpiade e che nelle ultime tre è sempre salito sul podio.

‘Lei è il grande amore della mia vita’, sorride Giovanni. E comincia a raccontare. Che ancora oggi lui e la mamma vivono insieme, per esempio. A Vercelli. Del divorzio dal papà: ‘Avvenuto nel 1976, probabilmente uno dei primi dopo che era passato il referendum’. Dei sacrifici che lei ha fatto fin da ragazza, quando era mondina e a 11 anni è stata persino sfondo di Silvana Mangano. Ha fatto la comparsa in Riso Amaro. ‘Ma non credo che il suo nome, Santina Bertolone, sia nei titoli coda’, probabilmente non usava, ai tempi.

Johnny ricorda della balera La Strella, nella omonima località tra Vercelli e Santhià, dove tutta la famiglia andava a divertirsi, ‘ed era una festa, perché mamma aveva 10 tra fratelli e sorelle’. E’ così che lui e sua cugina Donatella hanno cominciato a fare le gare. ‘Siamo stati tre volte campioni d’Italia: di liscio, latinoamericano e standard’. Tutto fino al giorno in cui mamma gli ha messo in mano il fucile. Da lì in poi niente più danze, solo piattelli rotti. ‘In effetti no, nemmeno per divertimento. Il problema – ride Johnny – è che mi manca la ballerina’.

Per capire cos’è scattato quel giorno famoso del 1987, allora, è utile un dato che Pellielo riporta con una certa fierezza. ‘Mamma ha il porto d’armi da 56 anni, dal 1956. E va ancora a caccia, col suo fuoristrada. Di nascosto però, perché becca meno di una volta e non vuol farlo sapere’. Del tutto logico allora che abbia voluto portare il figlio al Campo di Tiro. Lo stesso impianto che nel 2006 la curia di Vercelli ha dato loro in gestione, e adesso la signora Santina ne è presidentessa. Allora invece era solo una prova.

Giovanni andò con mamma, sparò. Si innamorò. Le madri le capiscono certe cose. Così qualche mese dopo, il regalo più simbolico e importante, quello per i 18 anni, fu un fucile. ‘Costava un milione. Mamma era operaia, per pagarlo fece dieci cambiali‘. Con quello Pellielo nel settembre 1988 partecipò alla prima gara. ‘La Rana d’oro, si chiamava. Era al nostro solito campo’. Fece 49 su 50, e poi 25 su 25 in finale. Gli altri restarono sbigottiti.

Un anno dopo Giovannino era ai Grand prix nazionali. Due anni dopo è stato campione d’Italia, campione d’Europa ecampione del Mondo Juniores. Tre anni dopo era all’Olimpiade di Barcellona. La signora Santina non è mai andata a vederlo sparare. Né allora né mai più.

‘Mai. E’ una regola. Non scritta ma tassativa’, conferma Johnny. ‘Mamma mi ha sempre detto che devo cavarmela da solo. Io so che lei c’è, sempre. Ed è quanto basta. Non c’è bisogno che venga a vedermi. Che poi potrebbe anche essere controproducente. Durante una gara, tra une serie e l’altra, o peggio prima di una finale, una parola detta male, un sguardo che non ti convince, se vengono da una persona a cui tieni possono cambiare il tuo stato emotivo. Meglio evitare. E credo che questa sia una delle ragioni della mia longevità in pedana’.

‘Le uniche cose che mi ha sempre detto sono: ‘Dai tutto te stesso. Impegnati’. Nessun altro consiglio o commento. Credo voglia farmi capire che del risultato le importa poco. Quello che conta è se io sono soddisfatto o meno. Così mi aspetta a casa. Magari a preparare la festa, se torno dopo aver vinto. In ogni caso per dirmi che sono stato bravo. Quello me lo dice sempre. Anche quando va male’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/06/30/london2012-per-le-olimpiadi-a-lavoro-in-bici-si-dorme-anche-in-ufficio/
https://cookednews.wordpress.com/2012/06/25/la-tour-effeil-va-a-londra-o-quasi/
https://cookednews.wordpress.com/2012/05/27/gli-anarchici-a-londra-2012-minacciano-le-olimpiadi/

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