Bombe alla maratona di Boston: più di 140 i feriti, 3 i morti fra cui un bambino di 8 anni

Explosions At 117th Boston MarathonLe esplosioni all’arrivo della maratona di Boston sono state causate da bombe. Così fanno sapere gli organizzatori della competizione sul profilo Facebook dedicato. Una delle vittime è un bimbo di 8 anni. Un’altra esplosione alla Kennedy Library non ha provocato vittime: secondo la polizia, non era collegata alle altre due, frutto di un attacco ‘pianificato e ben coordinato’, anche se il presidente Barack Obama, rivolgendosi alla nazione, non ha parlato esplicitamente di terrorismo.

L’orrore delle bombe alla maratona di Boston è proseguito negli ospedali dove i medici hanno dovuto operare diverse amputazioni, soprattutto agli arti inferiori. Alle 23 ora locale il bilancio dei feriti era salito a quota 144, di cui 17 in condizioni critiche. In molti casi sono stati estratti cuscinetti a sfera dai corpi dei feriti. Tre persone hanno perso la vita, compreso un bimbo di 8 anni che aspettava il padre vicino al traguardo. Fra i feriti una decina sono bambini.

In un messaggio tv alla nazione, il presidente Barack Obama ha detto che ‘la nazione ricorderà Boston nelle preghiere questa sera. Funzionari federali stanno mobilitando le risorse per gli aiuti. Ho avvertito i leader di entrambe le parti, ma sono d’accordo che in giornate come questa, non ci sono partiti politici.

Polizia, vigili del fuoco, le squadre di primo intervento, e la Guardia Nazionale hanno risposto eroicamente. Ringraziamo tutti coloro che hanno risposto in modo rapido e professionale a questa tragedia. Non sappiamo ancora chi ha fatto questo o perché, noi conosciamo tutti i fatti. Andremo a fondo: troveremo chi ha fatto questo e scopriremo perché. Eventuali individui o gruppi responsabili sentiranno tutto il peso della giustizia’.

Le esplosioni sono avvenute lungo l’ultimo miglio, dedicato nell’edizione di quest’anno alle vittime della recente strage della scuola di Newtown, nel Connecticut.

‘Ho sentito un rumore enorme, la festa si e’ trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara’, racconta Paolo Rossi, 48enne pistoiese, che ha visto il traguardo della maratona di Boston e poi la morte in faccia: fortunatamente ha mancato entrambi. ‘Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango’.

La polizia di Boston ha bloccato le comunicazioni dei telefoni cellulari in città per prevenire il rischio che un telefonino possa provocare esplosioni a distanza.

Nella zona delle due esplosioni sono state trovate altre due bombe inesplose, che sono state fatte brillare.

Secondo le fonti si sarebbe trattato di ‘ordigni di dimensioni ridotte’ e secondo il Boston Globe ‘almeno altre due bombe’ sono state individuate. In precedenza era stata data notizia di un terzo ordigno fatto brillare con un’esplosione controllata dagli artificieri.

La polizia di New York ha incrementato le misure di sicurezza in alberghi e altri luoghi ritenuti sensibili, in seguito alle esplosioni avvenute alla maratona di Boston. Paul Browne, portavoce del dipartimento di polizia di New York (NYPD), ha spiegato che le squadre di risposta agli eventi critici resteranno dispiegate in tutta la città finché non si saprà di più sulle esplosioni.

La polizia britannica ha annunciato una revisione dei piani di sicurezza per la maratona di Londra, che si correrà domenica, a causa delle esplosioni avvenute a Boston al termine della maratona che ogni anno si corre nella città del Massachusetts. Lo rende noto un portavoce della polizia metropolitana di Londra, spiegando che le autorità stanno lavorando con gli organizzatori della gara per analizzare i piani per la sicurezza dell’evento di domenica. Il direttore esecutivo della corsa, Nick Bitel, ha espresso il proprio sgomento e la propria tristezza per la situazione a Boston, affermando che ‘è un giorno molto triste per l’atletica e per i nostri amici che corrono la maratona’.

Le esplosioni sono avvenute alle 14,50 locali (le 20,50 in Italia) e a distanza di venti secondi l’una dall’altra, al traguardo della maratona di Boston.

Tra il pubblico scene di terrore e di panico, corpi a terra. La prima esplosione è avvenuta circa tre ore dopo che il vincitore della maratona ha tagliato il traguardo, e poco dopo c’è stata la seconda esplosione.

Una reporter di una tv locale del New England vicina al luogo dell’esplosione ha visto una delle vittime che ha perso entrambe le gambe. ‘Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto’, ha detto Jackie Bruno della Necn.

Il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, ha attivato immediatamente tutti i necessari contatti allo scopo di verificare l’eventuale presenza di italiani e di prestare loro eventualmente assistenza.

La Maratona di Boston è la più antica tra le maratone annuali che si svolgono al mondo. La gara parte da Hopkinton, nel Massachusetts, e si conclude a Boston, presso Copley Square, il terzo lunedì del mese di aprile, in occasione del Patriot’s Day, festa riconosciuta nel Maine e nel Massachusetts che celebra l’inizio della Guerra di indipendenza americana. Alla gara partecipano ogni anno circa 20 mila atleti. La maratona è aperta a chiunque abbia compiuto 18 anni, ma è necessario che i partecipanti abbiano raggiunto nei 18 mesi precedenti la manifestazione un tempo conseguito in una maratona ufficiale inferiore a un massimo prestabilito. Che varia in funzione del sesso e dell’età del partecipante e va da un minimo di 3h 10′ per gli uomini e 3h 40′ per le donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni a un massimo di 5h 00′ per gli uomini e 5h 30′ per le donne di età superiore agli 80 anni.

La gara, che quest’anno celebrava la sua 117esima edizione, era stata vinta dall’etiope Lelisa Desisa tra gli uomini (2h10’22”) e dalla keniana Rita Jeptoo tra le donne (2h26’25”). L’ultimo miglio della maratona di Boston era dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown, l’episodio che ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi.

Roma, presidiati obiettivi sensibili Usa. Decine di obiettivi sensibili statunitensi a Roma blindati e presidiati dagli uomini delle forze dell’ordine. E’ l’intensificazione dei controlli disposta da un’ordinanza del Questore di Roma, dopo l’attentato nella maratona di Boston. I controlli riguardano aeroporti, università statunitensi oltre agli uffici delle ambasciate americane, il consolato e la residenza dell’ambasciatore. Decine gli uomini delle forze dell’ordine impiegati nella Capitale in supporto a quelli già presenti.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprime ‘solidarietà e vicinanza al popolo statunitense e alle famiglie delle vittime e ai feriti del vile attentato di Boston‘. ‘Un episodio – sottolinea – che lascia sgomenti e ci spinge a rinnovare la più ferma condanna nei confronti di una violenza insensata capace di trasformare in orrore una giornata festosa per la città di Boston. Siamo certi che gli Stati Uniti sapranno reagire riaffermando civiltà e senso di giustizia’.

‘E’ devastante vedere quelle immagini, fa impressione: cosi’ si colpisce gente che condivide una passione’. Franca Fiacconi, vincitrice della maratona di New York nel 1998, commenta a Sky sport24 l’attentato a Boston. ‘Non ho parole – dice la 44enne maratoneta romana -. L’11 settembre è stato diverso, adesso si è colpita in pieno la gioia di vivere’. Per la Fiacconi, che svela di aver ricevuto in mattinata una mail dalla Maratona di New York in cui si rende noto che gli organizzatori stanno già lavorando per assicurare all’evento ancor più sicurezza, è giusto che domenica si corra sulle strade di Londra: ‘Dobbiamo dare un segnale di compattezza. Londra deve fare la sua maratona, pensando magari meno all’agonismo e più alla solidarietà’.

‘A quanto ci risulta al momento, non ci sono italiani coinvolti’, nelle esplosioni di Boston. Lo ha detto il capo dell’unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, parlando a Radio Anch’Io. ‘Già da ieri sera il Consolato italiano ha inviato team sul posto e nei principali ospedali e ha stabilito un contatto con le forze dell’ordine’, ha spiegato Taffuri, precisando che l’evento della maratona era così altamente frequentato che in questa fase è molto complesso avere dati e numeri precisi.

L’attentato alla maratona di Boston sembra più l’opera di terroristi interni che di Al Qaeda: ad affermarlo è Richard Barrett, ex coordinatore dell’Onu per il gruppo di monitoraggio su al Qaeda e sui talebani, citando la scelta del giorno e le dimensioni ridotte dell’ordigno. Barrett, che ha lavorato con i servizi segreti britannici e ora è al Qatar International Academy for Security Studies, ha ricordato che ‘è successo durante il Giorno dei Patrioti, che è anche l’ultimo giorno per gli americani per pagare le tasse. E Boston è una città abbastanza simbolica. Questi sono piccoli indicatori’. Proprio da Boston partì nel 1773 la protesta delle colonie americane contro le tasse imposte dall’impero britannico, che portò due anni più tardi allo scoppio della rivoluzione americana. In onore di quel movimento, nel 2006 è nato il ‘Boston Tea Party’, l’ala oltranzista delle destra repubblicana.

L’analista di sicurezza nazionale della Cnn, Peter Bergen, è convinto che alcune informazioni diventeranno più chiare una volta che la polizia avrà reso noto che tipo di esplosivo è stato usato, dal momento che Al Qaeda spesso impiega ordigni a base di perossido di idrogeno. L’utilizzo di un altro tipo di esplosivo potrebbe quindi essere un segnale di un coinvolgimento di estremisti di destra. Anche Bergen ha osservato che l’esplosione gli ha ricordato le bombe di Oklahoma City, opera del terrorista americano Timothy McVeigh che proprio il 19 aprile 1995 fece 168 morti e oltre 680 feriti. ‘Gruppi di destra hanno provato ad attaccare, per esempio, la parata in memoria di Martin Luther King nell’Oregon nel 2010. Quindi, se è un ordigno di qualche tipo, non dovremmo saltare alle conclusioni su da dove proviene’.

‘Non possiamo abbassare la guardia nell’azione volta ad assicurare la pace e la sicurezza per la comunità internazionale, come previsto dalla Carta delle Nazioni unite, nonché la sicurezza per i nostri cittadini’. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il presidente della Repubblica ha espresso a Obama ‘i sensi della più profonda solidarietà e sdegno’ per l’attacco terroristico di Boston. ‘Hanno colpito dove le nostre società sono più vulnerabili, perché impegnate nella quotidiana costruzione di una serena convivenza civile. Tuttavia nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto’.

Per l’Italia, che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente’. E’ uno altro passaggio della lettera che Napolitano ha inviato al presidente degli Stati Uniti. ‘Nessun Paese può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale’, rileva Napolitano. ‘Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo’.

‘Mentre si avvicina nei prossimi giorni la scadenza del mio mandato, sono fiducioso che l’Italia manterrà il proprio coerente impegno nella lotta contro il terrorismo e per assicurare la pace, la stabilità e la sicurezza’ conclude Napolitano la lettera rivolta al presidente Obama.

Anche  il presidente afgano Hamid Karzai ha condannato stamani gli attacchi di Boston. ‘Il presidente esprime il suo dolore per le vittime civili provocate dall’esplosione di due bombe – si legge in una nota dell’ufficio di Karzai -. Avendo sofferto per anni a causa di attacchi terroristici e avendo pianto vittime civili, il nostro popolo comprende bene il dolore e la sofferenza provocati da simili incidenti’.

Pechino ‘condanna fortemente’ l’attentato di Boston e ‘si oppone fermamente a ogni attacco contro la gente comune’. Lo ha detto oggi il ministero degli Esteri cinese. ‘Inviamo le nostre profonde condoglianze alle vittime a ai loro familiari’, ha affermato il portavoce del ministero, Hua Chunying. Nell’attacco alla maratona è rimasta ferita una studentessa cinese, ha detto Hua, aggiungendo che il consolato di New York si è attivato per prestarle assistenza.

L’Iran ha condannato ‘con forza’ il doppio attentato che ha funestato la maratona di Boston uccidendo almeno tre persone. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast.

Il principe Harry prenderà parte alla maratona di Londra domenica prossima, come previsto, nonostante quanto accaduto ieri a Boston. Lo ha confermato un portavoce di St. James Palace. ‘Per quanto ne sappiamo, non c’è motivo che suggerisca cambiamenti di programma’, ha detto un portavoce del Palazzo Reale, confermando la presenza di Harry e specificando che le questioni di sicurezza sono di competenza della Polizia.

L’atto criminale’ di Boston è ‘una sorta di riproduzione di quanto avvenuto in passato, le cui ripercussioni sui musulmani e sull’Islam non si verificheranno di nuovo’. Lo scrive su Facebook il numero due del partito dei Fratelli musulmani egiziani Essam el Eryan. ‘Anche se condividiamo il dolore degli americani, bisogna leggere bene fra le righe: chi potrebbe non essere soddisfatto delle riforme democratiche malgrado le difficoltà della transizione? Chi ha scatenato l’islamofobia attraverso i media? Chi finanzia il terrorismo?’

Procedura di ‘decontaminazione‘ su un aereo Air France in partenza da Parigi per New York, dopo il ritrovamento a bordo di un bagaglio sospetto. Secondo quanto si è appreso, i passeggeri del volo Air France 012 in partenza alle 10:35 dall’aeroporto parigino di Charles de Gaulle e diretto a New York JFK, sono stati fatti scendere dopo che è stata decisa l’applicazione della procedura di sicurezza. Il piano è scattato per il ritrovamento di una valigia, probabilmente lasciata a bordo da un passeggero di un volo precedente. Dopo una perlustrazione integrale dell’apparecchio, il volo è partito con due ore di ritardo. Air France ha precisato che la decisione è stata presa d’intesa con ‘le autorità responsabili per garantire la sicurezza dei passeggeri’. Subito dopo le esplosioni di Boston, è stata rafforzata in tutta la Francia la sicurezza e la vigilanza nei luoghi più sensibili. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha ricordato le minacce ricevute dalla Francia dopo l’intervento armato in Mali.

 La Turin Half Marathon, 21 chilometri tra Torino e Collegno,domenica prossima si correrà col pensiero alle vittime di Boston. Ad annunciarlo è stato Luigi Chiabrera, che ha presentato la gara di domenica con le immagini di Boston che scorrevano sullo sfondo. ‘Se lo scopo degli attentati era di farci restare a casa, noi non accettiamo questo ricatto’. Tanto più che tra le maratone di Torino e Boston c’è un antico gemellaggio, perché sono nate entrambe nel 1897. Il caso, inoltre, ha voluto che domenica le magliette consegnate ai partecipanti alla mezza maratona saranno nere. ‘L’avevamo deciso settimane fa – ha ammesso Chiabrera – ma è stata una casualità significativa, sarà un segno di lutto per gli amici di Boston’.

Secondo esperti citati dal Boston Globe, gli ordigni erano rudimentali e questo porterebbe a escludere una matrice esterna, l’opera cioè di un governo straniero o di una organizzazione globale come Al Qaeda. Ma le bombe potrebbero esser state azionate da estremisti islamici residenti negli Stati Uniti e influenzati da imam in Medioriente, estremisti interni di sinistra o di destra o folli maniaci senza una agenda ideologica. Gli estremisti islamici ‘sarebbero i primi sospetti, ma ci sono molte altre possibilità’, ha detto Micahel Jenkins, uno specialista di terrorismo alla Rand Corporation. Radicali islamici negli Usa sono stati responsabili di decine di atti di violenza arrivati o meno in porto, tra cui l’autobomba di Times Square tre anni fa e la sparatoria a Fort Hood nel 2009 in 13 persone sono rimaste uccise.

La polizia sta ancora lavorando per mettere in sicurezza l’area dell’attentato alla maratona di Boston e l’operazione richiederà ancora ‘almeno due giorni’. Lo ha affermato il capo della polizia Ed Davis in conferenza stampa. La scena del crimine, ha spiegato Davis, ‘è molto complessa e stiamo agendo sotto il controllo dell’Fbi e dell’antiterrorismo. C’è una zona che è controllata solamente dall’Fbi. L’area transennata è stata ridotta da 15 a 12 isolati e cercheremo di riaprire il maggior numero di strade possibile e far tornare a casa le persone evacuate’.

‘No comment’ Fbi su sospettato fermato. ‘La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo’. E’ quanto ha detto nella conferenza stampa a cui hanno partecipato tutte le autorità del Massachussets, Rick Deslauries, l’agente speciale dell’Fbi incaricato delle indagini.

‘Normali cittadini diventati eroi’: le autorità locali, a partire dal sindaco di Boston Thomas Menino, rendono omaggio a tutte le persone che nei terribili momenti seguiti alle due esplosioni vicino al traguardo della maratona di Boston ‘hanno salvato numerose’ vite, prestando i primi soccorsi ai feriti e aiutando il personale medico: corridori, persone che sulle tribune assistevano alla maratona, fotografi. Il sindaco ha quindi lanciato un appello alla popolazione perché collabori con le autorità fornendo tutte le informazioni e le immagini possibili: ‘Dobbiamo lavorare insieme. Boston è una città forte e lo dimostrerà anche in questi momenti di terribile difficoltà’.

Il bilancio: tre morti e 176 feriti. Il bilancio definitivo dell’attentato di Boston è di tre morti e 176 feriti. I feriti gravi sono 17. Lo ha detto il capo della polizia Ed Davis.

Quella sull’attacco alla maratona di Boston è una ‘indagine globale’. Lo ha detto Fbi: ‘Andremo fino alla fine della terra per trovare i colpevoli’.

Le radiografie di uno dei feriti nelle esplosioni di ieri alla maratona di Boston hanno evidenziato nelle lesioni la probabile presenza di pallini per armi ad aria compressa. È quanto afferma il dottor Stephen Epstein del dipartimento di medicina d’urgenza al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, il quale spiega in una mail che le radiografie fatte a una gamba ferita, da lui esaminate, mostrano ‘quelli che appaiono essere piccoli oggetti rotondi sparsi nell’arto, simili a colpi per armi ad aria compressa’. L’esatta natura degli oggetti, ha però precisato, deve essere ancora accertata.

‘Nessuno è al momento è stato arrestato’. Lo ha detto il capo della polizia di Boston, Ed Davis, rispondendo alle domande dei giornalisti. L’agente dell’Fbi, Rick Deslauries, non aveva voluto rispondere alle domande riguardo ad eventuali sospetti e persone fermate.

Il capo del Pentagono Chuck Hagel ha definito l’attentato di Bostonun crudele atto di terrore‘. Hagel è stato il primo dell’amministrazione a usare ‘on the records’ la parola terrore per la strage di Boston.

La polizia federale, attraverso l’agente Rick DesLauriers, ha dichiarato di non essere stata a conoscenza di informazioni su un eventuale minaccia prima della maratona di Boston.

 Il console spagnolo a Boston, Pablo Sanchez-Teran, è stato destituito per aver chiuso il consolato due ore dopo l’attentato alla maratona. Lo riferisce il sito di El Mundo, citando fonti del ministero degli Esteri. ‘Era l’ora di chiusura’, ha detto il console quando è stato intervistato dalla rete televisiva Marca Tv. La sua risposta, assieme al fatto che Sanchez- Teran non ha fornito nessun numero telefonico per le emergenze, ha sollevato un’ondata di polemiche su Twitter. Ai commenti ironici, con la battuta ‘lavora meno del console di Boston’ diventata ormai un tormentone, si sono aggiunte le lamentele dei tanti spagnoli che si trovavano a Boston e hanno trovato il consolato chiuso. E oggi il ministro degli Esteri, Jose Manuel Gracia Margallo, ha deciso di destituire il console ‘per mancato compimento dei suoi obblighi’. Nessuno spagnolo è rimasto ferito nell’attentato, ma molti si trovavano ieri a Boston. Ben 91 spagnoli hanno partecipato alla maratona, diversi dei quali accompagnati da parenti e amici. A loro si aggiungono 3.980 spagnoli che risiedono nella città americana, fra cui studenti e docenti universitari.

Molti maratoneti sono in fila negli ospedali per donare il sangue.

 Un jet passeggeri della Us Airways è stato evacuato e circondato dalla polizia all’aeroporto Logan di Boston. L’aereo si trova all’inizio della pista e tutti i bagagli sono stati scaricati e posizionati sulla destra del velivolo. I veicoli di emergenza dello scalo si trovano a circa 50 metri di distanza dal jet. Lo hanno riferito le tv locali. Il volo dell’Us Airways 1716 è stato fermato sulla pista di decollo dell’aeroporto Logan di Boston per questioni di sicurezza.

Dopo l’attacco durante la maratona di Boston ‘ci sarà senza dubbio, e per un certo periodo di tempo, un clima di sospetto attorno a questo tipo di eventi. In particolare mi viene in mente la Maratona di Londra’, lo ha detto Joel Laine il responsabile della Maratona di Parigi, Joel Laine, secondo quanto riferiscono i media britannici. ‘Penso all’ansia che susciterà tra coloro che vi prenderanno parte e le loro famiglie’.

Un pacco sospetto è stato trovato questa mattina all’aeroporto LaGuardia di New York. La polizia, come riporta Bloomberg, per precauzione ha fatto evacuare il terminal centrale dello scalo. Gli aerei sono stati allontanati dagli edifici dell’aeroporto.

E’ cessato l’allarme per un pacco sospetto all’aeroporto La Guardia di New York e quello allo scalo Logan di Boston dove un aereo, già in fase di decollo, era stato evacuato. Lo riferiscono i media americani.

‘Un pensiero commosso ai feriti e alle vittime’ dell’attentato di Boston e l’invito a osservare un minuto di silenzio per onorarle. E’ quanto ha espresso il presidente del Senato, Pietro Grasso ad avvio di seduta dell’assemblea. Grasso ha concluso condannando ‘con fermezza questo mostruoso crimine’.

Barack Obama ha ordinato di esporre le bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca e sui principali edifici federali per onorare le vittime dell’attentato alla maratona di Boston. ‘E’ un segno di rispetto per le vittime di questo insensato atto di violenza’, ha affermato il presidente, riferisce il sito Politico.com.

Il presidente americano apparso in tv per il suo messaggio. ‘Non sappiamo chi sono i colpevoli. Sappiamo come abbiamo reagito. Sappiamo che ci sono stati ordigni esplosivi. Ma non il motivo. I primi soccorritori hanno fatto il possibile, ma abbiamo assistito a scene di solidarietà. Tutti hanno cercato di aiutare. Se volete sapere com’è l’America, come reagiamo al male, l’esempio è quello di ieri. Aiuto, solidarietà, non paura. Tutti dobbiamo continuare ad aiutare. Chiunque veda qualcosa o abbia sospetti aiuti’. l presidente Usa chiede agli americani di avere fiducia nel lavoro degli investigatori, dell’Fbi ma di evitare speculazioni sulla matrice dell’attentato.

‘Oggi, come ogni giorno, Israele è fianco a fianco con il popolo americano’ ha detto il premier Beniamyn Netanyahu che ha commentato l’accaduto durante il ricevimento per il corpo diplomatico per il 65/o anniversario della nascita di Israele (‘Yom Hazmaut’) nella residenza del presidente Peres a Gerusalemme. ‘Un giorno di festa che diventa un giorno di terrore. Invio le mie condoglianze al presidente Barack Obama, al popolo americano e ai familiari dei defunti”. Anche Shimon Peres ha espresso il suo cordoglio.

 Gli ordigni usati a Boston erano costituiti da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori. Lo riportano i media Usa citando fonti di polizia. Le pentole erano in buste di nylon nera o zaini e sono state trovate anche tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer.

 Non è chiaro se fossero state depositate in un cassonetto: una era stata forse collocata su un marciapiede, ha detto una fonte alla Cbs. Senza indurre a conclusioni sulla matrice dell’attentato, la pentola a pressione-bomba è un ordigno che gli esperti di terrorismo ritengono parte dell’addestramento nei campi del Baluchistan tra Pakistan e Afghanistan.

Per la Cnn solo una delle due bombe esplose era in una pentola a pressione nascosta in uno zaino. A riferirlo, si legge sul sito della Cnn, è stato un ufficiale delle forze di sicurezza che partecipa alle indagini sull’attentato che ha fatto 3 morti e 176 feriti.

Quando c’è stata l’esplosione, sulla linea del traguardo della maratona di Boston, nel raggio di qualche decina di metri, c’erano almeno dieci o dodici italiani, assieme ad altre decine di atleti, davanti al pubblico, ma per fortuna nessuno di loro è rimasto ferito. A raccontarlo è Fabrizio Dembech, accompagnatore del gruppo di 67 atleti italiani giunti a Boston con l’organizzazione Terramia, che a sua volta era lì ad aspettarli all’arrivo.

#Boston#Bostonmarathon

Primo viaggio all’estero per Obama al secondo mandato: il presidente Usa visita Israele

Obama a Tel Aviv

Al suo arrivo in Israele, Barack Obama ha subito voluto dare un segnale di distensione con alcune parole in ebraico. Dopo aver ricordato che per lui questa è la terza visita, il presidente degli Usa ha detto: ‘Shalom, tov lihiot shuv ba-Aretz‘, ossia: ‘Saluti, è bello essere di nuovo nella Terra’ d’Israele. Parole che hanno suscitato sorrisi di sorpresa da parte del capo dello Stato israeliano Shimon Peres e del premier Benyamin Netanyahu e che sono state accolte con un applauso da parte dei dignitari israeliani schierati ai bordi del tappeto rosso di benvenuto. Pochi minuti dopo lo stesso Obama ha salutato ‘l’alleanza eterna’ con Israele e ‘l’impegno incessante’ degli Stati Uniti per la sua sicurezza.

Israele è la prima tappa del primo viaggio all’estero’ del mio secondo mandato, ha voluto sottolineare il presidente americano, ricordando i valori di democrazia condivisi con lo stato ebraico. ‘Gli  Stati Uniti – ha aggiunto – sono a fianco d’Israele perché è nel nostro interesse nazionale’.

Obama ha aggiunto che ‘non è casuale’ che si svolga proprio in Israele la sua prima visita all’estero nel suo secondo mandato. ‘Essa rappresenta per me l’opportunità di ribadire i legami indistruttibili che ci legano’, ha proseguito, assicurando che gli Usa sono ‘fieri’ di essere i migliori alleati dello Stato ebraico e dicendosi fiducioso che tale alleanza sia destinata a conservarsi ‘eterna’, ‘per sempre’.

‘Grazie per essere a fianco di Israele in questo momento di cambiamento storico’. Così il premier Benyamin Netanyahu si è rivolto al presidente Barack Obama nel breve discorso di benvenuto all’aeroporto Ben Gurion. ‘Lei ha scelto di venire in Israele – ha sottolineato – nella sua prima visita del suo secondo mandato’.

Grillo a Time: ‘Puntiamo al 100 per cento e poi ci sciogliamo’

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activ...

English: Beppe Grillo, Italian comedian, activist and blogger. (Photo credit: Wikipedia)

‘Ho incanalato tutta la rabbia in questo movimento. Dovrebbero ringraziarci uno ad uno’ Così Beppe Grillo è tornato ad spiegare, in un’intervista a ‘Time‘, quella che considera una funzione ‘cuscinetto’ del suo Movimento 5 Stelle. ‘Se fallissimo – ha avvertito – in Italia si rischiano violenze di piazza. Se crollassimo noi, arriveranno. Tutto è nato in Italia. Il fascismo è nato qui. Le banche sono nate qui. Abbiamo inventato il debito e anche la mafia. Se da qui non partirà un’ondata di violenza è grazie al movimento’, perché ‘metà della popolazione non ne può più’.

Nel suo attacco, Grillo, ha paragonato le fonti di informazione ai partiti: i media nazionali italiani sono peggio dei partiti, ha detto Grillo al Time. ‘Il peggio sono i media. Forse i giornali locali vanno bene. Ma quelli che formano l’opinione pubblica, i sette canali televisivi e i tre giornali maggiori ‘fanno parte del sistema’, dice il leader del Movimento 5 Stelle.

Il Movimento 5 Stelle punta ad avere il 100 per cento di deputati e senatori, e completata la sua rivoluzione, non avrà più ragion d’essere e si scioglierà, ha detto Grillo in un’intervista a ‘Time’. ‘Vogliamo il 100 per cento del Parlamento, non il 20 o il 25% o il 30% – ha detto – Quando il movimento otterrà il 100% e i cittadini saranno diventati lo Stato, il Movimento non avrà più bisogno di esistere. L’obbiettivo è scioglierci’.

‘C’è una regola nel nostro movimento. Noi non facciamo accordi con i partiti. Chiunque si unisce al nostro movimento firma questa regola. Non c’è niente da decidere’, ha detto Grillo a Time magazine, precisando di non avere nessuna autorità nel decidere o meno una trattativa con il Pd. ‘E’ come nel calcio. Se tu giochi, affermi di voler segnare con una mano? No, accetti le regole’, ha aggiunto.

‘Non ho mai detto che voglio essere dentro o fuori dell’euro’ ma che ‘voglio informazioni corrette. Voglio un piano B per la sopravvivenza per i prossimi dieci anni. E poi, con un referendum decidiamo’. Beppe Grillo risponde così, in un intervista a Time, alla domanda se secondo lui l’Italia dovrebbe lasciare eurolandia. ‘Prima è necessario informare: cerchiamo di capire cosa sono i costi e i benefici’, ha aggiunto spiegando che solo suggerendo di lasciare l’euro, si viene considerati ‘pazzi’: ”non c’è dialogo. Solo suggerendolo sei un demagogo, sei pazzo, vuoi trascinare l’Italia in default, sei irresponsabile. Solo perché si dice’ di esaminare questa ipotesi, di pensare a ‘cosa accadrebbe davvero’.

‘Se Barack Obama fosse capace di fare il 5% di quel che dice, sarebbe un grande. Ma anche lui è imprigionato in un sistema. L’arte del compromesso, che è stata un’arte della politica, non è più valida. Il compromesso deve essere tra cittadini, non tra repubblicani e democratici’, ha detto Grillo che sottolinea come dagli Usa ‘abbiamo copiato l’uso di internet: ho preso le piattaforme ‘meetup‘ da Howard Dean. Lui le usava per raccogliere fondi, io per raccogliere informazioni, forum’.

‘Farò un tour mondiale. Farò spettacoli. E sarò quello che sono’. Così Beppe Grillo risponde a Time che gli chiede come veda il suo ruolo da qui ad un anno. E alla domanda se si considera ancora un comico, il leader del Movimento Cinque Stelle risponde: ‘Un comico straordinario’.

Il comico questa mattina ha pubblicato un post sul proprio blog dal titolo ‘Attenti ai lupi’. Un duro attacco all’informazione a mezzo stampa e alle televisioni che ha suscitato le reazioni di Ordine dei Giornalisti e Federazione nazionale della Stampa.

‘I conduttori televisivi sono pagati dai partiti per sputtanare il M5S‘. E poi: ‘Le televisioni sono in mano ai partiti, questa è un’anomalia da rimuovere al più presto, le sette sorellastre televisive non fanno informazione, ma propaganda’.

Da qui un lunghissimo atto d’accusa: ‘L’accanimento delle televisioni nei confronti del M5S ha raggiunto limiti mai visti nella storia repubblicana, è qualcosa di sconvolgente, di morboso, di malato, di mostruoso, che sta sfuggendo forse al controllo dei mandanti, come si è visto nel folle assalto all’albergo Universo a Roma dove si sono incontrati lunedì scorso i neo parlamentari del M5S‘.

Questa – per Grillo – non è più informazione, ma una forma di vilipendio continuato, di diffamazione, di attacco, anche fisico, a una nuova forza politica incorrotta e pacifica’.

Quindi illustra la sua ricetta per il mondo dell’informazione televisiva: ‘È indispensabile creare una sola televisione pubblica, senza alcun legame con i partiti e con la politica e senza pubblicità. Le due rimanenti possono essere vendute al mercato’. E la strategia di comunicazione per il movimento: ‘Lunedì sono stati eletti dai gruppi Parlamentari del M5S per i prossimi tre mesi due capigruppo/portavoce, Roberta Lombardi per la Camera, e Vito Crimi per il Senato. Loro sono stati titolati a parlare dopo aver discusso e condiviso i contenuti con i componenti del gruppo’.

Odg: ‘Si vergogni’. ‘‘Grillo, ma lei prova mai vergogna? Questo suo continuo insultare i giornalisti non è degno di un uomo che dice di voler moralizzare la vita pubblica’, ha replicato duramente il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino. ‘Ho criticato la demonizzazione del M5S – ha sottolineato Iacopino – di Beppe Grillo (e della sua famiglia) e di Roberto Casaleggio. Grillo ha idee che non condivido sull’Ordine dei giornalisti (altrimenti non lo presiederei: ho anche altri interessi). Non ci sarebbero ‘folli assalti’ di giornalisti se fosse possibile avere colloqui civili con chi rappresenta una forza politica importante’.

‘Con questa attenzione ‘morbosa, malata, sconvolgente’ (come dichiara) – ha aggiunto Iacopino – Grillo ha gestito scientificamente la sua popolarità. Ma la democrazia impone il confronto: i giornalisti fanno domande e lui risponde. O sceglie il silenzio, assumendosi la responsabilità di tacere. L’aggressione, per ora solo verbale, ai conduttori televisivi, accusati di volere, ‘con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni simpatizzante o eletto del M5S‘ è una irresponsabile volgarità. Grillo non può continuare a sparare nel mucchio. Se ha contestazioni da fare le muova, con nomi e cognomi. L’Odg saprà intervenire così come ora reclama rispetto per quanti con serietà fanno il nostro lavoro. Lo sa Grillo quante migliaia di colleghi lavorano con la schiena dritta per spiccioli di euro? Penso di no. Dovrebbe informarsi”.

Fnsi: ‘Toni da regime peggio di Berlusconi. Le parole del leader M5S hanno provocato la reazione anche del Fnsi: ‘La nuova sortita di Grillo contro l’informazione, i giornalisti e le televisioni è quanto di più inappropriato possa fare un leader politico di un paese democratico. Sono espressioni e atteggiamenti da oligarchi di regime, che non possono essere scambiati come semplici espressioni di chi vuole reali cambiamenti in termini di moralità pubblica e autorevolezza delle istituzioni’, attacca il segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi.

‘Nemmeno Berlusconi, nella sua lunga azione per leggi bavaglio, era mai arrivato a tanto – prosegue il leader del sindacato dei giornalisti -. Noi non gli opporremo parole diverse da quelle espresse da chi, da parti diverse, ha tentato di mettere la mordacchia ai giornalisti. Legittimamente i giornalisti fanno domande nell’interesse pubblico, tanto più a chi si propone, o emerge, come leader di un movimento politico nuovo’, ha concluso.

Intanto Pier Luigi Bersani torna sugli otto punti programmatici, presentati ieri alla direzione del Pd e si sofferma su quello sulla corruzione.

‘La nostra proposta non è una pretesa, tanto meno la mia, ma è un dovere. Dobbiamo dire attraverso quale via si possa arrivare alla governabilità e avviare la legislatura. Responsabilità è cambiamento’. Così Pier Luigi Bersani presentando la proposta sulla corruzione del pacchetto per un governo di minoranza.

Il leader del Pd ha citato l’sos del presidente di Confindustria Squinzi: ‘Il richiamo di Squinzi è assolutamente da sottolineare- ha detto-. Bisogna tenere gli occhi fissi su questo drammatico passaggio perché il Paese è in crisi profonda; non se ne parla, ma la recessione è drammatica e l’andamento dell’economia reale è preoccupante’.

Il segretario dice di essere pronto: ‘Dopo le analisi della Direzione di ieri entriamo con tutti e due i piedi nella realtà del momento. La situazione non è più elettorale ma parlamentare e il Pd ha quasi il doppio dei parlamentari della destra e quasi il triplo di Grillo. In altri sistemi elettorali ci sarebbe la governabilità ma nel nostro balordo sistema elettorale questo non è consentito’.

Barack Obama giura all’Inauguration Day

barack-obama-giura-alla-casa-bianca-20-gennaio-2013-inauguration-day-010Il secondo mandato di Barack Obama alla Casa Bianca è ufficialmente iniziato: in una cerimonia brevissima, celebrata in forma privata nella Blue Room, il presidente ha prestato giuramento davanti al giudice della Corte Suprema John Roberts, lo stesso di fronte al quale giurò nel 2009. Pochi minuti prima delle 12 – le 18 in Italia – ha pronunciato la formula con a fianco la first lady Michelle e le figlie Malia e Sasha. Al termine, Obama le ha abbracciate e alla più piccola ha sussurrato: ‘ce l’ho fatta’.

Domani si terrà la cerimonia pubblica, una grande festa dinanzi alla facciata del Campidoglio alla presenza di 800mila persone, durante la quale il presidente terrà anche il discorso inaugurale agli americani e al mondo.

‘Io, Barack Obama, giuro solennemente di adempiere fedelmente alle funzioni di presidente degli Stati Uniti e di salvaguardare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti’, ha detto, giurando su una Bibbia di famiglia: il padre della first lady l’aveva regalata alla propria madre per la festa della mamma nel 1958 e da allora è stata sempre conservata nella famiglia di Michelle.

Anche il suo vice Joe Biden ha scelto una Bibbia di famiglia per pronunciare il suo giuramento, celebrato in mattinata in una cerimonia separata al Naval Observatory. Il vicepresidente ha recitato la formula davanti al giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor, alla presenza di 120 invitati e qualche cronista.

Domani, dopo il giuramento davanti al Campidoglio, Obama percorrerà Pennsylvania Avenue, in parte a piedi, fino alla Casa Bianca. L’Inauguration day si concluderà poi con due balli: e a uno di questi, riservato allo staff della Casa Bianca, parteciperà anche Lady Gaga.

A dare il via al weekend di festa è stata ieri il National Day of Service, la giornata nazionale del volontariato. La first family per l’occasione ha tinteggiato la biblioteca in una scuola elementare non lontano dalla Casa Bianca e ha invitato i cittadini a impegnarsi in attività per la comunità per onorare Martin Luther King.

Michelle Obama, con le figlie Sasha e Malia, sono state ospiti d’onore al Kids Inaugural Concert, il concerto per i bambini che ieri sera ha aperto la lunga lista di feste, manifestazioni e balli per festeggiare il nuovo insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Un pubblico di centinaia di ragazzi figli di militari ha assistito al concerto, che ha visto la partecipazione di Katy Perry, Usher, Mindless Behavior e gli attori del cast di ‘Glee’. Sono stati proprio gli Obama nel 2009 i primi ad organizzare questo evento dedicato alle famiglie dei militari.

Scoperti 25 corpi di ostaggi nel blitz finale contro i terroristi nell’impianto gas di In Amenas. Mokhtar rivendica

algeria-130117145739_mediumVenticinque corpi di ostaggi sono stati scoperti dalle forze speciali algerine che ieri hanno preso il controllo dell’impianto energetico di In Amenas, in un blitz finale contro i terroristi. Lo ha detto all’Afp Anis Rahmani, direttore di una tv privata algerina, citando fonti della sicurezza. Si tratta dei ‘corpi di 25 ostaggi’, ha affermato.

Il ministro algerino della Comunicazione aveva detto stamattina che il bilancio finale delle vittime del sequestro, durato quattro giorni, rischiava di aggravarsi rispetto a quello provvisorio diffuso ieri sera che era di 23 ostaggi – stranieri e algerini – e 32 terroristi uccisi.

Il premier inglese, David Cameron, ha confermato la morte di tre britannici nel sito gasiero di In Amenas, in Algeria. Cameron ha anche detto che rimangono quattro dispersi: tre britannici e uno straniero residente in Gb. Intanto il presidente americano, Barack Obama, ha assicurato che “nei prossimi giorni resteremo a stretto contatto con il governo dell’Algeria per comprendere quello che è successo in modo da lavorare insieme per evitare che tragedie come questa si ripetano in futuro”. “Questo attacco ci ricorda nuovamente la minaccia posta da al-Qaeda e da altri gruppi estremisti violenti in Nord Africa”, ha aggiunto Obama in una nota diffusa dalla Casa Bianca. Il presidente ha detto inoltre che gli Usa sono pronti a fornire all’Algeria qualsiasi assistenza. Obama ha sottolineato, poi,che la responsabilità della crisi degli ostaggi è dei terroristi e che Washington condanna le loro azioni. I pensieri e le preghiere del popolo americano vanno alle famiglie delle vittime e a tutte le persone uccise e ferite nell’attacco, ha aggiunto.

Non avevano armi i circa 200 uomini della sicurezza interna al sito gasiero di In Amenas e quindi non hanno potuto opporre alcuna resistenza ai terroristi che hanno fatto irruzione. Il sito, uno dei più importanti dell’Algeria, ha un doppio sistema di sicurezza. Quello esterno è affidato alla Gendarmeria; quello interno alla Bp, che partecipa alle attività estrattive con Sonatrach e Statoil. Questo apparato non era stato modificato (o meglio  rafforzarlo quanto meno nelle dotazioni di difesa) nemmeno con l’inizio della crisi maliana.

 Il sito di In Amenas (gestito dall’algerina Sonatrach, dalla britannica Bp e dalla norvegese Statoil) produce ogni anno 8 miliardi di metri cubi di gas.

Proseguono le operazioni di bonifica all’interno dell’impianto di gas naturale di In Amenas, in Algeria, dove si è conclusa ieri, dopo quattro giorni, la crisi degli ostaggi. I militanti islamici responsabili del sequestro avevano riempito il complesso di mine. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Stato algerina.

 Il dipartimento di Stato americano ha diffuso un avviso di rischio per i viaggi in Algeria, avvertendo i cittadini degli Stati Uniti della minaccia credibile di terrorismo e rapimenti di cittadini occidentali nel Paese. Nella nota, il dipartimento autorizza inoltre le famiglie dei membri del suo staff a lasciare il Paese se lo vorranno.

 La società giapponese Jgcj ha reso noto che sono ancora 17 i propri dipendenti di cui non ha notizie dopo la conclusione del blitz. Il portavoce della società di costruzioni ha detto che la situazione “è grave”, precisando comunque che altri 61 dipendenti sono in salvo. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ieri sera aveva detto che aveva ricevuto “tristi notizie riguardo agli ostaggi giapponesi” dal premier algerino, Abdelmalek Sellal.

Il leader islamista algerino Mokhtar Belmokhtar, che ha un occhio solo ed è soprannominato ‘Mr. Marlboro’ per il suo impero fondato sul contrabbando di sigarette, ha rivendicato la responsabilità per la crisi degli ostaggi nell’impianto energetico di In Amenas, in un nuovo video ottenuto dall’agenzia mauritana Sahara Media. Lo riporta la stessa agenzia sul suo sito web in lingua francese.

‘Noi di al Qaida siamo responsabili di questa operazione che benediciamo’, afferma, presentandosi per la prima volta come membro di al Qaida.

L’emiro Moctar Belmoctar, nel video afferma che l’Algeria è stata presa come bersaglio per «avere permesso ai colonizzatori di ieri (la Francia) di utilizzare il suo terreno e il suo spazio aereo per uccidere i nostri in Mali» e si dice disposto a rilasciare gli ostaggi in cambio della fine delle ostilità in Mali contro gli jihadisti che occupano il Nord del Paese. Belmoctar conferma, quindi, che l’operazione è stata condotta da 40 uomini, provenienti da «Paesi musulmani diversi» e da «Paesi occidentali» tutti inquadrati nella brigata di ‘Coloro che firmano con il sangue’, da lui costituita poche settimane fa dopo la sua espulsione da al Qaida nel Maghreb islamico, decisa dal capo del gruppo, lo sceicco Droukdel. L’esponente jihadista, quindi, propone, in cambio del rilascio degli ostaggi, anche la liberazione di Omar Abderrahmane, l’emiro cieco che sconta l’ergastolo in America per l’attentato al Wtc. Nel video, Moctar Belmoctar appare senza il turbante e senza armi e con indosso quel che sembra un giaccone mimetico. Alle sue spalle il tradizionale drappo nero usato dagli estremisti islamici, con scritte che ricordano la katibat e la sua denominazione.

Tragedia di Newtown: strage in una scuola elementare, 26 i morti di cui 20 bambini. Ucciso il killer

Usa strage scuola NewtownAlmeno 27 persone, tra cui 20 bambini tra i 5 e i 10 anni, sono le vittime di una vera e propria strage in una scuola elementare in Connecticut, a un centinaio di chilometri da New York. Il killer si chiama Adam Lanza: ha ucciso sua madre, Nancy, insegnante alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, prima di provocare la strage in un’aula dell’istituto nella quale è rimasto vittima. Non è chiaro se si sia suicidato o se sia stato ucciso. Il suo corpo era riverso in una delle aule della scuola.

Lanza, poco più che ventenne, in base al suo profilo Facebook (collegato da poco a quello creato appositamente per la strage, ‘Sandy Hook Elementary School shooting’), viveva a Hoboken, in New Jersey, alle porte di New York, una città storicamente abitata dagli italo americani e resa famosa da Frank Sinatra. Vestito tutto di nero, con indosso un giubbotto antiproiettile come se andasse in guerra, usando quattro pistole ha sparato all’impazzata, almeno un centinaio di colpi. Sin dall’ingresso della scuola, la Sandy Hook di Newton, dove secondo alcune indicazioni ha subito freddato il presidente e lo psicologo dell’istituto. Ma la vera, terribile mattanza l’ha compiuta in una aula dell’asilo, tra i bimbi più piccoli. Un’intera classe manca all’appello, è stata cancellata, hanno riferito diverse fonti di stampa citando fonti ufficiali che hanno voluto mantenere l’anonimato. A rendere tutto ancora più assurdo, se possibile, è però il fatto che la sua ‘vittima designata’ era sua madre.

Il folle avrebbe agito con un complice, secondo alcuni suo fratello minore, che è stato arrestato. Secondo alcune fonti, i due avrebbero ucciso, prima della strage alla scuola, un loro familiare: c’è chi dice il padre, chi un altro fratello. La situazione rimane molto confusa e ci vorranno diverse ore prima di capire esattamente la dinamica del dramma.

Il fratello di Lanza è stato preso in custodia dalle autorità che vogliono sentirlo come presunto complice nella sparatoria. Secondo alcune fonti, il giovane è stato intercettato dalla polizia nei pressi della scuola, che è circondata da boschi. Indossava pantaloni mimetici e ha affermato, secondo quanto ha riferito un testimone, ‘io non l’ho fatto, io non l’ho fatto’.

Tutto è cominciato poco dopo le 9:30 e le televisioni nazionali hanno rapidamente preso a seguire in diretta l’evoluzione delle notizie, con inviati e troupe per le riprese dall’alto, in elicottero. Sono così rapidamente iniziate a filtrare drammatiche immagini di madri con il volto alterato dalla tensione, dalla paura, dall’apprensione. E poi quelli di bimbi, in lacrime, con la bocca spalancata mentre urlano di paura, mentre in fila indiana vengono evacuati tutti insieme dalla scuola, che conta oltre 600 alunni e che, come tutte le scuole in America, si preparava alle vacanze di Natale, si preparava all’arrivo di Santa Claus, Babbo Natale.

Il presidente americano, Barack Obama, parlando in diretta tv alla nazione sulla strage in Connecticut si è vistosamente commosso asciugandosi le lacrime. ‘Dobbiamo unirci per intraprendere azioni per impedire che cose del genere si ripetano, a prescindere dalla politica’, ha affermato.

Sono troppe le tragedie simili che accadono ovunque nel Paese, dobbiamo riuscire a evitare che accadano. Abbiamo perso bambini innocenti e insegnanti che dedicavano la loro vita a costruire il futuro di questi bambini. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo’: sono le parole che Barack Obama rivolge alle famiglie americane nel tradizionale messaggio del sabato. Poi il presidente ha fatto l’elenco degli ultimi episodi simili: ‘Come nazione – ha ricordato Obama – abbiamo sofferto davvero troppe di queste tragedie negli ultimi anni. Una scuola elementare a Newtown. Un centro commerciale in Oregon. Un luogo di culto in Wisconsin. Un cinema in Colorado. Infinite strade in posti come Chicago e Philadelphia’. ‘Ognuno di questi quartieri potrebbe essere il nostro’, ha detto il presidente, ‘e per questo dobbiamo unirci e adottare misure importanti per prevenire nuove tragedie come questa. Indipendentemente dalla politica”. Poi ha concluso: ‘Ci sono famiglie in Connecticut che oggi non possono farlo. E hanno bisogno di tutti noi’, aggiunge il presidente americano ricordando i genitori che hanno perso i loro figli nella strage della scuola elementare di Newtown. ‘Noi siamo qui per loro e preghiamo per loro. E ricordiamo loro che l’amore che hanno provato per coloro che hanno perso sopravviverà non solo nelle loro memorie, ma anche in quella della loro comunità e del loro Paese.

Obama ha dato disposizione di esporre la bandiera americana a mezz’asta alla Casa Bianca, davanti a tutti gli edifici pubblici e militari e in tutte le rappresentanze diplomatiche americane fino al tramonto di martedì 18 dicembre.

Faremo tutto quello che è possibile e che serve per arginare la diffusione della armi da fuoco nel Paese. Ma di fronte a un evento così tragico, non è oggi il momento delle polemiche, ha aggiunto Carney.

Veglia di preghiera nella notte a Newtown. Centinaia di persone si sono raccolte in una chiesa cattolica, la St Rose of Lime, per pregare in ricordo delle vittime, la gran parte bambini. La Chiesa era talmente affollata che molte persone hanno dovuto sostare all’esterno, sul sacrato del tempio distante poco più di un chilometro dalla scuola elementare Sandy Hook, dove è avvenuto il massacro.

Forbes: il presidente americano è l’uomo più potente del mondo, ottavo posto per Draghi, Monti è ventinovesimo

Governo designa Mario Draghi alla guida di Bankitalia Il presidente americano è l’uomo più potente del mondo. Lo afferma l’ultima classifica pubblicata da Forbes, che include anche due italiani: il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi all’ottavo posto e il presidente del Consiglio Mario Monti al ventinovesimo.

Nella tradizionale classifica di fine anno il presidente degli Stati Uniti si conferma in testa come nel 2011, seguito da Angela Merkel e Vladimir Putin. Nella top ten sono presenti altri tre leader politici: il sovrano saudita Abdullah al settimo posto, il segretario del Partito comunista cinese Xi Jinping al nono e il primo ministro britannico David Cameron al decimo.barack-obama-300

Tra gli economisti, oltre a Draghi, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha guadagnato il sesto posto. Unico leader religioso tra i primi dieci Benedetto XVI, al quinto posto. I criteri usati dalla rivista economica americana nella classifica, che elenca i 71 uomini più potenti al mondo, sono il numero di persone su cui si ha la leadership, il valore delle risorse finanziarie a disposizione, l’eterogeneità degli ambiti di potere e l’esercizio attivo dello stesso.

‘Il presidente Obama è senza discussioni la persona più potente del mondo – spiega Forbes – perché ha quattro anni per portare avanti la sua agenda e, nonostante le sfide su budget, disoccupazione e Medio Oriente, è il comandante in capo del più grande esercito e la guida della maggiore superpotenza economica e culturale’.

(fonte TMNews)

Medio Oriente: bombe su Gaza, si contano i morti

Si aggrava la crisi in Medio Oriente: l’offensiva ‘Pilastro di Sicurezza’, entrata nel secondo giorno, va avanti senza sosta ma i palestinesi da Gaza reagiscono con una pioggia di razzi, uno dei quali ha colpito un edificio di 4 piani nella cittadina di Kreat Mlakhi, a circa 25 km a nord di Gaza e ha fatto tre vittime civili, le prime israeliane da quando l’operazione è cominciata. Tredici le vittime palestinesi.

Le tre persone uccise si trovavano in una palazzina residenziale di quattro piani a Kiryat Malachi. Nell’attacco, riferiscono i media israeliani, sono rimaste ferite altre due persone, tra le quali un bambino.

Alle persone che vivono nel sud dello Stato ebraico è stato chiesto di rifugiarsi in zone fortificate. Le scuole sono chiuse nel raggio di 40 chilometri dal confine con Gaza, così come i centri commerciali, mentre a chi vive vicino al confine è stato ordinato di non recarsi al lavoro e restare in casa, fatta eccezione per i servizi essenziali. Pattuglie della polizia sono state dispiegate in molte localita del Paese, temendo che Hamas possa organizzare attacchi ben oltre la portata dei suoi razzi lanciati dalla Striscia, colpendo anche Tel Aviv.

Pesante anche il bilancio sul fronte palestinese: almeno 13 morti (tre dei quali oggi a Khan Younis) e quasi un centinaio di feriti. Tra le 13 vittime anche tre bambini (di 7 anni e undici mesi), una donna incinta e 8 adolescenti.

La bimba si chiamava Rinan Arafat e aveva sette anni. Il neonato era Ahmed Mashrawi, di 11 mesi. La ragazza incinta era Hiba al-Mashrawi, di 19 anni. Lo precisa l’agenzia di stampa palestinese Maan. Le ostilità hanno avuto inizio ieri con la uccisione del capo militare di Hamas Ahmed Jaabari (52) e della sua guardia del corpo, Muhammad al-Hamas. Altri miliziani colpiti a morte dal fuoco israeliano sono Issam Abul-Mizah (20), Wael al-Ghalban e Hisham al-Ghalban. Altre vittime identificate finora negli ospedali della striscia sono: Hani al-Kasih (19), Mahmud Sawawein (65), Habes Mesmeh (30).

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunitosi nella notte, ha chiesto lo ‘stop’ delle violenze, ma non ha preso alcuna decisione.

Il presidente Usa, Barack Obama, ha parlato nella notte italiana con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano, Mohamed Morsi dell’escalation della violenza in Medio Oriente. Lo ha reso noto la Casa Bianca, secondo la quale il presidente ha riaffermato il diritto di Israele di garantire la propria autodifesa dal lancio dei razzi dalla Striscia, ma ha anche chiesto a Netanyahu di evitare vittime civili negli attacchi di rappresaglia.

‘Gli israeliani devono capire che l’aggressione contro Gaza è inaccettabile e che non potrà che portare all’instabilità nella regione’, ha affermato il presidente egiziano, Mohamerd Morsi, in una dichiarazione agli egizioni diffusa dalla tv di stato.

Nella notte -dopo l’offensiva militare lanciata da Israele, una delle piu’ importanti offensive aeree degli ultimi 4 anni, in cui ha ucciso il capo militare di Hamas nella Striscia-  si è riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per affrontare proprio il problema della recrudescenza delle violenze: l’organismo non ha preso alcuna decisione, ma ha fatto appelli a entrambe le parti perché pongano fine agli scontri.

Un’esplosione si è udita a Tel Aviv mentre suonavano le sirene di allarme. Lo scoppio ha provocato momenti di paura nella popolazione, ma fonti della sicurezza interna israeliana hanno confermato il lancio di un razzo, precisando tuttavia che l’ordigno è comunque caduto in mare davanti a Giaffa, la città-gemella di origini arabe che si estende a sud-ovest della capitale commerciale dello Stato ebraico, senza fare danni. In città, dove resta in funzione l’illuminazione pubblica, è intanto collassata parte della rete di telefonia mobile. E il ministero della Sicurezza nazionale ha avvertito la popolazione di scendere nei rifugi laddove le sirene d’allarme tornassero a suonare. La Jihad islamica intanto ha rivendicato il lancio di un missile Fajr 5, un razzo in dotazione alle forze armate iraniane, la cui portata è di circa 75 chilometri.

Bersani a Casini su Monti bis: ‘E’ da ricovero’

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani (Photo credit: Wikipedia)

‘Chi pensa che con questa riforma elettorale si arrivi al Monti – bis è da ricovero. Ci sarebbe la palude e l’ingovernabilità. Lo tsunami, non per il pd , ma per l’Italia‘. Pier Luigi Bersani stronca così l’ipotesi di riforma della legge elettorale.

 ‘Se non si garantisce la governabilità, noi ci metteremo di traverso. Dietro questa riforma c’è una logica furba del ‘muoia Sansone con tutti i filistei’, ma io sono fiducioso che si possa migliorare’. Bersani annuncia le barricate del Pd se la riforma elettorale in discussione non prevede un premio al primo partito.

‘Nel futuro Monti deve continuare a dare una mano, si discuterà con lui come. Certo, al prossimo giro ci vuole una maggioranza politica, poi il tasso di tecnicismo è sempre possibile. Non voglio il ritorno della politica politicante e ricordo che noi siamo quelli di Ciampi, di Padoa Schioppa’. Così Pier Luigi Bersani, in un incontro promosso da Left, torna a sostenere che il premier Mario Monti dovrà restare in politica.

‘Io partirei dal fatto che i ricchi devono pagare le tasse perché raddoppiare o triplicare lo zero non è un grande incasso’. Pier Luigi Bersani, risponde all’annuncio del presidente americano Barack Obama di voler alzare le tasse ai più ricchi. ‘Me la sono molto presa – aggiunge Bersani – con le Cayman e con i paradisi fiscali perché in questo momento la ricchezza sa dove andare e scappa mentre la povertà resta’.

‘Casini morirà di tattica. Io spero che metta la barra dritta a un certo punto e decida dove andare’. Pier Luigi Bersani, critica la mancanza di chiarezza della linea politica del leader Udc.

Al di la‘ delle battute – aggiunge il segretario Pd – in Europa ci sono fenomeni regressivi e populisti e poi fronti liberali che discutono con forze progressiste. Quando Monti è Hollande sono d’accordo, è un socialista che discute con un liberale con qualche venatura conservatrice’.

‘Ieri polemizzavo con Gasparri, anche un tecnico è un cittadino e può fare il ministro. Ma non ho prenotato nessuno, Vendola ci ha ricamato su’. Pier Luigi Bersani torna così sull’apertura fatta da lui ieri alla presenza di Elsa Fornero in un governo del Pd, suscitando la rabbia di Nichi Vendola.

‘Sull’art. 18 la soluzione trovata è di equilibrio. Poi il 2013 è un anno elettorale e quindi il referendum non si può fare. Ricordo poi che l’ultimo referendum sul lavoro lo ha votato il 24% dei cittadini. Bisogna riflettere sull’effetto boomerang del referendum’. Bersani, risponde sul referendum per ripristinare l’art. 18 promosso dalla sinistra e dall’Idv.

Il Pd si dovrebbe abituare a guardare con maggior rispetto gli amici – afferma Casini – Noi non siamo stati i sudditi di Berlusconi e non lo saremo con Bersani. Noi non siamo abituati a chinare la schiena’. Quanto alle ultime dichiarazioni del leader del Pd sul Monti bis, Casini replica: ‘Ebbene sì, sono da ricovero’ ma allora lo sono ‘anche molti nel Pd che la pensano come me’.

Il leader dell’Udc lo dice chiaro e tondo: ‘Bisogna mettere le carte in tavole con serietà. Ho letto che Grillo e Bersani contestano questa riforma elettorale. Gli rispondo: se vogliono tenersi il Porcellum lo dicano chiaramente. Dicano chiaramente -insiste – se ritengono giusto che con il 30% dei voti si prendono il 55% dei seggi. Mettere una soglia per accedere al premio di maggioranza è il minimo che si possa fare. Serve serietà – aggiunge Casini- le sceneggiate lasciano il tempo che trovano. Io in giro vedo una strumentalità preoccupante’.

‘Figuriamoci se vogliamo dei sudditi’, controreplica Bersani, però, ‘siamo italiani tutti, io, Casini e tutti gli altri. E dico a nome dell’Italia, non del Pd, che non possiamo sancire oggi l’ingovernabilità di domani. Questo è il tema e sono abbastanza fiducioso che Casini lo comprenderà.

Nichi Vendola (Sel) approva Bersani (‘Mi piace che abbia ribadito il concetto che non esiste un Monti bis’) e ci mette il carico: ‘Il tatticismo estenuante di Casini è ormai un vero genere letterario nella storia della politica italiana. Il fatto – spiega – che sia tornato in quella compagnia di giro Pdl-Lega-Udc che costruì il Porcellum e addirittura sia tornato lì per perfezionare il delitto, mi pare significativo’.

Secondo Vendola ‘siamo in una situazione scandalosa, l’idea che debbano modificare le regole del gioco per truccare la partita è insopportabile’. La frase del presidente del Senato sulla necessità di modificare il sistema elettorale ‘è insopportabile’.

Interviene dal suo blog anche Antonio Di Pietro (Idv). Alla fine, scrive, anche Bersani ‘si è accorto del golpe che stanno tentando di fare con una legge elettorale pensata apposta per non far vincere nessuno e, così, tenere in piedi il governo dei non eletti per altri cinque anni’. Il leader Idv incalza: ‘Se questo non è un golpe, cos’è? Ma io credo che se questo tentativo di colpo di Stato, neanche più camuffato, andrà avanti, sarà necessario mettere insieme, in un fronte comune, tutte le forze (compresa quella parte del Pd che lavora per riunire il centrosinistra) che, con i cittadini e coloro che continuano a credere nella democrazia, vogliono riaffermare il rispetto della Costituzione e delle corrette regole elettorali. Altrimenti saremo tutti complici dell’assassinio della democrazia italiana.’

 ‘Ci vuole un governo politico sorretto da una maggioranza politica. Abbiamo questo diritto-dovere’. Lo ha detto Pier Luigi Bersani nel corso della manifestazione promossa dal quotidiano ‘l’Unita” e dal settimanale ‘Left’ presso il teatro Eliseo e coordinata da Corrado Formigli. ‘Noi chiediamo anche che chi elegge meno donne abbia meno soldi di rimborso elettorale e che non si ripetano casi Scilipoti. Devono esistere solo i gruppi che si presentano alle elezioni’ conclude il segretario del Pd.

Ha una relazione extraconiugale, si dimette il direttore della Cia, il generale Petraeus

La notizia ha avuto una risonanza internazionale ed arriva qualche giorno dopo la certezza di Obama di nuovo presidente. Il generale David Petraeus è caduto per una relazione extraconiugale, in puro stile americano. Ma dietro questo classico scandalo appaiono altre faccende, la rivalità fra Cia e Fbi, il rischio – grave e forse concreto – di una falla nella sicurezza. L’amante segreta del generale dimessosi ieri, è Paula Broadwell, giovane autrice della biografia sul direttore della Cia intitolata ‘All In: The Education of General David Petraeus‘. La donna è finita al centro dei riflettori. L’Fbi, scrive la stampa Usa, aveva avviato un’indagine sulla donna perché sospettata di aver tentato di accedere all’email del generale per cercare materiale riservato.

Broadwell, studiosa di Harvard, si è laureata a West Point, dove ha studiato anche Petraeus. Secondo funzionari governativi, l’Fbi aveva avviato un’inchiesta che non era affatto concentrata sulla relazione clandestina nè sul generale Petraues, bensì su una “vicenda potenzialmente di rilevanza penale”. Nel corso dell’indagine è avvenuta poi una verifica sulla sicurezza di un computer utilizzato da Petraeus, e allora gli agenti dell’agenzia federale avrebbero trovato prove della relazione ma anche altri problemi di sicurezza. Due settimana fa, l’Fbi ha avuto un incontro con Petraues per discutere la situazione.

Official photo of General David Howell Petraeu...

Official photo of General David Howell Petraeus, USA Commander, U.S. Central Command (Photo credit: Wikipedia)

Appare chiaro che l’annuncio delle dimissioni è stato rimandato a dopo l’elezione presidenziale. ‘Ho mostrato poco buonsenso, questo comportamento in un leader è inaccettabile’, ha dichiarato il generale parlando della propria relazione. ‘Ha servito gli Stati Uniti in modo straordinario per decenni’, si legge nella risposta del presidente Barack Obama.

‘Come direttore della Cia, ha continuato a servire con il suo caratteristico rigore intellettuale, con dedizione e patriottismo’.

Per Obama appena rieletto la vicenda era certamente indigeribile ma ha ‘riflettuto’ per 24 ore prima di accettare la lettera di dimissioni del generale. ‘Sono sicuro che la Cia continuerà a portare avanti la sua missione essenziale. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a Dave e Holly Petraeus, che con il loro lavoro hanno fatto così tanto per aiutare le famiglie dei militari. Gli auguro tutto il meglio in questo momento difficile’.

Gli account di posta elettronica di dirigenti della Cia, anche quelli personali, sono considerati molto delicati per la sicurezza nazionale. Paula Broadwell, scrittrice sposata e con due figli, insegna al Center for Public Leadership di Harvard .

La relazione extraconiugale che ha portato alle dimissioni di David Petraeus (60 anni) da direttore della Cia era durata meno di un anno, dal suo congedo dall’esercito nell’agosto 2011 fino alla primavera scorsa. Lo scrive il Wall Street Journal mentre i media Usa danno ampio spazio all’inchiesta dell’Fbi che ha fatto emergere l’affaire tra Petraues e la sua biografa Paula Broadwell.

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