Studenti, precari e i ‘choosy’ della ministra Fornero

Il popolo degli studenti e dei precari si prepara ancora una volta a riprendersi la piazza e inizia con il dire no al voto e soprattutto no alla ministra Fornero che li ha definiti choosy, una classe di pignoli ed esigenti. Questa notte poi hanno sistemato degli striscioni di protesta davanti le sedi dei partiti.

‘Siamo  così choosy che non scegliamo di votarvi! 16 novembre studenti in piazza’ è il messaggio lasciato agli svariati gruppi politici e l’invito nel comunicato diramato questa mattina dal collettivo di studenti pronto a mobilitarsi.

‘Ecco la frase – continuano – presente negli striscioni lasciati nella notte tra il 24 e il 25 Ottobre dagli studenti dell’ateneo palermitano davanti le sedi dei partiti, PD, PDL, MPA e GRANDE SUD, per rimarcare ancora una volta il loro netto rifiuto dinanzi alla casta politica tutta, impegnata nell’ennesima snervante campagna elettorale autoreferenziale.

Tale quadro viene ampliato dall’ennesima provocazione giunta a studenti e precari da parte del ministro Elsa Fornero, con il suo definire potenziali ‘Choosy‘ i giovani studenti, sempre più oppressi da austerity e tagli violenti ad un mondo della formazione sempre più escludente, per un mondo del lavoro sempre più evanescente, in un paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge cifre esorbitanti.

In questo panorama di crisi, austerity e sprechi continui di una casta ladra e corrotta, gli studenti e le studentesse dell’ateneo palermitano si preparano a scendere in piazza il 16 novembre, giornata in cui gli studenti si preparano a bloccare tutto ancora una volta.

‘Contro crisi, sprechi e austerity del Governo Monti – concludono – il 16 novembre cacciamo la casta!

Indignados tornano in piazza a Madrid

Indignados di nuovo in piazza a Madrid contro le politiche di austerity del governo, mentre proprio oggi il premier Rajoy si è detto pronto a chiedere un nuovo salvataggio per il paese, se i costi di finanziamento resteranno a lungo troppo alti.

La manifestazione di protesta di migliaia di indignados, ieri sera nella capitale spagnola, si è conclusa con un bilancio di 64 feriti e 28 arresti. Migliaia di persone si erano concentrate dinanzi al Congresso dei deputati spagnoli per denunciare ‘il sequestro della democrazia’ e i tagli decisi dalle politiche di austerity del governo.

Gli organizzatori volevano avvicinarsi alla ‘camera bassa’ del Parlamento, riunita in seduta plenaria. Nei momenti di maggiore tensione la polizia ha caricato i manifestanti e sparato proiettili di gomma nella centralissima piazza di Nettuno. Oggi è prevista una nuova manifestazione alle 19.

Rajoy ha annunciato la creazione di un nuovo organismo di monitoraggio del deficit, alla luce delle nuove riforme strutturali che saranno varate questa settimana. In un’intervista al Wall Street Journal, Rajoy, sulla possibilità di Madrid di richiedere un salvataggio, dice: ‘Al momento non posso dirlo’, il governo deve valutare se le condizioni poste per il salvataggio ‘sono ragionevoli’.

Tuttavia Rajoy dice che se i tassi rimarranno ‘troppo alti troppo a lungo vi posso assicurare al 100% che chiederò questo salvataggio’.  Domani il governo di Madrid adotta una legge di bilancio che potrebbe prevedere nuove misure di austerity e su cui incombe l’ombra del salvataggio internazionale del paese.

Il giorno dopo la finanziaria, Madrid diffondera’ i risultati dell’audit da cui sapremo di quanti soldi ha bisogno la Spagna per salvare il suo sistema bancario. Dei 100 miliardi di euro stanziati da Bruxelles, Madrid finora ha lasciato intendere che ne utilizzerà 60. A quel punto probabilmente si capirà meglio se Madrid intende richiedere o meno un intervento della Bce per l’acquisto di bond.

Il primo passo comunque saraà la finanziaria, che il governo si appresta a varare domani e che dovrebbe contenere circa 39 miliardi di euro tra tagli alla spesa e aumenti fiscali. Tra il 2012 e il 2014 la Spagna avrà bisogno di rastrellare sui mercati oltre 150 miliardi di euro per finanziare il suo bilancio: 61 quest’anno, 39 nel 2013 e 50 nel 2014.

Tra le misure di austerità in cantiere per il 2013 ci sono 15 miliardi di euro di aumenti fiscali, di cui 7 miliardi provenienti dalle regioni, che gestiscono la sanità e la scuola. Altri risparmi arriveranno dall’abbassamento dei sussidi di disoccupazione, dal congelamento delle assunzioni nel settore pubblico e dal taglio delle spese sociali. Sulle pensioni è in corso un duro dibattito all’interno del governo.

Il premier Mariano Rajoy, in campagna elettorale, ha promesso di non toccarle, ma sarà difficile che riesca a mantenere questo impegno. Il governo ieri ha lasciato intendere che a novembre l’aumento indicizzato delle pensioni ci sarà, ma è probabile che sarà seguito da un’accelerazione della riforma previdenziale, che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile.

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