Strage di Brindisi: tornano a scuole le studentesse ferite

  Tornano a scuola le studentesse coinvolte nella strage di Brindisi. Intercettato l’artefice dell’agguato in cui morì Melissa, una studentessa di 16 anni e altre 7 rimasero ferite, restano i segni sui corpi delle ragazze tornate alla quotidianità. ‘Il nostro obiettivo sarà ripristinare forme di normalità con il lavoro quotidiano’. A parlare è Rosanna Maci, la preside dell’Istituto Professionale ‘Morvillo Falcone’ il 19 maggio scorso luogo dell’attentato in cui restò uccisa la giovane vittima. 

Alle 8 hanno fatto ingresso in aula gli studenti delle prime classi, alle 8,50 è arrivato il pulmino con le 7 ragazze rimaste ferite nell’attentato. Dopo un saluto in presidenza, sono state accolte dall’applauso delle compagne che le attendevano nell’atrio. ‘Io vengo da un altro istituto – ha detto ancora la preside Maci- e mi sto mettendo adesso nelle problematiche della ‘Morvillo Falcone’ seguendo due direttive: il supporto psicologico a tutta la scuola e l’organizzazione del lavoro, perché hanno bisogno di lavorare.

Il gruppo di psicologi inviato dal Ministero che ha seguito le ragazze sinora termina il proprio lavoro il 15 settembre e non so se sarà riconfermato. Da parte mia – ha concluso la preside- ritengo che il supporto psicologico non possa essere interrotto.’

Le studentesse hanno chiesto alla preside di osservare un munito di silenzio e di poter portare dei fiori sul banco di Melissa. Durante l’estate le compagne di classe della studentessa hanno ridipinto le pareti dell’aula e chiesto alla dirigente scolastica di poter frequentare le lezioni nella stessa aula di sempre.

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Brindisi: preso l’attentatore della Morvillo Falcone, un benzinaio salentino ha confessato

Sessantotto anni, di Copertino in provincia di Lecce, è proprietario di un distributore di benzina e si chiama Giovanni Vantaggiato. E’ l’uomo responsabile della strage di Brindisi del 19 maggio, in cui è morta la sedicenne Melissa Bassi e sono rimasti feriti una decina di studenti. Vantaggiato è stato interrogato dagli inquirenti, per diverse ore, come sospettato numero 1 per l’attentato all’Istituto professionale Morvillo Falcone,  prima di confessare.

La pista sembra essere proprio quella della vendetta privata: il sessantottenne spinto dalla volontà di punire qualcuno all’interno dell’Istituto professionale per il turismo, ha premuto il pulsante che ha innescato l’esplosione di un ordigno rudimentale. Dietro l’attentato ci sarebbe dunque una ritorsione nei confronti di un rappresentante dell’istituto, forse del preside stesso. Escluse quindi le piste della criminalità organizzata e degli anarchici, gli inquirenti stanno arrivando alla svolta dell’inchiesta seguendo la pista della vendetta.

La conferma in serata arriva dal procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta. ‘Ha confessato‘, ha detto.

Ieri mattina il capo della polizia Antonio Manganelli aveva scartato le ipotesi di mafia o  anarchici della Fai. ‘Abbiamo sentito di tutto, la mafia cerca consensi e non è certo oggi nella condizione di porsi come aggressore dello Stato o come anti Stato. Faccio fatica poi a immaginare un attentato vigliacco fatto dalla Fai, la Federazione anarchica informale, davanti a un istituto superiore’, ha detto Manganelli.

Brindisi, strage delle ragazze: oggi i funerali della studentessa, nuovo vertice in Procura con il ministro degli Interni

Oggi i funerali di Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni morta nell’esplosione di sabato davanti all‘Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi. La cerimonia si svolgerà alle 16.30 nella Chiesa Madre di Mesagne.

Ancora incerta la presenza alle esequie del premier Mario Monti, che sta rientrando con anticipo dagli Stati Uniti dove ha partecipato al G8 e al vertice Nato.

Intanto le compagne di Melissa sono rientrate a scuola. Tra le lacrime, sostenute anche dagli psicologi e assistenti sociali, si sono raccolte con gli insegnanti nel piazzale davanti all’ingresso dell’Istituto intitolato ai magistrati uccisi dalla mafia Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, dove le bombe sono esplose uccidendo la sedicenne. Insieme hanno ricordato ‘il piccolo angelo’.

Veronica Capodieci, la sedicenne rimasta gravemente ferita sabato scorso nell’attentato all’Istituto Morvillo Falcone di Brindisi e ricoverata all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo una importante operazione al Perrino di Brindisi, è ‘vigile e collaborante’ . Il bollettino medico spiega che la ragazza, ricoverata in rianimazione, ‘è in respiro spontaneo e continua la ventilazione non invasiva’ e che la prognosi ‘resta riservata’. I parametri emodinamici ‘sono stabili e gli scambi gassosi buoni’.

Oggi vertice in Procura, a Brindisi, con il ministro degli Interni Cancellieri e i responsabili nazionali e locali di forze dell’ordine e della magistratura. Smentite le indiscrezioni sull’ex militare colpevole di aver innescato l’ordigno. Ieri, in serata, diffusa la foto sequenza del killer, tratta dalla registrazione di immagini raccolte da un circuito di videosorveglianza nei pressi dell’Istituto Morvillo.

Esperti del Ros e dello Sco sono a lavoro e incrociando le immagini del video del chiosco di panini davanti alla scuola e alcune testimonianze, hanno diramato un primo identikit dell’uomo che avrebbe fatto esplodere tre ordigni davanti all’Istituto Morvillo Falcone: bianco, tra i 50 e i 55 anni. Vestito con una giacca scura e pantaloni chiari, ai piedi scarpe da ginnastica.

Dai giorni dell’attentato manifestazioni in tutta Italia in segno di solidarietà contro le strategie stragiste e del terrore. Ragazzi anche sotto l’albero Falcone, a Palermo.

Strage di Brindisi: le foto dell’attentatore

Ha giacca scura e pantaloni chiari, una mano in tasca con la quale aziona il telecomando che farà esplodere l’ordigno – le bombole di gas – davanti l’Istituto Morvillo Falcone e morire la studentessa sedicenne Melissa Bassi, ferendone altre cinque. In un sequenza di tre fotogrammi la Procura di Brindisi ha dato a vedere ai giornalisti il volto del presunto killer. Un uomo di mezza età, brizzolato che ha aspettato l’esplosione.

Riportato sulle pagine dei principali quotidiani nazionali e su Internet, l’attentatore di Brindisi non ha ancora un nome e il volto è pixellato ‘per non compromettere le indagini’ hanno detto. Ma assicurano dalla polizia ‘le immagini sono raccapriccianti’. Sono quelle riprese dal circuito di videosorveglianza nei pressi dell’Istituto professionale.

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/147100/
http://video.repubblica.it/dossier/brindisi-bombe-contro-scuola/abbiamo-visto-in-faccia-l-assassino-il-racconto-dell-inviato/95926?video=&ref=HRER3-1
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/bombe-brindisi-foto-presunto-attentatore-sito-stampa/236032/
http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_20/brindisi-attentatore-foto-fake-cruccu_0215e17e-a2b2-11e1-bfa6-752e370d244b.shtml?fr=box_primopiano 

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