Ferrari: asta online per le vittime del terremoto

 Asta online per la Ferrari. L’azienda di Maranello ha deciso di aiutare le famiglie vittime del terremoto e indice una raccolta fondi in aiuto delle popolazioni colpite.

Giusto il tempo di sistemare alcuni aspetti tecnici, e sul sito del cavallino rampante  www.ferraristore.com sarà possibile vedere la sezione dedicata all’iniziativa. L’intento è di raccogliere una significativa somma da destinare alle famiglie colpite dal sisma.

All’asta pezzi unici, tra cui una 599XX Evo, berlinetta sportiva estrema dedicata alla pista del valore di 1,3 milioni di euro. La vettura è equipaggiata con il meglio della tecnologia Ferrari e un pacchetto che aumenti le prestazioni per il  biennio 2012-2013.

Tanti gli oggetti provenienti dal mondo della Formula 1, ad iniziare da un motore V8, nonché caschi e tute da gara di Fernando Alonso e Felipe Massa insieme a numerosi memorabilia, derivati dalle monoposto della Scuderia Ferrari degli ultimi anni. Completeranno la raccolta fondi anche alcuni oggetti del Ferrari Store tra cui gli orologi da polso del Cavallino Rampante.

Secondo quanto riportato dal comunicato diffuso dall’azienda di Maranello, ‘Non appena diffuse le notizie del sisma, clienti e collezionisti Ferrari da tutto il mondo si sono immediatamente messi in contatto per offrire spontaneamente il proprio contributo. Ancora una volta – continua – la generosità degli appassionati della Casa di Maranello permetterà di raccogliere significative risorse da destinare a chi più è stato colpito da eventi tragici. Una gara di solidarietà che in tempi recenti ha contribuito alla ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo e in tempi recentissimi anche con l’intervento a favore di due strutture doposcuola a Ishinomaki, in Giappone, per un contributo di 80 milioni di yen’.

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L’urlo di Munch e la tazza da te di Lady Gaga: le vendite della settimana dagli Stati Uniti al Giappone

Dopo Seul e le contestazioni religiose alla star antireligiosa per eccellenza, Lady Gaga torna a far parlare di sè con la vendita di un oggetto fetish. Non è L’urlo di Munch, battuto durante l’ultima asta Sotheby’s a New York qualcosa come 119,9 milioni di dollari, diventando l’opera più costosa al mondo, ma è comunque una notizia.

In Giappone è stata messa in vendita la tazza da te di porcellana con l’impronta del rossetto della pop star usata durante una conferenza stampa. Per possederla i suoi fan nipponici sono disposti a sborsare 38 mila euro. Si tratta della tazza di porcellana munita di piattino, utilizzata dalla pop star americana a Tokyo tre mesi dopo la devastazione seguita al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo del 2011 e ha la scritta ‘Preghiamo per il Giappone’.

E sembra anche che qualche acquirente ci sia, disposto a spendere fino a 4 milioni di yen. E’ questo l’incredibile prezzo offerto a cinque giorni dalla chiusura della vendita online. I proventi saranno usati per consentire a giovani artisti giapponesi di studiare negli Stati Uniti. Si sono fatti avanti già 500 potenziali acquirenti.

Instancabile Lady Gaga,  a lavoro con un tour che a quanto pare continuerà a far discutere, arriva anche la notizia di un ruolo in Men in Black 3. L’artista internazionale comparirà nel film di Barry Sonnenfeld insieme a Will Smith e Tommy Lee Jones e Justin  Bieber.  Stefani Joanne Angelina Germanotta (vero nome di Miss Gaga) e Bieber saranno due alieni al fianco del regista Tim Burton, la cui presenza era già stata annunciata in precedenza.

Per assegnare L’Urlo il capolavoro del pittore norvegese sono bastati invece appena 12 minuti. Sette potenziali acquirenti si sono disputati l’opera stimata 80 milioni di dollari, rilanciando offerte che crescevano, superando i 10 milioni in un minuto. ‘Record mondiale‘ è stato invece l’urlo del banditore Tobias Meyer. L’urlo ha così superato Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, che era stato venduto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari.

Realizzato nel 1895, L’urlo venduto ieri era l’unica delle quattro versioni ancora nelle mani di un privato, il norvegese Petter Olsen, il cui papà era amico e sostenitore di Munch.

In vendita i phone boxes, le cabine telefoniche rosse: base d’asta 2.390 euro

Hanno ispirato artisti (Banksy -phonebox), registi, designer, rapticamente tutti e ora possono persino entrare in casa nostra o nel nostro giardino e arredarli. La classica cabina telefonica cede il passo alla crisi e gli inglesi per sopperire ai costi di manutenzione dei phone boxes rossi, classici anche quelli, apparsi sul grande e piccolo schermo e nei posti più insoliti, suggestionandoci letteralmente, mettono all’asta qualcosa come una sessantina di K6, i phone boxes rossi da strada. Ciascuna delle cabine della British Telecom, l’operatore telefonico inglese che sta procedendo alla vendita, ha il valore di 1.950 sterline, 2.390 dei nostri euro.

‘E’ ormai possibile acquistare questo simbolo del design del XX secolo, conosciuto nel mondo intero, per arredare la vostra casa o il giardino, o farne dono a qualche amico che possiede già tutto’, ha sottolineato Katherine Ainley, responsabile delle cabine telefoniche presso BT.

E’ la prima volta dall’inizio degli anni Ottanta che si ripete l’asta delle K6, nel quadro di un programma di rinnovamento della rete. Disegnate nel 1936 dall’architetto Giles Gilbert Scott in occasione del giubileo dell’incoronazione di Giorgio V, le cabine telefoniche rosse fanno parte integrante del patrimonio britannico, allo stesso titolo degli autobus rossi o dei taxi neri, i cabs.

Quando è stata interrotta la produzione, nel 1968, ce n’erano 70.000. Oggi ne restano appena 11.000 in funzione.

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