Lutto nel mondo della musica. È morto in Messico Paco de Lucia

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Lutto nel mondo della musica. È morto in Messico a 66 anni il compositore e chitarrista spagnolo Paco de Lucia. L’artista andaluso è deceduto per un infarto mentre si trovava con i propri familiari. Pur se conosciuto come uno dei più grandi chitarristi di flamenco, de Lucia aveva prodotto diversi lavori di musica classica e si era dedicato ad altri stili musicali come la fusione tra jazz e flamenco.

Numerosi i riconoscimenti e i premi conferitigli nel corso della sua lunga carriera: Premio nazionale di Chitarra di Arte Flamenco, Medaglia d’oro al merito delle Belle Arti, Premio Príncipe de Asturias nell’Arte (2004), quindi nel 2007 l’Università di Cadice e nel 2010 il Berklee College of Music di Boston gli avevano assegnato il titolo di dottore honoris causa per il suo contributo musicale e culturale.

Nato nel 1947 ad Algeciras, in provincia di Càdiz, in una famiglia di chitarristi di flamenco, De Lucia si esibisce per la prima volta all’età di 11 anni. Nel 1962 si trasferisce a Madrid con la famiglia e poi parte per gli Stati Uniti per il suo primo tour con il fratello. La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta quando conosce Camarón de la Isla, con il quale forma un mitico duetto artistico, interpreti del flamenco più ortodosso. Insieme registrarono dieci dischi tra il 1968 e il 1977. Più tardi, insieme e separatamente, furono i precursori di un flamenco più popolare entrando nel terreno del pop, del rock e del jazz.

Nella metà degli anni Settanta de Lucia conoscerà personaggi di spicco quali Al Di Meola, John McLaughlin, Larry Coryell e Chick Corea. È del 1980 l’album ‘Friday night in San Francisco’ inciso con John McLaughlin e Al Di Meola che ha venduto più di cinque milioni di copie.

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L’eredità di Man Ray in vendita per 20 milioni di dollari: è nel garage di un meccanico a Long Island

L’eredità di Man Ray, avanguardista dadaista e pioniere della fotografia è nel garage di un meccanico di Long Island, negli Stati Uniti, ed è in vendita a 20 milioni di dollari. A rivelarlo il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano economico americano, nella rimessa per auto ci sono 16 box ‘delle dimensioni di un freezer’, in cui sono conservati circa 4500 lavori. E le ragioni di un tale organi sono più che realistiche.

Quando Man Ray morì, nel 1976, nella sua casa parigina di Montparnasse, lasciò la sua eredità all’ultima moglie, Juliet, che a sua volta ha trasmesso il patrimonio ai suoi familiari, proprietari dell’officina. Titolare del garage e delle opere è il fratello di Juliet, Eric Browner, che all’età di 86 anni, spinto anche dalla famiglia, sta cercando di vendere tutto. Per appena 20 milioni di dollari.

Il Centre Pompidou di Parigi e lo Smithsonian Museum di Washington si erano interessati all’acquisto, per poi desistere di fronte alla somma richiesta. Il Wall Street Journal sostiene che anche il Getty Research Institute è in trattativa con Browner.

Man Ray, fra i grandi nomi del movimento surrealista e inventore della solarizzazione, una tecnica fotografica che lo ha reso famoso in tutto il monto, è molto quotato. Due anni fa la casa d’aste Sotheby’s ha venduto un suo dipinto del 1941, Fair Weather per la cifra record di 2 milioni di dollari, ma c’è chi sostiene che il patrimonio custodito a Long Island non valga il suo prezzo.

Timothy Baum, uno dei più affermati mercanti dell’arte surrealista, ha definito la richiesta folle per ‘un residuo di un archivio’. Altri, come la curatrice indipendente Merry Foresta, temono che la richiesta di una cifra insostenibile porti a una suddivisione del patrimonio, cosa che penalizzerebbe gli studi sull’opera di Man Ray.

http://blogs.wsj.com/photojournal/2012/05/11/the-surreal-selling-of-man-ray-the-20-million-collection-in-the-garage/?mod=google_news_blog

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