A Stoccolma la galleria d’arte più lunga del mondo

A Stoccolma con un biglietto della metro si compra un viaggio nell’arte degli ultimi 60 anni. 90 delle 100 stazioni sotterranee della città svedese ospitano sculture, mosaici, dipinti e installazioni surreali, tutte opere realizzate da oltre 150 artisti a partire dagli anni 50 fino ad oggi.

Un’impresa culturale che ha trasformato i 110 chilometri lungo cui si snoda l’intero tragitto della metro nella ‘galleria d’arte più lunga del mondo’.

L’idea è nata per portare nel modo più diretto possibile l’arte fra la gente e poi si è arricchita sempre di più nel corso degli anni, con la riproduzione di veri e propri scenari, da un ghiacciaio ad una necropoli. Una delle caretteristiche delle opere è che non si tratta mai di oggetti avulsi dall’ambiente, ma che si inseriscono perfettamente nella struttura delle stazioni dando ai passeggeri e ai turisti l’impressione che l’intera metropolitana sia un’enorme opera d’arte in movimento e in evoluzione.

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Mostra: Davide Bramante – Compressioni

Sarà inaugurata giovedì 15 novembre, alle ore 19.00, presso la Galleria RizzutoArte (Palermo, via Monte Cuccio 30) la nuova mostra personale di Davide Bramante, Compressioni.
Dell’apprezzato artista-fotografo, saranno esposte dieci grandi opere fotografiche della serie dedicata alle città (New York, Londra, Berlino, Shanghai, Pechino, Roma) e dodici acquarelli inediti, ultima novità della sua raffinata ricerca artistica.

Il titolo della mostra – curata da Marco Meneguzzo, e con un suo saggio in catalogo – allude ovviamente ad un parallelismo concettuale tra la tecnica fotografica di Bramante e quella informatica utilizzata per ridurre le dimensioni dei files. Come documenti compressi, ogni fotografia contiene più immagini, più prospettive, più proiezioni mentali della stessa città, e si rivela così un’efficace tecnica visiva di riduzione dello spazio necessario alla memorizzazione dei dati: tuttavia, nel pensare questa operazione la mente “vede” e immagina una sorta di strano amalgama in cui si mescolano, apparentemente alla rinfusa, le immagini sovrapposte, che materialmente si comprimono sino a far penetrare ciascuno ‘schermo’, ciascun ‘paesaggio urbano’ – oggetto del singolo scatto, poi sovrapposto – nell’altro . Le opere fotografiche, infatti, rigorosamente non digitali, sono realizzate con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da quattro a nove) sulla stessa porzione di pellicola, caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. La simultaneità di queste visioni di città diventa così l’occasione non tanto di vedere  e di “decomprimere” le immagini per ritornare a una visione singola, quanto quella di stabilire relazioni nuove tra gli oggetti, le persone, le vedute che la compressione ha casualmente  accostato, creando così nuove città, nuovi modi di vedere il nostro orizzonte quotidiano. 

Davide Bramante, nato a Siracusa nel 1970, si è formato a Torino, alla prestigiosa  Accademia Albertina di Belle Arti. Oggi, a 42 anni, il suo curriculum artistico annovera esperienze a livello internazionale. Ha all’attivo oltre sessanta mostre tra personali e collettive in Musei, Fondazioni e Gallerie nazionali ed estere, tra cui il MoMA New York Museum, il MACI di Isernia, il Palazzo delle Papesse di Siena e il Kunsthaus Tacheles di Berlino.

Alla Galleria RizzutoArte saranno esposte le photos dedicate alle indagini sulle città, da Roma a New York, fino alle metropoli d’Oriente, emblema della società convulsa in cui viviamo e magico richiamo ad una realtà ‘altra’ che, come rivela l’autore stesso, corrisponde al suo modo di ricordare, di pensare e di sognare. 
La rassegna sarà visitabile fino al 22 dicembre, da mercoledì a sabato (ore 16.00-20.00)

Davide Bramante – Compressioni 
a cura di Marco Meneguzzo
 

15 novembre/22 dicembre 2012 
Galleria RizzutoArte
 Palermo
Via Monte Cuccio 30
Visitabile da mercoledì a sabato ore 16.00 – 20.00
Ingresso libero

http://www.davidebramante.com

Venezia 69 Mostra Internazionale del Cinema: al debutto Ciprì di Ciprì e Maresco con ‘E’ stato il figlio’

Debutta sul grande schermo di Venezia per la 69 esima Mostra Internazionale del Cinema ‘E stato il figlio’ tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Alajmo e cinematograficamente di Daniele Ciprì, orfano d’arte del vivissimo Franco Maresco, con il quale hanno firmato l’amaro stil nuovo siciliano e soprattutto palermitano.

Scegliendo la Puglia, piuttosto che la Sicilia (dove a quanto pare c’erano delle difficoltà a finanziare il film), per similitudine paesaggistiche e comodità di ripresa, unica eccezione di una Palermo surreale, Montepellegrino per devozione alla Santuzza ‘che sennò si arrabbia’ (Ciprì dixit) il primo lungometraggio del fotografo della coppia cinematografica più contestata degli ultimi tempi, vuoi il cinismo di Cinico Tv vuoi la cruda realtà di ‘Totò che visse due volte’, attracca a Venezia con una nave carica carica di umorismo che porta applausi e bis.

Non mancheranno né i primi e neppure i secondi. E non dimenticando il Gran Reality di Garrone a Cannes, i personaggi di questo canovaccio surreale con un Tony Servillo protagonista che la definisce ‘una storia di sangue che chiama denaro e viceversa’, mattatore insieme al resto della famiglia Ciraulo, maschere del teatro popolare panormita, con la città stampata addosso. E allora c’è la maddonuzza addolorata Giselda Volodi, il compare Giacomo Civiletti, il prete Gino Carista, Benedetto Raneli il nonno, e la nonna Rory Quattrocchi. E non mancano neppure quei segni che contraddistinguono in maniera elitaria anche la più bassa delle società popolane con lo spicciafaccende che diventa cuntastorie, il venditore ambulante di sfincione con il suo grido imbonitore, la panza del Civiletti, e l’abbuffata sotto l’ombrellone, la canzone di Rosa Balistreri e l’accenno di musical, e la scena più surreale del film: Servillo in volo con la Mercedes in un cielo di cannoli e fichidindia.

CINEMA

29 agosto > 8 settembre 2012

69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

http://www.labiennale.org/it/cinema/

Pussy Riot condannate: le punk rock antagoniste dell’Est asiatico colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio

Sono state condannate a due anni di reclusione le Pussy Riot, le tre punk rocker riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio religioso dal tribunale di Mosca, dopo una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso 21 febbraio. A renderlo noto il giudice Marina Syrova.

Il magistrato ha accusato le componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio religioso. ‘Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto – ha detto il magistrato – la loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con il maggior eco possibile, offendendo non soltanto chi era all’interno e fuori dalla cattedrale ma anche l’intera società’. Le tre giovani donne hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. Una di loro indossava una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta ‘No pasaran’.

A poche ore dalla condanna, le Pussy Riot si sono mostrate serene: ‘Non importa quale sarà il verdetto abbiamo già vinto. Noi russi abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica’, ha dichiarato la 22enne Nadezhda Tolokonnikova liquidando l’eventualità di chiedere clemenza come ‘uno scherzo’, definendo ‘un’illusione’ la possibilità di ricevere un verdetto indipendente. ‘Il nostro caso non dipende dalla giustizia, ma dal timore di Vladimir Putin su quanto dovrà affrontare nell’autunno 2012 in seguito alla nostra incarcerazione’, ha aggiunto Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più anziana fra le Pussy Riot.

La vicenda delle punk rockers sovietiche, ha scatenato un’ondata di solidarietà internazionale con la partecipazione di varie star pop e rock. E oggi manifestazioni a favore delle tre artiste russe sono avvenute in più di una trentina di città in tutto il mondo.

A Mosca due dei più noti oppositori russi, Sergei Udaltsov e l’ex campione di scacchi Gary Kasparov, sono fra le persone arrestate oggi mentre protestavano davanti al tribunale, mentre venivano processate le tre Pussy Riot.

Di ‘sentenza sproporzionata’ parlano gli Stati Uniti che esortano le autorità russe a rivedere il caso e garantire il rispetto del diritto della libertà di espressione’. Anche la Francia con una nota del ministro degli Esteri punta il dito contro quella che definisce una sentenza ‘particolarmente sproporzionata vista la scarsa entità dei fatti che vengono imputati alle condannate’.

Una netta presa di distanza dalla sentenza arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ‘Questa sentenza sproporzionatamente severa non è conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d’Europa’, ha dichiarato Merkel.

La protesta più spettacolare giunge da Kiev, la capitale ucraina, dove attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

In Bulgaria sostenitori delle Pussy Riot hanno coperto i volti dei soldati del monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Sofia con dei cappucci colorati diventati il simbolo della solidarietà alle tre cantanti punk. Una foto della performance, firmata ‘un gruppo di esseri umani’, è stata recapitata all’ambasciata russa in Bulgaria e ai principali media. Nel loro messaggio gli attivisti esortavano ‘il regime totalitario di Putin a liberare immediatamente le tre donne. Le Pussy Riot – continuava il messaggio – sono un simbolo ispiratore nella lotta per la democrazia in Russia. L’intera comunità internazionale, comprese le autorità bulgare, deve sostenerle nella lotta per impedire al regime di tappargli la bocca’.

Ed ecco in sintesi i passaggi salienti del testo del nuovo singolo anti Putin delle Pussy Riot: ‘…non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza’. E ancora: ‘Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio… Il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame’.

http://en.wikipedia.org/wiki/Pussy_Riot
http://pussy-riot.livejournal.com/
http://www.youtube.com/user/PussRiot?feature=watch

Monte Bianco: valanga sul versante francese, morti e feriti

L’incidente è avvenuto vicino a Chamonix, a oltre 4mila metri, sulla terza vetta più alta del massiccio montuoso. Almeno nove persone hanno perso la vita. Non ci sarebbero italiani. Si cercano 2 dispersi.

Nove alpinisti sono morti e altrettanti sono rimasti feriti a causa di una valanga abbattutasi sul versante francese del Monte Bianco, che ha travolto diverse cordate di scalatori. Sono in corso le ricerche dei dispersi, al momento se ne contano due. Delle vittime, sei sono state identificate: si tratta di due scalatori tedeschi, due svizzeri e due spagnoli.

L’incidente, secondo quanto reso noto dalla Gendarmeria di alta montagna di Chamonix, si è verificato sul Monte Maudit (4.465 metri), la terza vetta più alta del massiccio. Un intinerario molto frequentato che conduce al Monte Bianco. L’allarme è scattato stamattina poco prima delle 6 di giovedì 12 luglio.


http://www.cai.it/

Premio Terna 04 per l’arte contemporanea


Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’ARTE

. Pittura, Scultura, Fotografia, Elaborazioni e Light-Box, Videoarte ed Installazioni.

. Quattro le categorie in concorso:
Gigawatt, Megawatt, Terawatt e Connectivity.

. Iscrizione on line libera e gratuita.

. Una galleria in 3d per tutti gli artisti sul sito www.premioterna.com

. Terna curatoriale composta da:
Cristiana Collu, Èric de Chassey e Gabriele Francesco Sassone.

. Un progetto innovativo, curato da Gianluca Marziani, per gli artisti di fama della categoria Terawatt chiamati a realizzare opere site specific su una linea elettrica di importanza nazionale.

. Giuria composta da:
Marzia Corraini, Antoine de Galbert, Alda Fendi, Kamel Mennour, Camilla Nesbitt, Michelangelo Pistoletto, Olga Sviblova e da Alessandro Villari.

. Premio Speciale under 23 scelto da una giuria di:
Young Galleries, Galerie Mario Mazzoli di Berlino, Galleria SpazioA Contemporanearte di Pistoria, Mother’s Tank Station di Dublino, coordinate da Denis Viva.

. Premio on line assegnato dal pubblico del web.

Residenze d’artista a Mosca e in Italia e premi acquisto per i vincitori nelle categorie Gigawatt, Megawatt e Connectivity.

Partito il 28 marzo scorso (con iscrizioni ancora aperte) il Premio Terna per l’arte contemporanea nelle passate stagioni ha raccolto la partecipazione di oltre 9.000 artisti da tutta Italia e dall’estero. Per l’edizione 2012 presenta molte novità: una nuova terna curatoriale, interventi sul territorio con un progetto site specific su tralicci, apertura del bando anche alle installazioni, un premio per il più giovane tra i talenti under 23, la connessione con Mosca per la chiusura dell’anno della cultura italiana in Russia, la scelta di una partnership con la musica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il sito web diventa una galleria espositiva in 3D da allestire, anche settimanalmente, con nuove opere e informazioni, inclusi i costi dei propri lavori. In un mercato in cui gli artisti si affidano più a internet che alle mostre per farsi conoscere, il Premio Terna fornisce uno strumento concreto di relazione con il pubblico.

Per Terna 04 Luigi Roth, Presidente di Terna e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, hanno firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa triennale finalizzato alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea italiana con l’obiettivo di far emergere l’eccellenza e la creatività degli artisti, con attenzione ai giovani. Un grosso sostegno all’arte contemporanea in un periodo in cui il settore culturale e artistico italiano ha bisogno di partnership tra operatori pubblici e privati per condividere l’impegno nella crescita del Paese.

Il nuovo concorso, che terminerà il 1 ottobre, conferma l’accesso democratico con iscrizione libera e gratuita per tutti gli artisti sopra e sotto i 35 anni (Megawatt e Gigawatt) e la categoria dedicata agli artisti di fama (Terawatt) alla quale si accede solo per invito, rinnovata nei contenuti. Confermato anche il premio online assegnato dal pubblico via web e la categoria Connectivity per gli internazionali.

L’edizione 2012 ruota attorno ad un tema sfidante e di stretta attualità Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’Arte: invita a una riflessione sul concetto di Territorio e Territorialità intesi come relazione con luoghi e spazi fisici, ma anche come dimensione introspettiva, senso di appartenenza, di inclusione o esclusione, apertura o confine delle relazioni con gli altri. Il territorio diventa luogo che ospita la creatività e diventa esso stesso motore di creatività. Senza Rete è l’invito ad indagare assetti anche inediti delle relazioni con gli altri e con il territorio, assetti non predeterminati. Rete, senza la quale nemmeno Terna esisterebbe. Rete, l’assenza della quale consente a Terna di costruire connessioni: un riferimento quindi chiaro, come sempre per i titoli del Premio, alla trasmissione di energia. All’artista, la libertà di costruire il territorio per l’arte e/o immaginare l’arte per il territorio.

Iscriviti a premioterna.com


Premio Terna per l’artecontemporanea
Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’Arte
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Kitsch – Oggi il kitsch. Gillo Dorfles alla Triennale

Gillo Dorfles. Kitsch 
oggi il kitsch

13 Giugno. 26 Agosto 2012.

Triennale di Milano

‘Cattivo gusto portato all’estremo,  involontariamente o volutamente, in forme d’arte, specie in opere letterarie e artistiche della cultura di massa’. Lo dice il Sabatini Coletti, dizionario della lingua italiana e lo ribadisce Gillo Dorfles con la sua prossima mostra in Triennale a Milano.  

Per il critico d’arte e filosofo, che al genere ha dedicato un saggio Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto, edito da Mazzotta  (1968) il kitsch miete vittime anche tra i migliori soggetti.

Dal 13 giugno fino al 26 agosto, la Triennale di Milano presenterà la mostra Gillo Dorfles. Kitsch – oggi il kitsch curata da Gillo Dorfles insieme con Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone e Anna Steiner. Una selezione di artisti che, da Salvador Dalì a Luigi Ontani fino a un folto gruppo di anonimi, utilizzano il cattivo gusto più o meno massificato come chiave d’espressione fondamentale.

Perché, come spiega Gillo Dorfles ‘sono l’intenzione e la consapevolezza, sia rispetto all’utilizzo delle tecniche sia nei riguardi dei contenuti, che trasformano un oggetto, una forma, ma anche un comportamento, in un’opera, in un linguaggio che sentiamo veri e autentici. Se non esiste la dimensione culturale, ogni forma d’arte è destinata a cadere nella trappola di un kitsch più o meno consapevole. La vera arte non è mai maliziosa. Il kitsch lo è, e questa è la sua essenza. È necessario conoscerlo, anche frequentarlo e, perché no, qualche volta utilizzarlo, senza farsi mai prendere la mano. Perché il cattivo gusto è sempre in agguato’.

Il testo di Dorfles è una vera pietra miliare per la comprensione e l’evoluzione del ‘cattivo gusto’ dell’arte moderna. Afferma che alcuni capolavori della storia dell’arte come il Mosé di Michelangelo, la Gioconda di Leonardo sono ‘divenuti emblemi kitsch perché ormai riprodotti trivialmente e conosciuti, non per i loro autentici valori ma per il surrogato sentimentale o tecnico dei loro valori’.

‘L’industrializzazione culturale – afferma Dorfles – estesa al mondo delle immagini artistiche ha condotto con sé un’esasperazione delle tradizionali distinzioni tra i diversi strati socio-culturali. La cultura di massa è venuta ad acquistare dei caratteri assai diversi (almeno apparentemente) dalla cultura d’élite, e ha reso assai più ubiquitario e trionfante il kitsch dell’arte stessa.’

Nel libro di Dorfles vengono esaminati da alcuni studiosi vari aspetti del kitsch, dalle riproduzioni dozzinali di opere d’arte alla musica di consumo, dal cinema alla pubblicità, dal design all’architettura.

Alcuni artisti, soprattutto delle avanguardie, hanno riproposto immagini di capolavori della storia dell’arte, universalmente riconosciuti, per creare consapevolmente ‘ricercate opere’ kitsch, ironiche, provocatorie o scandalose: è il caso di L.H.O.O.Q., 1919,un ready made ritoccato da Marcel Duchamp, versione con aggiunta di barba e baffi della Gioconda di Leonardo, dal titolo dissacrante (pronunciando il nome delle lettere in francese si ottiene la frase ‘elle a chaud au cul’).

La prima parte della mostra presenta… ‘ autori, i quali volutamente usano citazioni kitsch’ (Gillo Dorfles).

Tra gli artisti Adriana Bisi Fabbri con Salomè di fronte (passo di danza), 1911, e Salomè a tergo (Mossa di danza), 1911, che rappresenta il personaggio biblico con rotondità paradossalmente eccessive; Alberto Savinio che con Penelope, 1933, rivive con ironia il mito classico; Gianfilippo Usellini che con Donna con la coda, 1970, riporta con ironico paradosso a una primitiva condizione animale; e ancora Enrico Baj che con Madame Garonne, 2003, assembla materiali diversi per denunciare la corruzione del gusto causata dalla cultura del prodotto industriale. Infine tre opere di Salvador Dalì fanno parte di questo gruppo di artisti che sono in mostra in qualità di ironici ispiratori del fenomeno.

Il percorso dell’esposizione continua con una serie di autori deliberatamente kitsch.

http://www.triennale.it/it/mostre/future/1118-gillo-dorfles-kitsch-oggi-il-kitsch

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