Tunisia in fiamme dopo l’uccisione del capo dell’opposizione Chokri Belaid

chokri_belaidTunisia in fiamme dopo che Chokri Belaid, uno dei gli esponenti di punta dell’opposizione tunisina, è stato ucciso questa mattina in un agguato a Tunisi. Quando in città s’é diffusa la notizia, migliaia di persone hanno messo sotto assedio il Ministero dell’Interno, a protezione del quale sono stati dispiegati centinaia di agenti. Altre migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città, inclusa Sidi Bouazid, ‘culla’ della rivoluzione che nel 2011 segnò la caduta del regime di Ben Ali. Attacchi contro sedi di Ennahdha (partito egemone in Tunisia, di matrice islamica), incendiate da manifestanti. Per il presidente Mazouki è un atto dei ‘nemici della rivoluzione’.

Sciopero generale nel giorno dei funerali
Nel giorno in cui si terranno i funerali di Chokri Belaid la Tunisia sarà paralizzata da uno sciopero generale, indetto dall’opposizione. L’annuncio è stato dato oggi pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, in cui è stato detto anche che le esequie saranno a carattere nazionale. Cosa che non significa che si trattera’ di un funerale di Stato, che può essere deciso solo dal governo, ma che ad esso sara’ dato risalto in tutto il Paese.

L’opposizione si dimette
Il Fronte Popolare, coalizione composta da una decina di partiti e movimenti di sinistra attualmente all’opposizione in Tunisia, ha deciso di ritirare i propri rappresentanti dall’Assemblea Costituente. Lo ha annunciato il portavoce della coalizione, Hema El Hamami, nel corso di una conferenza stampa a Tunisi convocata dopo l’omicidio di Chokri Belaid, che nell’autunno dello scorso anno aveva aderito al Fronte Popolare. El Hamami ha quindi chiesto le dimissioni del governo in carica e la nascita di un esecutivo ad interim con l’obiettivo di ‘salvare’ la Tunisia dall’ondata di violenza.

Due giorni di sciopero della giustizia
La giustizia tunisina si fermerà per due giorni – domani e venerdì – in segno di protesta contro l’uccisione di Chokri Belaid, apprezzato avvocato penalista. La decisione, ufficializzata in un comunicato congiunto, è stata presa – ed è la prima volta nella storia recente della Tunisia – dalla Commissione nazionale degli avvocati (l’ordine forense tunisino), dall’Associazione dei magistrati e dal sindacato degli ausiliari.

I candidati alla presidenza della Regione Sicilia: chi sono

Nonostante le dimissioni, il presidente della Regione Sicilia è ancora lui, Raffaele Lombardo. A darne comunicazione, anche se telematica, è il sito internet della presidenza che non accenna ad alcun aggiornamento. Noi di Cooked News stiamo invece tentando di aggiornarci su quelle che sono le candidature per delle elezioni sempre più vicine. Chiusura liste prevista per il 27 settembre.

Sarà infatti il prossimo 28 ottobre, il mese in cui tutta la popolazione siciliana è chiamata ad esprimere il proprio parere alle urne. Ed ecco i candidati a presidente della Regione. Gaetano Armao, Francesco Cascio, Rosario Crocetta che i sondaggi al momento danno come preferito, Giampiero D’Alia, Claudio Fava, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Roberto Lagalla rettore al Polo universitario di Agrigento prima di passare a rettore dell’Ateneo di Palermo, Innocenzo Leontini, Ivan Lo Bello, Beppe Lumia, Gianfranco Miccichè, Nello Musumeci, Massimo Russo, Altri, Gaspare Sturzo, Fabio Granata già assessore e parlamentare, Giancarlo Cancelleri, Mariano Ferro.

Ed ecco qualche preferenza. In base ai sondaggi diffusi in Rete, CookedNews ha scelto i due contendenti di centro sinistra, due del centro destra e l’unica donna al momento candidata.

Rosario Crocetta. Ex sindaco di Gela, nel nisseno, poi candidato al Parlamento Europeo, dove ha portato il suo messaggio contro le mafie una volta eletto deputato, Rosario Crocetta, fuori dalle preferenze sessuali, avanza la sua carica a Presidente della Regione. La bandiera, pardon, partito di riferimento è quello della sinistra in Sicilia, che è un po’ centro sinistra come nel resto d’Italia. Sotto il motto di ‘La rivoluzione è già iniziata’ con una girandola colorato a stemma, Crocetta racconta la sua campagna elettorale su un sito fatto di pizzini. Satira e critica si uniscono con il chiaro intento a sorridere a una eredità siciliana forse troppo pesante, che è quella della mentalità mafiosa. E ad alcuni della concorrenza ha anche detto ‘alcun patto con l’Mpa’, il movimento per l’autonomia rappresentato dal presidente uscente, Raffaele Lombardo. Rosario Crocetta è un politico italiano, impegnato nella lotta alla mafia. È stato il primo sindaco dichiaratamente omosessuale nella storia d’Italia (prima di Vendola presidente della Regione in Puglia). Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell’Unione europea. Nell’agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana per le elezioni che si svolgeranno in autunno. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l’Udc, l’Api e il Psi. Negli anni in cui è stato sindaco ha subito diversi attentati, poi falliti.

Claudio Fava politico, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano si è candidato il 5 settembre con una conferenza stampa radiofonica, riportata anche sul sito di Libera Sicilia 2012 dai solari colori rosso e arancio. All’urlo di Claudio Fava presidente, risponde il candidato: ‘Un vento di riscatto civile e politico sta scuotendo la Sicilia. Lo stesso vento che animò speranze e intenzioni nella primavera del ’93, che conobbe straordinarie vittorie elettorali contro i partiti del malaffare, che espugnò città ritenute ormai perdute. Da quei giorni sono passati quasi vent’anni, ma lo spirito di quel tempo in molti di noi s’è mantenuto intatto: e non è un caso per molti di noi ritrovarci di nuovo insieme in una sfida che vuole restituire ai siciliani una politica finalmente libera da convenienze, compromessi, clientele e menzogne. Una politica disobbediente, con la schiena dritta, che non chiederà permesso ai comitati d’affari né ai capimafia, che non punterà a comprarsi il consenso dei cittadini ma a prendersi cura della loro vita e dei loro diritti. Una politica che archivierà senza rimpianti Lombardo e Cuffaro, i loro partiti e i loro alleati’. Il partito di Claudio Fava è Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. È stato il Coordinatore Nazionale del movimento Sinistra Democratica ed è il Coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dal 2010. Nell’estate del 2012 annuncia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana ottenendo l’appoggio di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra.

Nello Musumeci. Per lui è valido ancora il prefisso di on. Che non vuol dire accesso ma è l’abbreviazione di onorevole. L’onorevole Musumeci appunto, è candidato anche lui a Presidente della Regione Sicilia. Per lui è importante che ‘I partiti presentito liste pulite. Da Presidente della Regione non governerei cambiando maggioranza.’ Lo ha detto Nello Musumeci, incontrando i giornalisti all’inaugurazione del comitato elettorale di via Libertà 13, a Palermo. “Se vincerò con la maggioranza di centrodestra – ha proseguito Musumeci – dovrò governare con chi mi ha sostenuto”. Parole chiare e decise del candidato alla presidenza della Regione siciliana. Nello Musumeci è sostenuto da  Pdl, Pid-Cantiere Popolare e La Destra.

Miccichè Gianfranco. Non sarà solo un voto per la Regione siciliana, quello del 28 Ottobre, perché si decideranno anche i destini di molti partiti nazionali in vista delle politiche del 2013.La Sicilia diventa il banco di prova per future alleanze nazionali. In particolare, la coalizione che sostiene la candidatura di Miccichè, che mette insieme Grande Sud, Partito dei siciliani, Mps e Fli, banco di prova per Gianfranco Fini, presidente della Camera venuto fin qui in Sicilia a consultare l’amico Lombardo per superare lo sbarramento del 5%. Oltre alle liste del Partito dei siciliani e di Grande Sud, ce ne sarà una terza che sarà composta, prevalentemente, da candidati dell’area dell’ex-Mpa e di Fli, mentre gli uomini dell’Mps dovrebbero confluire in Grande Sud, ma in alcune province lo schema potrebbe mutare.

Lucia Pinsone proviene dal mondo del volontariato ed è l’unica donna al momento ad essersi candidata per il ruolo di Presidente della Regione. Che la Sicilia ne avesse bisogno, non  ne avevamo dubbi. ‘Non mi sento candidata ma in missione’, dice la Pisone del Movimento Voi. E’ insegnante e nella vita si occupa di disabili. La candidatura è stata presentata a Palazzo dei Normanni, sede della presidenza della Regione, dal fondatore del Movimento Voi-Volontari per l’ItaliaGerardo Salsano. ‘Sono pronta a sacrificarmi ma non possiamo lasciare la Sicilia in mano ai soliti noti. ‘Sono stata contattata da tutti i movimenti – ha detto ancora l’insegnante di matematica e Presidente di un’associazione per disabili – ma andiamo avanti per la nostra strada. Io non mi assoggetto al potere. Siamo aperti a tutti quelli che amano la Sicilia’.

Aggiornamento

‘Le elezioni regionali in Sicilia si terranno il prossimo 28 ottobre. Il Movimento 5 Stelle si sta preparando. Io arriverò dal ‘continente’, a nuoto da Reggio Calabria a Messina. Mi sto allenando ogni giorno a Nervi. Il mio viaggio, sempre in camper, sempre senza scorta, inizierà 10 giorni prima delle elezioni. Per tenermi in forma correrò davanti al camper per qualche chilometro tutti i giorni, come Forrest Gump. Chi vuole potrà correre con me (l’itinerario dettagliato sarà pubblicato sul blog), e, vi assicuro che non mi sentirò un po’ stanchino’. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo parlando della sua personale ‘spedizione’ in Sicilia in occasione del voto.

Grillo ricorda che ‘la Sicilia è sempre stata l’ago della bilancia della politica italiana da Garibaldi in poi. Nell’immaginario nazionale l’Italia nasce con la spedizione dei Mille e con la frase ‘qui si fa l’italia o si muore’ rivolta a Nino Bixio da Garibaldi. Nel dopoguerra la corrente siciliana della Democrazia cristiana, in particolare quella andreottiana con Salvo Lima e quella di Forza Italia (61 seggi su 61 nelle elezioni politiche del 2001) hanno determinato le sorti della politica italiana’.

‘Il portavoce del movimento 5 stelle in Sicilia è Giancarlo Cancellieri eletto dagli attivisti sul territorio. Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’, conclude Grillo.

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