M5S: ‘Quirinarie annullate per violazioni, si ripete voto’

rivotiamo-presidente‘ATTENZIONE: Tra pochissimo su @beppe_grillo si ripetono . Ieri gravi violazioni certificate da DNV. Innalzati livelli d sicurezza’. Con questo tweet Claudio Messora, responsabile comunicazione del gruppo 5 Stelle al Senato, avvisa che le  Quirinarie sono state annullate per violazione e che il voto on line per la scelta del candidato al Colle si ripete oggi (dalle 11 fino a stasera).

Poco prima Beppe Grillo annuncia sul suo sito che ‘Le votazioni per il Presidente della Repubblica di ieri sono state oggetto di attacco di hacker. Abbiamo deciso di annullare quindi le votazioni di ieri e ripeterle oggi con nuovi livelli di sicurezza. Ci scusiamo per questo inconveniente e chiediamo di ripetere le votazioni. Grazie per la vostra pazienza’.

A certificare la compromissione delle Quirinarie l’ente che si occupa di verificare il meccanismo procedurale delle votazione del candidato 5S al Quirinale, la DNV Business Assurance. ‘A seguito di uno dei controlli pianificati, relativo all’integrità del sistema è stata rilevata un’anomalia, i cui effetti sono stati verbalizzati. L’anomalia ha compromesso in modo significativo la corrispondenza tra i voti registrati e l’espressione di voto del votante’. E’ quanto si legge in una nota della DNV (Det Norske Veritas), l’ente certificatore incaricato dalla Casaleggio associati srl di verificare le procedure di voto delle ‘quirinarie’.

I militanti del Movimento 5 stelle, che dalle 11 di oggi, venerdì 12 aprile, sono dunque tornati a votare. Dopo il primo turno, i 10 nomi più gettonati saranno sottoposti a ballottaggio lunedì prossimo 15 aprile, ballottaggio da cui uscirà il candidato votato dai parlamentari del M5s a partire dal 18 aprile, giorno in cui deputati, senatori e rappresentanti delle Regioni inizieranno a votare per il successore di Giorgio Napolitano al Colle. Proprio sul nodo Quirinale, il segretario del Pd, che ha smentito le voci circolate su una possibile sua candidatura al Colle (‘Mi interessano solo i colli piacentini’), ha incontrato nella mattinata del 12 aprile Massimo D’Alema, mentre il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha aperto in un’intervista a Repubblica a un Capo dello Stato del centrosinistra in cambio di un governo di larghe intese.

E oggi sarà consegnato al Quirinale il rapporto dei 10 saggi designati dal presidente Giorgio Napolitano per ‘facilitare’ un’intesa politica sulle priorità del Paese. Un documento che il capo dello Stato affiderà al suo successore tra qualche giorno.

 Colle, Di Pietro: ‘Spero persona fuori da partito e donna’ – Una persona ‘fuori dal sistema dei partiti e finalmente donna’. E’ il profilo della persona che Antonio Di Pietro, in Friuli Venezia Giulia a sostegno della candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione Debora Serracchiani, vorrebbe al Quirinale. ‘Evito di dire nomi per evitare di fare danni. Temo, però – ha concluso – che finirà come al solito con un compromesso, sarà come acquistare al supermercato un prodotto scaduto’.

Consulta: ‘Su porcellum sospetto di incostituzionalità’ – ‘
Il porcellum è un sistema che per alcuni aspetti, come il premio di maggioranza, è sospettato di incostituzionalità‘. Lo ha detto il presidente della Consulta Franco Gallo.

‘Quando sento il mio nome fatto per il Quirinale mi turo le orecchie perché non è nella mia natura proiettarmi su altre cose: mi dedico a quello che faccio e lo faccio con entusiasmo’. Lo dice il Presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo a chi gli chiede che cosa prova quando sente il suo nome accostato alla Presidenza della Repubblica.

‘E’ un uomo che ha passione politica, un passato di militanza ed è stato un buon ministro, è un uomo che ha tantissime qualità’. Massimo D’Alema, quando gli si chiede un giudizio sulla discesa in campo di Fabrizio Barca non lesina lodi al ministro. ‘Mi pare poi che abbia colto bene il fatto che non si governa senza partiti forti ed è una visione che profondamente condivido’.

Una ‘raccomandazione a modificare la vigente legge elettorale’ è arrivata oggi dal presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo, nel corso di una conferenza alla Consulta. Un appello, ha sottolineato Gallo, che si aggiunge ai richiami in tal senso già giunti in passato anche attraverso le sentenze della Corte.

 ‘Neanche io sono tra i grandi elettori, però non mi lamento’. Lo ha detto Massimo D’Alema conversando con i cronisti dopo il suo colloquio con Pier Luigi Bersani e interpellato ancora sulla vicenda che ha visto l’esclusione di Matteo Renzi dai grandi elettori toscani. In ogni caso, D’Alema ribadisce hanno votato sbagliato ma è una questione locale, nessuno può pensare che da Roma siano arrivate telefonate’ per bloccare il sindaco di Firenze.

No della Lega Nord alla ‘candidatura di alcuni nomi al Quirinale, tra cui quello di Giuliano Amato‘. Lo ha spiegato il leader del Carroccio Roberto Maroni a margine di un incontro a Milano. ‘Vedremo le proposte e le valuteremo – ha proseguito – se fosse una donna meglio ancora, ma non sta a me fare nomi’.

Colloquio di circa un’ora alla sede del Pd tra il leader del partito Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema. ‘C’è enorme preoccupazione per il Paese – ha detto l’ex premier all’uscita – e bisogna, dunque, fare in modo che la prossima settimana si chiuda la questione del capo dello Stato per poi passare alla formazione del governo’.

Speranza (Pd) a SkyTG24: ‘Scambio Colle-governo irricevibile’ 
– ‘Sul presidente della Repubblica è indispensabile un confronto largo. Chiusa questa fase bisognerà discutere del governo. Immaginare uno scambio diretto sul terreno presidente della Repubblica-governo non mi sembra una proposta ricevibile’. Così il capogruppo del Pd Roberto Speranza commenta, ospite di Un caffè con, l’apertura di Silvio Berlusconi a un Capo dello Stato di centrosinistra a condizione che poi si faccia un governo di larghe intese.

Barca: ‘Mio partito è il Pd, nelle sue mani sorti del Paese’.  ‘Non ci può essere democrazia senza dei partiti robusti che vivano non solo nelle stanze del governo, ma vivano nei territori’. Lo ha dichiarato il ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca a Rainews24 presentando il ‘manifesto‘ per il nuovo partito che è stato pubblicato on line. ‘Non è un altro partito – ha detto Barca – perché altrimenti non mi sarei iscritto al Pd come ho fatto ieri pomeriggio. E’ il convincimento che i partiti e quel partito abbiano nelle mani buona parte delle sorti del nostro paese’.

Intanto in Rete spopolano i commenti satirici e ironici su quanto accaduto ai grillini votanti. Dieci minuti, e l’hashtag #iorivotoilmiopresidente, lanciato da Beppe Grillo, scala la classifica delle tendenze Italia su Twitter e va a piazzarsi al primo posto, tra cinguettii sferzanti e ironie sulla falla apertasi nella democrazia in Rete propagandata dal Movimento 5 Stelle, costretto a annullare e a far ripartire il sondaggio fra i militanti sui candidati al Quirinale. Le ‘quirinarie’, in molti tweet, si trasformano in ‘buffonarie’.

Macché hacker ‘Aridatece la matita copiativa. Te la ciucci e nun t’attacca’, scrive un utente richiamando la teoria complottistica lanciata da alcuni 5 Stelle nei giorni del voto. ‘Stavolta ricordatevi di leccare il dito prima di cliccare!’, fa eco un altro utente. ‘Io voto Casaleggio ministro dell’Interno – ironizza MisterDonnie13 – La sua competenza in tema di votazioni non può essere sprecata’. ‘Gli attivisti M5S dovranno rivotare il loro candidato al Quirinale. Finché non lo indovinano’, rimarca un altro utente.

E ancora. ‘Troll, hacker, orchi, gremlins, giornalisti, democratici e liberi pensatori. La Rete è un covo di mostri’; ‘Un’altra votazione sul sito di Grillo, un altro euro a click’ e mentre ‘lui è miliardario noi si muore di fame. Sveglia!’, tramano alcuni. Ma c’è anche chi difende a spada tratta l’operato di Grillo e della Casaleggio Associati. ‘Bello vedere tanti troll in azione, vuol dire che il M5S sta facendo bene’, mentre qualcuno suggerisce alle tante voci critiche: ‘Chi non apprezza, che voti Pd e Pdl. E si tenga pure il Presidente dell’inciucio’.

L’ironia degli avversari politici
‘Un consiglio per il Movimento 5 Stelle – commenta Andrea De Maria, Pd – C’è un modo per evitare i rischi di sabotaggio, di intrusioni, di hacker. Si chiama democrazia, coinvolgimento delle persone in carne ed ossa, confronto, apertura, partecipazione. Questo è il modo per evitare avventurismi, stalli e chiusure. E soprattutto è questo il solo modo per evitare che la nostra democrazia, anziché riuscire a realizzare quelle importanti correzioni di cui ha un profondo bisogno, sprofondi in burla. E’ un prezzo che non possiamo permetterci di pagare’. ‘Grillini ridicoli e patetici – dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri – Ora rifanno le finte votazioni sulla rete per il presidente della Repubblica perché ci sarebbero state gravi violazioni. E’ ovvio che su internet può accadere di tutto. E si parla poco delle loro selezioni dei candidati al Parlamento, quando nuclei familiari o aziendali con pochi click su una tastiera hanno ottenuto seggi sicuri’.

‘L’Italia – prosegue – non ha bisogno d’altre pagliacciate. Grillo usa la rete quando deve fare propaganda, ma oscura le riunioni nelle quali i suoi litigano. La politica si deve riformare e deve correggere molti errori. Ma l’alternativa non è questo happening che usa in modo molto discutibile le tecnologie’.

http://www.scribd.com/FabrizioBarca
http://www.beppegrillo.it/2013/04/presidente_dell.html

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Giornata della Memoria: polemiche e critiche dopo l’inaugurazione del Memoriale dello Shoah a Milano

memoria-giornata-shoahOggi, Giorno della Memoria, l’Italia e il mondo ricordano l’Olocausto. Ma fanno scalpore le parole pronunciate da Berlusconi su Mussolini durante le celebrazioni. All’uscita dal museo della Shoah l’ex premier è stato contestato. Prima che salisse a bordo dell’auto si sono sentiti dei fischi e anche qualche ‘buffone’.

Berlusconi
‘Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene’. Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi a margine della commemorazione della Giornata della Memoria a Milano. Secondo Berlusconi l’Italia “non ha le stesse responsabilità della Germania’ ma ‘ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole’.

‘Non si possono più ripetere quelle vicende che qui iniziarono – ha proseguito -, solo mettendosi nei panni dei deportati si può capire quali vortici di tragedia si raggiunsero’. Berlusconi ha spiegato che ‘l’Italia preferì’ essere alleata alla Germania di Hitler piuttosto che ‘contrapporvisi’ e ‘dentro questa alleanza ci fu l’imposizione della lotta contro gli ebrei’.

Monti
‘Il rischio della segregazione e dell’antisemitismo è ancora ben presente’. Lo ha detto il premier Mario Monti dopo aver visitato, al binario 21 della stazione di Milano, i convogli con i quali furono deportati gli ebrei milanesi verso i capi di sterminio. Monti è in compagnia della moglie Elsa.

Stretta di mano
Cordiale stretta di mano e una breve conversazione tra il premier Mario Monti e il suo predecessore Silvio Berlusconi stamani a Milano prima dell’inizio della cerimonia di inaugurazione del museo della Shoah in Stazione Centrale.

La contestazione
Ci sono stati momenti di contestazione per l’ex premier Silvio Berlusconi quando ha lasciato stamane il museo della Shoah. Prima che salisse a bordo dell’auto si sono sentiti dei fischi e anche qualche ‘buffone’.

Di Pietro: Berlusconi caricatura di Mussolini
Silvio Berlusconi ‘non è né più né meno che la caricatura’ di Benito Mussolini. Lo ha detto Antonio Di Pietro, leader dell’Idv oggi a Milano a margine della presentazione dei candidati che correranno alle prossime elezioni regionali. L’ex magistrato, commentando le parole su Mussolini pronunciate dall’ex premier questa mattina in occasione della Giornata della Memoria, ha affermato: ‘egli non è né più né meno che la caricatura del primo’.

Il Papa
Il ricordo dell’ ‘Olocausto e delle vittime del nazismo’, ‘immane tragedia che colpì duramente soprattutto il popolo ebraico’, chiede il Papa, rappresenti ‘un monito costante’ a non ripetere gli ‘errori del passato’, superare ‘ogni forma di odio e di razzismo’ e promuovere ‘rispetto e dignità della persona umana’.

Gattegna: Da Berlusconi frasi sconcertanti e destituite di senso morale 
Le parole di Silvio Berlusconi sul fascismo sono ‘sconcertanti’ e dimostrano quanto l’Italia ‘fatichi a fare seriamente i conti con la propria storia’. Lo ha detto Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane.

‘Le dichiarazioni rilasciate a Milano a margine dell’inaugurazione del Memoriale Binario 21 dal leader del Pdl Silvio Berlusconi nel corso di un’intervista trasmessa dalla Rai appaiono non solo superficiali e inopportune, ma, là dove lasciano intendere che l’Italia abbia deciso di perseguitare e sterminare i propri ebrei per compiacere un alleato potente, destituite di senso morale e di fondamento storico’, ha osservato Gattegna.

Gattegna ha aggiunto: ‘Le persecuzioni e le leggi razziste antiebraiche italiane, come è noto, hanno avuto origine ben prima della guerra e furono attuate in tutta autonomia sotto la piena responsabilità dal regime fascista, in seguito alleato e complice volenteroso e consapevole della Germania nazista fino a condurre l’Italia alla catastrofe. Furono azioni coerenti nel quadro di un progetto complessivo di oppressione e distruzione di ogni libertà e di ogni dignità umana. Tali sconcertanti dichiarazioni secondo le quali nel corso della Shoah da parte italiana ‘Ci fu una connivenza non completamente consapevole’ e ‘Responsabilità assolutamente diverse’ rispetto a quelle tedesche, sono da respingere e dimostrano quanto ancora l’Italia fatichi, al di là delle manifestazioni retoriche, a fare seriamente i conti con la propria storia e con le proprie responsabilità’.

In serata il Cavaliere fa dietro front: ‘Fu dittatura. Frasi strumentalizzate dalla sinistra. Pensavo questo dato fosse chiaro’

‘Non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista, lo ribadisco, anche se pensavo che questo dato fosse chiaro per tutta la mia storia politica passata e presente’. Lo ha precisato Silvio Berlusconi ritornando con una dichiarazione sulle sue parole di questa mattina sul fascismo.

‘Mi spiace che qualcuno da sinistra abbia cercato di imbastire una speculazione politica sulle mie dichiarazioni, evidentemente con la finalita’ di fare campagna elettorale’. Lo afferma Silvio Berlusconi commentando le critiche a lui rivoltegli dopo le sue dichiarazioni di stamani a Milano su Mussolini e il fascismo.

Bersani a Casini su Monti bis: ‘E’ da ricovero’

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani (Photo credit: Wikipedia)

‘Chi pensa che con questa riforma elettorale si arrivi al Monti – bis è da ricovero. Ci sarebbe la palude e l’ingovernabilità. Lo tsunami, non per il pd , ma per l’Italia‘. Pier Luigi Bersani stronca così l’ipotesi di riforma della legge elettorale.

 ‘Se non si garantisce la governabilità, noi ci metteremo di traverso. Dietro questa riforma c’è una logica furba del ‘muoia Sansone con tutti i filistei’, ma io sono fiducioso che si possa migliorare’. Bersani annuncia le barricate del Pd se la riforma elettorale in discussione non prevede un premio al primo partito.

‘Nel futuro Monti deve continuare a dare una mano, si discuterà con lui come. Certo, al prossimo giro ci vuole una maggioranza politica, poi il tasso di tecnicismo è sempre possibile. Non voglio il ritorno della politica politicante e ricordo che noi siamo quelli di Ciampi, di Padoa Schioppa’. Così Pier Luigi Bersani, in un incontro promosso da Left, torna a sostenere che il premier Mario Monti dovrà restare in politica.

‘Io partirei dal fatto che i ricchi devono pagare le tasse perché raddoppiare o triplicare lo zero non è un grande incasso’. Pier Luigi Bersani, risponde all’annuncio del presidente americano Barack Obama di voler alzare le tasse ai più ricchi. ‘Me la sono molto presa – aggiunge Bersani – con le Cayman e con i paradisi fiscali perché in questo momento la ricchezza sa dove andare e scappa mentre la povertà resta’.

‘Casini morirà di tattica. Io spero che metta la barra dritta a un certo punto e decida dove andare’. Pier Luigi Bersani, critica la mancanza di chiarezza della linea politica del leader Udc.

Al di la‘ delle battute – aggiunge il segretario Pd – in Europa ci sono fenomeni regressivi e populisti e poi fronti liberali che discutono con forze progressiste. Quando Monti è Hollande sono d’accordo, è un socialista che discute con un liberale con qualche venatura conservatrice’.

‘Ieri polemizzavo con Gasparri, anche un tecnico è un cittadino e può fare il ministro. Ma non ho prenotato nessuno, Vendola ci ha ricamato su’. Pier Luigi Bersani torna così sull’apertura fatta da lui ieri alla presenza di Elsa Fornero in un governo del Pd, suscitando la rabbia di Nichi Vendola.

‘Sull’art. 18 la soluzione trovata è di equilibrio. Poi il 2013 è un anno elettorale e quindi il referendum non si può fare. Ricordo poi che l’ultimo referendum sul lavoro lo ha votato il 24% dei cittadini. Bisogna riflettere sull’effetto boomerang del referendum’. Bersani, risponde sul referendum per ripristinare l’art. 18 promosso dalla sinistra e dall’Idv.

Il Pd si dovrebbe abituare a guardare con maggior rispetto gli amici – afferma Casini – Noi non siamo stati i sudditi di Berlusconi e non lo saremo con Bersani. Noi non siamo abituati a chinare la schiena’. Quanto alle ultime dichiarazioni del leader del Pd sul Monti bis, Casini replica: ‘Ebbene sì, sono da ricovero’ ma allora lo sono ‘anche molti nel Pd che la pensano come me’.

Il leader dell’Udc lo dice chiaro e tondo: ‘Bisogna mettere le carte in tavole con serietà. Ho letto che Grillo e Bersani contestano questa riforma elettorale. Gli rispondo: se vogliono tenersi il Porcellum lo dicano chiaramente. Dicano chiaramente -insiste – se ritengono giusto che con il 30% dei voti si prendono il 55% dei seggi. Mettere una soglia per accedere al premio di maggioranza è il minimo che si possa fare. Serve serietà – aggiunge Casini- le sceneggiate lasciano il tempo che trovano. Io in giro vedo una strumentalità preoccupante’.

‘Figuriamoci se vogliamo dei sudditi’, controreplica Bersani, però, ‘siamo italiani tutti, io, Casini e tutti gli altri. E dico a nome dell’Italia, non del Pd, che non possiamo sancire oggi l’ingovernabilità di domani. Questo è il tema e sono abbastanza fiducioso che Casini lo comprenderà.

Nichi Vendola (Sel) approva Bersani (‘Mi piace che abbia ribadito il concetto che non esiste un Monti bis’) e ci mette il carico: ‘Il tatticismo estenuante di Casini è ormai un vero genere letterario nella storia della politica italiana. Il fatto – spiega – che sia tornato in quella compagnia di giro Pdl-Lega-Udc che costruì il Porcellum e addirittura sia tornato lì per perfezionare il delitto, mi pare significativo’.

Secondo Vendola ‘siamo in una situazione scandalosa, l’idea che debbano modificare le regole del gioco per truccare la partita è insopportabile’. La frase del presidente del Senato sulla necessità di modificare il sistema elettorale ‘è insopportabile’.

Interviene dal suo blog anche Antonio Di Pietro (Idv). Alla fine, scrive, anche Bersani ‘si è accorto del golpe che stanno tentando di fare con una legge elettorale pensata apposta per non far vincere nessuno e, così, tenere in piedi il governo dei non eletti per altri cinque anni’. Il leader Idv incalza: ‘Se questo non è un golpe, cos’è? Ma io credo che se questo tentativo di colpo di Stato, neanche più camuffato, andrà avanti, sarà necessario mettere insieme, in un fronte comune, tutte le forze (compresa quella parte del Pd che lavora per riunire il centrosinistra) che, con i cittadini e coloro che continuano a credere nella democrazia, vogliono riaffermare il rispetto della Costituzione e delle corrette regole elettorali. Altrimenti saremo tutti complici dell’assassinio della democrazia italiana.’

 ‘Ci vuole un governo politico sorretto da una maggioranza politica. Abbiamo questo diritto-dovere’. Lo ha detto Pier Luigi Bersani nel corso della manifestazione promossa dal quotidiano ‘l’Unita” e dal settimanale ‘Left’ presso il teatro Eliseo e coordinata da Corrado Formigli. ‘Noi chiediamo anche che chi elegge meno donne abbia meno soldi di rimborso elettorale e che non si ripetano casi Scilipoti. Devono esistere solo i gruppi che si presentano alle elezioni’ conclude il segretario del Pd.

Grillo ai suoi: ‘Non andate ai talk show’. La regola fa parte di una guida appena pubblicata

Agli eletti del Movimento 5 Stelle ‘è fortemente sconsigliata la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7‘.

Non sono ‘vietate’ interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7′.

E’ quanto scrive Beppe Grillo nella sua ‘Guida for dummies’, è per duri di comprendonio, pubblicata oggi sul suo sito internet. Guida che ritiene ‘indispensabile’ perché ‘non tutti capiscono, non tutti vogliono capire, i più disinformano a pagamento sui giornali e nei salotti televisivi controllati dai partiti. Una guida ‘per tutti coloro che hanno dubbi interpretativi, dietrologie, necessità di chiarimenti’

Poi Grillo passa a elencare alcuni punti dell’attività e del futuro del Movimento 5 stelle. Nessuna alleanza con l’Italia dei valori: ‘Antonio Di Pietro ha la mia amicizia, ma il M5S non si alleerà con l’Idv, né con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco’.

Per quanto riguarda l’euro, la decisione se rimanerci o no ‘spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo’.

Niente primarie, visto che non ci sono leader, ‘ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato. Il loro compito sarà l’attuazione del programma elettorale in stretta collaborazione attraverso la Rete con gli iscritti’.

Nessun rimborso elettorale né in passato, né in presente, né in futuro per il Movimento 5 stelle, assicura Grillo. Infine, ‘chi sta svolgendo un qualunque incarico elettivo non può dimettersi per concorrere ad altre cariche elettive, gli eletti del M5S tratterranno per sé una parte degli emolumenti, oggi fissata in un massimo di 5.000 euro lordi, e restituiranno la rimanenza allo Stato’ e ‘il M5S non candida chi ha svolto due mandati anche se interrotti’.

Il post, in cui si annuncia a breve il divieto per i grillini di prendere parte ai talk show, contiene una vera e propria ‘guida’ per coloro che si occupano, si interessano o scrivono del Movimento 5 Stelle.

Ribadisce poi l’ex comico, il Movimento 5 Stelle ‘supporta e appoggia le istanze dei movimenti con obiettivi comuni, come è avvenuto per il no al nucleare, l’acqua pubblica, il No Tav e il No Gronda, eccetera’.

http://www.beppegrillo.it/

Sicilia: Crocetta presidente con il 30,48% dei voti

‘Vi do una bella notizia, abbiamo vinto in Sicilia. Cose da pazzi‘. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, scherzando con il pubblico aprendo il suo comizio ad Arezzo. ‘È la prima volta dal dopoguerra – ha aggiunto – che c’è la possibilità di una svolta vera’. Alle 18:33, secondo il Sole24ore, Rosario Crocetta conferma la sua vittoria alle regionali siciliane con il 30,9% dei voti ottenuti quando sono state scrutinate 4.054 sezioni su 5.308. Non sembra più possa essere sovvertito il successo del candidato di Pd, Udc, Api e Psi, che stacca nettamente gli avversari: Nello Musumeci, sostenuto dal centrodestra, è al 25,2% seguito da Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle con il 18,1% e dall’autonomista Gianfranco Micciche, al 15,3%.

Rosario Crocetta è stato dunque eletto presidente della Regione Sicilia con il 30,48% dei voti, a capo di un’alleanza tra il Partito democratico e l’Udc, mentre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo diventa il primo partito siciliano.

A livelli record l’astensionismo: ha partecipato al voto solo il 47,44% degli aventi diritto.

Il risultato dello scrutinio di tutte le 5308 sezioni, come rilevato dalla Regione nel suo sito Internet, vede arrivare secondo il principale rivale di Crocetta, Nello Musumeci, candidato del Popolo della libertà e La Destra, con il 25,73%, seguito da Giacarlo Cancelleri del M5S con il 18,18%.

Il Movimento 5 Stelle è il primo partito al Parlamento regionale con il 14,88%. Il Pd dell’ex sindaco di Gela Crocetta arriva al 13,43%, mentre il Pdl, che è stato a lungo primo nell’isola, deve accontentarsi del 12,91%. L’Udc è al 10,84%.

Deludenti i risultati di Sel, fermo al 3,07% e dell’Idv di Antonio Di Pietro che prende il 3,53%, entrambi esclusi dal parlamento regionale perché al di sotto della soglia di sbarramento del 5%.

Sarà difficile per Crocetta formare una maggioranza in Assemblea, dato che l’insieme delle liste che lo hanno sostenuto – oltre Pd e Udc ce n’erano altre due minori – non supera il 30,46%.

 Il giorno dopo la vittoria di Rosario Crocetta è rebus alleanze in Sicilia. ‘Il mio governo avrà una maggioranza bulgara, contrariamente a quello che si pensa’, assicura il neo presidente della Regione siciliana. ‘Alla fine prevarrà il buon senso di un’Ars che deve capire che qui siamo al minimo storico, di fronte a una crisi senza precedenti’, osserva.

‘I criteri per la formazione della mia squadra di governo saranno competenza, onestà e rigore – sottolinea -, non ci saranno altri parametri. Non farò il governo contro i partiti, ma questo non vuole dire che quello che proviene da questi sarà vincolante per me in modo assoluto, come se ne fossi ostaggio. Eserciterò i miei poteri e la mia libertà’.

‘Anche se sarà dura con i partiti – afferma -, io voglio che il cinquanta per cento della Giunta sia composta da donne’.

A chi gli chiede quali consigli darebbe al leader del Pd, Crocetta risponde: ‘A Bersani e al centrosinistra direi che vale la pena fare alleanze con l’Udc, come abbiamo fatto in Sicilia. E direi anche agli amici di Sel e Idv di abbandonare le battaglie identitarie che li portano alla distruzione’. Poi, parlando delle primarie del centrosinistra, afferma: ‘Voto per Bersani perché mi pare una brava persona che ha la testa a posto’.

Per Crocetta in Sicilia serve rigore ‘ma senza macelleria sociale. Ci vuole un patto sociale per il risanamento’, osserva. ‘Voglio incontrare al più presto Monti perché in Sicilia alcune città versano in una situazione drammatica’, afferma. ‘Messina è quasi sull’orlo del default’, sottolinea.

Proprio ieri, un articolo del  Sole 24 ore, rivela: ‘L’agenzia internazionale Fitch ha declassato le emissioni a lungo termine della Regione Sicilia da BBB+ a BBB. Outlook negativo. Il downgrade riflette, spiega Fitch, l’attesa ‘di un periodo prolungato di deficit fiscale, con debiti finanziari e commerciali in crescita’, in un contesto in cui le risorse verranno drenate per ‘mantenere il settore sanitario vicino al pareggio di bilancio’.

Poi Crocetta annuncia: ‘Revocherò tutti gli incarichi di consulenza che sono stati dati dal precedente Governo regionale’.

Infine, parlando della sua vita privata, scherza: ‘Non mi voglio sposare come Vendola, anche perché non mi si carica nessuno’.

Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento 5 stelle, spiega: ‘Faremo un’alleanza di volta in volta sulle proposte che saranno fatte, se saranno buone, non avremo nessun problema per mandarle avanti’. Giancarlo Cancelleri spiega la posizione del M5S: ‘Se saranno bravi a fare delle proposte importanti, il nostro voto non mancherà. Ma da qui a parlare di maggioranza bulgara ce ne corre…’.

‘Noi siamo convinti – continua – che si può portare avanti un governo del genere. Devono avere loro la grande capacità di sedurci con le proposte, altrimenti non li votiamo’.

Poi un botta e risposta a distanza tra Cancelleri e Crocetta sulla proposta di legge annunciata dal grillino questa mattina che prevede di ridurre gli stipendi dei deputati a un tetto massimo di 2.500 euro. Per Crocetta ‘è pura demagogia che può valere per dei miracolati come loro, ma c’è gente che ha fatto debiti per fare la campagna elettorale’. Immediata la replica di Cancelleri: ‘E’ una realtà possibile fare politica con 2.500 euro al mese netti, che sono uno stipendio incredibile. Io non so Crocetta a che stipendi sia abituato, ma per me è più del doppio del mio stipendio normale’.

Poi Cancelleri promette: ‘Porteremo fuori dal Palazzo le sedute ma anche le Commissioni usando una webcam’.

Nello Musumeci commenta così il crollo del Pdl: ‘Si cade e ci si rialza. Abbiamo perso e vinto le nostre battaglie. Lasciatemelo dire: credo che non abbia perso io, ha perso il popolo siciliano. Avrei potuto con loro cambiarla questa Sicilia – continua -. Non l’hanno voluto o votando altrove o restando a casa. Benissimo, io non mi sento uno sconfitto’. ‘I siciliani hanno scelto la continuità e noi non possiamo che prenderne atto con amarezza. Ancora una volta ha vinto il blocco di potere che ha governato la Sicilia negli ultimi anni. Ha vinto Lumia, ha vinto Cracolici, ha vinto Lombardo’, ha detto Musumeci.

‘Prendiamo atto di questa volontà e, per quanto mi riguarda – ha aggiunto – non posso che riconsacrare l’impegno con i siciliani a fare una opposizione senza aggettivi, intransigente, nell’interesse esclusivo della gente di Sicilia, soprattutto di coloro che non si sentono garantiti’.

http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE
http://www.rosariocrocetta.com/

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