Nasce il governo Letta, domenica il giuramento, poi alle Camere

nuovo governo LettaL’annuncio alle ore 17.20: 61 giorni dopo le elezioni, l’Italia ha un nuovo governo. Domenica il giuramento, poi alle Camere.

Dopo lunghe e convulse trattative Enrico Letta arriva al traguardo: sabato pomeriggio ha sciolto la riserva e presentato la sua squadra di Governo. Salito al Colle alle 15 per sottoporla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poco dopo le 17.15 ha presentato l‘elenco dei ministri. Sessantuno giorni dopo le elezioni Politiche, e 127 giorni dopo le dimissioni di Mario Monti, quindi, l’Italia ha un nuovo esecutivo.

LA SQUADRA – Angelino Alfano guiderà il ministero degli Interni, Emma Bonino quello degli Esteri. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento è Dario FranceschiniGiampiero D’Alia quello per la Pubblica amministrazione, Anna Maria Cancellieri quella della Giustizia, Fabrizio Saccomanni quello dell’Economia, Enrico Giovannini quello del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Chiara Carrozza quella per l’Istruzione. Le Riforme costituzionali vanno a Gaetano Quagliariello. Il ministero delle Politiche Agricole è stato affidato a Nunzia di Girolamo (che in Veneto ricordano per la polemica sui contadini). Tra le tante donne, il ministro Cécile Kyenge, medico oculista nato nella Repubblica Democratica del Congo, che si occuperà dell’Integrazione. È nata all’estero, in Germania, anche Josefa Idem, ministro delle Pari opportunità e dello Sport. Alla Difesa Mario Mauro, Flavio Zazonato allo Sviluppo, Trasporti Infrastrutture Maurizio Lupi, Salute Beatrice Lorenzin, Ambiente Andrea Orlando, Beni culturali e Turismo  Massimo Bray, Coesione territoriale Carlo Trigilia, Affari europei Enzo Moavero Milanesi, Affari regionali Graziano Delrio.

I primi passi dell’esecutivo di Letta, 46 anni, saranno il giuramento davanti al Capo dello Stato, domenica mattina alle 11,30, e la presentazione per la fiducia davanti alle due Camere.

‘Voglio premettere alla lettura della lista ancora una profonda gratitudine nei confronti del presidente della Repubblica per questa fiducia – ha esordito Letta alle 17.20 -, e aggiungere parole di sobria soddisfazione per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la disponibilità dimostrata, per le competenze che si sono messe al servizio del Paese, per il record di presenza femminile e per il ringiovanimento complessivo della compagine di governo’.

‘È GOVERNO POLITICO’ – Subito dopo Letta ha preso la parola Napolitano, che ha commentato: ‘Vorrei aggiungere solo semplicissime parole a commento della presentazione della squadra di governo effettuata dall’onorevole, dal presidente Letta – ha annunciato. Innanzitutto non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo. È un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare. È un governo nato dall’intesa delle forze politiche che insieme garantiranno la fiducia nelle due Camere. Era ed è l’unico governo possibile in un momento in cui non si poteva più aspettare oltre per le sorti del nostro Paese’.

Ecco i nomi e gli incarichi dei ministri che fanno parte del governo guidato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Filippo Patroni Griffi
Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa – Mario Mauro
Esteri – Emma Bonino
Giustizia – Anna Maria Cancellieri
Economia – Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali – Gaetano Quagliariello
Sviluppo – Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture – Maurizio Lupi
Poliche Agricole – Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute – Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali – Enrico Giovannini
Ambiente – Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
Coesione territoriale – Carlo Trigilia
Affari europei – Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali – Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili – Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento – Dario Franceschini
Integrazione – Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

(fonte Corsera)

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I partiti si inchinano a ‘Re Giorgio’ e i 5 stelle scatenano la piazza

++ QUIRINALE: ANCORA FUMATA NERA A QUINTA VOTAZIONE ++I partiti si arrendono allo stallo politico istituzionale e si inchinano a ‘Re Giorgio‘, incoronandolo per la seconda volta capo dello Stato tra gli applausi dell’emiciclo mentre i 5 stelle tacciono e fuori dalla Camera scatenano la piazza.

Un bis per il capo dello Stato non e’ mai successo nella storia Repubblicana. Ad opporsi alla sua rielezione Sinistra e Liberta’ (con una mossa che sembra preludere il divorzio dal Pd) e il Movimento Cinque Stelle che si ritrovano uniti nel voto per Stefano Rodota’.

Ma alla fine, Napolitano incassa 738 voti, mentre il costituzionalista con 217 preferenze, prende appena una decina di schede in più della somma di Sel e M5S.

La reazione di Beppe Grillo non si fa attendere ed e’ furiosa: chiama a raccolta a Roma ‘milioni’ di cittadini per protestare contro quello che non esita a definire un ‘colpo di stato‘.

Parole che attirano la reprimenda di tutti i partiti e costringono i presidenti delle Camere e persino Vendola a prendere una netta posizione critica che inducono l’ex comico a ‘frenare’.

La candidatura di Napolitano nasce in nottata, sulle ceneri del Pd, per superare l’impasse in cui il partito di Pier Luigi Bersani si e’ cacciato dopo aver bruciato i nomi di Marini e Prodi, entrambi impallinati dal fuoco amico dei franchi tiratori.

Il segretario capisce che un nuovo candidato democratico andrebbe a sbattere. E anche un ‘papa straniero’ non sopravviverebbe alle forche caudine di un partito balcanizzato.

E cosi’ sale al Colle, implorando il capo dello Stato ad accettare di candidarsi per un ‘bis’. Ipotesi che anche Matteo Renzi, tornato a Firenze, benedice con un tweet.

Poco dopo Bersani, a varcare il portone del Quirinale e’ Silvio Berlusconi, insieme a Gianni Letta ed Angelino Alfano.

Il Cavaliere lo esorta ad accettare, sottolineando che solo il suo nome puo’ tenere unito un Pd sull’orlo della frantumazione, ma con numeri tali in Parlamento da prolungare lo stallo.

Napolitano non scioglie subito la riserva, ma pone subito una condizione che, in estrema sintesi, suona cosi’: se accetto, si fa quello che dico io. Anche Mario Monti sale al Colle.

Il professore, che fino a poco prima continuava a perorare la candidatura di Anna Maria Cancellieri, ritenendo in cuor suo la permanenza di Napolitano una ‘sconfitta della politica’, capisce che non puo’ perdere il ‘treno Napolitano’.

Al premier seguono i governatori delle Regioni (tra loro il leghista Roberto Maroni che, insieme alla Lega, da’ via libera alla rielezione), mentre al Colle arrivavano le calde sollecitazioni dalle forze sociali e dalla societa’ civile. Il presidente della Repubblica si prende qualche ora per riflettere.

Oltre alla stanchezza, pesa il fatto di aver sempre sostenuto che il settennato e’ concepito per rimanere tale. Ma alla fine accetta, spiegando di non potersi ‘sottrarre a un’assunzione di responsabilita’ verso la Nazione’, ma al contempo ammonendo: ‘Confido che corrisponda un’analoga collettiva assunzione di responsabilità’.

Parole dirette ai partiti, ai quali il capo dello Stato fa chiaramente capire di voler formare un governo il prima possibile. Circostanza non scontata: sulla carta i numeri ottenuti sembrano rassicuranti.

Ma in tanti si chiedono se il Pd terra’ alla prova di una fiducia in Aula ad un governo con il Cavaliere. Perché al di la’ delle formule (di scopo, del presidente, delle larghe intese) l’Esecutivo che Napolitano ha in mente prevede la partecipazione di tutte le forze responsabili per fare le riforme necessarie al Paese.

Quelle istituzionali ed economiche, sulla falsariga del lavoro dei ‘saggi’ da lui stesso nominati. Il toto-premier e’ gia’ cominciato: i nomi piu’ gettonati sono quelli di Giuliano Amato (gia’ considerato da Napolitano un ottimo candidato per il Colle) ed Enrico Letta.

Ma nessuno si spinge a prevedere che grado di connotazione politica vorra’ dare al ‘suo’ governo. ‘Avrò modo di dire quali sono i termini con cui ho accolto l’appello ad assumere di nuovo la carica di presidente’, si limita a dire Napolitano, che lunedì giurerà e pronuncerà il discorso di insediamento di fronte al Parlamento in seduta comune.

Colle, quinta fumata nera: si al Napolitano-bis

giorgio_napolitano‘Sono disponibile, non posso sottrarmi alla responsabilità’. Con queste parole Giorgio Napolitano ha reso nota la propria decisione di accettare la ricandidatura a presidente della Repubblica. La richiesta era partita in mattinata dal Pd, ed è stata accolta con entusiasmo da Pdl, Lega e Scelta Civica, che si sono uniti attorno al nome del capo dello Stato, mettendo da parte – nel caso dei montiani – il sostegno ad Anna Maria Cancellieri. Il sì di Napolitano arriva poco dopo il quinto scrutinio.

Quinta fumata nera per l’elezione del presidente della Repubblica. E dopo Amato, Marini, Prodi, spunta il nome di Giorgio Napolitano. Il Pd lavora a una riconferma del presidente – già interpellato da Berlusconi – e una delegazione dei Democratici salita al Quirinale ha chiesto ufficialmente la sua disponibilità ad essere rieletto, finora negata con chiarezza dallo stesso capo dello Stato. Napolitano si prende qualche ora di tempo per decidere. Intanto il Colle manda una nota: da Pd, Pdl, Lega e Scelta civica è stata espressa ‘la convinzione che – nella grave situazione venutasi a determinare – sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano’. In ambienti parlamentari di diversi partiti si manifesta ottimismo, secondo quanto si apprende, sul sì dell’attuale capo dello Stato al possibile bis. La sesta votazione comincerà alle 15.

Intanto il Colle manda una nota: da Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica è stata espressa ‘la convinzione che – nella grave situazione venutasi a determinare – sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del presidente Napolitano’. In ambienti parlamentari di diversi partiti si manifesta ottimismo, secondo quanto si apprende, sul sì dell’attuale capo dello Stato al possibile bis.

In mattinata al Quirinale si sono susseguiti senza sosta i colloqui con i leader politici: Napolitano ha incontrato separatamente Bersani, Berlusconi, Monti e un gruppo di presidenti di Regione e grandi elettori, di diversi schieramenti politici (tra loro anche i leghisti Maroni, Cota e Zaia). ‘La situazione si deve sbloccare, entro oggi dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica’ dice il governatore siciliano Rosario Crocetta. L’ipotesi del Napolitano-bis piace anche a Pdl, Scelta Civica e Lega. ‘È l’unico candidato in grado di unire il Pd che ha bruciato in questi giorni vari altri candidati, quindi noi saremmo contenti di votarlo’ spiega Andrea Romano di Scelta Civica. Il partito di Monti aveva finora sostenuto come unica candidatura quella di Anna Maria Cancellieri, presentata dall’ex premier come ‘possibile candidata istituzionale di tutte le forze politiche’.

Intanto dalla quinta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, aperta poco dopo le 10 e terminata alle 12.30 alla Camera, è uscita una nuova fumata nera. Pd, Scelta Civica e Lega hanno votato scheda bianca, il Pdl non ha partecipato allo scrutinio. I parlamentari di Sel hanno votato Rodotà, così come i 5 Stelle, compatti sin dalla prima votazione sul nome del proprio candidato. ‘Se il Pd non convergerà su Rodotà andrà incontro a un suicidio perfetto’ prevede Nichi Vendola, che dice no a una rielezione di Napolitano: ‘Non mi pare esista questa ipotesi perché è stata esclusa con nettezza dallo stesso presidente, ci aspettiamo la conferma del suo diniego a entrare in questo teatrino squallido’.

PDL – Nel Pdl, dopo una nuova notte di trattative e contatti soprattutto con i montiani, Berlusconi ha suggerito ai suoi di restare fuori dall’Aula al quinto scrutinio. Oltre alla Cancellieri (una carta che molti considerano solo un modo per prendere tempo), tra le ipotesi è rispuntato Giuliano Amato, mentre sarebbero in ribasso le quotazioni di Massimo D’Alema. Per ora, quindi, avrebbe spiegato Berlusconi ai suoi, la linea non cambia: senza un candidato idoneo per un governo condiviso, non parteciperemo alla votazione. Il nome di Napolitano potrebbe sbloccare la situazione. Ma c’è anche chi, come Maurizio Lupi vicepresidente della Camera, ritira fuori il nome di Marini, che aveva preso 521 voti (contro i 395 di Prodi): ‘Lo ripresentino e noi lo rivotiamo’ ha detto al Mattino.

LEGA – L’ipotesi del Napolitano-bis piace anche alla Lega, che dice invece no alla Cancellieri. Luca Zaia, presidente del Veneto, spiega: ‘Si deve valutare l’ipotesi di un candidato condiviso e perché no anche Napolitano. Siamo alla quinta votazione e lo spettacolo che stiamo dando ai cittadini è indegno’. Contrari invece i 5 Stelle, fermi sul nome di Rodotà: ‘Sarebbe dare continuità al nulla: l’Italia ha bisogno di un cambio di passo’ spiega Sebastiano Barbanti.

PD – Tra i parlamentari del Pd la sensazione di disagio e l’amarezza sono palesi e Matteo Renzi definisce ‘inevitabili e sagge’ le dimissioni di Pier Luigi Bersani e al tempo stesso plaude all’ipotesi del Napolitano-bis: ‘Se accettasse sarebbe un fatto molto positivo’. ‘La vera questione è ora decidere se si sceglie un presidente espressione del centrosinistra ma largamente condiviso o se si preferisce inseguire il Movimento 5 stelle’ è il duro commento del leader dell’area popolare-democratica del Pd, Beppe Fioroni, rivolto a chi nel Pd ha votato Rodotà. E Renzi su Facebook: ‘Spero che i grandi elettori facciano il loro dovere, con trasparenza e senza i disgustosi giochini di venerdì’.

Il si di Napolitano. Dal sito ufficiale del Quirinale la Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

‘Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un’assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità’.

Romano Prodi non ce la fa e ritira la sua candidatura. Bindi si dimette, caos nel Pd

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Romano Prodi non ce la fa e ritira la sua candidatura. Al quarto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, il candidato del Pd non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta di 504 voti e si è fermato a 395 preferenze, contro le 496 su cui poteva contare sulla carta. Pdl e Lega non hanno partecipato al voto. Bindi si dimette.

Il quarto scrutinio. Stefano rodotà, candidato di Beppe Grillo, ha ottenuto 213 voti, mentre Annamaria Cancellieri, sostenuta da Scelta civica 78, e Massimo D’Alema 15. Franco Marini 3, Giorgio Napolitano 2. I voti dispersi sono 7, le schede bianche 15, le schede nulle 4.

A Prodi mancano un centinaio di voti. ‘Tutti i nostri voti sono andati a Romano Prodi ed erano ‘segnati’, sono andati tutti a Romano Prodi’. Lo spiega il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore. A chi gli chiede se le loro schede fossero quelle su cui era scritto ‘R. Prodi‘, Migliore ha replicato di sì.

Scene di euforia tra i deputati del Pdl che ha accolto il mancato raggiungimento del quorum e il risultato decisamente sotto le previsioni di Prodi, con grandi abbracci. Molto soddisfatta Jole Santelli che ha abbracciato due colleghe di gruppo, mentre il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri si è precipitato nel cortile dicendo «ora Prodi se ne deve andare», accompagnando la sua affermazione lo con un eloquente gesto della mano.

Pd sotto shock. Gabinetto di guerra nell’ufficio di Bersani alla Camera dopo l’esito del votosu Prodi che ha provocato uno shock. Chi festeggia è il M5s che ora punta tutto sul nome di Rodotà. Il Pdl dal canto suo, torna su D’Alema e Amato, ma ora pensa anche a Severino e Cancellieri. Su quest’ultima torna in pressing anche il premier Mario Monti.

Rodotà.
 ‘Sorpreso’ ma assolutamente ‘tranquillo. Così Stefano Rodotà ha commentato a Rainews24 l’esito del quarto scrutinio. «Sono disteso altrimenti non sarei stato capace di parlare bene, non ho una preoccupazione che mi opprime», ha spiegato Rodotà dopo un convegno. ‘Vivo questa cosa con assoluta con tranquillità’, ha aggiunto.

Ieri il candidato condiviso da Pd e Pdl, Franco Marininon era riuscito a raggiungere la maggioranza richiesta dei due terzi dei voti. Stamani il Pd si era ricompattato su Romano Prodi, ma anche l’ex presidente della commission europea non è riuscito a raggiungere il quorum richiesto, che dal quarto scrutinio scende a quota 504.

La candidatura Prodi. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, aveva proposto stamani all’assemblea dei grandi elettori del Pd il nome di Prodi. La proposta è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei grandi elettori del centrosinistra. ‘Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese’, ha detto Bersani.

Il terzo scrutinio.
 Stefano Rodotà, appoggiato dal M5S, è stato ancora una volta il candidato più votato con 250 preferenze su 949 votanti (1007 i grandi elettori). Le schede bianche sono state 465, 34 le preferenze di Massimo D’Alema, 22 Romano Prodi, 12 Giorgio Napolitano, 9 Anna Maria Cancellieri. Si sono registrate poi 47 schede nulle e 44 voti dispersi.

Dopo la doppia fumata nera per Franco Marini, che oggi alza bandiera bianca ritirandosi dalla corsa, anche Prodi dunque non ce la fa. Sull’ex premier c’era la netta contrarietà del Pdl, mentre Monti, ha calato sul tavolo la carta Anna Maria Cancellieri. Anche Beppe Grillo ha insistito sul suo candidato, Rodotà, sottolineando: ‘Nessuno in M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro’.

Che Prodi fosse a rischio l’aveva dimostrato il tentativo di Ricardo Levi (ex portavoce di Prodi) e Dario Franceschini di convincere Scelta Civica a convergere sull’ex presidente della Commissione europea. Ma il professore, intercettato dai due esponenti del Pd nel bel mezzo del cortile di Montecitorio, non ha ceduto e confermato che per il Quirinale serve una figura gradita anche dal centrodestra.

La quinta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica comincerà domani alle 10. Intanto, è  caos Pd che pero’ precisa che il segretario Pier Luigi Bersani non si dimette. E’ Rosy Bindi a lasciare la carica di presidente. ‘Il 10 aprile ho consegnato a Pierluigi Bersani una lettera di dimissioni da presidente dell’Assemblea nazionale del Pd’, ha reso noto in un comunicato. ‘Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da tempo. Ma non intendo attendere oltre. Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni, in un momento decisivo per la vita delle Istituzioni e del Paese‘.

Il deludente risultato su Romano Prodi nello scrutinio di questo pomeriggio sta provocando un nuovo terremoto nel Pd. I dirigenti del partito sono riuniti nella stanza di Pier Luigi Bersani alla Camera. Con il segretario ci sono Enrico Letta, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda. Facce scure tra tutti i dirigenti del Pd. Nessuno parla, ma la delusione e’ evidente. L’unica a farsi sfuggire un eloquente ‘sconforto’ è stata Finocchiaro, a fotografare lo stato d’animo dei vertici del partito. Ora il segretario dovrà decidere quale strategia adottare, se restare fermi anche domani sul nome di Prodi o cambiare di nuovo candidato.

Intanto nel Pdl è ‘rivolta’ contro la candidatura di Romano Prodi. Silvio Berlusconi si definisce ‘sconcertato’. ‘E’ stato sacrificato – dice ai gruppi del Pdl – il valore superiore della rappresentanza di tutti gli italiani nell’esclusivo interesse del Pd’. Il Cavaliere ha invitato i parlamentari a non partecipare alla quarta votazione per le elezioni del Capo dello Stato. Ora sarà – dice – lotta dura, il Pd ha sbagliato tutte le scelte.

‘Ritorna Marini’: parola di Umberto Bossi. Intervistato dal Tg3, Bossi ha criticato Romano Prodi: ‘In passato ha venduto i beni pubblici ai grandi imprenditori privati, rovinando il paese’. Ed oggi ‘Il passato impedisce lo sviluppo positivo del presente’.
‘L’errore è stato quello di far votare Marini troppo presto’, ha aggiunto, ‘bisognava farlo votare quando il quorum calava’. Ed ora, ‘quando si abbasserà il quorum il nome tornerà ancora’. Quanto alla sinistra, ‘ci mandi gente credibile a trattare. Prima ci hanno detto Marini e poi sono stati loro a fucilarlo’.

Non arriveranno sponde al Pd, se vogliono votare Prodi lo faranno con il Movimento 5 Stelle se ci riescono. E’ la linea che Mario Monti ha dettato ai gruppi di Scelta Civica in una riunione tenutasi alla Camera. Il premier uscente insiste ancora sul voto condiviso e – ha ragionato con i suoi – ‘se il Pd eleggerà Prodi dovrà fare il Governo con il Movimento 5 Stelle e non con noi’.
Scelta Civica punta, spiegano fonti parlamentari del partito, ad essere decisiva della scelta di una candidatura che trovi largo consenso tra le forze politiche. ‘All’unanimità hanno deliberato di sostenere con il proprio voto, nell’odierna votazione per l’elezione del Capo dello Stato, Anna Maria Cancellieri’ si legge in una nota di Scelta Civica.

Attesa per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Prodi è il nuovo candidato del Pd

English: Romano Prodi during the commemoration...

English: Romano Prodi during the commemoration ceremony of the fall of the border Italy – Slovenia on 2004 Italiano: Romano Prodi durante la rievocazione della cerimonia della caduta del confine Italia – Slovenia del 2004 (Photo credit: Wikipedia)

Attesa per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Il quorum scende a 504 voti, quattro in più di quelli su cui può contare sulla carta Romano Prodi. Nella terza, andata a vuoto, 465 schede bianche, 250 preferenze a Rodotà, 22 a Prodi. Pdl e Lega annunciano che non parteciperanno al quarto scrutinio. Alfano: ‘Trattano questo voto come il congresso del Pci…’. M5S incalza il Pd: ‘Votate Rodotà e a noi andrà bene qualunque nome lui farà per formare il governo’. Scelta Civica voterà Cancellieri. Prodi in arrivo a Roma. Elezione sul filo, incognite sul sostegno unanime del Pd. Grillo attacca: ‘Parlamento bloccato, siamo al colpo di Stato’. Ma l’ex Garante della Privacy dice che non ostacolerà il Movimento se dovesse scegliere altre soluzioni.

15,57 Dentro l’Aula di Montecitorio la senatrice Pdl Alessandra Mussolini indossa una maglietta con scritto: ‘Il diavolo veste Prodi‘. Il presidente della Camera Laura Boldrini invita alla calma e all’ordine richiamando l’attenzione dei capigruppo.

15,04
Berlusconi: Pd ha violato la parola data
‘La candidatura di Marini è stata accantonata violando la parola data’. Lo afferma Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi del Pdl in corso alla Camera. ‘Secondo l’articolo 87 della Costituzione il Capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale. Per questo ci eravamo resi disponibili ad una candidatura condivisa, anche se non espressione del nostro partito. In una rosa di cinque nomi proposta dal Pd avevamo individuato il nome di Marini e lo abbiamo lealmente sostenuto alla prima votazione’. Il Cavaliere ha aggiunto: ‘Noi siamo qui per ostacolare la sinistra, difenderemo la nostra Costituzione, la nostra libertà, la nostra democrazia’. ‘Siamo in campo – afferma Berlusconi – e non preoccupatevi dei miei processi perché non ho nulla di cui vergognarmi’.

14.45
Pdl e Lega non parteciperanno al quarto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ quanto emerso dal vertice con Berlusconi a palazzo Grazioli

14.35
Scelta civica voterà per Anna Maria Cancellieri al quarto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, lo hanno i gruppi parlamentari nella riunione cui era presente anche Mario Monti. La probabile concomitante assenza dall’Aula del Pdl consentirà anche ai parlamentari montiani di contarsi e sgombrare le voci sul possibile voto a Romano Prodi da parte di 10-20 di loro.

14.00
Se il Pd voterà Rodotà per il Colle ‘si apriranno praterie’ per il Governo. Questa la linea di M5s portata da Crimi e Lombardi all’assemblea dei parlamentari. ‘E’ il presidente dei cittadini e non dei partiti’. Per cui qualunque nome indicherà Rodotà per formare un nuovo esecutivo, una volta presidente, ‘a noi andrà bene’.

13.54
Questi i risultati del terzo scrutino alla Camera per l’elezione del Presidente della Repubblica, annunciati all’Aula dalla presidente della Camera,
Laura Boldrini:
250 voti a Rodotà,
34 a Massimo D’Alema,
22 a Prodi,
12 a Napolitano,
9 a Cancellieri,
8 a Sabelli Fioretti,
7 a De Caprio,
6 a Marini,
5 a Mussolini,
5 a Palmieri,
4 a Bonino, Chiamparino, Merlo Ricardo,
3 a Borletti Buitoni, Casaleggio, Cicchitto, Colombo Gherardo, Leo
Ermanno,
2 Castagnetti, Di Giovanpaolo, Martino.
44 i voti dispersi, 465 le schede bianche, nulle 47. 

13.00
‘Torno a ringraziare i grandi elettori, in particolare quelli del Movimento 5 Stelle e di Sel, e i moltissimi cittadini che in questi giorni mi hanno espresso una grande e per me inattesa fiducia. Ringrazio il Movimento 5 Stelle che ha confermato l’intenzione di continuare a sostenere la mia candidatura’. Lo afferma in una nota Stefano Rodotà. ‘Per parte mia, non intendo creare ostacoli a scelte del Movimento che vogliano prendere in considerazione altre soluzioni’.
12.49
‘L’unica strada è andare alle elezioni’. Così Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl, uscendo dalla Camera in piazza Montecitorio. ‘La Cancellieri? Il punto – ha detto – non è la persona ma il metodo’. Non è escluso, tuttavia, che si possa convergere sul nome del ministro dell’Interno.
12.42
Servono voti, altrimenti anche la candidatura di Romano Prodi al Quirinale, avanzata questa mattina dopo l’assemblea dei ‘grandi elettori’ del Pd, rischia di non passare.
Al momento i voti certi, dando per reale la ritrovata compattezza in seno al centrosinsitra, sono solo 450: 330 tra senatori e deputati del Pd, 37 di Sel e 23 dei delegati delle regioni. Numero lontano dal quorum di 504 previsto a partire dalla quarta votazione (che si aprirà oggi pomeriggio alle 15.30).
Mancano i voti fondamentali di Scelta civica, che questa mattina ha confermato che nella quarta votazione scrivera il nome di Anna Maria Cancellieri, che conta 69 grandi elettori montiani, 9 di Fratelli d’Italia e piace molto sia alla Lega Nord che al Pdl.

12.40
Grillo: ‘Io ho parlato con Rodotà che è nostro candidato, ed è anche infastidito del fatto che lui potrebbe abdicare Prodi. Nessuno nel M5S si è sognato di votare Prodi e non lo farà neanche in futuro’. Da Manzato in Friuli, Grillo smentisce ogni ipotesi di convergenza nel voto dei Cinque Stelle sulla candidatura di Romano Prodi al Quirinale.

12.20
Renzi: Prodi al Quirinale? ‘Aspettiamo e vediamo’.

12.15
Romano Prodi, ha le caratteristiche giuste per fare il presidente della Repubblica. Questo il commento del presidente del gruppo Tod’s, Diego Della Valle, alla scelta del Pd di candidarlo al Qurinale. ‘Tra le persone che sento candidate – ha detto Della Valle al termine dell’assemblea degli azionisti – Prodi ha le qualità per fare il presidente della Repubblica. Ha tutto quello che serve in questo momento: conosce i problemi delle famiglie, dell’economia e ha la reputazione e il rispetto della comunità internazionale’.

12.11
Stefano Rodotà ‘non ha fatto assolutamente un passo indietro’, assicura il capogruppo dei senatori M5S che, insieme alla presidente dei deputati, Roberta Lombardi, ha incontrato il giurista, candidato al Colle dal Movimento, nella sua abitazione romana. ‘Rodotà non farà nessun passo indietro, nemmeno dopo la terza votazione’, assicura Lombardi. 

12.06
Lupi a Rainews24: ‘L’esigenza dell’Italia è trovare figure che uniscano, non che dividano. Prodi lo è. Cancellieri non ci dispiace, valuteremo la candidatura posta da Scelta Civica’.

12.00
Monti a Rainews24: ‘Pessimo metodo di selezionare la candidatura si appunta, nel caso di Prodi, su un’ottima persona e una figura autorevole. La visione di Prodi è di un bipolarismo muscolare, su questo non sempre eravamo d’accordo. E credo che l’esperienza abbia dato ragione a me e non a lui. Se mi pento di essermi schierato con Scelta civica e di non essere ora fra i candidati al Quirinale? No, penso che la candidatura Cancellieri sia più forte di quanto avrebbe potuto essere la mia’.

11.56
Monti a Rainews24: ‘Cancellieri è espressione di un metodo, una candidatura nazionale che è arrivata prima di quella di Prodi da parte del Pd. E’ diverso il metodo: unione di parti contrapposte, non divisione. E poi Cancellieri è una donna, indipendente dai partiti politici, che ha ottenuto importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata. L’ha proposta al Quirinale anche Saviano. (…) Non è una candidatura motivata dal fatto che tengo al PdL. Tengo alla collaborazione fra forze politiche per risolvere i problemi dell’Italia’.

11.54
Paolo Romani, PdL: ‘C’è stato un distacco repentino da una scelta condivisa. Prodi è una candidatura di parte del Pd. Interessante, invece, la proposta Cancellieri avanzata da Scelta Civica, la valuteremo’.

11.48
Dopo essersi ricompattato sulla candidatura di Romano Prodi, il Pd è al lavoro per cercare di fargli ottenere alla quarta votazione i 504 voti necessari all’elezione a Presidente della Repubblica. Sono dunque al lavoro le diplomazie e – raccontano fonti del Pd – sono partiti i contatti anche tra singoli deputati, in particolare di Scelta Civica e ‘grillini’, per cercare una convergenza.

11.45
‘Noi parteciperemo dalla quarta votazione e decideremo il da farsi dopo la riunione delle 14.30 convocata da Maroni dove prenderemo una decisione che sarà comune, compatta e monolitica’. Così Luca Zaia della Lega Nord. 

11.27
Ancora troppo pochi per ottenere la maggioranza semplice, ma ad un soffio dal traguardo: sono 495 i voti che dovrebbero convergere sul nome di Romano Prodi. Si tratta della somma delle delegazioni di Pd e Sel, che insieme arrivano ad appena -9 dal numero magico di 504, necessario per giungere alla maggioranza semplice richiesta dal quarto scrutinio in poi.

11.11
Esponenti 5 Stelle si spostano verso casa Rodotà. Lombardi e Crimi: ‘Gli proporremo la candidatura di D’Alema…’

11.05
Stefano Rodotà potrebbe fare un passo indietro. E’ questo il rumor che circola con insistenza da qualche minuto in Transatlantico. La decisione del professore viene data per possibile nelle prossime ore da ambienti parlamentari.

11.00
‘Ieri sera dopo aver consultato i vertici di Scelta civica, ho proposto alle forze politiche di sostenere per l’elezione al Capo dello Stato il nome di Annamaria Cancellieri‘. E’ questo il nome proposto da Mario Monti e da Scelta civica per la candidatura al Colle. Prodi ‘ha tutto per essere un buon presidente’, ma, ha detto Monti, ‘il Pd sembra aver dato priorità in questo momento al disperato tentativo di salvaguardare l’unità del partito pensando più a quello che all’unità del Paese’.

10.50
‘Per noi Prodi non è votabile: ha svenduto l’Italia quando ha presieduto l’Iri’. Dalla Lega Nord arriva un fermo ‘no’ al candidato del Pd per il Quirinale, lo dice Massimo Bitonci a Rainews24. I parlamentari del Carroccio non voteranno nel corso della terza votazione e si riuniranno alle 14:30 per decidere cosa fare alla quarta.

10.42
‘E’ saltata la strategia di un dialogo con il centrodestra finalizzata all’obiettivo di dare all’Italia un governo, dinanzi alla durissima situazione del Paese. Strategia da me pienamente condivisa. Anche perché ritengo una follia il ritorno immediato alle urne con questa legge elettorale’, dice Franco Marini. ‘Ovviamente con il cambio di strategia viene meno anche la mia candidatura’, ha aggiunto l’ex presidente del Senato.

9.55
Gelmini a Rainews24: ‘Questa non è una scelta né corretta né lungimirante, il Pd intraprende una strada sbagliata. Siamo di fronte alla ‘grillinizzazione del Pd, questo non ci rassicura. Dal Pd comportamento intollerabile, Prodi è un nome di rottura, PdL avrà reazione forte in Parlamento e nelle piazze’.

9.53
Maurizio Gasparri a Rainews24: ‘Pd si appropria di Camera, Senato e Presidenza della Repubblica, Prodi è una scelta che divide. Elezioni più vicine? Credo proprio di sì’.

9.48
‘Questa mattina il Pd, il grande partito innovatore, ha scelto Prodi all’unanimità. Sel voterà compatta Prodi. Noi voteremo Stefano Rodotà promotore e difensore reale dei beni comuni. La battaglia per un Italia diversa è solo all’inizio’, dice su Facebook il parlamentare M5S Roberto Fico, commentando l’ok unanime dei grandi elettori Pd a Prodi.

9.45
L’alleanza di centrosinistra alla quarta votazione si presenterà compatta a sostegno della candidatura di Romano Prodi. Anche Sel, infatti, ha deciso di convergere sul nome dell’ex premier, stando a quanto detto da Nicola Fratoianni.

9.40
‘Prodi presidente della Repubblica? I comunisti non cambiano mai. Prima gli interessi di un partito sfasciato e allo sbando e poi quello degli italiani. Grazie all’inciucio con i grillini avremo Prodi presidente della Repubblica. Il nuovo che avanza!!! Povera Italia’, afferma Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera.

8.00
E’ stato unanime, per alzata di mano, il via libera dell’assemblea dei grandi elettori del Pd alla candidatura di Romano Prodi a nuovo presidente della Repubblica.
L’ex premier sarà candidato oggi pomeriggio nella quarta votazione. Stamane, nell’ultima votazione in cui è richiesto il quorum della maggioranza dei due terzi, il Pd voterà ancora scheda bianca.

‘Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese’
Lo ha detto Pier Luigi Bersani, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, proponendo la candidatura di Prodi per il Quirinale.

Damiano: ‘Un nome per il bene del Paese’
‘C’è stata una convergenza unanime su Prodi, un nome che ricompatta il partito – dice Cesare Damiano ai microfoni di Rainews24 – Su Marini non c’era avversione per la persona ma per il timore che a quella proposta potesse derivarne un’ipotesi di governo definita. Noi siamo contrari al governissimo‘.

Bindi: un nome ‘papabile’ anche per i 5 Stelle

‘Ci auguriamo che questa unanimità si trasferisca nelle urne alla 4a votazione e che raccolga i voti anche del centrosinistra che si è diviso nelle precedenti votazioni. Non solo, riteniamo che il nome di Prodi possa dire qualcosa anche al Movimento 5 Stelle, che lo aveva incluso nelle quirinarie. Prodi è il mio candidato da sempre, spero ce la faccia già stasera. Certo, in questi giorni siamo stati incomprensibili per molti, dovrà esserci una riflessione profonda’.

(fonte Rainews24)

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