‘Sto morendo’, l’ultimo tweet di Olesya e la protesta in #Venezuela

Olesya Zhukovskaya è l’infermiera di 21 anni, Ukraina, colpita oggi al collo, durante le manifestazioni antigovernative di Kiev. Imprecisato il numero di morti negli scontri con le forze di polizia e i riot polices, gli estremisti che lottano per la caduta del governo Ukraino.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, la ragazza, una libera volontaria nella croce rossa, sarebbe in condizioni gravi in un ospedale del centro della capitale Ukraina.

Ieri il consiglio dei ministri europeo si è riunito per discutere sulle possibili sanzioni da attribuire al governo del vicino Est europeo. Intanto dall’altro capo del mondo, si unisce alla protesta anche il popolo Venezuelano. Il leader d’opposizione Leopoldo Lopez, di Volontà popolare, si è consegnato alla polizia.

#Venezuela#euromaidan#ukraine #kiev #ukraineprotest#kiev #ukraine#kiev#CookedNews

Advertisements

Letta, tour in Europa: Merkel ‘Italia sulla buona strada’

enrico_letta_e_angela_merkel-450-250-362577‘Ogni Paese deve fare i propri compiti’ per uscire dalla crisi e ‘l’Italia ha già compiuto un pezzo di strada’. Lo ha detto nel pomeriggio di martedì 30 la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conferenza stampa con il premier Enrico Letta, che appena ottenuta la fiducia ha cominciato il tour europeo per incontrare i vertici dei paesi europei. Al vertice italo tedesco si è parlato soprattutto di crescita e politiche del rigore. ‘Do a Enrico Letta il mio più caldo benvenuto. Ci conosciamo già personalmente – ha detto Merkel -, e ci sono molti motivi per rallegrarci di questa collaborazione che inizia. In Europa abbiamo molte sfide da affrontare’.

‘Manterremo gli impegni presi’ in Europa, ha detto Letta, ma ‘il tema delle forme e dei modi con cui troveremo le risorse’ per adottare le misure annunciate in Parlamento ‘è un fatto di casa nostra, non ho da spiegarlo a nessuno’. Così Enrico Letta, a Berlino, risponde a chi gli chiede se spiegherà ad Angela Merkel dove troverà le riforme ad esempio per congelare Imu e aumento Iva ‘Per noi l’Europa deve impegnarsi sulle politiche per la crescita. Non solo per il risanamento e il rigore. Altrimenti se è vista solo come rigore cresceranno nelle nostre pubbliche opinioni movimenti politici contro l’Europa. Invece la Ue deve riuscire a essere la garanzia che ai nostri figli non lasciamo debiti e gli daremo lavoro’. Il premier italiano quindi ha sottolineato di non volere ‘un’Europa che consenta di fare debiti a chi li vuole fare ‘ma ora la determinazione con la quale l’Europa ha costruito le regole deve essere pari a quella per portare avanti politiche per la crescita’.

Letta e Merkel si ritroveranno ancora a cena nella ‘quale le chiederò come si guida una grande coalizione e poi vi racconteremo quali consigli mi ha dato’. Letta mercoledì 1 sarà a Parigi all’Eliseo per l’incontro con il presidente Hollande, in serata arriverà a Bruxelles dove avrà un colloquio con il presidente Ue Herman Van Rompuy. Infine, giovedì mattina presto, colazione con il presidente della Commissione europea Josè Barroso (un incontro stampa è previsto dopo le 8.30).

Più in dettaglio, il governo italiano non vuole modificare il ‘fiscal compact‘, vuole mantenere gli impegni di bilancio assunti a livello europeo (per il 2013 significa tenere il deficit/pil inchiodato al 2,9% e tenerlo sotto il 3% anche nel 2014). Nelle parole scandite dal premier Enrico Letta a Berlino, dopo l’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel, non c’era però solo rassicurazione. C’era anche un messaggio politico preciso: Letta ha chiesto che la parte mancante dell’azione politica europea sia riempita. Rapidamente. Devono essere discusse ‘ulteriori politiche per la crescita’ e il solo luogo per farlo è la Ue. La sterzata sulla crescita deve esserci sul serio, deve produrre degli atti concreti, che devono ripercuotersi nei diversi paesi, soprattutto quelli che hanno dimostrato di non prendere alla leggera l’esigenza del risanamento del bilancio. Come l’Italia.

(fonte Corsera)

Telefonata chiarificatrice fra Napolitano e Steinbrueck ‘inorridito dalla vittoria di due clown’

Vorstellung-von-Peer-Steinbrueck-als-SPD-Kanzlerkandidat‘Noi rispettiamo profondamente la Germania per i suoi successi, ha saputo risorgere dalle rovine e costruire una nuova Europa insieme all’Italia. Noi la rispettiamo, ma esigiamo rispetto per il nostro Paese’. Giorgio Napolitano pronuncia queste parole incontrando la comunità italiana in Germania a Monaco di Baviera. ‘Il nostro Paese ha problemi seri – aggiunge il capo dello Stato -, nella sua vita quotidiana ha dei punti oscuri, delle ombre, penso ad esempio alla criminalità organizzata. Ma ha tante luci e dovete essere orgogliosi dell’Italia che produce, lavora, crea e dà il suo contributo all’Europa unita’.

Il richiamo all’orgoglio e alla dignità giunge qualche ora dopo la richiesta del Quirinale di annullare l’incontro, programmato per stasera a Berlino, tra il presidente Napolitano e il candidato socialdemocratico alla cancelleria, Peer Steinbrueck. Il motivo l’ha spiegato lo stesso capo dello Stato: ‘Mi pare che non ci fossero più le condizioni dopo le dichiarazioni del tutto fuori luogo, o peggio, che aveva fatto’. Ieri il leader della Spd aveva commentato il risultato delle elezioni italiane dicendosi ‘inorridito dalla vittoria di due clown’. E per non lasciare dubbi aveva spiegato che si riferiva al ‘comico di professione Beppe Grillo, mentre l’altro è uno che agisce sotto l’impulso del testosterone’, cioè Silvio Berlusconi.

Tra Napolitano e Steinbrueck c’è stata ‘una telefonata chiarificatrice’, fa sapere un portavoce dell’Spd. Ma il ‘caso’ era ormai giunto sulle prime pagine. Per chiarire meglio il motivo per cui l’incontro è stato annullato, Napolitano ha sottolineato che contrariamente a quelle del candidato Spd, le dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ‘sono un esempio di riserbo e rispetto’. ‘L’Italia è una democrazia, sceglierà secondo le regole della democrazia come Paese indipendente’, aveva detto uno degli uomini chiave del governo di Berlino.

Ma anche lo stesso Schaeuble, 24 ore dopo, è decisamente più diretto: ‘Lo abbiamo già visto l’anno scorso quando le elezioni in Grecia hanno portato a una fase di incertezza politica: altri paesi sono stati infettati’, dichiara il ministro delle Finanze tedesco alla Reuters, invitando i politici italiani a formare ‘rapidamente un governo stabile’ perché il risultato ‘inconcludente’ delle elezioni italiane rischia di far scoppiare una nuova tempesta sui mercati.

Una volta saputo dell’annullamento dell’incontro con Napolitano, Steinbrueck ha fatto sapere attraverso un portavoce di provare “comprensione per la decisione” del capo di Stato ‘a causa della situazione politica italiana’. Secondo lo Spiegel, le sue affermazioni sull’esito delle elezioni italiane sono state definite particolarmente inopportune anche da esponenti della Spd. Ma così non pare dalla successiva dichiarazione del segretario generale del partito, la signora Andrea Nahles: ‘Clown è il concetto più morbido che personalmente mi viene in testa su Silvio Berlusconi in questo contesto’.

Il governo di Angela Merkel ha preferito non intervenire sulla questione dell’incontro annullato: ‘Quella che mi sta raccontando è una storia interessante. Ma non la commentiamo’, ha risposto all’Ansa un portavoce dell’esecutivo di Berlino.

Ma la Cdu, il partito della cancelliera, non perde l’occasione per andare all’attacco di Peer Steinbrueck. In un’intervista in uscita domani sulla Sueddeutsche Zeitung, il presidente della Commissione Esteri del Bundestag, Ruprecht Polenz ha dichiarato che ‘Steinbrueck ha fatto lo spaccone come un cavaliere prussiano e non si è comportato come uno che in Germania vuole fare il cancelliere’.

L’esponente cristiano-democratico sottolinea che nell’esercitare una critica bisogna stare bene attenti a non oltrepassare i limiti: ‘Una cosa che riesce sempre difficile a Steinbrueck’, ha incalzato Polenz, alludendo a quando, da ministro delle Finanze di Angela Merkel nel governo di Grosse Koalition, il candidato della Spd aveva minacciato la Svizzera di ‘inviare la cavalleria’, se non avesse tassato gli evasori tedeschi che avevano depositato i loro soldi sui conti delle banche elvetiche.

A difendere lo sfidante della Merkel è invece il vice capogruppo socialdemocratico al Bundestag, Axel Schaefer, che definisce ‘incomprensibile’ l’annullamento dell’incontro da parte di Napolitano. ‘Ciò che Berlusconi ha fatto per anni’, aggiunge Schaefer, ‘rappresenta la distruzione di ogni cultura politica. Con la definizione di clown a mio avviso gli è andata anche bene’.

(fonte laRepubblica)

Forbes: il presidente americano è l’uomo più potente del mondo, ottavo posto per Draghi, Monti è ventinovesimo

Governo designa Mario Draghi alla guida di Bankitalia Il presidente americano è l’uomo più potente del mondo. Lo afferma l’ultima classifica pubblicata da Forbes, che include anche due italiani: il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi all’ottavo posto e il presidente del Consiglio Mario Monti al ventinovesimo.

Nella tradizionale classifica di fine anno il presidente degli Stati Uniti si conferma in testa come nel 2011, seguito da Angela Merkel e Vladimir Putin. Nella top ten sono presenti altri tre leader politici: il sovrano saudita Abdullah al settimo posto, il segretario del Partito comunista cinese Xi Jinping al nono e il primo ministro britannico David Cameron al decimo.barack-obama-300

Tra gli economisti, oltre a Draghi, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha guadagnato il sesto posto. Unico leader religioso tra i primi dieci Benedetto XVI, al quinto posto. I criteri usati dalla rivista economica americana nella classifica, che elenca i 71 uomini più potenti al mondo, sono il numero di persone su cui si ha la leadership, il valore delle risorse finanziarie a disposizione, l’eterogeneità degli ambiti di potere e l’esercizio attivo dello stesso.

‘Il presidente Obama è senza discussioni la persona più potente del mondo – spiega Forbes – perché ha quattro anni per portare avanti la sua agenda e, nonostante le sfide su budget, disoccupazione e Medio Oriente, è il comandante in capo del più grande esercito e la guida della maggiore superpotenza economica e culturale’.

(fonte TMNews)

Pussy Riot condannate: le punk rock antagoniste dell’Est asiatico colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio

Sono state condannate a due anni di reclusione le Pussy Riot, le tre punk rocker riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio religioso dal tribunale di Mosca, dopo una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso 21 febbraio. A renderlo noto il giudice Marina Syrova.

Il magistrato ha accusato le componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio religioso. ‘Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto – ha detto il magistrato – la loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con il maggior eco possibile, offendendo non soltanto chi era all’interno e fuori dalla cattedrale ma anche l’intera società’. Le tre giovani donne hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. Una di loro indossava una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta ‘No pasaran’.

A poche ore dalla condanna, le Pussy Riot si sono mostrate serene: ‘Non importa quale sarà il verdetto abbiamo già vinto. Noi russi abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica’, ha dichiarato la 22enne Nadezhda Tolokonnikova liquidando l’eventualità di chiedere clemenza come ‘uno scherzo’, definendo ‘un’illusione’ la possibilità di ricevere un verdetto indipendente. ‘Il nostro caso non dipende dalla giustizia, ma dal timore di Vladimir Putin su quanto dovrà affrontare nell’autunno 2012 in seguito alla nostra incarcerazione’, ha aggiunto Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più anziana fra le Pussy Riot.

La vicenda delle punk rockers sovietiche, ha scatenato un’ondata di solidarietà internazionale con la partecipazione di varie star pop e rock. E oggi manifestazioni a favore delle tre artiste russe sono avvenute in più di una trentina di città in tutto il mondo.

A Mosca due dei più noti oppositori russi, Sergei Udaltsov e l’ex campione di scacchi Gary Kasparov, sono fra le persone arrestate oggi mentre protestavano davanti al tribunale, mentre venivano processate le tre Pussy Riot.

Di ‘sentenza sproporzionata’ parlano gli Stati Uniti che esortano le autorità russe a rivedere il caso e garantire il rispetto del diritto della libertà di espressione’. Anche la Francia con una nota del ministro degli Esteri punta il dito contro quella che definisce una sentenza ‘particolarmente sproporzionata vista la scarsa entità dei fatti che vengono imputati alle condannate’.

Una netta presa di distanza dalla sentenza arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ‘Questa sentenza sproporzionatamente severa non è conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d’Europa’, ha dichiarato Merkel.

La protesta più spettacolare giunge da Kiev, la capitale ucraina, dove attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

In Bulgaria sostenitori delle Pussy Riot hanno coperto i volti dei soldati del monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Sofia con dei cappucci colorati diventati il simbolo della solidarietà alle tre cantanti punk. Una foto della performance, firmata ‘un gruppo di esseri umani’, è stata recapitata all’ambasciata russa in Bulgaria e ai principali media. Nel loro messaggio gli attivisti esortavano ‘il regime totalitario di Putin a liberare immediatamente le tre donne. Le Pussy Riot – continuava il messaggio – sono un simbolo ispiratore nella lotta per la democrazia in Russia. L’intera comunità internazionale, comprese le autorità bulgare, deve sostenerle nella lotta per impedire al regime di tappargli la bocca’.

Ed ecco in sintesi i passaggi salienti del testo del nuovo singolo anti Putin delle Pussy Riot: ‘…non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza’. E ancora: ‘Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio… Il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame’.

http://en.wikipedia.org/wiki/Pussy_Riot
http://pussy-riot.livejournal.com/
http://www.youtube.com/user/PussRiot?feature=watch

Blog at WordPress.com.