Fiumicino: incidente durante atterraggio di un Atr72 della Carpatair, sedici feriti di cui due gravi

fiumi_alitalia_carpatair_fiumicino_03Una sola pista attiva all’areoporto di Fiumicino, a seguito dell’incidente a un Atr72 della Carpatair che operava per conto di Alitalia nella serata di sabato. I voli, fa sapere Alitalia; stanno subendo ritardi contenuti nell’ordine di pochi minuti. Anche al momento dell’incidente del volo, l’Az 1670, l’unica pista attiva era la numero 3: la pista 2 era off limits per lavori mentre sulla pista 1 il vento era troppo forte. Il direttore Enac dell’aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci Vitaliano Turrà replica alle polemiche sui soccorsi: ‘Nessun ritardo nei soccorsi’ sostiene. ‘La prima ambulanza è arrivata sul posto in sette minuti e poco dopo l’elicottero. Ogni passeggero è stato assistito da due assistenti Alitalia’, dice e replica alla Uil trasporti che aveva denunziato in passato avarie nei velivoli della compagnia rumena: ‘Gli aerei di Carpatair, sottoposti ad ispezioni senza preavviso, erano risultati efficienti’. Ma certo non basta a placare le polemiche: sgomento dei passeggeri di fronte alla notizia delle cancellazione del logo Alitalia dall’aeromobile Carpatair che operava per conto di Alitalia sulla tratta PisaRoma. Mentre si è saputo che lo stesso aereo nel volo precedente – da Roma a Pisa – aveva rischiato una collisione con un altro velivolo Alitalia a causa dell’incomprensione tra il pilota e la torre di controllo dell’aeroporto di Pisa.

Poco dopo le 20.30 del due febbraio il velivolo, proveniente da Pisa con 50 passeggeri a bordo, è finito fuori pista per colpa, sembra, di una forte raffica di vento. A bordo si scatenano panico e paura, intervengono i soccorritori: alla fine si conteranno 16 feriti, di cui due, un passeggero e la copilota romena, gravi ma non in pericolo di vita. L’incidente, oltre allo spavento, si trascina dietro una selva di polemiche, che prendono di mira Alitalia: questa, infatti, è la quinta volta che si registra un episodio del genere dal dicembre 2011, quando fu sottoscritto l’accordo con la compagnia di Timisoara. Il vettore italiano, a poche ore dall’incidente, ha sospeso quell’intesa facendosi carico di coprire coi propri mezzi le tratte servite dalla Carpatair. Ma a gettare benzina sul fuoco è un altro dettaglio: dall’Atr 72 nel giro di una notte è scomparsa la livrea dell’Alitalia che in queste immagini girate poco dopo l’incidente è chiaramente presente. Sul velivolo restano solo la matricola YR-ATS e la bandierina della Romania.

Proseguono le indagini condotte da agenti di Polizia di frontiera coordinati da dirigente Antonio Del Greco che hanno già ascoltato nella notte pilota equipaggio e alcuni passeggeri. L’inchiesta è nella mani del pm Calabria della procura della repubblica di Civitavecchia. È stato reso noto che al momento dell’impatto nessun allarme è arrivato dall’aereo: la Torre di controllo aveva avvisato che c’erano 25 nodi di vento dal mare, dunque i piloti erano consapevoli delle eventuali difficoltà per l’atterraggio. Al momento dell’impatto dall’aereo non è giunta più nessuna comunicazione, segno probabile che il sistema di comunicazione potrebbe essere andato in tilt. Nel frattempo a Fiumicino continuano anche i rilievi da parte dell’Agenzia nazionale della sicurezza del volo (Ansv), che ha aperto un’altra indagine sull’incidente a cui sono stati ammessi anche un investigatore francese e uno romeno. La Francia infatti è il paese costruttore dell’Atr 72 uscito di pista, mentre la Romania è il paese dell’operatore del volo, la compagnia Carpatair. Sul posto anche la Polizia scientifica e la Polaria. I bagagli rimasti ieri sera a bordo dell’Atr 72 sono stati nel frattempo recuperati e riconsegnati direttamente ai passeggeri o spediti ai loro domicili.

Notte tranquilla per le due persone rimaste ferite in modo più grave durante l’incidente: Sono stabili le condizioni della hostess romena di 30 anni ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma e che rimane comunque sotto costante osservazione dei medici. In buone condizioni anche la persona ricoverata all’ospedale San Camillo. Migliorano le condizioni anche degli altri feriti.

Sul piede di guerra i sindacati. «Vogliamo ricordare che abbiamo già fatto quattro ore di sciopero per protestare contro questo contratto e stiamo per dichiararne altre 24 per lunedì 4 febbraio. Alitalia deve rescindere il contratto con Carpatair perchè non dà le garanzie di affidabilità e sicurezza, che la compagnia di bandiera deve ai suoi passeggeri e ai dipendenti», comunica Francesco Persi, Segretario nazionale Fit-Cisl.

Nastro sulla bocca di migranti da rimpatriare: per il ministro degli Interni è un’offesa alla dignità

Non ci sono dubbi sul gesto che ha scosso l’opinione pubblica del popolo della Rete, qualche giorno fa, dopo la diffusione su Facebook, dell’immagine di denuncia di un immigrato da rimpatriare, su un volo Alitalia, con la bocca chiusa da del nastro da imballaggio. Per il ministro degli Interni italiano, Anna Maria Cancellieri, si tratta di un gesto che non ha nulla a che vedere con le misure coercitive previste in caso di aggressività, ma di un atto che sicuramente lede e offende la dignità della persona.

La foto che ha destato tantissimo clamore con un tamtam che ne ha permesso la diffusione a livello nazionale e internazionale, sui principali quotidiani e network mondiali, ritrae un cittadino maghrebino costretto da un nastro da imballaggio a tenere chiusa la bocca e immobilizzato alle mani da fascette. L’uomo scortato, insieme a una seconda persona da rimpatriare, da alcuni agenti di polizia, è stato fotografato da un utente della Rete che ha subito diffuso la notizia.

Dopo lo sconcerto iniziale e la risposta della stampa italiana e internazionale, che se ne è curata con diverse pubblicazioni sulle principali pagine dei giornali, è arrivata anche quella del Governo. In un’aula della Camera praticamente deserta – nonostante le diverse forze politiche che avevano chiesto al di riferire urgentemente – il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha confermato che quanto documentato dal regista Francesco Sperandeo su un volo dell’Alitalia Roma-Tunisi non è e non può essere una pratica da considerare ‘normale’.

 Le ‘verifiche verranno compiute con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti’. Il titolare del Viminale sa che quella foto difficilmente può essere smentita e quindi, nel ricostruire alla Camera la vicenda dei due algerini, ammette che si sono travalicate le regole, promettendo di voler accertare le singole responsabilità.

Ahmed Bouaita e Abel Aziz Leddai erano su un volo partito da Tunisi e diretto in Turchia, che prevedeva uno scalo a Roma. Una volta a Fiumicino, però, i due hanno tentato di rimanere in Italia, ma sono stati sorpresi dai poliziotti e bloccati. Per ben due volte, il giorno dopo e il 16 aprile, le autorità italiane hanno tentato di rimpatriarli ma l’ ‘aggressività e la forte resistenza’ degli stranieri ha impedito ai poliziotti di farli salire sul volo per Tunisi.

Il 17 si è così deciso – ha spiegato il ministro –  di far intervenire quattro agenti del Nucleo scorte nazionale, un gruppo specializzato e addestrato proprio nelle operazioni di rimpatrio. ‘L’atteggiamento di forte opposizione dei cittadini stranieri è proseguito, manifestandosi con sputi, morsi, calci e pugni all’indirizzo del personale di scorta’.

Secondo il racconto del ministro, i due hanno tentato di ferirsi mordendosi per poi sputare il sangue. Dunque si è deciso di procedere con ‘interventi coercitivi’, anche per salvaguardare ‘la sicurezza fisica degli altri passeggeri’. Ai due algerini prima sono state messe delle ‘fascette in velcro’ a bloccare le mani e poi una mascherina sanitaria, verde, morbida, di tipo chirurgico.

‘E’ apparso del tutto estemporaneo l’impiego di nastro adesivo – ha continuato il ministro – e anche se il gesto è stato accompagnato da ‘rudimentali accorgimenti per assicurare la respirazione e dettato dalla comprensibile concitazione del momento’, nei fatti si è tradotto in un comportamento ‘offensivo della dignità della persona’.

Le disposizioni europee per i respingimenti prevedono sì misure coercitive, ma che siano ‘proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, non ledano la dignità o l’integrità fisica e non compromettano o minaccino la facoltà di respirare normalmente’. Ecco perché, ha concluso il ministro, il capo della Polizia ha disposto immediatamente degli accertamenti, che verranno fatti ‘con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti’.

Le parole del ministro hanno trovato favorevoli alcuni deputati del Pd, come Livia Turco e Della Vedova di Fli, mentre per Felice Belisario si tratta di spiegazioni deboli e poco incisive. ‘Legittime e necessarie’ le misure prese dai poliziotti, compreso il nastro, dice Eccher del Pdl, per il quale il ministro doveva fare una ‘tempestiva e puntuale’ difesa degli agenti.

Migranti in gabbia su un volo Alitalia e scatta la denuncia sul Web

Gira da ieri sul Web un’immagine raccapricciante e non per la qualità dello scatto, quanto per quello che raffigura e denuncia. Soprattutto quando la notizia arriverà a chi dovrà darne risposta. Stiamo parlando della foto pubblicata ieri da un giovane filmmaker siciliano, Francesco Sperandeo, che a bordo di un volo Alitalia, ha viaggiato fianco a fianco ad alcuni tunisini costretti dalla polizia a rimanere bloccati ai propri posti. Una specie di 11 settembre ma al contrario e in miniatura o una Guantanamo all’italiana.

Chissà di cosa sono colpevoli, sta di fatto che i due migranti sono stati incerottati sulla bocca con del nastro da imballaggio e hanno avuto le mani legate da fascette per evitare ogni possibilità di movimento. Una procedura normale secondo gli agenti, ma che ha sconcertato il passeggero che ha prontamente fotografato e lanciato su Facebook l’immagine di denuncia.

Un tam tam immediato che da ieri continua a fare il giro del social network dai comitati antirazzisti ai singoli utenti, che non mancano di fare commenti sull’accaduto.

L’immagine shock mostra un uomo seduto in aereo con la bocca chiusa dal nastro. Un tunisino rimpatriato con il volo Alitalia Roma-Tunisi delle ore 9:20. A bordo c’era un secondo immigrato da rimpatriare, alcuni agenti e diversi passeggeri.

‘Guardate cosa è accaduto oggi sul volo Roma-Tunisi delle 9:20 Alitalia. Due cittadini tunisini respinti dall’Italia e trattati in modo disumano – scrive Sperandeo a commento della fotografia. Nastro marrone da pacchi attorno al viso per tappare la bocca ai due e fascette in plastica per bloccare i polsi. Questa è la civiltà e la democrazia europea’.

‘Ma la cosa più grave – aggiunge – è stata che tutto è accaduto nella totale indifferenza dei passeggeri e alla mia accesa richiesta di trattare in modo umano i due, mi è stato intimato in modo arrogante di tornare al mio posto perché si trattava di una normale operazione di polizia. Normale? Sono riuscito comunque a rubate una foto. Fate girare e denunciate‘, il messaggio conclusivo.

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