Morta suicida Elda Tamburello, compagna del sindaco Insalaco ucciso dalla mafia

InsalacoLa psicologa Elda Tamburello, 63 anni, molto nota a Palermo, venerdì a tarda sera, si è suicidata gettandosi dal 15simo piano del palazzo che si trova nei pressi di piazza Unità d’Italia, conosciuto come Torre Sperlinga.

Sono intervenuti polizia e vigili del fuoco che hanno recuperato il cadavere finito sulla terrazza del café Nobel.

La donna era stata la compagna dell’ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco, ucciso dalla mafia il 12 gennaio di 25 anni fa. Insalaco fu il primo sindaco a puntare il dito contro Vito Ciancimino e i signori degli appalti. Dopo la sua morte fu trovato un dossier in cui il sindaco accusava diversi esponenti della Dc palermitana e la gestione degli appalti cittadini e un diario con 27 nomi come Dalla Chiesa, La Torre, Mattarella, Terranova e i ministri Mannino e Scalfaro. Ci sono Andreotti, Lima, Mario D’Acquisto, Gunnella, Ciancimino, i Salvo, il conte Cassina, alcuni ex assessori cianciminiani del periodo d’ oro. Con lui la Tamburello aveva una relazione al momento dell’omicidio.

La donna si è lanciata nel vuoto intorno alle 23. In casa con lei c’era il figlio, che però non ha avuto il tempo di intervenire.

Dai primi accertamenti è emerso che la vittima soffriva da tempo di depressione: avrebbe anche lasciato una lettera, il cui contenuto però è noto solo agli investigatori. Per l’omicidio Insalaco il 17 dicembre del 2001 vennero confermati in Cassazione gli ergastoli per Domenico Ganci e Domenico Guglielmini, ritenuti responsabili dell’assassinio. Elda Tamburello all’epoca dell’assassinio fu sentita per pochi minuti da un funzionario di polizia e poi basta. Al tempo Insalaco aveva un piccolo appartamento sopra il negozio di antiquariato che la donna gestiva in via Papireto.

Quirinarie: ecco i dieci nomi fra cui il M5S sceglierà il candidato alla presidenza della Repubblica

candidati_presidente_m5sCome preannunciato via ‘social’ da Beppe Grillo, a mezzogiorno in punto sul blog del leader del Movimento sono apparsi, assieme a un ‘combo’ fotografico, i nomi e i ritratti dei dieci candidati alla carica di presidente della Repubblica selezionati sulla base del secondo voto online degli iscritti al M5S al 31 dicembre 2012 con documenti digitalizzati. Gli aventi diritto al voto, 48.282 persone, hanno votato nel corso della giornata di ieri.

I dieci candidati scelti sono, in ordine alfabetico:

– Bonino Emma
– Caselli Gian Carlo
– Fo Dario
– Gabanelli Milena Jola
– Grillo Giuseppe Piero detto Beppe
– Imposimato Ferdinando
– Prodi Romano
– Rodotà Stefano
– Strada Luigi detto Gino
– Zagrebelsky Gustavo

Nel comunicato non si fornisce alcuna informazione relativa alla ‘classifica’, ovvero sul numero di preferenze ottenute da ciascun candidato selezionato, né sulla suddivisione dei votanti per regione o per genere. Lunedì 15 aprile gli stessi iscritti al M5S potranno votare tra questi nomi il loro candidato al Quirinale, che sarà proposto in aula dai parlamentari del Movimento.

Anche ieri, afferma il blog di Grillo, sono stati effettuati numerosi attacchi al sito, così come nel giorno precedente, durante il quale una ‘anomalia‘ aveva portato all’annullamento del primo scrutinio online. Questa volta, invece, non è stato possibile alterare la validità dei voti.

Subito dopo la diffusione della lista, il vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Nuti, ha rivolto un monito agli iscritti via Facebook: ‘Informatevi sulla Bonino e Prodi, di aspetti negativi ne hanno tantissimi come ha ricordato Travaglio’.

Il professor Paolo Becchi, considerato uno degli ispiratori del movimento, su Twitter: ‘Confesso che avrei preferito un secondo attacco hacker. Se il nuovo che avanza nel M5S è Romano Prodi allora siamo messi male, molto male’.

Ed ecco le perplessità della deputata Giulia Di Vita, stupita dalle scelte emerse dalla consultazione online: ‘Soprattutto perché provenienti dalla Rete. Bastava sfogliare un quotidiano dei tanti per leggere gli stessi identici nomi – scrive su Facebook -. La Bonino e Prodi sono poi espressioni tipiche della sinistra, la sinistra malinconica. Grillo è incandidabile. Dario Fo e Milena Gabanelli hanno già detto di no in svariate occasioni’. Di qui l’appello finale: ‘Usiamola questa rete, per il voto di lunedì prepariamoci per bene su ognuno di essi e poi votiamo con consapevolezza!’.

Richiamo del deputato Giuseppe D’Ambrosio su Facebook: ‘Vorrei avvisare tutti i tifosi del M5S (Avete capito bene…Parlo degli interni) che criticare i nomi che sono usciti dalle quirinarie, vuol dire che non si è capito nulla di quello che rappresentiamo. Il M5S è democrazia diretta dei cittadini, di tutti i cittadini, quindi se quei nomi sono espressione degli stessi, va rispettato il loro volere’.

Manlio Di Stefano, deputato a 5 stelle, ancora su Facebook: ‘Non dirò chi preferisco ma vi esorto a studiare i loro profili ricordando che: Emma Bonino è donna di vecchia politica, Grillo non ha i requisiti del non-statuto, Dario Fo ha già declinato l’invito per problemi fisici e Romano Prodi è un po’ troppo a sinistra per avere la fiducia del Parlamento intero’.

Chi è particolarmente irritato è Vittorio Bertola, capogruppo a Torino del M5S. ‘Se becco chi di voi ha votato Prodi alle ‘Quirinarie’ gli tolgo il saluto! E sappiate che se per caso scegliessimo Caselli poi non potremmo più farci vedere in Valsusa…’, scrive su Facebook facendo riferimento alle contestazioni dei No Tav contro il magistrato per gli arresti di manifestanti in Val Di Susa.

Le idee chiare della deputata Mirella Liuzzi: ‘Lunedì sceglierò uno tra Zagrebelsky e Rodotà’. Lo scrive su Twitter.

Romano Prodi: ‘Io sono fuori’. Quasi a interrompere il flusso di pensieri negativi provenienti dagli esponenti a 5 stelle sul suo conto, Romano Prodi annuncia: ‘Nessuna mia candidatura al Quirinale, io sto semplicemente a guardare’. E, concludendo il suo discorso a un’iniziativa a Lucca, il Professore ribadisce: ‘Per il resto io sono fuori’.

‘Questa si chiama trasparenza e democrazia. Chiunque dovesse vincere le votazioni online, come da nostro regolamento, verrà sostenuto da me e da tutto il gruppo parlamentare del movimento cinque stelle. Benvenuti nel futuro!’. Lo scrive su Facebook Roberto Fico, deputato del Movimento 5 Stelle, commentando i risultati del primo turno delle Quirinarie.

(fonte laRepubblica)

Morto a 67 anni Bigas Luna, il regista di ‘Le età di Lulù’

Spanish Film maker Bigas Luna

Spanish Film maker Bigas Luna (Photo credit: Wikipedia)

Il regista de ‘Le età di Lulù‘, dell’eros, scandaloso e distruttivo, raffinato e visionario con sconfinamenti talvolta nel comico-grottesco Bigas Luna è morto a 67 anni dopo una lunga lotta contro il cancro.

Fino a domenica scorsa il cineasta catalano ha lavorato all’adattamento cinematografico del romanzo di fantascienza ‘Mecanoscrito del segundo origen‘, molto amato in Spagna dove è diventato anche una serie tv. E, il suo ultimo desiderio, come riporta oggi El Pais – citando anche un comunicato secondo il quale il decesso, reso noto oggi, sarebbe avvenuto venerdì nella sua casa di Riera de Gaia, vicino a Terragona, con accanto la moglie e le tre figlie – era che la pellicola fosse finita e dedicata al suo unico nipote, Quim Lu. Sempre per volontà di Bigas Luna, espressa davanti a un notaio, non ci saranno celebrazioni postume.

Il suo capolavoro, ‘Le eta’ di Lulù‘, dal bestseller di Almudena Grandes, ha lanciato nel 1990 la giovane Francesca Neri ma Bigas Luna è stato anche, con il porno soft ‘Bambola’ del 1996, il pigmalione di Valeria Marini che nel film, accompagnato da polemiche e fischiato a Venezia, si strusciava a un’anguilla in una scena rimasta famosa. A livello internazionale si è imposto nel 1992 con il film sul potere distruttivo della gelosia ‘Prosciutto Prosciutto‘ che vedeva nel cast Stefania Sandrelli accanto a una diciottenne Penelope Cruz e a un quasi esordiente Javier Bardem e con cui vinse il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film fa parte della cosiddetta trilogia iberica con ‘Uova d’oro’ con Alessandro Gassman e ‘La teta y la luna‘.

Alla Mostra del Cinema di Venezia, Luna tornò nel 2006 come giurato del festival. Nato nel 1946 a Barcellona, cresciuto nella Spagna della dittatura franchista, Bigas Luna ha lavorato nel campo del design e alla fine degli anni ’60 ha fondato lo studio Gris con Carles Riart. Appassionato di pittura e fotografia e’ attraverso questo sguardo da artista che è approdato al cinema in un dialogo incrociato tra immagini e arte visiva, nella tradizione di Salvador Dalì e Luis Bunuel, testimoniato da antologiche e mostre fra cui ‘Ninots’, realizzata anni fa a Torino alla Marena Rooms Gallery. Il suo primo lungometraggio del 1976 è ‘Tatuaje‘ tratto dall’omonimo racconto poliziesco di Manuel Vazquez Montalban. Le sue tematiche, dal fetiscismo all’erotismo si ritrovano in ‘La chiamavano Bilbao’ del 1978 con cui esordisce al Festival di Cannes, sull’ossessione per una donna che viene violentata e uccisa e Caniche del 1979. Nel 1987 ha realizzato anche una sorta di psico-thriller alla Dario Argento, ‘Angoscia’. Tra i suoi numerosi film ‘Volaverunt‘, tra intrighi di corte e conflitti passionali e nel 2001 l’irrisolta storia d’amore ‘Son de mar‘. Le sue vere passioni, come lo stesso Bigas Luna ha più volte raccontato, sono sempre state “le donne, il cibo e la spiritualità’.

(fonte Ansa)

Omicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari: freddato il boss emergente Giacomo Caracciolese

Giacomo CaraccioleseOmicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari. Giacomo Caracciolese, 32 anni, pregiudicato considerato il boss emergente del quartiere, è stato crivellato di colpi intorno alle 9,30 in via dei Mille, nel quartiere di San Pasquale. L’uomo è stato atteso sotto casa dai killer che gli hanno sparato decine di colpi calibro 7,65 da distanza ravvicinata. Secondo la prima ricostruzione erano due persone in sella a una moto.

La sparatoria è avvenuta nel tratto tra via Nizza e via Michele De Napoli, nel pieno caos del mercato mattutino. Sul posto sono accorsi immediatamente gli agenti della sezione Volanti e la polizia scientifica per i rilievi, oltre agli agenti della squadra Mobile e ai carabinieri del reparto operativo. Una donna, probabilmente una parente della vittima, ha avuto un malore ed è stata soccorsa da un’ambulanza. Il traffico è stato bloccato dagli agenti della polizia municipale, che hanno transennato tutto il tratto della sparatoria e hanno con difficoltà tenuto a distanza la folla dal luogo del delitto. Sul posto, insieme a testimoni e curiosi, anche diversi familiari della vittima, esponenti della criminalità locale. La madre ha tentato a più riprese di avvicinarsi al corpo del figlio, coperto da un lenzuolo, ma le forze di polizia le hanno impedito di guardare il cadavere crivellato.

‘Ne lascerò sette a terra’ ha urlato il padre sotto shock. ‘Gli avevo detto di stare attento’, ha detto un’altra donna tra le lacrime.

Chi ha sparato a Caracciolese aveva un chiaro intento di uccidere. L’uomo è stato raggiunto da una pioggia di colpi, sparati dai sicari che non si sono fatti scrupoli ad agire in pieno giorno e davanti a decine di testimoni. L’agguato è avvenuto davanti a una lavanderia, e tra la gente che in pieno giorno affollava il mercato. Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti del primo atto di una nuova guerra tra clan. Caracciolese era sotto accusa per un omicidio avvenuto proprio in via Dei Mille, quello di Alessandro Marzio, 21 anni. Mentre era stato scagionato per un altro delitto avvenuto nella stessa via: quello di Orazio Porro, freddato tra le bancarelle del mercato nel 2009. Un dato che non può essere una coincidenza. Gli storici avversari dei Caracciolese in città sono i Diomede, rivali per il controllo dei traffici illeciti.  Per gli investigatori, potrebbe aver avuto un ruolo anche nell’omicidio di Cesare Diomede, il figlio del boss di Carrassi ucciso il 28 agosto del 2011 in via Borrelli.

(fonte la Repubblica)

Super confisca alla mafia, oltre un miliardo e trecento milioni sequestrati a prestanome di Messina Denaro

Photofit of fugitive Mafia boss Matteo Messina...

Photofit of fugitive Mafia boss Matteo Messina Denaro (Photo credit: Wikipedia)

Ammontano ad oltre un miliardo e trecento milioni di euro i beni che la Direzione investigativa antimafia sta confiscando in queste ore in Sicilia nei confronti di un unico soggetto. L’operazione, la più cospicua mai effettuata in Italia, ‘colpisce al cuore l’aria grigia di Cosa nostra’.

La mega confisca di beni sta riguardando la Sicilia occidentale, la Lombardia, il Lazio e la Calabria. I sigilli sono stati apposti ai patrimoni riconducibili a Vito Nicastri, 57 anni di Alcamo (Trapani), imprenditore leader nel settore della produzione di energia fotovoltaica ed eolica. Nicastri, coinvolto, dicono gli investigatori, in numerose vicende, anche di rilievo penale, si sarebbe ‘relazionato costantemente con esponenti di Cosa nostra’. Le indagini economico-finanziarie, condotte dalla Dia, hanno consentito, secondo l’accusa, di stabilire che la posizione di vertice nel settore dell’energia alternativa da parte dell’imprenditore è stata acquisita grazie alla ‘contiguità consapevole e costante agli interessi della criminalità organizzata’. Nicastri secondo la Direzione investigativa antimafia ‘attraverso una tumultuosa dinamica degli affari ha intrattenuto rapporti anche con società lussemburghesi, danesi e spagnole’. Per gli inquirenti ‘tale vicinanza ai più noti esponenti mafiosi, ha favorito la sua trasformazione da elettricista a imprenditore specializzato nello sviluppo di impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili, facendogli assumere una posizione di rilievo nelle regioni del Meridione‘.

Vicino a Messina Denaro. ‘Vito Nicastri, l’imprenditore trapanese delle energie rinnovabili colpito da un provvedimento di confisca beni per un valore di un miliardo e 300 milioni, viene ritenuto dalla Dia vicino a esponenti mafiosi collegati con il boss latitante Matteo Messina Denaro. Nel corso delle indagini sono state riscontrate, inoltre, relazioni con i clan che operano nel messinese e nel catanese ed anche con la ‘ndrangheta calabrese, in particolare con le ‘ndrine di Platì, San Luca ed Africo del reggino. La vicinanza dell’imprenditore con il boss trapanese trova riscontro anche nell’interessamento alle vicende imprenditoriali del ‘re’ dell’eolico da parte dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, come testimoniano i ‘pizzini’ scoperti in occasione del loro arresto nel covo di Giardinello (Palermo). Nicastri, che aveva interessi economici anche all’estero, era già stato coinvolto nel passato in alcune inchieste antimafia. In particolare nell’operazione ‘Eolo’, che aveva svelato il coinvolgimento di cosa nostra nel lucroso affare della realizzazione delle centrali eoliche in provincia di Trapani, la zona controllata proprio da Matteo Messina Denaro. La confisca record dei beni all’imprenditore si aggiunge agli ultimi sequestri della Dia nel trapanese, che mirano a fare ‘terra bruciata’ attorno al superboss. Il provvedimento contiene anche l’applicazione della misura di prevenzione personale nei confronti di Nicastri, al quale è stata inflitta la sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di residenza (Alcamo), per la durata di tre anni.

‘La maxiconfisca fatta dal tribunale di Trapani del patrimonio dell’imprenditore Vito Nicastri conferma l’enorme giro d’affari costruito dalla mafia sull’eolico. Un business che ha alimentato il sistema criminale e di potere di Cosa nostra. Da qualche anno la musica è cambiata nel settore delle energie alternative, la Regione Siciliana sta facendo un importante lavoro di controllo e pulizia che va portato fino in fondo’. Lo dice il senatore Giuseppe Lumia. ‘Adesso – aggiunge – è fondamentale che lo Stato sia capace di garantire, nel più breve tempo possibile, il riuso sociale e produttivo di questi beni. Col riuso, infatti, la società civile si riappropria del maltolto e lo trasforma in risorsa di legalità e sviluppo per il territorio’.

Port Said: pena di morte per 21 tifosi, assaltata la sede di Federcalcio

scontri_cairo_egitto-405x270La corte d’appello ha confermato la pena di morte per impiccagione per 21 tifosi coinvolti negli scontri dell’anno scorso allo stadio di Port Said, in Egitto, in cui rimasero uccise 74 persone. Altri cinque sono stati condannati all’ergastolo. Il tribunale ha inoltre condannato l’ex responsabile della sicurezza di Port Said, il generale Essam Samak, a 15 anni di carcere per le sue responsabilità nei disordini che sfociarono nella strage allo stadio. Altri 10 imputati sono stati condannati a pene detentive di 15 anni. Altri 28 imputati a vario titolo sono stati invece prosciolti dai giudici. Sono invece stati assolti alcuni poliziotti e responsabili del club Port Said.

Per emettere la sentenza, la corte si è riunita al Cairo per motivi di sicurezza visto che dopo le sentenze di primo grado, lo scorso gennaio, Port Said è stata teatro di scontri tra polizia e famiglie degli imputati con un bilancio di una quarantina di morti. Da allora si sono verificati diversi scontri violenti con la polizia. Anche alla vigilia della pronuncia di secondo grado, migliaia di manifestanti, solidali con i tifosi imputati, sono scesi in strada per protestare. Diversi civili sono morti a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine. Le manifestazioni si sono saldate alle proteste contro il presidente Mohammed Morsi.

Un manifestante è rimasto ucciso durante gli scontri con la polizia a piazza Tahrir, al Cairo. La vittima ‘è morta asfissiata’ sull’ambulanza mentre veniva trasportata in ospedale dopo aver respirato gas lacrimogeni sparati dalle forze dell’ordine per bloccare il lancio di pietre da parte dei manifestanti. Tra le vittime c’è anche un bambino di 8 anni. I feriti sarebbero almeno 65.

Gli ultras dell’Ahly hanno dato alle fiamme il circolo della polizia nella capitale egiziana. Assaltata anche la sede della Federcalcio egiziana. Il capo dei vigili del fuoco del ministero degli Interni Abdel-Aziz Tawfiq ha fatto sapere che alle auto dei pompieri è stato impedito di raggiungere gli edifici in fiamme. Nella mattinata di sabato un gruppo di manifestanti ha tolto gli ormeggi a dei motoscafi utilizzati per i collegamenti nel Canale di Suez con l’obiettivo di ostacolare la navigazione delle altre imbarcazioni. La polizia militare ha recuperato cinque di questi motoscafi e li ha riportati nel molo di Port Said. Circa 2.000 persone hanno invece bloccato i traghetti in partenza dalla città. Nel pomeriggio la circolazione nel canale è ripresa regolarmente.

Di fronte all’intensificarsi della protesta, l’esercito egiziano ha schierato propri carri armati nel centro del Cairo per garantire la sicurezza davanti alla sede del governo e al Consiglio della Shura, l’equivalente del Senato.

I fatti che sono alla base del processo risalgono al 28 gennaio del 2012 a Port Said, a seguito della partita tra la squadra locale di Port Said, il Masri e la rivale cairota dell’Ahly. Dopo il fischio finale della partita, i tifosi del Masri invasero il campo attaccando i giocatori dell’Ahly e inseguendoli fin dentro gli spogliatoi. In strada si scatenò la guerriglia, che contagiò presto anche la capitale Cairo. Intervenne la polizia e la repressione fu durissima.

(fonte Corsera)

Bersani sì dalla direzione, ecco gli 8 punti del cambiamento

bersani direzioneE’ stata approvata con un voto di astensione la relazione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani alla Direzione nazionale. Il leader del Pd durante la sua replica finale alla direzione del partito ha ribadito il suo no a una possibile alleanza col Pdl. La direzione Pd ha esaminato solo una ‘ipotesi A’, dopodiché c’è il presidente della Repubblica che ha delle prerogative e il Pd ‘valuterà’ ciò che dirà il capo dello Stato, ma di sicuro non è pensabile un governo col Pdl, ha detto Bersani che oggi ha lanciato la sua sfida in otto punti. ‘Da questa riunione di ipotesi B non ne sono venute, è venuta una iniziativa A. Dopodiché, è legittimo vedere le difficoltà, non è proibito. Dico io stesso: è un sentiero molto stretto, o lo si supera e si comincia con un governo che cambi davvero le cose, o almeno questo sentiero lo si sgombrerà dalla nebbia’.

Il numero uno del Pd si è anche detto ‘assolutamente disponibile’ a rivedere il sistema di finanziamento ai partiti, purché si parli anche di ‘trasparenza’. ‘Noi dichiariamo l’assoluta disponibilità a un superamento dell’attuale sistema del finanziamento pubblico ai partiti, lo mettiamo in connessione con alcune altre norme sulla trasparenza e il funzionamento democratico dei partiti’ ha aggiunto.

Poi Bersani ha commentato anche in questa occasione l’esito elettorale, spiegando che ‘il colpo c’è nella delusione per il risultato elettorale e anche perché ci consegna una situazione di difficile governabilità, da questo senso di colpa cerchiamo di liberarci, perché se non la diamo noi certo non la danno altri questa benedetta governabilità’.

‘La discussione di oggi – ha proseguito – ha testimoniato una forte capacità di reazione, ed è stata molto centrata giustamente sul tentativo di analizzare un fenomeno radicalmente nuovo che è emerso in queste elezioni: il dato del M5S non ha precedenti, un movimento che penetra trasversalmente’ l’elettorato.

E Beppe Grillo, intanto, dal suo blog ha già replicato agli 8 punti elencati da Bersani. ‘Pdl e pdmenoelle hanno più punti programmatici in comune tra loro’ di quelli che ‘Bersani dice di avere con il M5S, lui dice 8’ si legge nella colonna del ‘commento’, firmato da Ernesto.

‘Entrambi vogliono la TAV – elenca il sito grillino – entrambi sono per il MES, entrambi per il Fiscal Compact, entrambi per il pareggio di bilancio, entrambi per le ‘missioni di pace’, entrambi per l’acquisto degli F-35, entrambi per lo smantellamento dell’art.18, entrambi per la perdita della sovranità monetaria, entrambi per il finanziamento della scuola privata, entrambi per i rimborsi elettorali’.

‘Quanti punti programmatici comuni ho trovato – osserva Ernesto – così su due piedi? DIECI. Ne hanno più loro che quello che afferma Bersani con il M5S (lui dice 8). Non per niente hanno governato per un anno e più insieme’.

La contro risposta direttamente dal network del Pd non tarda ad arrivare. ‘Blog @beppe_grillo pubblica falsità su posizioni Pd.Un modo per scappare. Ecco le nostre proposte:su queste cosa dite? http://t.co/RWY1Ji5Zt2 (follow @PdNetwork).

Ed ecco gli otto punti programmatici.

1) Fuori dalla gabbia dell’austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’Eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione.

2)  Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro.
–  Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa.
–  Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.

–  Programma per la banda larga e lo sviluppi dell’ICT.

–  Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.

–  Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
–  Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d’inserimento.
–  Salvaguardia esodati.
–  Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
–  Riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
–  Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.

3) Riforma della politica e della vita pubblica.
–  Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
–  Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
–  Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
–  Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
–  Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento.
–  Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.

4) Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità.
–    Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
–    Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
–    Nuove norme sulle frodi fiscali.

5) Legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi. 
Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.

6) Economia verde e sviluppo sostenibile.
–    Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
–    Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
–    Piano bonifiche.
–    Piano per  lo sviluppo delle smart grid.
–    Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.

7) Prime norme sui diritti.
–    Norme sull’acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia.
–    Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
– Legge contro il femminicidio.

8) Istruzione e ricerca.
–    Contrasto all’abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.
–    Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
–    Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.

‘Queste proposte, che non sono ovviamente esaustive di un programma di governo e di legislatura, ma che segnano un primo passo concreto di cambiamento – precisa il segretario del Pd – vengono sottoposte a una consultazione sia riferita alle priorità sia ai singoli contenuti. A questo fine verranno messi in rete l’elenco delle proposte e, via via per ogni singolo punto, i relativi progetti di legge o le specificazioni di dettaglio in modo da consentire una partecipazione attiva alla elaborazione e all’arricchimento dei contenuti’.

http://www.partitodemocratico.it/

E’ morto Stéphane Hessel, l’autore di ‘Indignatevi!’

el-grito-de-guerra-de-stephane-hessel-llega-a-espana.thumbnailStéphane Hessel autore di Indignatevi! è morto nella notte tra il 26 e il 27 febbraio all’età di 95 anni.

Hessel era nato a Berlino nel 1917 da una famiglia ebraica. Aveva partecipato alla resistenza francese e dopo la guerra aveva lavorato alle Nazioni Unite, ed era stato uno dei principali redattori della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Nel 2010 aveva pubblicato Francia il pamphlet Indignatevi!, un appello all’indignazione globale tradotto in tutto il mondo e diventato un fenomeno editoriale, vendendo più di due milioni di copie.

Hessel voleva rivolgersi soprattutto ai giovani, invitandoli a occuparsi di una causa civile: ‘Cercate e troverete, le cause per indignarsi sono molte’, aveva scritto nella sua esortazione a indignarsi ma soprattutto a impegnarsi per una società migliore: ‘L’interesse generale deve prevalere sull’interesse particolare, l’equa distribuzione delle ricchezze create dal mondo del lavoro prevalere sul potere del denaro’, si legge ancora nel libro.

Nel 2011 Hessel era stato invitato come ospite all’evento della Biennale Democrazia di Torino, dove aveva incontrato i giovani delle associazioni del territorio. Ecco un messaggio che aveva lasciato:

(Fonte Internazionale)

Caso Pistorius: spunta la pista del rivale in amore

English: Oscar Pistorius during 2011 World cha...

English: Oscar Pistorius during 2011 World championships Athletics in Daegu (Photo credit: Wikipedia)

Un rivale in amore che avrebbe scatenato la rabbia omicida di Oscar Pistorius, il campione paralimpico accusato dell’omicidio della fidanzata la notte del 14 febbraio. Questa la pista su cui starebbero lavorando gli investigatori, secondo quanto sostengono diversi media sudafricani. In base alle indiscrezioni, Pistorius negli ultimi tempi aveva manifestato una forte gelosia nei confronti di Mario Ogle, cantante 24enne sulla cresta dell’onda, che aveva partecipato insieme a Reeva Steenkamp al reality Tropika Island of Treasur, una sorta di Isola dei famosi sudafricana.

Secondo la testimonianza di un’amica e collega di Reeva, Pistorius non voleva che la fidanzata partecipasse allo show insieme al cantante nonostante le rassicurazioni della ragazza, che in più occasioni gli aveva garantito che con Ogle era nata ‘una semplice amicizia’. Nelle ultime ore Ogle ha ritwittato sul proprio profilo un video tratto da Youtube nel quale si vede Reeva giocare con dei delfini durante l’esperienza al reality.

Nel frattempo lo zio di Oscar Pistorius, Arnold, ha rivelato che l’atleta paralimpico è “stordito dallo shock e dal dolore”. “Come potete immaginare – si legge in un comunicato – la nostra famiglia è sotto shock, innanzitutto per la tragica morte di Reeva che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare negli ultimi mesi”. Lo zio di Pistorius, inoltre, ha rivelato che Oscar e Reeva avevano dei progetti di vita insieme.

(fonte il Sole24ore)

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