Il 25 aprile in tutta Italia: Napolitano, ‘la memoria è fondamentale, impariamo dalla Resistenza’

25aprile_napolitano_corona_altare_patriaAd aprire la giornata di commemorazioni – per il 68esimo anniversario della Liberazione – è stato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano che accolto con un grande applauso della folla, ha deposto la corona all’altare della Patria a Roma. Una cerimonia sobria davanti a tutte le autorità civili, politiche e militari; erano presenti, i presidenti di Camera e Senato, Grasso e Boldrini, il presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Al termine della cerimonia, prima di lasciare piazza Venezia per dirigersi in via Tasso, dove ha inaugurato il nuovo allestimento che ricorda le vittime delle torture naziste, Napolitano ha salutato le associazioni dei militari in congedo che lo hanno ringraziato per aver nuovamente accettato l’incarico di Capo dello Stato. ‘Nei momenti cruciali per il Paese in tempo di crisi la memoria è fondamentale. Venendo in posti come questi, c’è sempre molto da imparare sul modo di affrontarli: serve coraggio, fermezza e senso dell’unità, che furono decisivi per vincere la battaglia della resistenza‘, ha detto lasciando il Museo della Liberazione dove è stato accolto da un coro di bambini che ha cantato per lui ‘Bella Ciao‘ e l’Inno nazionale.

Grasso contestato. A Marzabotto, teatro della strage che si consumò nel settembre del 1944 con l’uccisione da parte delle milizie nazifasciste di 800 persone per rappresaglia contro i partigiani della Brigata Stella Rossa, è stato contestato il presidente del SenatoPietro Grasso. ‘Accetto la contestazione – ha detto Grasso – però dopo dobbiamo sbracciarci insieme per costruire qualcosa’.

Molti i politici mobilitati per le manifestazioni, in tutta Italia. Compresi i parlamentari del M5S, che hanno però deciso di essere presenti alle cerimonie come semplici cittadini, non in prima fila né sui palchi. ‘Penso che siano atteggiamenti di elitarismo, di chi si vuole sempre distinguere’, ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Toni provocatori invece per Grillo che sul suo blog ha commentato: il 25 aprile è morto, scrive. ‘Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto’, si legge nel lungo post dedicato all’anniversario della Liberazione, che conclude: ‘Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere’.

I Cinque Stelle sono rimasti nei cortei, tra la gente. Quasi tutti. A Reggio Emilia, accanto al presidente dell’Anci e sindaco della città Graziano Delrio, c’erano anche le due parlamentari del Movimento di Reggio, Maria Edera Spadoni (deputato) e Maria Mussini (senatore). ‘Siamo qui contro il governo dell’inciucio, la nuova resistenza siamo noi’, ha spiegato la senatrice Mussini. ‘I nuovi partigiani siamo noi. Non in quanto parlamentari ma come cittadini che vogliono partecipare’, ha aggiunto.

Come stabilito invece Roberta Lombardi che, zaino sulle spalle, ha assistito alla cerimonia in mezzo alla gente. ‘La liberazione vera’, ha detto Lombardi, ‘sarebbe la liberazione dagli inciuci, dalla vecchia politica, dai partiti. Quanti morti per questo Paese e quanta indegna classe politica che sta facendo finta di ricordare quei morti. E’ una cosa che fa male’. Con lei a piazza Venezia anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e Roberto Fico.

Questa mattina, in una pausa delle consultazioni in corso alla Camera dei Deputati con le rappresentanze parlamentari, invece il Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, si è recato in visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine. ‘Ho sentito il bisogno, la necessità – ha detto – di rendere omaggio alla memoria di quanti si sono battuti e sacrificati per la liberazione dell’Italia e per la democrazia’.

Roma è stata movimentata da una serie di manifestazioni, maratone e strade chiuse per le biciclette dalla mattina a mezzanotte. I partigiani dell’Anpi hanno sfilato dal Colosseo al Campo Boario. Pedalate nei luoghi storici della Resistenza e cortei di studenti.

Milano il tradizionale corteo da porta Venezia a piazza Duomo e la successiva manifestazione sono state chiuse dall’intervento di Boldrini, che ha tenuto un’orazione commemorativa anche a Genova. In piazza Duomo, dietro lo striscione dell’Anpi, la presidente della Camera in ha cantato ‘Bella Ciao’ insieme agli ex partigiani.

Il 25 aprile ‘non è solo memoria, ma attualità’, ha sottolineato l’Arci, che assieme all’Associazione nazionale partigiani ha organizzato iniziative in tutta Italia. A Bologna organizzati molti eventi, dalle camminate in varie zone della città, alla deposizione delle corone.

In Sicilia, lo striscione dell’Anpi ha aperto la ‘marcia per la libertà’ con la scritta: ‘Noi siamo partigiani della Costituzione”. Prima il ricordo, al Giardino Inglese, dei martiri di Cefalonia, con il sopravvissuto Giuseppe Benincasa, il coordinatore dell’Anpi Ottavio Terranova e il sindaco Leoluca Orlando. Sulle note di un violino sono rievocati i nomi del caduti. Sventolano le bandiere partigiane, dei sindacati, dei partiti di sinistra e dei ‘No-Muos‘ che a Niscemi, invece, oggi presidiano la base. Sessantotto anni dopo la Liberazione, 120 dopo i Fasci siciliani. Per tutta la giornata comitati, famiglie e mamme No Muos hanno deciso di occupare l’area con dibattiti, passeggiate lungo i sentieri vicini e mostre. Di ieri la notizia che il ministero della Difesa ha impugnato davanti al Tar Palermo la revoca da parte della Regione delle autorizzazioni relative al Muos.

In Toscana è stato Matteo Renzi a prendere la parola, questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per commemorare il 68° anniversario della Liberazione.  “Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare”, ha detto a Firenze parlando dell’incarico affidato a Enrico Letta. “Io e all’amministrazione fiorentina saremo al suo fianco per mettere fine ad una delle pagine più brutte inconcludenti della nostra storia”.

Il sindaco, come era già successo nel 2010, ha scelto di intervenire in prima persona, senza affidare l’orazione ufficiale del 25 aprile a un ospite illustre come era avvenuto, negli anni passati, col giudice della Corte costituzionale Paolo Grossi (2012), il cardinale Silvano Piovanelli (2011), l’allora presidente della Regione Claudio Martini (2009) o la presidente di Libertà e Giustizia Sandra Bonsanti (2008).

Parma la giornata di eventi è iniziata con il corteo ufficiale e la deposizione delle corone ai monumenti al Partigiano e ai Caduti, il discorso delle autorità in piazza Garibaldi, per concludersi con il concerto: sul palco Meg (ex 99 Posse), Maria Antonietta e la band spagnola Pegatina.

Torino duemila persone hanno sfilato da piazza Arbarello, per via Cernaia fino a piazza Castello per la fiaccolata del 25 aprile. Il sindaco Piero Fassino in testa, insieme all’assessore comunale alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, e il consigliere regionale del Pdl Giampiero Leo. Tra la folla, le bandiere di Cgil, Cisl, Uil, No Tav e ancora, Anpi, Pd e Fiom. In corteo anche tante famiglie con bambini. Durante il suo discorso il sindaco è stato contestato e  interrotto dai fischi di un gruppo di antagonisti che hanno anche esposto cartelli di protesta.

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