Jeff Bauman, l’eroe di Boston

Carlos with Jeff Bauman Jr 72.previewSeduto sulla sedia a rotelle, il volto insanguinato, le gambe maciullate dall’esplosione. La foto di quel ragazzo americano, terrificante, è diventata il simbolo dell’attacco terroristico alla maratona di Boston.

Quel giovane non è solo il ragazzo che ha mostrato al mondo l’atrocità del folle gesto di due fratelli ceceni in uno dei primi scatti inviati ai giornali di tutto il mondo. Jeff Bauman, 27 anni, su un letto della terapia intensiva ha avuto la forza di chiedere un foglio e una penna e appuntare una frase che per l’Fbi è stata fondamentale per rintracciare i terroristi: “ragazzo con il cappellino, l’ho visto, alla mia destra”. Le forze dell’ordine hanno cercato tra le foto il sospetto: Tamerlano Tsarnaev.

La foto virale, simbolo della strage di Boston.
Il volto del Bauman, il suo corpo straziato nell’immagine dell’Associated press hanno fatto il giro del web. Mancavano 15 minuti alle 3, Bauman stava aspettando che la ragazza completasse il percorso: ha visto un ragazzo con occhiali da sole e cappellino il cappellino bianco lasciare uno zaino a terra, quello stesso zaino contenente la bomba artigianale che da lì a poco si sarebbe trasformata in una deflagrazione devastante.

Gli amici di Bauman hanno lanciato sul web una colletta per aiutare il giovane a sostenere le spese mediche: attraverso il sito GoFoundMe sono stati raccolti oltre 360mila dollari, più di diecimila persone hanno donato. Bauman lavorava da tre anni presso la Costco e i colleghi hanno inviato una e-mail che in poco tempo è diventata virale, molto di più di quella foto raccapricciante. I colleghi raccontano che quel ragazzo, quello con le gambe maciullate, che viene soccorso da un uomo con il cappello da cowboy è Jeff, è il loro collega quell’uomo ritratto in una delle prime foto diffuse.

Anche il web viene in auto con la pagina Facebook Supportjeffandfamily dove si racconta l’affetto di amici, ma anche persone estranee che vanno a trovare il giovane. Tra loro ci sono anche l’attore Bradley Cooper e il giocatore di football del New England Patriot Julian Edelman che su Twitter ha scritto: ‘Visited #survivor #stud #hero Jeffrey Bauman Jr. today. He was looking great and is a true inspiration. #strong’.

Tramite la sua pagina Facebook, il padre ha fatto sapere: ‘Grazie a tutti per i pensieri e per le preghiere: sfortunatamente mio figlio si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato’.

Il cowboy eroe. A soccorrere subito Jeff è stato l’uomo che nella foto indossa un cappello da cowboy. Anche lui è diventato un eroe. Si chiama Carlos Arredondo, ha 52 anni, è di origine costaricana, ed è un pacifista molto noto negli Stati Uniti. Era alla maratona come volontario della Croce Rossa. «Ho saltato il nastro dopo le prime esplosioni, e ho visto un lago di sangue, persone che avevano perso gli arti», ha raccontato alla Abc. Arredondo ha aiutato Jeff, ha cercato di fermare la grave emorragia per l’arteria femorale. ‘Gli dicevo “Resta con me, resta con me”. Arrendondo ha perso due figli: il primo in Iraq, il secondo si è suicidato, sconvolto per la morte del fratello. Il cowboy eroe tentò di uccidersi dandosi fuoco. Riuscì a salvarsi e da quel giorno gira l’America con il suo camper per protestare contro le guerre.

Le altre vittime. I giornali americani esaltano la raccolta fondi fatta per Bauman spiegano che i feriti sono 176 e che per le loro cure serviranno circa 9 milioni di dollari. Molte vittime resteranno in terapia intensiva per settimane e, scrive la Nbc News, le cure possono costare anche centinaia di migliaia di dollari. Le protesi per 14 deli feriti che hanno ricevuto amputazioni possono costare fino a fino a 50.000 dollari.

(fonte il Mattino)

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