Colle: la volata è Amato, D’Alema, Marino. Bersani e Berlusconi a colloquio

berlusconi-bersani-okGiuliano Amato, Massimo D’Alema e Franco Marini. Si gioca tra questi tre la volata per il Quirinale. Pier Luigi Bersani ha presentato oggi in un colloquio telefonico a Silvio Berlusconi la rosa dei candidati al Colle.

Dalla lista, composta da più nomi, le personalità prese in considerazione dal Cavaliere sarebbero Amato, D’Alema e Marini. Si fanno quindi sempre più insistenti le voci secondo cui Pd e Pdl sarebbero vicini all’intesa per l’elezione del successore di Giorgio Napolitano.

Le trattative sono continue. L’ufficio di presidenza del Pdl inizialmente previsto per questa mattina alle 11 è rinviato a questa sera. E anche in casa Pd slittano gli appuntamenti previsti per oggi. Sembra quindi sempre più improbabile che il Pd decida di convergere sul nome di Rodotà per rispondere all’apertura di Grillo. E si allontana anche l’ipotesi – temuta dal partito di Berlusconi e dallo stesso ex premier – dell’elezione di Romano Prodi al quarto turno. E sul Professore arriva anche l’altolà dei montiani. ‘Sul suo nome non abbiamo nessun problema, ma non ce la farà’ perché non gode di una ‘maggioranza ampia’ mentre ‘noi spingeremo fino in fondo perché ci sia un nome che trovi d’accordo anche il Pdl’ e ‘il consenso ampio è un fattore indispensabile’, spiega il coordinatore Andrea Olivero.

Sono ore cruciali. La via maestra resta quella di un’intesa tra Pd e Pdl che, con i voti anche di Scelta civica, incoroni il successore di Giorgio Napolitano con la maggioranza dei due terzi dei grandi elettori. Giuliano Amato e al momento tra i più quotati,seguito da Massimo D’Alema. Tant’è che su di essi in queste ore ragionano anche gli altri partiti (Scelta civica direbbe sì ad Amato; la Lega non pone veti su D’Alema, mentre al presidente della Treccani dice no). I due nomi, ai quali in ambienti Pd si continua ad affiancare anche quello di Franco Marini, saranno nella rosa che Bersani presenterà a Berlusconi. Ad ogni modo, se anche si riuscisse a trovare un’intesa su un nome, spiegano in ambienti parlamentari, non è detto che la convergenza si trasformi in un’elezione in uno dei primi tre scrutini, anche se il tentativo sarà proprio questo. Si teme infatti che la soglia dei due terzi si trasformi in una trappola per l’azione di ‘franchi tiratori’.

Nulla di fatto anche sul fronte Pd-M5S. L’incontro per il momento non è in programma. ‘No. O forse sì. E’ una situazione in divenire, chissà…’, risponde il capogruppo del Movimento cinque stelle in Senato, Vito Crimi. ‘La nostra posizione è nota, abbiamo deciso di votare Milena Gabanelli. Incontrarci per ribadire le solite cose mi sembra un esercizio inutile’. Crimi spiega che ‘è anche una forma di rispetto per il Pd perché riunirci per raccontarci le stesse cose mi pare anche ingeneroso’. Però con i capigruppo del Pd al Senato e alla Camera ‘ci incontriamo spesso anche nei corridoi’, ‘insomma la possibilità di chiacchierare la troviamo sempre, potrebbe pure non esserci bisogno di una riunione ufficiale’. Infine, conclude Crimi, ‘se dovesse esserci una riunione potremmo pure vederci oggi alle 18, alle 21, forse anche domattina presto’. La Gabanelli, indicata come candidato dei Cinque Stelle, non ha ancora dato la risposta definitiva. Lo farà oggi. E intanto Grillo si scaglia contro Bersani, ‘responsabile del suicidio di Stato’.

La Lega intanto fa sapere che voterà un proprio candidato al Colle. Il Carroccio conferma che sarà una donna come già anticipato ieri da una nota dei capigruppo di Camera e Senato. Il nome dovrebbe essere ufficializzato già stasera dal segretario Roberto Maroni e, secondo quanto si apprende, potrebbe essere quello di Manuela Dal Lago, ora candidata sindaco di Vicenza alla guida di una lista civica. Sessantacinque anni, già deputata della Lega Nord, Manuela Dal lago è di Vicenza ed è laureata in Scienze Geologiche. Nella scorsa legislatura è stata presidente della commissione Sviluppo e Attività Produttive della Camera, ed è stata componente, con Maroni e Calderoli, del triumvirato nominato dal consiglio federale che ha traghettato il partito al congresso.

(fonte laStampa)

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