Sel apre ai grillini dissidenti, ma è soltanto uno scherzo radiofonico

Francesco-Campanella-M5SCommedia degli equivoci tra due senatori del Movimento cinque stelle e il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola. ‘Ci ha offerto di passare nelle file di Sel in caso fossimo espulsi da Grillo’ dopo aver votato ed ammesso di averlo fatto, Pietro Grasso presidente del Senato, hanno raccontato prima Francesco Campanella e poi Mario Michele Giarrusso. Tutto falso, è la replica irata del governatore della Puglia che pretende delle scuse e in caso contrario minaccia querele. In realtà grillini e Sel sono stati vittima di uno scherzo della ‘Zanzara’, programma di Radio 24 che varie volte ha messo a segno prese in giro di politici. A chiamare era un imitatore che, spacciandosi per Vendola, dichiarava che le porte di Sel erano aperte ai grillini dissidenti.

Il botta e risposta M5S-Sel è andato avanti per un po’: tutto infatti è iniziato lunedì sera quando il senatore Campanella ha raccontato su Facebook di essere stato contattato da Vendola e di essere ‘profondamente offeso’ per le offerte ricevute, aggiungendo un secco: ‘Io non sono in vendita’. Non passa molto che arriva la risposta del governatore della Puglia, che definisce farneticazioni le parole del senatore invitandolo ad ‘appurare’ quanto accaduto e a chiedergli scusa. Altrimenti, dice Vendola, porterà il senatore grillino in Tribunale.

Ma ad equivoco si aggiunge equivoco e così questa mattina non solo un altro senatore (Giarrusso) dichiara di aver ricevuto le stesse offerte da Sel ma lo stesso Campanella, pensando di poter così chiudere la vicenda, spiega di aver ricevuto una telefonata di chiarimento da parte di Vendola . ‘Siamo ben oltre il ridicolo – fa sapere però poco dopo l’ufficio stampa di SelVendola non ha mai parlato con il senatore Campanella. È ora che qualcuno chieda scusa e concluda questa sceneggiata grottesca’. Richiesta che sarà esaudita nel pomeriggio dal programma autore dello scherzo.

‘Di fronte alla impenetrabilità dei parlamentari Cinque Stelle, abbiamo pensato che fosse necessario inventarsi qualcosa. E ieri abbiamo pensato a questo scherzo’, racconta Giuseppe Cruciani, conduttore de ‘La Zanzara‘. ‘La telefonata di ieri non l’abbiamo mandata in onda, perché c’era poco – spiega – . Noi volevamo qualcuno che cedesse alle lusinghe. Se Campanella non si fosse esposto su Facebook, probabilmente non avremmo mandato in onda la telefonata neanche oggi. Certo, ci è cascato. Quando il finto Vendola gli chiede di mantenere la telefonata riservata, lui, in nome della trasparenza, dice che questa cosa gli crea un po’ di problemi’. Per Cruciani l’unico errore di Campanella ‘è stato quello di non fare verifiche. Qui c’è l’ingenuità’. Il conduttore spiega che non ha invece contattato l’altro senatore dei Cinque Stelle, Michele Giarrusso, che ha denunciato un’altra telefonata di Vendola, anche questa smentita dal leader di Sel. E su Twitter è nato l’hashtag #mihachiamatovendola.

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