Si insedia il nuovo Parlamento, scattano le ordinanze per Tedesco e Cosentino

cosentino-large (1)Scaduta l’immunità parlamentare, l’ex senatore pugliese del Pd Alberto Tedesco è stato arrestato questa mattina dai carabinieri di Bari che hanno eseguito le due ordinanze di custodia cautelare emesse nel 2011 e mai applicate perché l’arresto era stato respinto per due volte dal Senato.

Tedesco è accusato di essere referente di un’associazione per delinquere che tra il 2005 e il 2009 avrebbe truccato nomine e appalti nel mondo della sanità pugliese. Secondo l’accusa, Tedesco, già rinviato a giudizio, avrebbe fatto parte di una rete che era in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari e economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso il Tedesco in occasione delle competizioni elettorali.

La prima volta il 23 febbraio 2011 i magistrati baresi avevano chiesto al Senato l’autorizzazione a procedere all’arresto di Tedesco (all’epoca dei fatti assessore alla Salute), ma l’istanza fu rigettata da Palazzo Madama il 20 luglio 2011. Poi l’8 agosto 2011 il Tribunale del Riesame di Bari accolse l’appello dei pm riconoscendo carico del senatore anche il reato di associazione per delinquere e la Cassazione confermò la misura cautelare. Gli atti furono inviati nuovamente al Senato con una nuova richiesta di arresto. Ma nel febbraio 2012 arrivò il secondo ‘no’. L’esecuzione delle due ordinanze è rimasta sospesa fino ad oggi, quando è scaduto il mandato parlamentare di Tedesco, da stamattina agli arresti domiciliari. Tedesco dunque non è più parlamentare ed ha perso l’immunità. L’ex senatore non ha mai chiesto la revoca delle due ordinanze, probabilmente lo farà nei prossimi giorni.

Inoltre, Nicola Cosentino, ex coordinatore campano del Pdl ed ex parlamentare, si è consegnato al carcere di Secondigliano questa mattina, accompagnato dai suoi avvocati, Stefano Montone e Agostino De Caro. E’ destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, provvedimenti rimasti sospesi negli anni scorsi, per via del no delle Camere all’autorizzazione all’arresto, di recente riconfermati dai giudici del Tribunale dinanzi a cui pendono i due procedimenti e diventati eseguibili oggi con l’insediamento del nuovo Parlamento e la perdita, per Cosentino che per volere del suo partito non si è ricandidato, delle immunità.

L’ormai ex parlamentare è in attesa che gli vengano notificate le due ordinanze di custodia cautelare emesse nei suoi confronti negli ultimi anni, l’una per concorso esterno in associazione camorristica, l’altra per corruzione e reimpiego illecito di capitali, aggravati dall’aver agito per agevolare il clan dei Casalesi.

Intanto il tribunale del Riesame ha fissato per il prossimo 21 marzo entrambe le udienze nelle quali si discuterà la richiesta di revoca delle misure cautelari presentate dagli avvocati: qualora fossero accolte, l’ex parlamentare potrebbe tornare in libertà tra meno di una settimana.

Nel pomeriggio sarà fissata, invece, la data dell’interrogatorio di garanzia al quale Cosentino dovrà essere sottoposto nell’ambito dell’inchiesta ‘Il Principe e la scheda ballerina’, nella quale è accusato di corruzione e reimpiego illecito di capitali aggravati: si sarebbe speso per la realizzazione di un centro commerciale nel Casertano in cui secondo l’accusa il clan dei Casalesi voleva investire proventi illeciti. Cosentino dovrà rispondere alle domande del gip Egle Pilla, che emise l’ordinanza di custodia. Per il prossimo 27 marzo è fissata l’udienza di questo processo. Il 18 Cosentino potrebbe essere in aula per l’udienza del primo processo in corso a S. Maria Capua Vetere, nel quale è accusato di concorso esterno in associazione camorristica.

Aggiornamento

La Guardia di Finanza ha notificato all’ormai ex senatore del Pdl Sergio De Gregorio, nella sua abitazione romana, un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Al centro, la vicenda della presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. L’ex senatore dell’Italia dei valori poi passato con il Pdl è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, emissioni e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, violazione della legge fallimentare per aver ottenuto indebitamente fondi statali per l’editoria che in realtà non erano dovuti.

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