Al via la 17esima legislatura: si vota alla Camera e in Senato

apriscatole-grillo parlamentoDoppia ‘fumata nera’ alla Camera e al Senato per l’elezione dei presidenti delle Assemblee. Le seconde votazioni saranno nel pomeriggio. Al Senato le schede bianche sono state 246, le nulle 4. Orellana ha ottenuto 52 voti su 53 senatori del M5S. Alessandra Mussolini ha ottenuto 3 voti, Sibilia 4, Compagna 2, Colombo 1, Scilipoti 1. Alla Camera è in corso la seconda votazione: il quorum è la maggioranza dei due terzi, considerando anche le schede bianche. Al Senato si ricomincerà alle 16.

Prende il via, oggi , la 17esima legislatura, con le prime due votazioni per scegliere i presidenti di Camera e Senato. Terminate con un nulla di fatto. Non c’è accordo tra le forze politiche. Sia il Pd che il Pdl votano scheda bianca. Quanto a Beppe Grillo ripete che ‘Non posso raggiungere alcun accordo con il partito di Bersani o di Berlusconi’. Questa volta lo ha detto Beppe Grillo alla televisione pubblica tedesca Ard. ‘I partiti classici non hanno capito cosa è accaduto. Parlano di alleanze, compromessi. Ma tutto questo esiste sempre meno. I cittadini vanno in rete, si informano e scambiano le informazioni’.

A Montecitorio stamane la seduta è iniziata con un lungo applauso al nuovo papa Francesco. Su invito del presidente di turno, Antonio Leone, tutti i deputati si sono alzati in piedi, senza eccezioni per tributare l’omaggio al nuovo pontefice. Lungo applauso anche per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando Leone ha detto: ‘Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è chiamato ad affrontare, nell’esercizio delle sue alte funzioni istituzionali, la particolare complessità dell’attuale fase politica, che sappiamo saprà gestire con l’equilibrio e la saggezza di sempre’. Tutta l’Aula si è levata in piedi ad applaudire. Non si sono alzati solo alcuni deputati del M5S. A Palazzo Madama, il senatore a vita Emilio Colombo è stato chiamato a presiedere la seduta inaugurale perché il più anziano . Il capogruppo del Movimento cinque stelle al Senato Vito Crimi ha preso per la prima volta la parola nell’aula del Senato, in qualità di segretario provvisorio d’aula, per leggere le opzioni dei senatori eletti in più circoscrizioni .

I grillini, entrati per primi, hanno occupato, letteralmente correndo, tutte le due ultime file in cima ai settori prima usati da Pdl, Lega, Udc e Fli. Uno di loro si è tolto la giacca (cosa non consentita dal regolamento a seduta in corso), sfoggiando una vistosa camicia color prugna. Ancora sui grillini, una curiosità. Per ristorarsi durante le lunghe assemblee di queste ore si sono dotati di bicchieri di plastica, con il nome scritto sopra a pennarello. Come si usava alle feste in casa. Anche questa, una scelta testimoniata dalle pagine Facebook dei neoeletti. Con tanto di dibattito in proposito. È per esempio il convinto ecologista Paolo Bernini a trovare il punto debole della strategia: ‘Scempio di plastica a Montecitorio’. Un sostenitore suggerisce: ‘E se ciascuno si portasse la sua borraccia?’.

E mentre in Senato la senatrice Giovanna Mangili, eletta con il Movimento 5 Stelle, ha rassegnato le dimissioni ‘per motivi personali’, alla Camera sono numerosi i neo deputati che sono venuti alla prima seduta accompagnati da moglie e figli. Il neo deputato Luca Pastorino, in una pausa della prima seduta, porta il figlio alla buvette. ‘Sei un deputato?’, scherza Pier Luigi Bersani, anche lui in fila per un caffè, alludendo al massiccio rinnovamento generazionale avvenuto in questa legislatura.

‘Oggi inizia la nuova Legislatura! – scrive Beppe Grillo sulla sua pagina Facebook – Grazie ai cittadini portavoce del M5S questo Parlamento sarà il più giovane e rosa della Storia repubblicana’.

Primi adempimenti, la costituzione dell’ufficio provvisorio di Presidenza e la proclamazione dei deputati subentranti a candidati eletti per la quota proporzionale già proclamati eletti in collegi uninominali, e quelli optanti tra più circoscrizioni. Quindi è partita la prima votazione a scrutinio segreto per l’elezione del presidente della Camera, che si prevede non dia esito. La maggioranza richiesta è qualificata (due terzi dei deputati) e il Pd, il cui gruppo conta 340 deputati su 630, ha reso noto che voterà scheda bianca. Per giungere all’elezione, salvo intese fra i gruppi, sarà necessario arrivare alla terza votazione, che si terrà prevedibilmente domani. Nella seconda serve la maggioranza dei due terzi dei votanti, contando tra i voti anche le schede bianche. Dalla terza in poi basta la maggioranza assoluta dei voti.

Quando sarà eletto il presidente, si passerà all’elezione di quattro vicepresidenti e al completamento dell’ufficio di presidenza con la scelta di questori e segretari. Quanto alla costituzione dei gruppi parlamentari, passaggio determinante per l’avvio delle consultazioni del Capo dello Stato in vista dell’incarico per la formazione del nuovo Governo, entro due giorni dalla prima seduta i deputati devono dichiarare al segretario generale della Camera a quale gruppo intendono aderire. Entro quattro giorni il presidente convoca i gruppi che per prima cosa devono eleggere il presidente e i componenti degli altri organismi.

Fuori dall’Aula, sulla piazza, un cartello: ‘Grillo non fare il talebano’. È la scritta di un cartello portato in piazza Montecitorio da un anziano elettore del centrosinistra che lo ha appeso alle transenne che circondano la piazza. Presenti, davanti al Parlamento, anche sostenitori di `Save the children´, l’Unione inquilini con uno striscione che dice `Stiamo lottando per le case popolari, è un diritto´, e un gruppo consistente di esodati. Una lavoratrice – esodata – ha avvicinato lo `stellato´ Massimo Artini, uscito a salutare un gruppetto di attivisti cinquestelle venuti a salutarlo, esortandolo a risolvere ‘il problema degli esodati che riguarda 400mila lavoratori: è da un anno e mezzo che siamo senza stipendio nè pensione, non ce la facciamo più’.

‘Siamo sopra’. ‘Siamo oltre’. ‘Stiamo per aprire la scatoletta di tonno’. Si susseguono sulle pagine Facebook dei neodeputati del Movimento 5 Stelle le prime impressioni in diretta sul primo giorno della legislatura. Il riferimento e’ alla collocazione in Aula nella cosiddetta ‘piccionaia’. Dispersiva, dunque, ma con un certo impatto simbolico: quella di una sorta di ‘accerchiamento’ degli altri partiti. ‘Ci chiedono dove staremo in Aula, se a destra, a sinistra, al centro. Gli staremo dietro, con il fiato sul collo’, aveva del resto annunciato lo stesso Beppe Grillo nel primo messaggio dopo il risultato elettorale. Obiettivo confermato anche da un altro esponente M5S. ‘Siamo appena entrati in aula per la prima seduta! Operazione ‘fiato sul collo’ già iniziata: abbiamo occupato le ultime due file in alto in modo da controllare tutto!’, ha scritto il deputato del Movimento 5 Stelle Simone Valente.

‘Noi proseguiamo per la nostra strada: votiamo il nostro candidato. E’ un precorso di coerenza che vogliamo mantenere. Noi voteremo il nostro candidato e se non sarà al ballottaggio, non voteremo alcun candidato’, ha detto Vito Crimi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Senato, arrivando a Palazzo Madama. Crimi si è presentato con uno striscione con su scritto ‘Voi il megafono, noi la voce’. Prima di entrare nel palazzo, vestito di un impeccabile completo grigio, si e’ diretto nella vicina piazza delle Cinque Lune posando assieme a un gruppo di militanti che mostravano lo striscione con la ‘V’ divenuta ormai firma dei Cinque Stelle.

Aggiornamento:

Alla Camera arriva la seconda fumata nera per l’elezione del presidente dell’Aula. Analoga situazione di incertezza al Senato dove si è concluso il secondo spoglio. Nulla di fatto, dunque, in entrambi i rami del Parlamento. Per quanto riguarda il secondo tentativo alla Camera, lo scrutinio ha sostanzialmente ripetuto il risultato del primo tentativo, con 450 schede bianche (Pd, Pdl e Scelta civica) e 110 voti per il candidato del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico. Da notare che Fico ha ottenuto un voto in più rispetto alla consistenza numerica del suo gruppo (109). In corso la terza votazione a Montecitorio: servirà ancora la maggioranza dei due terzi dei votanti.

Alle 17,58 terminate le operazioni di voto a Palazzo Madama. Come detto hanno prevalso ancora una volta le schede bianche (223) mentre il candidato dei 5 Stelle ha ottenuto anche questa volta 52 voti. Domani alle 11 il terzo scrutinio. Compaiono i nomi di Franceschini e Orlando. Se la presidenza della Camera dovesse andare al Pd in pole position ci sarebbe sempre Dario Franceschini. Ma nel partito sta prendendo quota anche l’ipotesi Andrea Orlando.

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