Luis Alberto Orellana e Roberto Fico sono i candidati del M5S alle presidenze di Senato e Camera

Orellana Senato M5SLuis Alberto Orellana e Roberto Fico sono i candidati del M5S per le presidenze del Senato e della Camera del M5S. La scelta dei due neo eletti grillini è arrivata in prima serata, al termine di un lungo pomeriggio che ha visto riunioni separate dei gruppi parlamentari grillini impegnati nella selezione degli ‘autocandidati’, seguite da una conferenza stampa sulla web tv della Camera convocata per le 20. Nel caso di Fico, però, la conferma è arrivata prima, grazie ad un post su Facebook della neo deputata Tiziana Ciprini.

Il Movimento aveva scelto di comunicare i due nomi selezionati per le presidenze prima agli attivisti in streaming. Ma un post di una deputata su Facebook ha rivelato la candidatura di Roberto Fico per la presidenza della Camera. Inizialmente era stato anche concordato un incontro in serata con i pontieri del Pd. ‘Abbiamo chiesto una diretta streaming’, aveva annunciato ai cronisti il capogruppo del M5S a palazzo Madama, Vito Crimi.Fico Camera M5S

I grillini, però, hanno poi declinato l’invito dei Democratici a tenere la riunione domani mattina alle 8.30 invece che alle 19 di questa sera, in diretta streaming, come proposto dal Movimento. ‘È troppo tardi’, commentano dallo staff grillino: ci potranno essere altri contatti ma un incontro è escluso, anche perché i Democratici sono impegnati con Pier Luigi Bersani nelle due riunioni dei gruppi, alle 18 i senatori (già in corso, presente il segretario), e alle 2o i deputati.

Lo stesso Bersani ha poi fatto sapere di avere proposto ai gruppi del Pd di Camera e Senato di votare domani scheda bianca all’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento. ‘A questo momento la nostra proposta di corresponsabilità non è stata raccolta dalle altre forze politiche’, ha spiegato Bersani, ‘propongo, quindi, per le votazioni di domani di astenerci per continuare a lavorare a un accordo che coinvolga tutti’, ha aggiunto. Deputati e senatori metteranno dunque nell’urna una scheda bianca.

Nel pomeriggio, prima delle riunioni dei gruppi Pd, si è svolta anche un incontro separato dei neo eletti Pd che si riconoscono nelle posizioni di del sindaco di Firenze Matteo Renzi. Andrea Marcucci, senatore ‘renziano’, sottolinea che al centro dell’incontro ‘ci sono i contenuti e non le poltrone’. ‘Ci interessano i contenuti, su questo vogliamo concentrare l’azione parlamentare, su questa base ascolteremo Bersani e decideremo. Non ci sono piani B. Tocca prima al segretario e in seconda istanza a Napolitano’, ha aggiunge la senatrice Nadia Ginetti.

Ma le trattative politiche in diretta streaming non sono l’unica novità della XVIIma legislatura. Domani e sabato, a svolgere le funzioni di segretari d’Aula nella seduta inaugurale del Senato saranno quattro senatori del Movimento 5 Stelle e due del Pd, in quanto i più giovani dei neo eletti. A prevederlo è il regolamento di palazzo Madama (articolo 2) che prescrive che siano i sei senatori più giovani a svolgere il ruolo di Segretari nella prima seduta. I sei sono Lorenzo Battista, Vito Crimi, Sergio Puglia e Giuseppe Vacciano di M5s, nonché Maria Spilabotte e Francesco Verducci del Pd.

Antonio Leone del Pdl sarà il presidente provvisorio della seduta d’insediamento della Camera dei deputati di domani fino all’elezione del nuovo titolare. Si tratta infatti del vice presidente più anziano per elezione tra i quattro della precedente legislatura, in questo caso la XVI, così come stabilito dal regolamento della Camera.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si è detto favorevole a discutere con il Movimento 5 Stelle del meccanismo di finanziamento dei partiti, ma garantendo comunque un contributo dal pubblico, altrimenti la politica ‘la farebbero solo i ricchi’. E critica Beppe Grillo per avere detto che l’Italia è già fuori dall’euro: ‘Che qualcuno dica ‘siamo già fuori all’euro e lo vada a dire a un giornale tedesco non è il massimo delle trovate’, ha detto il segretario del Pd a Youdem tv.

Beppe Grillo, definito dal tedesco Spiegel ‘l’uomo più pericoloso d’Europa’, gli risponde con post dal titolo ‘Politica senza soldi’, in cui elenca le cifre della campagna che ha portato il M5S a essere il primo partito italiano. E ha lanciato la proposta che anche i parlamentari Pd rinuncino allo stipendio di parlamentare esattamente come faranno i grillini, lanciando un hashtag #Bersanifallifirmare.

‘Le attività necessarie – scrive il ‘megafono’ del M5S – per le campagna elettorale, come l’allestimento dei palchi, sono state realizzate grazie al volontariato dei cittadini attivi. Tutte le altre spese connesse e correlate sono state sostenute grazie a circa 15.000 persone che hanno donato in media poco meno di 40 euro a testa per un totale di 568.832 euro ad oggi’. 

‘Tutte le voci di spesa – spiega Grillo – saranno pubblicate, entro i termini di legge, nei prossimi giorni non appena sarà finita la meticolosa attività di rendicontazione. Non tutti i soldi che sono arrivati sono stati effettivamente spesi. Come anticipato, la parte restante sarà destinata al conto corrente per i terremotati dell’Emilia‘.

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